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Il lato mistico dell’Islam:
viaggio nel sufismo in Pakistan

Karachi, la seconda megalopoli al mondo, un monolite di cemento e fumi di scarico, un formicaio impazzito di frenesia e furore, miseria e pecunia. Eccolo il Leviatano adagiato sul Mar Arabico, baia di pirati del giorni d’oggi: criminali comuni e grandi trafficanti, banditi di strada e terroristi armati. La città più pericolosa al mondo si svela con il suo sapore di sacro e profano, con le sue moschee e le sue madrasse, i suoi grattacieli e i suoi minareti che si contendono l’orizzonte. E se le stelle sono in ostaggio delle nubi e dello smog, è sulla terra che invece il grande mostro rapisce, ingloba e fa perdere le tracce di se stessi.

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È un vagare incessante tra donne in burqa, in niqab o vestite all’occidentale, tra salafiti con barbe assire e occhi a scimitarra e affaristi in giacca e cravatta. I richò suonano all’impazzata, i muli trainano carretti, i taxi invertono le marce, un uomo sputa per strada, un altro svuota un piatto a dei gatti randagi, l’odore di spezie è ovunque e quello del sangue che si alza dalle macellerie halal e dai sobborghi cittadini dove tossicodipendenti muoiono con la siringa nel braccio e rapinatori sparano per poche rupie, rimanda sempre al punto di partenza: questa è Karachi e tu sei già perduto.

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Tutto è il contrario di tutto e il tutto è pervaso da una violenza appostata e in attesa: ombre sembrano sempre scrutare i passi di chi si addentra nel ventre di questa città. Ma è proprio calandosi come speleologi nelle viscere dell’ex capitale pakistana che si arriva alla scoperta anche di un mondo dell’Islam, fatto di mistici ed asceti, esorcisti e musicisti, ballerine e fumatori di hashish, di cultura, poesia, tolleranza, arte e bellezza: il sufismo.

Lo sapevi che c'è un Islam mistico che non odia gli infedeli?

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È il sangue il fil rouge di vita e morte, fede ed eresia in Karachi. Arrivando infatti a Gadap Town, uno dei sobborghi settentrionali della città, per anni roccaforte dei talebani pakistani, immediati si presentano i banchetti che vendono carne di capretto, che la folla di fedeli si appresta ad acquistare prima di recarsi al santuario di Mango Pir, un maestro sufi, vissuto come eremita in questa zona nel tredicesimo secolo, insieme a dei coccodrilli. E i rettili oggi sono oltre 200 e vengono venerati dai credenti che li omaggiano gettando le frattaglie di capretto nel lago in cui vivono. Un tempio su una rocca, poco sotto il lago che ospita i coccodrilli e in cielo i falchi in volo: in questo scenario da mille e una notte ecco Khalifa Sajjad che dà da mangiare agli animali, li benedice cospargendoli di fiori e, allo stesso tempo, si prende cura dell’anima dei fedeli con una ritualità antica che allevia le pene dell’io. È lui ad aver raccolto l’eredità del maestro e ad essere rappresentante oggi a Karachi del sufismo.  Il sufismo è la branca dell’Islam che aspira a realizzare sin dalla vita terrena la presenza di Dio nell’uomo. Ha una storia secolare, che affonda le sue radici nel VII secolo. Da molti viene anche considerato il ramo mistico della fede islamica e, per arrivare alla Conoscenza, cioè al divino, gli adepti si dedicano alla cultura, alle arti, alla poesia, alla musica, alla danza. Alcuni vivono come eremiti, altri in comunità, professano il culto dei maestri che li hanno preceduti e soprattutto non credono alle divisioni, nemmeno tra sunniti e sciiti e neppure alzano barriere nei confronti degli ”infedeli”. È per questo che le frange estreme dell’islam considerano i sufi eretici, li perseguitano, mettono le bombe nei santuari e in Pakistan dal 2005 ad oggi oltre 200 sufi sono stati uccisi dai gruppi fondamentalisti islamici.

