Cattura

L’arcivescovo di Karachi incontra i lettori de “Il Giornale”

“Monsignor Joseph Coutts è un testimone”. Così Fausto Biloslavo, il 2 marzo scorso, apriva l’incontro – reso possibile grazie alla collaborazione tra Gli Occhi della Guerra, Il Giornale e la fondazione pontificia Aiuto alla Chiesa che soffre – tra Joseph Coutts, arcivescovo di Karachi e i lettori del nostro quotidiano.

Coutts è testimone non solo delle persecuzioni che i cristiani subiscono quotidianamente in Pakistan, ma è anche testimone della speranza di un futuro migliore, fatto di rispetto e tolleranza per ogni minoranza. Il proselitismo degli estremisti pachistani è molto forte, come spiega il monsignore: “Nell’islam c’è il concetto della da’wa, dell’invito. Ogni musulmano, in quanto musulmano, deve fare testimonianza della propria fede invitando gli ‘infedeli’ ad abbandonare la loro fede e a convertirsi”. Ma Coutts precisa anche che questa visione è tipica solamente degli estremisti religiosi e non di tutti i musulmani pachistani. Anzi: il monsignore quasi si commuove quando racconta di come un centinaio di musulmani, dopo una serie di attentati particolarmente sanguinosi contro le minoranze del Paese, ha fatto un cordone intorno alla chiesa cattolica per proteggere i fedeli dagli estremisti. Un esempio di come il futuro del Pakistan si giochi sul rispetto reciproco tra le fedi e la messa all’angolo degli estremisti.

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Laura Lesévre, responsabile de Gli Occhi della Guerra, ha spiegato come ogni iniziativa nasca da un incontro. Con Aiuto alla Chiesa che soffre, sostenuta dai lettori de Il Giornale con una campagna lanciata prima di Natale che ha permesso di raccogliere oltre 40mila euro di donazioni per aiutare i cristiani siriani.

 

Un altro incontro fortunato e promettente è stato quello tra Gli Occhi della Guerra e ilDistretto Rotary 2050 che ha deciso, con otto dei club che lo compongono, di sostenere un reportage sui profughi dimenticati nel nord dell’Iraq proprio per dare voce a chi voce non ha. “La speranza – ha spiegato Stefano Locatelli,  presidente del Rotary Club Soresina, club capofila del progetto  – è quella di dare vita ad un circolo virtuoso in modo che anche altre realtà possano mettere al servizio le proprio professionalità per cercare di fare qualcosa di buono”. Mauro Mosconi, ideatore del progetto di collaborazione, ha invece ribadito quanto i Rotary club coinvolti abbiano accolto con grandissimo entusiasmo la proposta di sostenere il reportage sui profughi dimenticati e ha inoltre sottolineato come con Gli Occhi della Guerra sia subito scattata una vera e propria affinità elettiva nata dalla passione e dalla volontà di fare del giornalismo uno strumento di pace.

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Uno spazio particolare è stato dato ai lettori, che hanno potuto rivolgere numerose domande all’arcivescovo. Domande che hanno testimoniato un legame profondo tra i lettori de Il Giornale e i cristiani in Pakistan: “Chi può fermare queste persecuzioni? Non abbiamo sbagliato qualcosa?”. A questi quesiti monsignor Coutts ha risposto con quella pacatezza e con quel senso del reale che sono tipici della Chiesa, distinguendo sempre il singolo dalla massa. Il peccato dal peccatore. E l’islamico dall’estremista. Presente in sala anche l’associazione Luci sull’Est, che ha come scopo quello di promuovere, proteggere e difendere i valori di matrice cristiana presenti nella civiltà occidentale ed orientale. Il direttore Silvio Dalla Valle ha rivolto a Sua Eccellenza l’accorata domanda:”Cosa possiamo fare, noi che siamo qui, per aiutarvi?”. “Parlare del dramma dei cristiani perseguitati e invitando alla pace e non alla guerra”, ha risposto monsignor Coutts, aggiungendo poi con un sorriso: “God bless you”.

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