Il volto sconosciuto del Brasile

A pochi mesi dall’inizio delle Olimpiadi, Gli Occhi della Guerra sono andati in Brasile per raccontare un volto sconosciuto del Paese. I nostri reporter, Luigi Spera e Marco Negri, sono entrati nelle favelas, luogo di degrado e malavita, hanno incontrato le madri dei bambini uccisi dalla polizia che dovrebbe vigilare sulla sicurezza delle favelas, sono entrati nei quartieri dove si consuma crack dalla mattina alla sera. Un Brasile inedito che alla fine delle Olimpiadi rischia di implodere in un bagno di sangue. COMING SOON!

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  • Cesare Pieraccini

    Gentile direttore, vivo in Brasile ormai da 9 anni, e per la verità devo dire che ci vogliono almeno 4-5 anni per entrare nelle realtà del paese, vivo in Sao Paulo città traino della economia brasiliana. ma girando per il Brasile si possono notare le forti differenze far popolazione povera e quella diciamo di medio ceto, perchè fuori dalle grandi città non esiste non dico la ricchezza ma lo stare un poco meglio.
    Non sono stato a Rio, mi piacerebbe vederlo dal punto di vista turistico. ma sinceramente io e mia moglia abbiamo paura, lei dice; neanche con l’aereo voglio passarci, e per dirlo lei che è nata in Brasile ci posso credere,.quelli che dicono; io conosco il Brasile, perchè ci vengono una volta l’anno o ci sono stati una sttimana od un mese, voglio dire; voi non sapete niente del Brasile.
    Con questo non voglio certo dire che è tutto negativo, è un paese bellissimo, pieno di risorse e luoghi di interesse artistico e culturale Non posso giudicare la politica brasiliana, ma da quello che vedo posso dire che c’è, e non da questi ultimi anni, una corruzione che realmente costringe i più poveri ad essere solo dei numeri, i politici dalle periferie al centro rubano su tutto, dalle merende scolastiche ai medicinali.
    Purtroppo quello che dite che può succedere dopo le olimpiadi è verità, ma spero che non accada, il popolo brasiliano è un popolo molto buono e accogliente, noi noi siamo così, purtroppo essere buoni si finisce per essere vittime di quello di cui parlavo sopra e della delinquenza. Certo che Rio con le sue favelas è una bomba pronta ad esplodere, e le famose stazioni di polizia pacificatora si sono dimostrate un fallimento, e guardiamo bene la violenza che ormai è in tutto il paese non si giustifica per fame, ma per il traffico di droga in primis. Mia moglie è professora ed ha insegnato anche nelle scuole delle favelline come si dice qua e mi ha detto delle cose da far accapponare la pelle. Comunque spero, ma è difficile che trovino una soluzione politica per far ritornare il paese una potenza emergente BRIC!

    • https://wordpress.com/read/blog/feed/43661236 Rosso Pasquí

      Grazie Cesare, anche a nome di chi non ha risposto, il tuo é stato un commento utile e piacevole. Spero tu possa continuare a fare altri commenti e magari raccontare anche tu qualche tua impressione o avventura. Saluti.

  • Christopher Lecce

    Fortunatamente noi adolescenti Italiani non conosciamo gli orrori della guerra ed è per questo che ritengo sia essenziale il lavoro di reporter come Luigi Spera. Il loro operato ci consente di vedere la guerra con i loro occhi, di distingure la realtà da un videogioco, di accarezzare un bimbo impaurito mentre siamo comodamente sdraiati sul nostro divano. Un buon reporter, insomma, ci deve aiutare a guardare le cose da un’altra angolazione, ci deve spingere a riflettere, deve parlare alle nostre coscienze e le deve scuotere.

    • https://wordpress.com/read/blog/feed/43661236 Rosso Pasquí

      Bravo, sono daccordo.