”Questi coccodrilli sono i discepoli del grande maestro e io sono qua a prendermi cura di loro, del culto del maestro Mango Pir e dei fedeli che vogliono liberarsi dalle proprie pene. Quando in questo quartiere c’erano i talebani il santuario non era accessibile e i coccodrilli rischiavano di morire. Ma così non è stato e quindi oggi i fedeli vengono a portare del cibo e io mi occupo di purificare le loro anime grazie alla conoscenza della religione”. Seduto all’interno della sua sala di preghiera, Khalifa Sajjad riceve uomini e donne, accende incensi, scuote piume di pavone e, dopo aver gettato dei fiori nel braciere, sfiora la fronte dei pellegrini invitandoli ad andare in pace liberi da ogni supplizio interiore.

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Se quello di Khalifa Sajjad riflette l’aspetto del romitismo insito nel culto dei sufi, per conoscere invece il mondo dell’estasi, della musica religiosa, delle danze ipnotiche, occorre lasciare Karachi e dirigersi nella capitale culturale del Pakistan: Lahore.
È notte e i vicoli della città del Punjab sono illuminati solo dai fanali di due pulmini che, come in un labirinto, attraversano le vie della città vecchia, cambiando direzione ad ogni incrocio. Poi, al di fuori dal budello, i mezzi si fermano. Scendono due percussionisti, i fratelli Mithu Sain e Gunga Sain e un gruppo di musicisti di musica qaawali. I suonatori con gli strumenti in spalla si incamminano all’interno di un cimitero, dove sono già sedute e in attesa oltre cento persone. Il buio fa da cornice, i fedeli sono assiepati sulle tombe: uomini, donne e transessuali. L’odore dell’hashish impregna l’aria e, a spiegare la situazione, è Mithu Sain, percussionista da decenni e praticante sufi: ”Ogni giovedì notte noi sufi ci ritroviamo per celebrare il nostro culto. Cantiamo, suoniamo e poi i fedeli ballano e raggiungono così l’estasi. Da quando i talebani hanno intensificato gli attacchi contro di noi dobbiamo nasconderci e così i nostri raduni avvengono al buio e in località segrete”.

”Alì! Alì,Alì!”, il nome del vicario di Allah seguito da quello del Profeta viene gridato per tre volte, non è più tempo per le parole, per le spiegazioni, per il terreno: è il momento del misticismo, del trascendente, che non si può spiegare ma soltanto vedere e ascoltare, del farsi travolgere per conoscere.
I ritmi diventano sempre più incendiati, le percussioni scandiscono il tempo senza tregua, i dervisci iniziano a volteggiare su se stessi sempre più veloci, i presenti applaudono, i cyloom di terra cotta gonfi di hashish pakistano esplodono in nuvole di fumo azzurro e, intanto, non si fermano le danze, l’estasi si sprigiona e tutto diviene l’espressione di quella fede islamica che cerca attraverso l’arte di elevare l’uomo al divino: qualsiasi uomo.

Non c’è differenza, diffidenza o intolleranza e, così, anche lo straniero non è un infedele, un osservatore, un giornalista o in assoluto un diverso: ma è un confratello, convertito per l’occasione attraverso il bacio alla foto di Alì, la benedizione del maestro, la recitazione della shahadah, la testimonianza islamica e la balsamica scoperta di un Islam dove Allah Akbar è un invocazione di conoscenza e di ambizione ad essere ebbri di sapere per raggiungere un Dio che non contempla bandiere nere e autobombe, ma fedeli in ogni angolo del mondo che, nell’Unicità di Dio, abbattono le divisioni e ricercano l’unità dell’uomo e l’armonia tra gli uomini.

