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L’orrore delle gang islamiche:
migliaia di bimbe stuprate

Pervertiti e disumani. Sono solo due degli aggettivi usati dal giudice di Leeds per descrivere 20 uomini, tutti di origine pachistana, condannati a Huddersfield. Quella che apparentemente sembra una cittadina tranquilla nel cuore della Gran Bretagna nascondeva, e secondo diverse fonti nasconde tuttora, un giro di sfruttamento sessuale minorile inquietante. In altre parole, bambine anche di soli 11 anni sono state trasformate in schiave del sesso. Come? La gang adescava le prede per strada, all’uscita da scuola o alla stazione degli autobus. Apparentemente poteva essere un semplice invito a una festa. Ma qui, poi, c’erano gli alcolici. E dentro gli alcolici c’era la droga. Quello che succedeva dopo lo si può immaginare. “A un certo punto sono rimasta sola con uno di loro. Quella è stata la prima volta che mi hanno stuprato. E prima di quella notte non sapevo nemmeno cosa fosse il sesso”, racconta K., che per motivi legali deve rimanere anonima.  E poi aggiunge un dettaglio inquietante: “Spesso ci dicevano che noi non eravamo altro che spazzatura bianca”

Una volta che si entra nel giro, è praticamente impossibile uscirne. La quotidianità si trasforma, in qualche giorno, in un incubo a base di torture e minacce. Sì, perché se a 12 anni sei ricoperta dalla testa ai piedi di benzina e minacciano di darti fuoco, non dici di no. Ti lasci violentare. E se poi minacciano di dare fuoco pure a casa tua e alla tua famiglia, su quella macchina scura che ti aspetta davanti al cancello ci sali. Dai racconti delle vittime, oltre alle sfumature raccapriccianti, emerge infatti un fattore chiave: questi mostri riuscivano a controllare la mente delle adolescenti. È come se in qualche modo fossero diventate di loro proprietà. Proprietà dei loro stupratori. Solo per fare un esempio: la madre di una delle vittime ha raccontato che sua figlia ha rischiato di farsi male buttandosi giù dal balcone del primo piano di casa per uscire dopo che i suoi aggressori le avevano ordinato di incontrarli. Un’altra ragazza è invece riuscita a sfuggire agli abusi dopo che la gang pachistana ha dato fuoco a casa sua. La famiglia, di conseguenza, ha dovuto trasferirsi: “È stata la cosa migliore che potessero farmi, quella di dare fuoco a casa mia”.

“Usate e abusate a volontà”

Gli abusi hanno avuto luogo tra il 2004 e il 2011. I 20 uomini di Huddersfield, che fanno tutti parte della comunità musulmana locale, sono stati condannati alla Leeds Crown Court al termine di tre processi: hanno commesso oltre 120 reati ai danni di 15 bambine e ragazze. Ma, secondo quanto è emerso dalle carte, una cosa è certa: molti aggressori non sono ancora stati identificati. Stessa cosa vale per le vittime. E non è finita qua: risale al 16 novembre, infatti, la notizia che altre 30 persone dello stesso paese sono accusate di stupro, maltrattamenti, traffico di minori e droga. Andranno a processo tra un anno.

Il leader della gang, Amere Singh Dhaliwal, un 35enne sposato con due figli, è stato condannato all’ergastolo. “L’entità e la gravità della tua violenza superano di gran lunga tutto ciò che ho visto in tutti i miei anni di lavoro”, ha affermato poco prima della sentenza uno dei giudici coinvolti. Le altre bestie del gruppo hanno preso invece dai cinque ai 18 anni. Utilizzavano tra loro nomi in codice come “Dracula”, “Bullo” o “Bestia”. Secondo quanto riportato da altri giurati di Leeds, gli aggressori, in particolare, predavano bambine e ragazzine giovani e vulnerabili. Una di loro avrebbe avuto infatti l’età mentale di un bimba di sette anni durante gli anni dell’incubo.

Orrore nazionale

Ma non è sol Huddersfield. È tutto il Regno Unito: è Rotherham, Oxford, Rochdale, Newcastle, Keighley, Halifax, Bristol, Aylesbury, Peterborough, Telford, Banbury, Derby. E certamente molte altre città.

Dal 2005 ad oggi, circa 300 uomini sono stati condannati per stupro, traffico di minori e sequestro di persona. Di questi, la maggioranza è parte dellacomunità musulmana locale.  In particolare si tratta nell’84% dei casi di persone di origini pachistane. Una più piccola fetta, invece, è di origine somala. C’è poi da considerare che molti processi e molte indagini sono ancora in corso. Inoltre, non è da escludere la possibilità che alcune di queste gang fossero collegate tra loro, considerando il fatto che spesso le vittime venivano portate dall’altra parte del Paese per poi essere vendute ad altri uomini.

Questo crimine, fino a qualche anno fa, raramente veniva discusso nel Paese. Rappresentava una sorta di tabù. Questi abusi sessuali sono stati spesso ignorati o addirittura insabbiati. A Rotherham , infatti, dove 1400 bambine sono state stuprate e abusate per anni, la polizia si è scusata pubblicamente per avere ignorato per anni le innumerevoli richieste di aiuto da parte di ragazze e famiglie. Molti poliziotti hanno ammesso che avevano paura di essere identificati come razzisti affrontando l’argomento. E così, la protezione della reputazione istituzionale o della coesione comunitaria è venuta prima della tutela di queste bambine.