  • Marco Seifert

    io sono per metà brasiliano, mia madre era del sud del Brasile, ho trascorso fin dall’infanzia le vacanze in Brasile e sono appena tornato in Europa, dopo otto anni e mezzo di vita passata “da brasiliano”, a Brasilia, la Versaeilles subtropicale. Ho parenti e amici sparsi in tutto questo paese dalle dimensioni e problemi continentali, Quindi conosco il paese assai bene, che si equilibra tra alti livelli di sviluppo e profondo sottosviluppo. Potenza economica mondiale, ha ancora un basso indice di sviluppo umano. Più della metà della popolazione vive letteralmente sulle acquefognarie, cioé, non ha condotte fognarie e le falde acquifere sono per lo più inquinate. Questo genera delle malattie ormai endemiche e generazioni di persone colpite per sempre. Conosco Rio de Janeiro e i suoi dintorni. Sono molto curioso di vedere questo filmato, nella speranza di non vedere i soliti luoghi comuni. Le favelas sono praticamente sempre esistite e le più note, sono quelle a Rio. La capitale carioca, ha forma di una mano aperta e tra le dita, le spiagge più famose, sui moros (le colline) le favelas. Non vorrei aggiungere le soilte cose, sui motivi del perché dell’esistenza di queste realtà che cricondano tutte le città brasiliane. Vorrei solo ricordare che muoiono ogni anno 60.000 brasiliani, morti ammazzati, per colpa del narco traffico: una guerra dell’Iraq ogni anno. E questo che il Brasile è solo un paese di transito e non proprio consumatore di droghe e armi. Il paese è dominato dal 2003 da un partito con a capo un certo LULA. Questi a sua volta, è stato fondatore, insieme a Fidel Castro nel 1990 del FORO DE SÃO PAULO, nato poco dopo l’implosione dell’URSS che fino ad allora, finanziava e dava supporto a tutta la Sinistra latinoamericana, che a sua volta, aveva perso la guerra sporca degli anni Settanta. Purtroppo, NESSUN GIORNALISTA EUROPEO (nemmeno quelli che si definiscono di “centro-destra”) HA MAI FATTO UN’INDAGINE SU QUEST’ORGANIZZAZIONE, CHE SPIEGHEREBBE TANTE COSE SUL COSA STA ACCADENDO OGGI IN AMERICA LATINA. Dal 2000, il continente è stato dominato da mandatari della Sinistra latinoamericana all’inseguimento di un terribile progetto di potere: il “socialismo del siglo XXI”, mescolando argomenti marxisti-leninisti, con la Teoria della Liberazione di Boff (che piace tanto a papa Bergoglio). Solo da poco questi regimi stanno crollando ma dopo aver lasciato economie distrutte. Il sucitato Foro è una specie di associazione di mutua assistenza tra partiti ed organizzazioni della Sinistra latino americana, tra cui anche movimenti e gruppi di guerriglieri (terroristi) come le FARC, che di politico ormai hanno ben poco diventando solo delle organizzazioni criminali che agiscono nel mondo della droga e dei sequestri di persona. Da allora ogni anno, il Foro riunisce in una capitale del continente, i maggiori capi e responsabili di queste entità si incontrano, fanno work shop, e formano i quadri di partito, seguendo i protocolli di presa del potere dettati da Antonio Gramsci. Il traffico di droga, che passa dai paesi produttori (Bolivia, Colombia) alle reti di trafficanti onnipotenti in Brasile, localizzati a San Paolo, ma soprattutto a Rio, proprio nelle “favelas” dove, anche dopo i vari tentativi di “pacificazione” militare, lo stato non entra. La Giustizia non aiuta e come in Italia, ci sono anche li giudici “democratici” che vanificano l’opera delle forze dell’ordine. Si aggiungano le ONG (anche straniere) che difendono i diritti umani usando sempre i ,loro metro di giudizio: a sinistra. La società brasiliana quindi si trova alla mercé di fazioni composte da “miliziani” estremamente aggressivi e molto pericolosi, provvenienti specie dalel favelas, ma che hanno i capi ben protetti nei quartieri delle “zona sul” delle metropoli brasiliane.
    Il continente e il Brasile sono in guerra, si vive blindati e il valore di una vita umana, per questi “miliziani” (cui emerge il famoso PCC, sorta di commando guerrigliero di fatto criminale ma che si daarie “sociali”) sembrano onnipotenti, coscienti “dei diritti che hanno” quando presi.
    Le masse di danaro generate da questo traffico sono di dimensioni colossali e non credo si possa debellare. Al limite, controllare. Resta solo una considerazione: quando qualcuno, specie nel “primo mondo”, si fuma uno spinello, si tira di cocaina, sappia che la sua “roba” è intrisa di sangue e che sta distruggendo un continente intero.