Foto di Marco Gualazzini

  • dottor Strange

    E’ vero, il sufismo è una corrente pacifista ed è l’unico lato dell’islam, accettabile. se avesse prevalso, non ci troveremmo in questa situazione. non è un caso che venga perseguitato dall’islam ufficiale

    • colzani

      corrente? islam ufficiale? quale sarebbe quello “non ufficiale”, il famoso islam moderato? per favore, facciamo fatica a capire l’ufficialità del nostro cristianesimo e la profondità della bibbia e pensiamo di comprendere culture e religioni raccontateci dai quotidiani e diffuse da un gruppo di beduini sauditi…

  • gcf48

    ottimo articolo. debbo dire che gli occhi della guerra sono la miglior forma di giornalismo in italia e forse nel mondo

    • gliocchidellaguerra

      Grazie mille! I complimenti, inutile dirlo, fanno sempre molto piacere!

      • virgilio

        ve lo meritate…..sopratutto(nella toleranza) quando nei commentatori ce gente come me acui scappa spesso le parolacce!!

  • beppe casciano

    si scannano fra di loro e i pirla pretendono di integrarli? mah… io certe zucche vuote proprio non le capisco…

  • Mario Mocellini

    Come un tempo qui si perseguitava chi apparteneva a scuole sapienziali e, ad esempio, Giordano Bruno moriva sul rogo, per ragioni analoghe ancora oggi i Sufi vengono perseguitati, sembra che per l’Isam 1000 anni non siano trascorsi.

    • colzani

      perseguitati da chi? il sufismo raccoglie discepoli principalmente in persia e turchia e non mi sembra che questi siano perseguitati, anzi!

      • Mario Mocellini

        è sparito il mio commento cmq, l’hai letto l’articolo? È per questo che le frange estreme dell’islam considerano i sufi eretici, li perseguitano, mettono le bombe nei santuari e in Pakistan dal 2005 ad oggi oltre 200 sufi sono stati uccisi dai gruppi fondamentalisti islamici. La Persia non esiste, ora c’è l’Iran e pure lì sono perseguitati, la Turchia è nella Nato si spera non sia più estrema di quanto già lo sia

        • colzani

          I sufisti non sono perseguitati in Iran. Vengono invece contrastate le correnti che criticano il governo, questo come in ogni repubblica democratica. Comunque, ancora, le frange estremiste dell’islam sono una contraddizione nei termini: non può esistere una religione divisa in moderata ed estremista, forse ortodossa e riformista, ma l’estremismo religioso è una invenzione di questo secolo nata tra gli accampamenti afghani durante gli addestramenti statunitensi tra i mujahidin e nelle tende dei falsi islamisti nostri alleati, i sauditi.

          • MarioGalaverna2000

            Che strano affermare che il salafismo takfiro l’hanno creato gli yankee. Hanno introdotto i versetti della spada ristampando nottetempo il corano e sostituendolo per magia in tutto il medioriente con l’aiuto dell’arcangelo gabriele?

          • colzani

            generalmente non amo replicare all’indottrinamento dei media, ma mi sembra così ingenuamente imbottito di luoghi comuni che forse una rispolverata alla storia e scoprire che, ad esempio, lo stesso wahhabismo venne creato dall’impero britannico per dividere i ranghi nella penisola arabica, può solo far bene. La stessa arabia saudita trova giustificazione d’esistere grazie al supporto britannico, o meglio il controllo britannico, meglio ancora della finanza internazionale con sede nella City.
            In quanto alla stampa del Corano, prendo la palla al volo e ne approfitto per ricordarle che prima dell’ingresso della CIA inAfghanistan e l’implementazione delle strategie trilateraliste guidate dal defunto brzezinski, Kabul era una delle regioni piu’ laiche della regione e fu proprio l’intelligence statunitense a stampare e diffondere copie riviste del Corano (assieme naturalmente ad armi e la protezione sulle nuove piantagioni d’oppio). Il salafismo takfiro pertanto nasce da una distorsione dell’islam per mano dei britannici, con la creazione del wahhanabismo e mescolando ignorantemente una condanna (il takfir) con una scuola di pensiero spuria e corrotta. Ora deve spiegare il legame tra questa squadretta di calcio, il salaf el takfir, ed i talebani afghani anch’essi spesso erroneamente legati ad alqaeda. Riprendendo ancora Brzezinski, maggiore è la confusione maggiore è il controllo.

