Cattura

Io mi metto in gioco

Un pomeriggio come tanti: leggendo on line il quotidiano il Giornale arrivo alla pagina Gli Occhi della Guerra. La “sfoglio” con curiosità, conosco storie interessanti, e mi imbatto nel bando del Reporter Day. Decido di provarci. Focalizzo e seleziono il materiale da presentare: un mio portfolio, curriculum e così via. E poi…in un certo senso metto tutto in pausa.

 
Tutta l’agitazione ritorna quando, tramite email, mi informano che sono stato selezionato per la fase finale. Mi prende un un po’ di incertezza, di “panico”, e sul momento istintivamente decido di non andare. Perché, mi dico, non ne vale la pena, devo prenotare voli, hotel, ecc, e poi per cosa? penso. E quindi accantono il tutto. 
 
Ma dopo qualche giorno arriva inaspettata una telefonata dalla redazione: una voce gentile mi chiede perché ancora non avessi presentato il progetto. A questa segue una video chiamata, che mi fa scattare la voglia di mettermi in gioco, di provarci, e quindi comunico alla redazione che ci sarò a Milano i giorni del contest. Scelgo e stilo il progetto, lo preparo nel dettaglio: è un lavoro a cui pensavo da tempo. E poi prenoto volo, hotel ecc (perché in fondo siamo sempre al sud…e distanti) e parto. 
 
Quel 22 giugno, nella sede di Indro Montanelli, quel colloquio coi giudici che avevo tanto temuto ha fatto venir fuori, ancora una volta, la mia forte passione per la fotografia, attraverso la quale cerchi di raccontare il mondo con un occhio diverso, in modo spontaneo. Perché le emozioni non si costruiscono, si catturano.
 
E come ho sempre sostenuto, questa grande passione di raccontare le tue sensazioni attraverso una foto, ti porta e ti porterà sempre in posti in cui mai avresti pensato di andare.

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