mediterraneo italia

Cos’è il Mediterraneo allargato
dove Trump vuole Roma protagonista

Giuseppe Conte esce da questo summit con Donald Trump con la garanzia che l’Italia sarà partner privilegiato degli Stati Uniti per il Mediterraneo allargato.  “Da oggi abbiamo un fatto nuovo, significativo: una cabina di regia permanente Italia-Usa nel Mediterraneo allargato, è una cooperazione strategica, quasi un gemellaggio, in virtù del quale l’Italia diventa punto di riferimento in Europa e interlocutore privilegiato per le principali sfide del terrorismo e di tutte le crisi del Mediterraneo, con particolare riguardo alla Libia”.

Il Mediterraneo allargato

Il concetto espresso da Conte in conferenza stampa forse è stato sottovalutato da molti. Concentrandosi sulla parola “Mediterraneo”, ci si è soffermati poco sull’aggettivo al suo fianco: allargato. Ma è invece lì la differenza sostanziale che c’è fra quello che noi riteniamo essere il bacino cui faceva riferimento Conte insieme a Trump e quello che invece risulta da questa definizione. Perché confondere il Mar Mediterraneo con il Mediterraneo allargato rischia di creare confusione.  

Il concetto di Mediterraneo allargato nasce dall’esigenza di definire quell’area che ha il nostro mare come bacino principale, ma a sua volta collegandolo a tutti i mari e a tutte le aree che lo circondano e che, apparentemente, non rientrano nel suo ambito. Il Mediterraneo per come lo intendiamo noi è un mare piccolo, semichiuso, fondamentalmente secondario nelle logiche delle grandi potenze internazionali. Ma preso insieme ad altre aree ed altri bacini ad esso vicini o collegati culturalmente, politicamente e geograficamente, il Mediterraneo diventa il centro di interessi strategici fondamentali che ad esso sono connessi.

Ecco che allora il Mediterraneo allarga i suoi confini. Non si ferma a Gibilterra, ma arriva all’Atlantico finendo alle Canarie e alla costa occidentale dell’Africa settentrionale. A sud, non c’è più la costa mediterranea a fungere da confine:ma si deve guardare per forza al Sahel, visto che le sue crisi colpiscono direttamente il Mare Nostrum. A nord-est, il confine arriva direttamente in Crimea: il Mar Nero è parte integrante di questo sistema. E infine, ancora più a Est e Sud-est, bisogna fare particolare attenzione a questa “cabina di regia” fra Italia e Stati Uniti.

Il Mediterraneo allargato, infatti, non solo lambisce, ma penetra in Medio Oriente. Sicuramente ne fa parte il Mar Rosso e certamente ne fa parte anche il Corno d’Africa. Ma c’è addirittura chi si spinge oltre e considera il Golfo Persico come un bacino che rientra in questo concetto geopolitico. E allora, i nostri orizzonti devono estendersi anche in settori che consideriamo (colpevolmente) lontani. Ma sono aree dove i nostri interessi strategici sono ben più presenti di quanto possiamo immaginare.

L’Italia pioniera del Mediterraneo allargato

Per l’Italia questa sfida è il frutto di decenni di strategia. Perché per i governi italiani è stato sempre chiaro che non si potevano ridurre i nostri confini strategici al Mediterraneo come lo conosciamo dalle carte geografiche. Perché gli interessi commerciali italiani che transitano per il Canale di Suez, porta sudorientale del nostro mare, sono a loro volta costretti a transitare per il Golfo di Aden, Bab el Mandeb e il Mar Rosso. E non a caso nella campagna contro la pirateria la Marina italiana è sempre stata in prima linea. I nostri interessi hanno un orizzonte che giunge direttamente sulle coste della Penisola arabica

Questo percorso di avvicinamento è stato costante ma da sempre chiaro. Lo è stato dall’intervento militare in Libano del 1982 fino ai nostri giorni, con le missioni nelle aree di nostro interesse. Siamo parte di un’Alleanza, certo, ma siamo anche un Paese che molto spesso sottovaluta se stesso e si dimentica che partecipare a certe crisi significa anche mantenere contatti e controllo che le guerre e i rovesciamenti rischiano di minare nel profondo.