          • Signore Dio

            Ottima analisi. Complimenti soprattutto per la capacità di sintesi.

          • colzani

            grazie

          • Idabard Idabard

            Vada a dire alla Persia zoroastriane del VII secolo che è stata la prima preda dei feroci seguaci di maometto che l’ imperialismo islamico è stato inventato dagli inglesi e americani!! Le consiglio di studiare un pò la storia della Persia se non altro.
            L’enorme differenza che esiste tra il sufismo e l’islam reale così com’è sulla terra (non nelle divulgazioni di propaganda, o nelle fantasie di qualcuno) si spiega solo tenedo conto delle radici culturali da cui proviene il sufismo. Queste radici non sono certo nell’arabia saudita del VI secolo quando Maometto s’inventò l’Islam, ma dalla antica civilità persiana pre islamica e zorasteriana, dove i poeti persiani come Rumi, che guarda caso è il fondatore del sufismo, abbeveravano i loro pensieri. Il riferimento a allah e all’islam in realtà era solo un tratagemma per soravvivenza, ma il contenuto c’entra nulla con l’islam che è nato come un’ideologia politica e militare. Basta vedere tutta la simbologia utilizzata nei poemi dei potei sufi presiani come l’amore, vino, il volto femminile dell’Amato divino, ecc. Per l’islam l’uomo può essere solo servo di Dio, non certo aspirare ad unirsi con lui (lei): questo è un’eresia per il vero islam.

          • colzani

            consiglio invece io a lei di leggere attentamente quello che uno scrive. non ho mai detto che gli inglesi hanno inventato “l’imperialismo islamico”, bensì che la creazione del wahhannabismo così come l’appoggio logistico e finanziario alla creazione dell’arabia saudita è frutto di precise politiche occidentali. Lo stesso califfato non è certo il frutto delle sure coraniche ma una ben definita strategia di forze sovrannazionali, come lo è stata la creazione dei ribelli afgani.
            Legga il Corano e l’AT, così come il Vangelo e scoprirà che parlano la stessa lingua e l’uomo è servo di dio e in tutte le sacre scrittture c’è l’aspirazione ad unirsi a questo. tre lingue diverse, tre periodi storici diversi, tre messaggi impenetrabili. Concludo ricordandole che, se conosce come dice il pensiero di rumi, non c’è contraddizione tra le sue splendide poesie e le indicazioni coraniche. detto questo la storia della persia credo di averla studiata e, come dice un illustre storico in riferimento alle grandi civiltà della regione, non abbiamo perso nulla della cultura sumera o di quella persiana, le abbiamo integrate in modelli economici piu’ evoluti, noi europei inclusi.

          • Idabard Idabard

            Mi scusi, ma per lei cosa significa il “Wahabismo”? Non è forse l’islam puro e duro al potere dal VI secolo? Lo stesso che si è espanso a suon di spada fino alla sicilia, Spagna e Vienna? e l’Arabia Saudita non esisteva per caso anche quando era nato maometto? e il termine di califfato (ricordo omanidi e abbasidi nati subito dopo la morte di maometto) l’ha inventato forse la CIA?
            Poi il fatto che anche nel Vangelo si parli di essere servi di Dio, conferma solo che l’islam ha copiato dalle religioni semitiche precedenti. Non significa che anche nel sufismo che, ripeto, ha preso l’origine dalla cultura sancrita dell’oriente e dell’Iran pre islamica abbia lo stesso significato. La differenza è essenziale. L’unione con divinità è un concetto ben diverso che servirlo e esseregli schiavo.

