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Se il mondo finanziario condanna
il Fondo Monetario Internazionale

“Il Fondo Monetario Internazionale deve smetterla di torturare la Grecia”. Così titola un editoriale uscito sul portale Bloomberg, organo d’informazione di punta del mondo finanziario. La Grecia ha raggiunto tutti i possibili obiettivi che le erano stati imposti dalla troika. Oggi è così finalmente arrivata al tanto agognato surplus. La produzione industriale, il settore del turismo e il sistema bancario hanno iniziato a dare i primi timidi segnali di ripresa del mondo ellenico. Tuttavia il Fmi vuole proseguire nella strategia prestito-debito-altro prestito per far completare le riforme richieste al Paese guidato da Tsipras.

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La finanza, ora, condanna l’austerity

Questa è l’analisi lucida espressa su Bloomberg. È paradossale che sia proprio il portale del mondo finanziario a redarguire il comportamento del Fmi, ritenuto eccessivamente rigido. “Il Fmi I sa perfettamente che i suoi debiti non possono essere ripagati. Ho sentito questo direttamente dalle persone coinvolte nella faccenda”, scrive l’editorialista di Bloomberg. Un comportamento, quello del mondo finanziario, dalla doppia personalità. Considerato che sullo stesso portale si erano spesi titoli allarmistici contro il referendum proposto da Tsipras proprio per rifiutare il pacchetto di aiuti del Fondo Monetario Internazionale.

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Adesso lo slogan è “cancellare il debito”

I greci alle urne avevano detto no all’ “aiuto” del Fondo, ma rimasero inascoltati da Tsipras, per la gioia del mondo finanziario che Bloomberg rappresenta. Ora quello stesso mondo tira le orecchie all’istituzione guidata da Christine Lagarde per aver eccessivamente “torturato” la Grecia. Bloomberg chiede addirittura di “write off”, “cancellare”, il debito. Fa strano leggere uno slogan coniato dai principali movimenti no global proprio tra le pagine del secondo quotidiano più letto a Wall Street. Ad ogni modo che la ricetta del Fondo Monetario Internazionale non abbia portato alcunché di benefico alla popolazione greca è comprovato dai dati.

La situazione economica (disastrosa) della Grecia

Dal momento di arrivo degli aiuti, 2015, il tasso di disoccupazione è rimasto costante al 23%, toccando punte del 24% nel 2016. Tra i disoccupati quelli più colpiti sono, come sempre, i giovani tra i 15 e i 24 anni (45,2%). Stupisce tuttavia che anche nella fascia d’età tra i 35 e i 44 anni la disoccupazione sia ancora sopra la soglia del 20%. Dati che tuttavia non vengono citati da Bloomberg. Se poi andiamo a vedere dove sono stati investiti i 220 miliardi di dollari del Fondo Monetario Internazionale, possiamo capire come mai la popolazione si è impoverita invece che arricchirsi. Di questi 220, ben 209 miliardi sono stati utilizzati per ricapitalizzare le banche elleniche, come riportato da Wall Street Italia. Dunque solo il restante 5% è andato più o meno a beneficio della popolazione greca. Anche di questo dato su Bloomberg non vi è traccia.

La Germania ha guadagnato soldi e aerei dalla crisi greca

Se da una parte la popolazione greca si trova ora costretta a pagare interessi su un prestito di cui non ha praticamente beneficiato, dall’altra vi è chi su questi interessi ha lucrato alla grande. In una recente interrogazione fatta dal partito dei Verdi tedesco al Ministro delle Finanze Wolfgang Schaeuble si è denunciato l’arricchimento della Germania sulla situazione greca. Si parla di 1,34 miliardi di euro guadagnati solo sugli interessi per i prestiti concessi.

Oltre a questo bel bottino la Germania avrebbe beneficiato proprio del pacchetto riforme cui la Grecia si è dovuta sottoporre. Così la privatizzazione dei principali aeroporti ellenici è stata sfruttata senza esitazioni dai tedeschi. Prima la società Fraport ha acquisito 14 aeroporti regionali, AviAlliance, sempre tedesca, ha “vinto” l’aeroporto di Atene, come riportava il Giornale. Anche di questo saccheggio infrastrutturale Bloomberg non parla. Sembra quasi che il mondo finanziario, vista la disastrosa situazione economica greca, voglia ora pulirsi la coscienza e gettare tutte le colpe sul FMI, quando in realtà ha contribuito a tutto ciò in maniera decisiva.