Non esserci, significa non tornare più. Lo si è capito in Libia, quando o intervenivamo o perdevamo tutto quello che avevamo guadagnato in anni di accordi. Ma lo si capisce anche nella stessa Siria, Paese con cui l’Italia aveva ottimi rapporti commerciali. E lo si capisce anche con l’Iran e cosa stanno comportando le sanzioni per la nostra imprenditoria.

Una carta da giocare bene

Il ruolo che Conte è riuscito a strappare al vertice con Trump è fondamentale. Se l’Italia saprà sfruttare al meglio l’opportunità di queste convergenze di fattori, interni ed esterni, che ci rendono interlocutore privilegiato a Washington e allo stesso tempo amici di Mosca, possiamo effettivamente ripristinare una certa influenza italiana nell’area di tutti i bacini di nostro interesse.

Naturalmente, questa carta va giocata bene. Da un punto di vista strategico, questa cabina di regia deve diventare un modo per sfruttare, da gregari (perché la superpotenza è chiaramente un’altra), una via per essere riconosciuti come interlocutori dei Paesi che vivono e si occupano di questa vasta area che va dal Sahel alle Alpi, dall’Atlantico al Golfo Persico.

Ma è anche il riconoscimento di un ruolo cui l’Italia, fondamentalmente, ha sempre ambito. Il governo Conte ha ottenuto un ruolo che strategicamente Roma ha sempre voluto. Quindi l’obiettivo, a questo punto, deve essere trasformare la contingenza favorevole in un’idea di sistema. Gli Stati Uniti avranno chiaramente la leadership. È del tutto evidente che l’Italia non può diventare la potenza mediterranea. Ma questo “gemellaggio” ci dà intanto la guida della stabilizzazione della Libia. Ora sarà a noi essere capaci di gestire al meglio la situazione senza trasformarci soltanto in pedine della strategia americana.

  • Vlado Cremisi

    Ma lo sa Trump che i centri sociali a Roma sono strapieni di curdi simpatizzanti del pkk?

    • Vlado Cremisi

      esplosione vicino ambasciata turca nel centro di Roma dovuto a fuga dai tubi del gas nel sottosuolo, ci voglio credere

  • fabio franceschini

    Speriamo in bene.onestamente, forse ,la cosa migliore che il nuovo governo sta cercando di fare è cercare di recuperare un ruolo in nordafricano e sopratutto in Libia .altrettanto onestamente bisogna riconoscere che già minniti(non certo un semplice ministro dell’interno) aveva già provato a ritornare anche se con evidente diffivolt

    • Vlado Cremisi

      Oppure spostare l’asse verso Haftar per arrivare tutti felici e contenti alle elezioni.
      Sinceramente
      non vedo un futuro roseo davanti a noi.
      E se poi dobbiamo andarci ad impicciare con la flotta insieme al quadrilatero israelogrecocipriotaegiziano, ecco, vorrei solo capire cosa realmente ci guadagnamo in termini di interesse, dal momento che in quelle zone ora come ora potrebbe succedere di tutto.

  • Flavio Stilicone

    Analisi a mio avviso corretta anche se giustamente appesantita da molti “se”. Dobbiamo tenerci in equilibrio, senza rinunciare ad altre possibilità di sviluppo commerciale, e se rinunciamo ad essere terminale della BRI cinese dobbiamo ottenere qualcosa in cambio.
    Vedo due pericoli in questa intesa tra “populisti”, anzi a pensarci bene il pericolo è uno, ma doppio, al di qua e al di là dell’oceano. I due governi sono invisi a poteri appena destituiti ma con ancora tanti amici nell’informazione, nella pubblica amministrazione, nella magistratura e nella “”””””””””cultura”””””””””” (sono virgolette, mi tremano le dita a chiamarla così). Sopravviveranno all’assedio? O “scopriranno” che Trump è una spia russa? O che uno dei dioscuri italiani è pedofilo o, indifferentemente, golpista?
    Dott.Vita, disegna un orizzonte potenzialmente roseo ma se cade una gamba casca tutto … e ci ritroviamo alla casella del via …