          • colzani

            non è ciò che significa per me quanto quello che rappresenta e quando è nato. con la fine del primo conflitto e la scoperta delle estese risorse sotterranee, i colonialisti inglesi pensarono bene di associarsi alla casata (si fa per dire, erano dei beduini con tende e cammelli) saud e da li giustificare e lavorare per l’ascesa della famiglia e la definizione dei confini del trono divenuti poi saudi arabia. è facilmente deducibile il perché il wahabismo prese piede essendo divenuta la regione una vera miniera d’oro in grado di influenzare (assieme alle forze colonialiste europee e statunitensi) le politiche e le geometrie di tutta l’area africana e mediorientale. Il termine califfato è anacronistico, come parlare di impero nell’europa odierna. Il califfato è un termine che è stato ripescato ad uso e consumo di precise politiche del terrore volte alla riconfigurazione delle dinamiche dell’area – e non solo (mi aspetto che conosca bene gli usi ed i consumi delle tecniche del terrore o davvero crede alla favoletta mediatica degli islamici invasati?).
            Certo che il corano è la copia di quello che era un insegnamento monoteistico nato secoli prima, così come il cristianesimo trova le sue radici negli insegnamenti dell’antico testamento e a sua volta lgli insegnamenti del pellegrino abramo, di discendenza mesopotanica traggono sintesi da divinità diverse da quelle raffigurate nella torah. Lo stesso per il sufismo, raccoglie a piene mani dal retaggio culturale della cultura persiana e si plasma con le indicazioni coraniche. I sufisti, a mio parere, sono tra gli unici veri interpreti del corano (e del vangelo!). Andando un po piu’ ad est troverà che un intero continente come quello cinese (possiamo definirlo un continente vero?) trovò nel buddismo importato dall’india la massima espressione e forse interpretazione, meglio ancora quando questo sposò l’antichissimo pensiero taoista.
            Per finire sia il vangelo che la torah, così come il corano pongono l’uomo come schiavo di dio, ed il fine ultimo (espresso chiaramente anche nel corano) è l’unione del figlio con il padre, espressione meglio definita con gesu quando chiede agli studenti di fare meglio del padre (eresia fare meglio di dio?), l’unione nel regno dei cieli è rappresentata nella torah come l’illuminazione, sion. Se lei – come mi sembra di capire – conosce il sufismo dovrebbe anche sapere che questi raggiunge l’unione con dio attraverso un percorso interiore, quasi a ricordare il percorso buddista, mentre l’unione con allah nell’islam è compiuta attraverso una serie di comportamenti e riti quasi a ricollegarsi agli insegnamenti di confucio. in tutti i testi sacri, compreso il taotechi dove dio è inteso come la natura o l’universo, l’uomo è posto come il servo di dio fino a quando non raggiungerà lo stato, diciamo di nirvana per capirci. allora l’opera è compiuta.

          • Idabard Idabard

            Cerco di essere più chiara: non esiste una religione che si chiami “Wahabismo”. Esiste solo l’islam che quando è puro e non anaccquato è la stessa cosa. Quindi non pediamoci per favore con giochi di parole. Secondo, sono d’acordo con Lei che americani da circa un secolo stanno sfruttando il potenziale distruttivo di questa ideologia, (perché non si tratta di una religione), finanziandoli e usandoli per le proprie politiche mipoi e suicide, ma questo non significa che l’avessero inventato. I fratelli mussulmani sono nati negli anni 20, non dopo la guuerra di Bush. Lei ragiona come se la Storia fosse nata d’improvviso all’inizio ddel 900.
            Ma così non è. E questa idelogia ha purtroppo le radici molto remote. Il termine califfato non è un termine, ma è la Storia. E’ esistito veramente. Non è l’invenzione di Al Baghdadi o dei Serv. di sua Maestà. E prima di fare un minestrone di tutte le religioni, confondendo una ideologia politica e militare come l’islam con il vangelo e addirittura il buddismo, La pregherei veramente di cuore di leggere qualche libro di Storia magari un pò più antica della prima guerra mondiale. Se poi avrà ancora dubbi, le consiglio di chiedere ad un “buon mussulmano” credente praticante cosa ne pensa di “Unione con Dio” e cosa vuol dire califfato. Mi scusi se uso questo tono, ma la disnformazione è il male dell’occidente.

