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Sirte, civili in fuga dal Califfato

Non solo Falluja. È orrore anche a Sirte, in Libia, dove migliaia di civili sono in fuga dopo che nei giorni scorsi è partita l’offensiva delle milizie di Misurata, fedeli all’esecutivo di al Sarraj, verso la roccaforte del Califfato in Libia.


Per approfondire: “I miliziani dell’Isis intrappolati a Sirte”


Sono oltre 6mila, infatti, le famiglie costrette nelle ultime ore a lasciare le proprie abitazioni per non finire ostaggio degli uomini dell’Isis. A riferirlo è stato l’inviato dell’Onu in Libia, Martin Kobler, che ieri, al Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite, ha tracciato il quadro della situazione umanitaria nella città e nel Paese. Molti civili, proprio come a Raqqa e Falluja, fuggono in massa dalle città governate dallo Stato Islamico per paura di essere uccisi. I numeri forniti da Kobler, del resto, descrivono una vera e propria emergenza. Sono 435mila in tutto gli sfollati nel Paese, che trovano rifugio in “scuole, università e edifici pubblici”. Una cifra “sbalorditiva”, secondo l’inviato dell’Onu.

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Kobler ha inoltre denunciato davanti al Consiglio di Sicurezza, la piaga del traffico di armi verso la Libia. Sono almeno 20 milioni quelle che in questo momento infiammano il conflitto. L’inviato dell’Onu ha chiesto di fermare le spedizioni di armamenti verso il Paese. Le uniche armi che devono arrivare in Libia, ha spiegato Kobler, sono quelle destinate alle forze regolari, e il loro invio deve essere approvato dal Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite. Anche l’Alto rappresentante per la politica estera dell’Unione Europea, Federica Mogherini, ha chiesto alle Nazioni Unite di estendere l’azione delle navi europee, in missione nel Mediterraneo per soccorrere i migranti, anche al controllo sull’embargo delle armi dirette all’Isis e alle milizie irregolari in Libia.

Le milizie che sostengono il governo appoggiato dalla comunità internazionale, quello di Sarraj, stanno guadagnando terreno contro gli uomini del Califfato a Sirte. Sabato le milizie di Misurata avevano strappato all’Isis la base di Ghardabiya, un’importante base aerea a 20km dal centro della roccaforte del Califfato, che ha privato i jihadisti di un importante canale di approvvigionamento. E nella giornata di lunedì, il portavoce dell’operazione militare che sta avanzando verso Sirte, Ahmed Hadia, ha reso noto che i miliziani che partecipano all’offensiva, dopo violenti scontri con gli uomini dello Stato Islamico, hanno preso il controllo di una caserma a 20 kilometri dalla città, che consentirà ai miliziani di aprirsi un varco verso il centro della città. L’Isis, invece, in un comunicato, ha smentito che i miliziani dell’operazione “Costruzione Stabile” abbiano preso effettivamente il controllo della caserma.

I jihadisti però, come a Raqqa e a Falluja, sarebbero sempre più in difficoltà anche a Sirte. Ad indebolire gli uomini del Califfato, inoltre, non sarebbero soltanto le offensive militari delle ultime settimane, ma anche la psicosi diffusasi tra i capi delle milizie jihadiste sul pericolo di infiltrati. Proprio per questo motivo, infatti, lo Stato Islamico starebbe decimando i suoi stessi miliziani, sospettati di fornire informazioni al nemico sulle posizioni dei comandanti jihadisti.

E mentre le truppe di Misurata tentano di strappare Sirte dalle mani dell’Isis, il Consiglio presidenziale del governo di intesa nazionale libico ha reso noto che anche per Sabrata verrà creata una unità di crisi del governo, che si occuperà di dirigere le operazioni militari contro l’Isis per riprendere il controllo della città della Tripolitania, ancora nelle mani degli uomini del Califfato.