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Il piano di Macron per assediare l’Italia. Parigi vuole circondare Roma

Quello della Francia è un piano studiato a tavolino che ha come obiettivo quello di circondare l’Italia. Emmanuel Macron e il governo di Giuseppe Conte hanno avviato da tempo una sfida senza quartiere per tessere la propria strategia.

L’Eliseo sembra intenzionato a colpire in maniera sensibile gli interessi strategici italiani. Per prima cosa provando a circondare Roma non solo da un punto di vista politico, ma anche da un punto di vista geografico. Perché quello che appare abbastanza chiaro, è che da Parigi sia giunto l’ordine di costruire una rete di alleanze e rapporti che vadano a intensificare le alleanze francesi a discapito di quelle italiane.

La conquista dell’Africa del Nord

Il piano prevede una vero e proprio accerchiamento. Innanzitutto in Africa del Nord, dove Italia e Francia hanno in Libia il loro maggiore terreno di scontro. Sulla Libia, le mosse di Macron sono ormai evidenti: lo aveva fatto capire già prima dell’estate scorsa con il sostegno alle elezioni, e lo ha dimostrato anche in prossimità della Conferenza di Palermo. E, come spiegato su questa testata, nelle ultime settimane sono arrivate ulteriori conferme del piano parigini per scalzare Roma.

Ma la Libia non è l’unico laboratorio della sfida al governo giallo-verde. Macron ha deciso di rafforzare anche i legami con i vicini della Libia e con quei Paesi che potrebbero rappresentare eventuali partner del governo italiano su suolo libico, a cominciare dall’Egitto. La visita del capo dell’Eliseo al Cairo è servita per rafforzare i tradizionali legami fra Egitto e Francia che, evidentemente, vanno a incidere anche sulla Libia. E il simbolo di questa influenza è il maresciallo Khalifa Haftar, che sostenuto da Abdel Fattah al-Sisi, ha di nuovo messo in dubbio la sua partnership con l’Italia per rinforzare quella con i vecchi amici francesi.

L’Egitto interessa all’Italia e alla Francia per diversi motivi. Non c’è solo l’influenza sulla Libia, ma anche il gas (con il giacimento di Zohr) a decidere gli equilibri internazionali. E a questo si aggiungono le commesse militari, che costituiscono un volano industriale fondamentale. E le frizioni fra Italia ed Egitto dopo il caso di Giulio Regeni sono servite anche a blindare l’asse franco-egiziano a discapito degli eccellenti rapporti che intercorrevano fra Roma e Il Cairo.

A ovest della Libia, invece, e soprattutto a poche miglia nautiche dall’Italia, non va sottovalutata la recente decisione della Tunisia di raddoppiare i rapporti economici con la Francia. Lo ha comunicato pochi giorni fa il primo ministro tunisino, Youssef Chahed, dopo aver incontrato Macron. Il raddoppio dei rapporti economici è un segnale molto importante sull’influenza che avrà Parigi su Tunisi. E non a caso, insieme a questo annuncio, è arrivato anche quello di un maggiore coinvolgimento francese nel sostenere la Tunisia nella lotta al terrorismo. Locuzione che di solito apre diversi scenari, fra cui anche la consulenza militare e gli scambi di intelligence. 

Il Nord Africa, dunque, rischia di essere sempre più filo-francese. E per l’Italia non è affatto un problema secondario. Siamo noi la potenza dell’Unione europea sul fronte Sud. E il fatto che dall’altra parte del Mediterraneo vi siano Paesi più legati a un governo avversario che a noi, può diventare un ostacolo estremamente importante. E proprio per questo, da subito Conte e i suoi ministri hanno creato una fitta agenda di incontri e visite fra Libia, Algeria, Egitto, Qatar ed Emirati. Perché anche dal Golfo Persico passa parte della politica nordafricana. Come non è un mistero che il Niger e il Ciad, nel Sahel, siano un altro laboratorio della sfida Italia-Francia.

L’assedio in Europa

L’assedio continua poi in Europa. E per quanto riguarda il fronte del Vecchio Continente, l’agenda di Macron è chiaramente una sola: blindare l’asse franco-tedesco ed escludere l’Italia. Soprattutto questa Italia, l’Italia guidata da Lega e Movimento Cinque Stelle, avversari senza mezzi termini della politica di Macron e di tutto ciò che rappresenta.

L’attacco di Macron, in questo settore, è avvenuto sia dal punto di vista politico che dal punto di vista economico. La Francia ha colpito gli interessi italiani in ambito industriale (vedi Fincanteri e Parmalat), ma anche in quello finanziario. Il fatto che Parigi abbia infranto il tetto del 3% del deficit senza però avere alcun senso di riguardo nei confronti del governo italiano è stato un messaggio molto netto. E questo è soprattutto servito alla Francia per continuare la manovra di accerchiamento isolando il più possibile l’Italia.

Rafforzando le relazioni con la Germania, simboleggiate dal Trattato di Aquisgrana, Macron ha anche fatto un favore ad Angela Merkel e i falchi del Nord Europa evitando di infiammare il dibattito sul deficit. Così, mentre Parigi, anche silenziosamente, sfondava il muro 3%, dalla capitale francese si alzava il coro di “no” verso un supporto alla manovra economica italiana. Idem da parte di Bruxelles.

E l’assedio a Roma è stato soprattutto un modo per far sì che l’Italia finisca per rimanere sola in sede europea. Macron ha prima vincolato i rapporti franco-tedeschi, poi ha stretto l’asse con Pedro Sanchez sperando che Madrid diventasse il terzo centro dell’asse Parigi-Berlino. Naturalmente a danno del governo italiano. Anche se questa volta, ha fatto male i conti: la Spagna andrà presto a elezioni. E Macron non sembra in grado di garantirsi la fedeltà del vicino iberico.

Ora l’assedio potrebbe continuare dopo le elezioni europee. E l’obiettivo di Macron sembra essere quello di arrivare ad avere un numero di seggi al Parlamento europeo tale da allearsi con l’Alde e comporre un blocco con Ppe e socialisti sul modello tedesco. L’obiettivo francese è infatti diventare l’ago della bilancia, escludendo i sovranisti e gli euroscettici dal potere. In questo modo, potrà avere un peso molto rilevante nella spartizione delle poltrone che contano: ma potrà soprattutto isolare ancora di più l’esecutivo italiano. Roma è avvertita: saranno mesi difficili e occorrerà fare quadrato insieme ai nostri alleati.