Joshua Schulte

L’ex agente della Cia accusato
di aver collaborato con Wikileaks

Si chiama Joshua Schulte, ha 29 anni, ed è sospettato di aver consegnato migliaia di file segreti a Wikileaks, l’organizzazione fondata da Julian Assange. Come riporta il Telegraph, l’ingegnere informativo avrebbe lavorato per sei anni alla Cia, dove progettava malware per penetrare nei computer dei sospetti terroristi, prima di lasciare l’intelligence Usa nel 2016. Nel marzo 2017, due settimane dopo il suo ritiro dall’intelligence, Wikileaks ha pubblicato “Vault 7”, una raccolta di quasi 9mila documenti sottratti alla Cia che dimostrano le sue capacità di violare i sistemi di sicurezza di computer, smartphone e persino di televisori e altri oggetti collegati a Internet per ottenere i loro dati e intercettare le conversazioni ambientali.

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A pochi giorni dalla pubblicazione di quei documenti riservati, spiega il Washington Post, le agenzie d’intelligence statunitensi lanciarono un’indagine e perquisirono l’appartamento di Schulte, a New York. I funzionari sospettavano che l’ingegnere diffondesse “informazioni inerenti la difesa nazionale” e sequestrarono computer, tablet e smartphone in possesso dell’ingegnere. 

Trovato materiale pedopornografico nella sua abitazione

Come riporta il New York Post, l’ex ingegnere della Cia è finito nei guai per aver parlato con la stampa rivelando alcuni dettagli dell’indagine. I procuratori federali di Manhattan, infatti, hanno trascinato Joshua Schulte in tribunale accusandolo di aver impropriamente condiviso – dal carcere – alcune informazioni riservate. Secondo il procuratore Matthew Laroche, Schulte ha parlato con i giornalisti del Metropolitan Correction Centre dell’inchiesta del marzo 2017 relativa ai suoi legami con Wikileaks.

Schulte, tuttavia, è al momento detenuto per un’altra vicenda che non ha nulla a che fare con i suoi presunti rapporti con l’organizzazione di Assange. L’esperto di software è stato arrestato e accusato per il possesso di materiale pedopornografico e successivamente rinchiuso in carcere per aver violato la libertà condizionale. Quando gli agenti dell’Fbi esaminarono il suo hard disk in cerca di informazioni e prove che lo collegassero a Wikileaks, hanno trovato oltre 10 mila immagini di pornografia infantile. Oggi è detenuto in una struttura federale a Manhattan. 

Schulte condivideva informazioni riservate sul web

Il paradosso è che l’uomo sospettato di aver divulgato uno dei più importanti segreti della storia della Cia, per anni ha condiviso informazioni riservate sul web, senza che nessuno indagasse o se ne accorgesse. Come riporta il Daily Beast, l’esperto informatico ha pubblicato il codice sorgente di un programma interno della Cia sul suo account di GitHub, servizio di hosting per progetti software. Un portale principalmente utilizzato dagli sviluppatori, che caricano il codice sorgente dei loro programmi e lo rendono scaricabile dagli utenti, permettendo a questi ultimi di interagire con lo stesso sviluppatore tramite un sistema di issue tracking. Joshua Schulte condivida questi codici quando lavorava per la Cia senza che l’intelligence battesse ciglio. Un’enorme falla nella sicurezza dell’intelligence degli Stati Uniti. 

  • johnny rotten

    Con l’accusa di pedofilia lo hanno stroncato sul nascere, non vorrei che fosse come per le accuse di stupro, poi rivelatesi false, contro Julian Assange, a questi sionazi è sempre difficile dar credito.

    • http://www.zorring.org Matteo B

      Una volta quando volevano arrestare qualcuno senza prove gli mettevano la cocaina in casa, ora gli mettono le foto nel computer. E’ anche più efficace: uno può dimostrare di non essere drogato, ma dimostrare di non guardare delle foto è parecchio più difficile!