Putin all'assemblea plenaria dei Brics. REUTERS/Fred Dufour/Pool

Le esportazioni di armi russe
sono raddoppiate durante il 2017

La Russia durante il 2017 ha raddoppiato gli ordini di armi provenienti da clienti stranieri, superando di 16 miliardi quelli dell’anno precedente. Lo ha dichiarato lo stesso presidente Vladimir Putin alcuni giorni fa, esprimendo gli sforzi compiuti dal Paese per incrementare la presenza del proprio peso militare in giro per il mondo.

“Lo scopo della nostra cooperazione tecnico-militare cresce costantemente in termini geografici. Il numero di partner ha già superato i cento Paesi”, ha detto Putin. “Alla fine dello scorso anno l’ammontare dei contratti firmati è quasi raddoppiato a 16 miliardi di dollari, il che ha portato il valore complessivo degli ordini di armi e attrezzature russe a più di 45 miliardi di dollari”, ha detto il presidente a TASS.

Ciò significa che il complesso militare-industriale della Russia ha abbastanza ordini per la fornitura di sistemi di difesa all’avanguardia e di prossima generazione per diversi anni a venire. 

Putin ha riferito che l’esperienza delle guerre e dei conflitti attuali dimostra che ignorare i mezzi per proteggere la sovranità statale e la sicurezza delle persone è inammissibile. “La Russia svilupperà attivamente la cooperazione tecnico-militare con tutti i paesi interessati, anche nella maggior parte dei segmenti high-tech, su quegli armamenti per l’aviazione, la difesa aerea, le truppe terrestri e la Marina che hanno dimostrato la loro massima efficienza durante l’operazione siriana“.

Il presidente ha ringraziato la leadership e lo staff delle imprese di difesa e tutti coloro che lavorano nel settore della cooperazione tecnico-militare, per i risultati raggiunti. “Questo successo è di grande importanza nelle difficili condizioni di mercato in cui le imprese russe devono lavorare”, ha affermato il presidente.

I paesi terzi stanno esercitando pressioni “incondizionate e senza precedenti” sui partner russi nella cooperazione tecnico-militare per rimuovere la Russia come rivale e minare la capacità di difesa dei suoi partner, ha detto Putin.

“Non è un segreto che si esercitano pressioni senza precedenti e incondizionate sugli stati, che vogliono cooperare con la Russia nella sfera tecnico-militare”, ha detto il leader russo in una riunione della Commissione per la cooperazione militare e tecnica. “Il suo scopo non è solo quello di rimuovere un rivale sul mercato globale delle armi, ma anche di indebolire la capacità di difesa di alcuni stati e aumentare il loro ritardo nella sfera militare”, ha detto Putin.

Ciò esterna la grande condizione di salute dell’industria bellica russa. L’esportatore russo di armi Rosoboroneksport, parte della società statale hi-tech Rostec, ha venduto hardware militare del valore di 140 miliardi di dollari in 17 anni di attività, ha detto a TASS l’amministratore delegato di Rostec Sergei Chemezov.

Tra l’intera gamma di armamenti e hardware militare offerti dall’azienda esportatrice di armi russa, la richiesta più forte è per jet da combattimento multiruolo, elicotteri da combattimento e da trasporto/attacco, armature, sistemi di artiglieria, sistemi missilistici antiaerei e complessi di difesa aerea, e anche mezzi di guerra elettronica.

Secondo il capo di Rosoboronexport, gli aerei Su-30 e Su-35 e gli elicotteri Mi-28NE, Ka-52 e Mi-17 – velivoli che hanno dimostrato prestazioni eccellenti in condizioni reali di battaglia – godono della massima richiesta. I vertici della compagnia statale hanno anche discusso dei maggiori partner commerciali in ambito militare, tra cui si annoverano la Cina, l’Iran e la Siria, ma anche l’Indonesia, partner di lunghissimo corso di Mosca, sin dai tempi sovietici, registrando un turnover di circa 2,5 miliardi di dollari negli ultimi 25 anni, destinato ad aumentare. 

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