1443719783-4117644-3x2-940x627

L’esercito siriano avanza su Aleppo

Foto d’archivio. Mentre nel nord regna la confusione, tra assalti turchi, i timori curdi ed i taciti accordi che stanno assicurando ad Ankara quella ‘striscia di sicurezza’ vicino al proprio confine volta a tranquillizzare Erdogan ed il suo governo, la notizia più importante pervenuta nella scorsa domenica dal fronte siriano riguarda la nuova avanzata dell’esercito di Bashar Al Assad ad Aleppo, la quale rimette sotto assedio i quartieri controllati dai terroristi.


Per approfondire: “Chi prende Aleppo vince la guerra”


In particolare, ad essere riconquistata è stata la ‘Scuola di artiglieria’ che si trova a sud ovest della metropoli siriana, un vero e proprio snodo cruciale nella battaglia per la riconquista della capitale economica della Siria, al centro di duri scontri durati circa tre settimane; la perdita di questa importante base, avvenuta nelle ultime settimane di agosto, ha voluto significare per l’esercito regolare il timore fondato di veder interrotto l’assedio appena iniziato contro i combattenti nemici e soprattutto lo spezzettamento di ogni linea di rifornimento da e verso il centro di Aleppo. Adesso la situazione è nuovamente ribaltata; la scuola di artiglieria era stata conquistata dai gruppi ribelli all’apice della feroce controffensiva volta a togliere l’assedio ed a frenare una lenta ma costante avanzata delle forze di Damasco, sempre più vicine al pieno controllo dei punti strategici della città. Pur tuttavia, dopo l’inaspettata sconfitta presso la scuola di artiglieria, l’esercito regolare è riuscito a riorganizzarsi ed a mantenere sotto tiro di fuoco questa struttura in modo da vanificare gli sforzi e le avanzate nemiche; uno stallo nuovamente, come detto, interrotto nelle scorse ore con la definitiva riconquista della base che, prima del conflitto, fungeva da accademia per le nuove reclute.

LEGGI ANCHE
Ecco il piano della Francia
per prendersi la Difesa Ue

Una beffa e forse una delle più cocenti mazzate al morale per i gruppi terroristici operanti ad Aleppo; per tentare di togliere l’assedio, Al Nusra e soci hanno tolto dal fronte della confinante provincia di Idlib e dalla provincia di Latakia numerosi mezzi e uomini, con almeno duemila morti tra le proprie file ed il tutto con il risultato di vedere nuovamente l’assedio sulla seconda città siriana e l’impossibilità quindi di rifornire quella che oramai è una ‘sacca’ destinata a sgonfiarsi sotto i colpi dell’esercito siriano, il quale oltre a poter contare sui rifornimenti provenienti dalla Castillo Road (la tangenziale nord conquistata a fine agosto), si trova al contempo in ottima posizione per riprendere il controllo di Khan Touman, un villaggio la cui conquista permetterebbe di riaprire le linee di rifornimento anche da sud.


Per approfondire: Aleppo, la posta in gioco


L’avanzata, stavolta forse definitiva ed irreversibile, dell’esercito siriano su Aleppo dovrebbe essere motivo di sospiro di sollievo per tutte quelle cancellerie occidentali che dicono di voler estirpare il fenomeno dell’estremismo e del terrorismo; invece, ancora nelle scorse ore, molti media occidentali hanno presentato in modo negativo gli ultimi sviluppi interni alla seconda città siriana, con anche la stessa cancelliera Merkel che si è detta ‘preoccupata’ per la situazione umanitaria e l’ONU che continua a chiedere tregue il cui unico risultato sarebbe quello di una riorganizzazione dei gruppi armati islamisti.

Quel che ancora non si vuol far comprendere al pubblico occidentale, è che ogni vittoria dell’esercito siriano ad Aleppo è un ulteriore passo verso la pacificazione definitiva di una città martoriata e distrutta da cinque anni di guerra; il vero assedio non è quello di adesso, bensì quello iniziato nel 2012 ad opera dei gruppi terroristici che ora sembra ridimensionarsi sempre di più. A prevalere, nei giudizi che si danno sulla battaglia di Aleppo, sono gli interessi di molti occidentali e di molti loro stretti alleati della regione affinché la guerra duri ancora tanti anni, al fine di indebolire sempre di più il presidente Assad; se l’esercito siriano entro pochi mesi riesce definitivamente a prendere Aleppo, così com’è attualmente nelle sue previsioni e, dopo ieri, anche nelle sue possibilità, il conflitto siriano penderebbe quasi interamente a favore dell’attuale governo di Damasco, il quale non solo a livello diplomatico potrebbe sfruttare il controllo della città più grande del suo paese, ma a livello militare potrebbe distogliere diverse truppe da questa grande regione e concentrarsi nella riconquista di altre delicate aree della Siria.