    • https://wordpress.com/read/blog/feed/43661236 Rosso Pasquí

      Molto interessante davvero questo tuo commento, mi piace. Vorrei solo aggiungere che per un periodo di tempo, durante il primo e il secondo mandato di Lula, in Brasile non si stava poi tanto male, anzi, era considerato insieme all’ India come un astro nascente dello sviluppo, tanto da considerare perfino l’organizzazione dei campionati di calcio e poi le olimpiadi che sono decise diversi anni prima, e che peró non sono riusciti ad intravedere cosa sarebbe successo negli anni a venire. Il disastro economico attuale é dovuto, secondo me, al boicottaggio di forze politiche di opposizione, mai per cosí tanto tempo restati a guardare gli altri colleghi arricchirsi e loro solo gli spiccioli. É questo é stato il guaio che ha portato agli scandali e a tutto il resto. “Money make me happy”, dicono le amanti dei politici brasiliani nei loro appartamenti a Miami. . Non lo sapevi? E il popolo come sempre aspetta le otto per seguire la telenovela alla Globo, che sennó s’incazza. Dimmi se sbaglio. Saluti.

  • Dave

    suggerirei di fare uno studio sociale sull’argomento, innanzitutto farei un distinguo di chi è riuscito ad evolvere e chi no, sempre distinguendo per etnia, si potrà notare allora che in tutti i paesi al mondo chi sempre e dico sempre vive nella miseria, povertà e quindi nella delinquenza sono sempre e dico sempre i soliti noti, non solo nel Brasile ma anche in paesi dove hanno raggiunto un’emancipazione maggiore e dove hanno conquistato i diritti a tutti gli effetti. Qualcuno sicuramente continuerà con la solita tiritera, che il motivo passa per lo sfruttamento per l’emarginazione ecc ecc, bene non è così, ma questo è solo perché queste etnie più di altre sono portate a questo tipo di vita, anche dandogli tutte le possibilità per evolversi scelgono la strada più facile perché non hanno voglia di fare nulla e attraverso i guadagni facili vorrebbero raggiungere standard di vita elevati. Vogliamo sempre giustificare queste persone con la scusa dello sfruttamento dello schiavismo e del razzismo ecc ecc., invece così non facciamo altro che peggiorare la situazione fornendo loro solo una giustificazione ed uno scuso per giustificarsi e queste giustificazioni ormai non reggono più.

    • https://wordpress.com/read/blog/feed/43661236 Rosso Pasquí

      Bla, bla, bla…. potevi risparmiarti la fatica….

      • Cesare Pieraccini

        Ai ragione su Dave, anche perché voglio aggiungere che mia moglie che è insegnante ed ha fra gli alunni anche ragazzi delle comunità mi dice sempre; sai quanti ragazzi negri ci sono nella scuola? pochissimi, cosa vuol dire? Che o non li mandano o non hanno voglia di studiare, e non dico quanto è difficile essere insegnante in queste scuole, alunni che hanno i genitori in galera, madri che fanno le prostitute o tutti e due in galera, con chi vivono? con i nonni o altri parenti e che si può pretendere da ragazzi che vivono nella strada e quindi vulnerabili a tutto ciò che c’è di negativo. Vari alunni, sempre a detta di mia moglie, sono stati uccisi da polizia o da rivali banditi. Quando mancano le basi è inutile dare un insegnamento anche basilare, il primo deve essere in casa dai genitori.