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Dopo l’incontro tra Moon e Xi
nuove relazioni tra Cina e Sud Corea

La Cina e la Corea del Sud, nello scenario presente dell’Asia-Pacifico, rappresentano due attori di primaria importanza che necessitano vicendevolmente l’una dell’altra, al di là degli schieramenti di campo che apparentemente possono emergere dalla crisi legata al rilancio della corsa al nucleare del regime nordcoreano.

In un contesto che vede la regione interessata da notevoli tensioni e numerose potenze impegnate nello scenario coreano, dagli Stati Uniti al Giappone passando per la stessa Corea del Nord, il presidente sudcoreano Moon Jae-in si è recato a Pechino nella giornata del 14 dicembre, avviando un tour di quattro giorni nell’Impero di Mezzo e incontrando l’omologo Xi Jinping per inviare un messaggio distensivo e riaffermare una relazione che, negli ultimi mesi, aveva conosciuto un notevole raffreddamento.

Come riportato da Radio Cina Internazionale: “i due capi di Stato hanno ascambiato opinioni sulla situazione nella penisola coreana. Xi Jinping ha sottolineato che si deve difendere fermamente l’obiettivo di denuclearizzare la penisola, affrontando le questioni ancora irrisolte attraverso il dialogo e le consultazioni. Moon Jae-in ha sottolineato che la Corea del Sud sta profondendo un fermo impegno nel cercare di risolvere la questione nucleare della penisola coreana attraverso mezzi pacifici ed è pronta a collaborare con la Cina per salvaguardare insieme la pace e la stabilità della regione”.

La ritrovata concordia fa seguito a un accordo siglato a ottobre che ha risolto, come segnala The Diplomat, una disputa connessa all’opposizione di Pechino all’installazione di ulteriori componenti del sistema di difesa antimissile statunitense THAAD in Corea del Sud e rilanciato il reale nucleo del rapporto tra i due Paesi: un’attiva cooperazione economica che tanto Moon Jae-in e Xi Jinping intendono rafforzare nel corso della visita del leader di Seul in Cina.

L’attiva diplomazia commerciale tra Cina e Corea del Sud

Il seguito della delegazione che ha accompagnato Moon Jae-in nel suo viaggio in Cina comprende, tra gli altri, 300 rappresentanti del mondo imprenditoriale sudcoreano, tra cui spiccano gli executives di Samsung, Hyundai, e LG, interessati a concretizzare sotto forma di partnership e progetti d’investimento congiunti l’interesse bilaterale a un’espansione delle relazioni economiche.

Tale relazione sormonta i modesti interessi detenuti dalla Cina nel suo interscambio con la Corea del Nord: nel 2016 il volume di scambi bilaterali ha toccato il valore di 217,7 miliardi di dollari, e la Corea del Sud risulta uno dei pochi Paesi a detenere un surplus commerciale consistente (31 miliardi di dollari) con la Repubblica Popolare, basato principalmente sull’esportazione di circuiti integrati e semiconduttori per l’industria tecnologica cinese e di componenti di veicoli non ancora assemblati.

La visita del Presidente sudcoreano in Cina potrebbe rappresentare l’occasione propizia per iniziare a superare una dialettica che ha portato la relazione tra i due Paesi a rimanere molto spesso ostaggio delle tensioni geopolitiche dell’Asia-Pacifico, come segnalato dal Financial Times.

In particolare, potrebbe rappresentare l’occasione propizia per garantire piena implementazione al trattato di libero scambio bilaterale siglato nel dicembre 2015, attraverso cui Cina e Corea del Sud hanno abolito oltre 950 dazi commerciali riguardanti soprattutto dispositivi medici, prodotti informatici e componenti tecnologici. L’integrazione geoeconomica supera la potenziale rivalità geopolitica: tra Cina e Corea del Sud è tempo di un dialogo attivo che potrebbe risultare benefico alla stabilità dell’intero contesto regionale.