  • HappyFuture

    Noooò! E’ la solita fuga in avanti senza riflettere. Può mai essere che il Mediterraneo allargato comprenda il Mar Rosso, magari fino all’Oceano Indiano, e fino al Mar di Marmara e Mar Nero? E con quali flotte si pattuglia il Mar Mediterraneo coi confini ridisegnati? Ma quale flotta entra nel Mar di Marmara e nel Mar Nero? Puri vaneggiamenti di amanti la “geopolitica”, geostazionaria.
    Forse neanche la VI flotta coadiuvata da quella Italiana, Francese, Spagnola, Portoghese… (e che facciamo estraniamo H.M. Fleet?), riuscirebbero a pattugliare i Mari menzionati. Lasciamo da parte… il permesso da chiedere a Nazioni come Turchia e Russia… per entrare in Mar di Marmara e Mar Nero.
    Non avete menzionato il Mar Caspio! Mettiamo i cingoli alle portaerei e le facciamo navigare in Mar Caspio.
    WOW!
    Tornate coi piedi sulla terra… anzi sulla spiaggia, che è meglio!

    • Mario Marini

      Quanto ha riflettuto il suo predecessore, il becero Obama? In quanto a destabilizzazione deve avere il cervello grande come una noce l’abbronzato, dato che ha creato solo danni……

      • HappyFuture

        Il vostro livore contro Obama dimostra innanzitutto che avete consegnato il cervello a chi ve lo manipola… non siete capaci di obiettività. Del resto lei e tutti quelli contro Obama sono razzisti. Come “pel di carota” DJ45 Trump. Obama ha messo fine alla guerra in Iraq e tutte le hot spots creati dai Repubblicani e dai Bush in particolare. E non voglio ribadire tutti gli altri successi.

        • Mario Marini

          Chi ha manipolato il cervello in lungo e in largo sono stati i mass-media, new york times in testa, degli usa obamioti anche negando l’evidenza quando stava compiendo errori su errori

          • HappyFuture

            Quindi l’epurazione dell’esercito iracheno, voluta da G. W. Bush non c’è mai stata. E l’Isis l’avrà finanziata Obama con le donazioni della Clinton Fondation e i petrodollari dell’Arabbia Saudita. Quanti seguaci ha questa storia?

        • Mario Marini

          Obama ha lasciato l’Iraq nella mani dell’isis e ha incendiato tutto il Medioriente e il nordafrica, sdoganando i peggiori integralisti a cominciare dai fratelli musulmani, per non parlare degli altri fallimenti. Tra poco ci dirà che gli asini volano e noi dovremmo prenderlo come verità rivelata?

    • Marco_Seghesio

      Io penso che il cosiddetto “Mediterraneo allargato” e’ sempre stato alla base della politica e della strategia italiane, sin dal 1861.
      Non e’ che non si guarda mai oltre il Mediterraneo e poi, quando all’improvviso una nave di guerra potenzialmente ostile passa gli Stretti, entrando nel Mediterraneo, la si considera equivalente ad un UFO, comparso all’improvviso dal nulla.
      Secondo me questo incontro USA-Italia riprende un rapporto particolare nel Mediterraneo. Un rapporto che forse spiega anche perche’, nell’intero periodo della Guerra Fredda (e malgrado la grave crisi del 1986 con Sigonella, per tacere delle cosiddette “stragi”), gli USA hanno impedito ai francesi e ai britannici di toccarci la Libia. E’ con Obama che la situazione mi pare sia stata ribaltata e i franco-britannici non se la sono fatta ripetere due volte, prima di venirci in quel posto. Direi che ora la situazione e’ in parte ripristinata, sia pure in un contesto totalmente differente. Anche se certo non va a favore di una vera confederazione. Stupidi francesi, stupidi tedeschi e anche stupidi italiani. In quanto ai britannici, non l’hanno mai voluta, quindi sono stati gli unici a seguire correttamente la loro storica strategia.