          • colzani

            anzitutto nessuno ha mai sostenuto che esista una religione chiamata wahannabismo. la mia era una replica alla disinformazione fornita dal Galaverna con i suoi “salafisti takfiri”, ricordando appunto che questa distorsione dell’interpretazione wahannabita è il risultato di un arteficio guidato dall’occidente. Affermare che ci sia un islam “puro e non annaquato”, mi perdoni, ma mi fa sorridere come mi fanno sorridere tutti gli interpreti degli scritti biblici, e mi sembra che sia lei che vuole entrare nel campo delle cento pertiche slalomando sui termini.
            Ora, per quanto riguarda la storia. Se davvero lei è una studiosa di storia dovrebbe anche sapere che ogni epoca storica corrisponde ad una precisa formazione economica. gli inizi del ‘900 segnano l’inizio di una nuova epoca planetaria: l’affermazionbe del capitalismo e dell’imperialismo finanziario. Le ideologie che sono sorte prima di questa grande rivoluzione economica ne accompagnano la coreografia secondo le necessità delle prime. L’imperialismo islamico (se così potremmo definirlo) è anacronistico ed impensabile così come ‘ipotesi di un califfato che dovrebbe essere riconosciuto e legittimato internazionalmente – cosa che ha i suoi precedenti solo con la creazione di israele ma credo che questo scenario sia impensabile ed intollerabile perfino tra le centinaia di nazioni a credo mussulmano. Il califfato è storia come il feudalesimo, come gli imperi celesti, e storia rimangono. Non sono piu’ storia quando i media si ostinano a chiamare un fenomeno artificioso con un termine che non gli è consono. Sarà esistito ma oggi no, e non lo sarà mai.
            Parlare poi di minestroni definendo l’islam una ideologia politica militare e rimandandomi alla lettura dei libri di storia per comprenderne le profonde velleità di conquista del mondo mi sembra ai limiti dell’offensivo, proprio perché dimostra di non conoscere l’islam come religione, e categorizzandola secondo criteri storici chiede che prenda ripetizioni della stessa storia.
            Così come il consiglio di chiedere ad un buon mussulmano sull’unione a dio. anzitutto chi è un buon mussulmano? chi è un buon cristiano? non sa che in entrambi i testi sacri si fa riferimento alla misura della fede come non giudicabile se non da dio stesso? e qual’è il buon praticante mussulmano? cosa misuriamo, le volte che alza il culo al cielo inchinandosi alla mecca? Perdoni anche lei il tono, che credo corrisponda al vecchi adagio occhio per occhio, non mi capita spesso di dovermi sentir dire d’esser malato di disinformazione. cordialità

          • Idabard Idabard

            Il punto è che il vahabismo non è una distorsione dell’islam, ma islam in carne e ossa, dal VI secolo fino ai giorni nostri, nei paesi sciiti, così in quelli sunniti. Il taglio delle arti, la lapidazione il velo in tutte le sue varianti, la segregazione femminile… e anche la persecuzione dei sufi sono uguali ovunque. Si chiama sharia e non conosce limiti di tempo e di spazio e
            Il vero mussulmano è chi crede e pratica la shariia, che è un sistema giurisdizionale non un’ interprpetazione wahabita. le ideologie esistono fin quando ci sono persone che ci credono. Non sa quanto vorrei che Lei avesse ragione nel ritenere superato tutto questo, ma penso che pecchi solo di ingenuità.

          • colzani

            inizierei col dire che wahabismo è una distorsione dell’islam checché ne dica lei e non è comun denominatore di ogni nazione, sciita o sunnita essa sia. Dire ciò è un grossolano errore che intenzionalmente fanno solitamente i giornali. La sharia, che è un adeguamento giuridico, non indica la devozione dei fedeli e non ho mai detto che è frutto del wahabismo. Le dico però che il wahabismo esercita la piu’ rigida forma di osservazione della sharia. Quello che mi dice non è chiaramente superato perché esistono ancora paesi dove l’estremismo religioso, come il saudi arabia, è promosso per sostenere il regime, con il tacito consenso dei nostri governanti che, come nel caso del penoso e ridicolo esordio del neoeletto trump, di fronte al mondo intero si genuflettono al cospetto di questi barbari sanguinari caproni beduini. Ma quello che i sauditi hanno diffuso negli ultimi 70 anni in giro per l’africa ed il medioriente non è islam. così come quello che gli israeliani hanno mostrato al mondo intero non è ebraismo. non mi pronuncio sul nostro pontefice, lei mi sembra sagace ed intelligente abbastanza da tirare da solo le somme.

