Thae Yong-ho, former North Korean deputy ambassador to Britain who defected to South Korea, speaks during a press conference to support Cho Seong Gil, a North Korean diplomat in Italy seeking asylum, in Seoul on January 9, 2019. - Jo Song Gil, the North's acting ambassador to Rome, went into hiding with his wife in November and is seeking asylum, according to Seoul's intelligence authorities. Thae, who said he once worked with Jo at Pyongyang's foreign ministry, wrote an open letter urging his ex-colleague to come to the South instead and work together to help the two Koreas reunify. (Photo by Jung Yeon-je / AFP)

L’ambasciatore nordcoreano in Italia è fuggito negli Stati Uniti?

La Corea del Nord trattiene il fiato. La colpa è di Jo Song Gil, o meglio della sua improvvisa scomparsa dall’ambasciata nordcoreana in Italia. Da poche ore circola infatti una indiscrezione che, se confermata ufficialmente, potrebbe minare i rapporti tra Pyongyang e gli Stati Uniti. Proprio adesso che Trump e Kim Jong Un sembravano sul punto di raggiungere un accordo di pace.

Che fine ha fatto Jo Song Gil?

Riavvolgiamo il nastro. Jo Song Gil era il “Primo Segretario dell’Ambasciata della Repubblica Popolare Democratica di Corea presso la Repubblica Italiana”. Così recitava il suo biglietto da visita. Usiamo il passato perché il diplomatico ha fatto perdere le proprie tracce lo scorso 4 gennaio. I giornali di tutto il mondo si cimentano nelle costruzioni più fantasiose. Jo ha disertato, è stato ucciso, è tornato a casa, lo hanno rapito. Eppure non ci sono ancora certezze. L’unica è che il nordcoreano non si trova più nel suo ufficio di Roma in Viale dell’Esperanto 26. E che il suo ultimo accesso su Whatsapp risale al 15 novembre. 

Le prime ricostruzioni

La notizia rimbalza presto da un paese all’altro. Poi, dato che in mezzo c’è la Corea del Nord la fantasia si intreccia con ipotesi sensazionalistiche. In un primo momento Jo, 44 anni, si sarebbe nascosto in Italia in attesa di asilo politico. Anzi no, è in Francia oppure è già stato ceduto agli americani. Tutte ricostruzioni, come quella secondo cui Pyongyang avrebbe confermato la scomparsa del diplomatico che avrebbe dovuto lasciare il suo ruolo italiano il 20 novembre scorso.

Fuga negli Stati Uniti via Svizzera?

L’ultima ricostruzione sul caso è una doccia gelata per la Corea del Nord. Jo Song Gil e sua moglie, il 12 novembre, prendono un Freccia Rossa dalla stazione di Roma Termini in direzione Milano Centrale. Da qui i due raggiungono la Svizzera con un altro treno e chiedono entrambi asilo politico. La coppia resta una settimana nel Centro di registrazione e di procedura di Chiasso. Una volta che le autorità capiscono di avere tra le mani un pezzo grosso, decidono di trasferire i nordcoreani altrove. Dove non si sa. C’è chi ipotizza un successivo spostamento negli Stati Uniti.

Pyongyang in apprensione

Cosa c’entra in tutto questo la Corea del Nord? Niente e tutto. Niente perché Jo Song Gil avrebbe agito di sua spontanea volontà. Tutto perché il diplomatico sarebbe in possesso di documenti scottanti tra fogli e dispositivi elettronici. I temi più rilevanti dei dossier top secret: i rapporti del governo nordcoreano con la Fao e possibili segreti militari, nucleare compreso. Se davvero Jo avesse deciso di disertare, questa documentazione finirebbe dritta nelle mani di Washington. A quel punto il processo di pace tra Trump e Kim potrebbe compromettersi definitivamente. Ma resta ancora da chiarire quale sia la versione ufficiale del caso.