Anche perché, come già documentato nei giorni scorsi, i progressi delle forze lealiste non sono soltanto ad Aleppo ma anche nella stessa capitale, con il continuo assottigliamento delle sacche ribelli; i terroristi, svanito l’obiettivo di togliere l’assedio dai quartieri da loro controllati nella metropoli siriana, adesso giocano come ultima carta quella della ‘distrazione’ dell’esercito di Assad su altri fronti.


Per approfondire: I ribelli accerchiati ad Aleppo


Non è un caso che proprio la settimana scorsa Al Nusra ha attaccato le postazioni governative a nord di Hama, costringendo all’intervento anche numerosi battaglioni delle Tiger Forces (le squadre d’elite a disposizione di Damasco), tolti dal fronte di Aleppo; la situazione anche qui rischiava di farsi molto delicata, con i terroristi a pochi chilometri da Hama, città fino ad oggi mai toccata dal conflitto e che è di vitale importanza essendo la quarta più grande della Siria e snodo fondamentale per le comunicazioni verso l’est del paese, lì dove vi sono le truppe che combattono contro l’ISIS. Al momento a nord di questa città la situazione sembra essere tornata sotto controllo, ma le forze siriane hanno dovuto rallentare l’avanzata nel Ghouta e negli ultimi villaggi controllati dai terroristi a nord di Latakia.

Il conflitto quindi continua, con l’esercito siriano che forza per arrivare quanto prima a liberare Aleppo e mettere in definitiva sicurezza Damasco; in tutto questo, è bene sempre ricordare che anche negli ultimi giorni l’appoggio dei caccia russi si è rivelato fondamentale e chissà se è forse di questo che, a migliaia di chilometri di distanza, Putin ed Obama (nel loro ultimo bilaterale, vista l’imminente fine del mandato del presidente USA) hanno a lungo parlato durante il G20 in corso in Cina.

nuova strip

Proprio la riunione dei capi di Stato e di governo dei venti principali attori internazionali, anche se raramente si è citato il caso siriano lungo le sessioni plenarie, è stata un crocevia importante per la più sanguinosa guerra in corso nel medio Oriente; oltre a quello tra Obama e Putin, diversi i bilaterali in cui la questione legata al futuro di Damasco ha fatto capolino: difficile dire al momento quali conseguenze avranno, sul campo di battaglia, le intense manovre diplomatiche attualmente in corso. Intanto, tra i quartieri residenziali oramai distrutti di Aleppo, si continua a combattere tra quelle macerie che i siriani e non solo (dopo cinque anni di conflitto) sperano a breve finalmente di poter mettere al loro posto per tornare ad una vita normale.

  • Rifle Leroy

    L’unico motivo per cui questa volta ho motivo di essere leggermente ottimista, è che alla battaglia partecipano le tiger force ,che a differenza dellla gran parte delle SAA, sa davvero combattere.
    A parte loro, la guardia repubblicana ed hezbollah ,il resto delle truppe leali ad Assad è composta da gente impreparata, scarsamente motivata, o peggio, guidata da incompetenti.
    Dopo 5 anni di guerra ripetono sempre gli stessi macroscopici errori…che costano la vita a tanti soldati.
    C’è poco da stare allegri dunque,anche perchè ciò che conquisti poi lo devi difendere.Le tiger force cosi come gli altri corpi d’elitè non bastano a mantenere in sicurezza un territorio grande come la siria.

    • chojin999

      La soluzione migliore sarebbe che la Russia utilizzasse una serie di bombe a neutroni. Esistono. A differenza delle bombe nucleari classiche si limitano a distruggere solo la materia organica così palazzi, strutture, risorse minerarie, petrolio.. resta tutto intatto.

      • Emilia2

        Ma la “materia organica” non e’ costituita solo dai jihadisti, ma anche da parecchi civili siriani rimasti imbottigliati ad Aleppo e altre citta’. Probabilmente i Russi, a differenza degli Americani, hanno degli scrupoli a fare simili stragi.

        • otane

          o si sono stancati di lrenderle da una milizia di straccioni.Ora che abbiamo saputo che Erdogan ha di nuovo umiliato Putin entrando di prepotenza in Siria poi…

          • Leonardo Facchin

            Quelli veramente umiliati dall’ingresso turco in Siria purtroppo sono i Curdi che, come al solito, sono alla fine stati abbandonati da tutti in ottemperanza a interessi più immediati (Russi e Siriani) o alla necessità di privilegiare rapporti diplomatici con alleati più importanti (Stati Uniti con la Turchia).