    • Giuliano Di Renzo

      Signor Mocellini, troppi giudicano per sentito dire. Troppi sono abituati a dare giudizi confusi e inappropriati e seguono il generico sentito dire. Conosce Giordano Bruno, al di fuori delle ideologie e nella sua storia? Padre Giuliano Di Renzo

      • agosvac

        Egregio Padre Giuliano Di Renzo, lei conosce gli scritti di Renee Guenon? Vorrei sapere cosa ne pensa, se li ha letti, sennò la invito a leggerli.

      • Mario Mocellini

        Dottore, prego, come suggeriva Agosvac, si legga qualcosa di Guenon, di solito di inizia da Considerazioni sulla via iniziatica. Forse Giordano Bruno è morto per sentito dire, ed è anche solo un mormorio che è stata la Chiesa.

        • Giuliano Di Renzo

          La storia non si fa con l’ironia, ma con la serietà della…storia. Oggetto non è Guenon e le sue teorie iniziatiche, ma Giordano Bruno: la sua vita, le sue avventure, il suo bighellonare inquieto per l’Europa, causa dei suoi mali. Per il resto di che Lei scrive ognuno sceglie il mondo che più si adatta al più comodo della fantasia. Padre Giuliano Di Renzo

          • Mario Mocellini

            Sarai serio tu prete, insomma, gli avete fatto un piacere a bruciarlo vivo, eh lo so che voi non sbagliate mai specialmente quando inquisite le dottrine degli altri. A proposito di fantasie, qualcuno potrebbe favoleggiare che gli stupri dei bambini fatti dai preti siano stupri rituali di goetia, visto che sono così numerosi, sempre dando adito alla fantasia.

  • Gianni Fazion

    Leggo spesso gli articoli pubblicati da Voi, e posso dire che sono molto interessanti. Purtroppo certi commentatori non hanno capito che il mondo è cambiato. La cosa importante è la vostra forza di scrivere articoli molto intelligenti e seri. Congratulazioni

  • agosvac

    Vorrei precisare che quando si parla di “sufi” si sbaglia nel definirli semplicemente “mistici” . I Sufi erano la parte più bella dell’Islam, quelli che erano andati “oltre” l’Islam. Non erano mistici erano coloro che perseguivano la realizzazione spirituale completa ovvero l’unione col divino realizzata in questa vita. Per loro Islam o Cristianesimo o induismo o buddismo o taoismo, non facevano alcuna differenza: l’unico scopo era andare oltre qualsiasi forma di religione o di tradizione per raggiungere la liberazione dagli stati molteplici dell’essere. Purtroppo col dilagare dell’integralismo islamico i Sufi si sono ritirati, si sono nascosti. Ciò non significa che non ce ne siano più ma che agiscono senza “apparire”. Chi oggi si definisce “sufi”, probabilmente non lo è. Quelli veri ritorneranno solo quando i tempi saranno maturi. Credo che uno degli ultimi veri sufi sia stato Renee Guenon denominato al Cairo “il grande sufi”. La cosa strana è che era di origini cristiane!

    • Mario Mocellini

      Concordo, per quanto riguarda Guenon, è stato in diversi gruppi, a volte come “infiltrato” come nella teosofia, altre volte era attivo, come nei Polari o nella Massoneria, per poi, appunto, arrivare all’Islam quello secco, sapienziale. Cercare però di spiegare qui che in origine la Tradizione è Una è un po come buttare margherite ai coccodrilli? Tuttavia, io ravviso anche componenti esoteriche nell’estremismo islamico, che a volte sembra coincidere con visioni evoliane. Interessante la constatazione che il Prof. Pallavicini poco prima dell’11 Settembre sia uscito sul Corriere della Sera con con l’articolo: Evola traditore dello spirito, proprio lui che ne fu iniziato all’orecchio.

  • Av8921w

    il misticismo è lo stesso in tutte le religioni.
    il guaio è che ovunque, non solo da loro ma anche da noi, certi livelli li comprendono solo piccole minoranze

  • Salvatore

    Poiché le religioni istituzionali sono forme concrete e totalizzanti di Potere di uomini su uomini, le correnti mistiche sono sempre ai margini, insignificanti e impotenti. Sfruttare il sentimento religioso dell’umanità per mera bramosia di Potere ha portato e porta ancor oggi a carneficine e fiumi di sangue. L’ islam poi, altro non è stato che lotta per il Potere e dunque bagno continuo di sangue. Ad onta della presunta santità, misericordia e trascendenza !

  • il navigante

    Bel’Articolo, anche se descrive un Sufismo (Tasawwuf) un po troppo stile Yippie anni 68 a base di..canne di hashish.
    Il Tasawwuf (Sufismo) non altro che il “cuore” dell’Islam, la parte più elevata e spirituale, L’Islam si divide in tre parti: Islam – che è la base del credente con i suoi 5 Pilastri, l’iman: che è la Fede un grado più elevato e l’Ihsan la parte più elevata e spirituale che coinvolge il cuore.
    Il Tasawwuf (Sufismo) è un scienza che aiuta a “purificare il cuore” con una disciplina sul corpo e sull’anima, dalle cose di questo basso mondo per farvi entrare solo Dio e l’amore per Lui, e poi di conseguenza amore e rispetto per tutte le Sue creature e tutto il Suo creato.

    • luigirusso6667

      i sufi servitori della tenda del profeta.
      tutta sta roba è bellissima ,peccato che a muhammad piaceva tanto la FIGA le armi le guerre i tesori (altrui ) i terreni i possedimenti eccetera l’unica cosa che si parla poco nel corano è il lavoro.
      ho letto 101 storie sufi ci andrei pianino a a etichettare i sufi come semplicemente fedeli spirituali , alcuni detti del sufismo danno sostanzialmente ragione alla parte più intransigente del corano ,uno di questi dice chiaramente che se qualcuno commette peccato la soluzione migliore è nascondere non rivelare , in linea con i tagliagole che impongono il silenzio.

      • il navigante

        Sig. Luigi legga ancora altri libri sul Sufismo, magari quelli del grande Sufi Rumi, e cosi magari potrà parlare con cognizione di causa del Sufismo, evitandosi la figura in pubblico dell’ignorante.

        • luigirusso6667

          Infatti sono tutto rosso di vergogna. Grazie
          Quindi ill grande rumi e al nasquabandi fanno parte di due correnti sufi?
          Non si vedono molti frutti dell’albero del grande rumi

          • il navigante

            Nella generosità e nell’aiuto degli altri sii come un fiume.
            Nella compassione e nella grazia sii come il sole.
            Nel nascondere le mancanze altrui sii come la notte.
            Nell’ira e nella furia sii come la morte.
            Nella modestia e nell’umiltà sii come la terra.
            Nella tolleranza sii come il mare.
            Esisti come sei oppure sii come appari.

            Poesia mistica di Mevlana Jelaluddin Rumi

          • luigirusso6667

            la poesia è bella, ma sono concetti ampiamente espressi nel Vangelo da un certo Joshua bin Maryam , e sono totalmente in contrasto con le linee guida dell’islam ,va da se che se uno è islam l’altro non lo è.

  • Signore Dio

    Che prevalga l’estremismo islamico tra determinati ceppi etnici a me non può far altro che piacere. Estremismo uguale povertà estrema.
    E quando finalmente il Leviatano politico che silenziosamente cresce sotto l’ottuso relativismo si reggerà sulle sue gambe, il mondo lucido e ordinato lascerà alfine che i freni malthusiani facciano il loro corso.

    • Signore Dio

      Si spera

  • venzan

    Semplice, in tutte le comunità senza giustizia comune vincono sempre i più cattivi