            La Turchia ha quasi sicuramente ottenuto l’ok di Mosca per entrare in Siria e a quanto pare ha rimosso formazioni di combattenti dalla zona di Aleppo reindirizzandole nel settore di Jarabulus contro i Curdi, facilitando la battaglia dell’Esercito Siriano nel sud-ovest di Aleppo.

            Gli USA, per non finire umiliati come i Curdi, hanno dovuto fare buon viso a cattivo gioco, trovandosi costretti a scegliere tra continuare a sostenere l’avanzata verso ovest dei Curdi da loro armati (e tra le cui fila hanno schierato membri delle forze speciali) o privilegiare l’alleanza con la Turchia, nel tentativo di riparare i rapporti parzialmente incrinati dopo il recente golpe fallito.

          • Rifle Leroy

            Erdogan è entrato in Siria,non di prepotenza come affermi nella tua propaganda, ma

            un paio di giorni dopo l’incontro in russia con Putin. Evidentemente c’è stato un accordo, altrimenti i turchi non sarebbero potuti entrare in Siria.

        • https://www.youtube.com/watch?v=wDJjcL9Ya4c Anita Mueller

          Detti scrupoli nei russi sono assenti. E vedi la loro storia.

      • otane

        si,se sono come gli elicotteri e gli aerei che abbiamo visto all’opera,immagino la paura che incutono ste bombe.Ai russi…..

      • https://www.youtube.com/watch?v=wDJjcL9Ya4c Anita Mueller

        Il bene prima della persona. Bene che diventa di chi ha tolto di mezzo la persona. Non ti passa un attimo per la mente che quella persona sei anche tu. Non ti passa un attimo per la mente di avere a che fare con una élite che ti vede solo come un niente mantenuto vivo per mantenerla in vita.

    • https://www.youtube.com/watch?v=wDJjcL9Ya4c Anita Mueller

      Mentre osservi la guerra non vedi che milioni di persone sono state tagliate fuori dall’approvvigionamento alimentare, e che pertanto sono ricattabili, fino a farle lavorare solo per avere una ciottola di riso. Bravo.

    • Leonardo Facchin

      Se non sbaglio anche Elijah Magnier sostiene una tesi simile sul suo blog (chiedo scusa se non linko l’articolo, ma i post contenenti link devono passare attraverso l’approvazione della moderazione, con tempi di attesa che per quanto mi riguarda, in un caso, hanno raggiunto i 20 giorni). Difficile dire se abbiate ragione. C’è da considerare che finora (cioè, fino al probabile accordo tra Russia e Turchia) i ribelli hanno potuto continuamente fare affidamento su rinforzi e rifornimenti provenienti anche dall’estero, mentre le truppe siriane sono logorate da cinque anni di combattimenti ininterrotti.
      Hezbollah poi si è rivelata una formazione militare professionale e ha pagato a caro prezzo il proprio intervento. Dato il numero limitato di effettivi di cui dispone, mi pare normale che ne salvaguardi la sicurezza quando può.

      Personalmente non ho mai creduto alle analisi di chi sosteneva che la perdita della Scuola di Artiglieria da parte delle forze di Assad fosse parte di una strategia premeditata. Se così fosse stato non avrebbero lasciato ingenti quantitativi di munizioni a disposizione dei ribelli. Però, come sospettavo fin da subito, alla fine lo sforzo jihadista per rompere l’assedio si è trasformato in un dissanguamento difficile da assorbire per i ribelli, continuamente colpiti dall’aviazione russa e siriana e dall’artiglieria nel tentativo di rifornire l’enclave di Aleppo est lungo una strada che è sempre rimasta sotto fuoco nemico. I Siriani ed i loro alleati hanno avuto la possibilità di “prendersela con una certa calma” imponendo una guerra di attrito in cui il nemico finiva per essere logorato più di loro, fino ad arrivare al punto di rottura.

      Penso però che sia importante per la Siria riconquistare Aleppo prima dell’insediamento del nuovo presidente americano, nell’ipotesi, a mio avviso probabile, che sia la Clinton. Costei – a giudicare dalle dichiarazioni bellicose – potrebbe farsi trascinare in qualche imprudente impresa qualora la situazione sul campo lasci anche solo qualche remota speranza di poter sovvertire gli sviluppi favorevoli al governo siriano.

  • otane

    l’unico vero genocidio di cristiani e’stato quello perpetrato dai siriani in Libano nel ’90,con conseguente annessione del paese dei cedri.I cristiani sono stati tutti o uccisi fra atroci torture o costretti a fuggire.E questi vermi fanno il tifo per la siria della dinastia Assad zuppa di sangue cristiani.fate schifo al..