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L’allarme sui jihadisti tunisini:
sbarcano assieme ai migranti

La strategia anti-sbarchi del ministro Minniti non funziona e sono i fatti a parlare: il 3 novembre la nave Aquarius di Sos Méditeranée è arrivata a Vibo Valentia con 588 persone a bordo, il 4 novembre la nave Diciotti ha attraccato al porto di Reggio Calabria con 765 persone, mentre una nave della missione EunavforMed è giunta a Taranto con 322 persone a bordo; ieri invece a Crotone è arrivata la nave della ong spagnola Proactiva Open Arms con 401 persone a bordo. Insomma, facendo un rapido calcolo si può constatare che in quattro giorni sono arrivati in suolo italiano ben 2.076 immigrati, una vera e propria invasione, le navi delle ONG continuano ad attraccare nei nostri porti e il perché non è chiaro. Se poi si vanno ad aggiungere i cosiddetti “sbarchi fantasma” sistematicamente segnalati in Sicilia e Sardegna, il numero aumenta ulteriormente.

Vi è però un altro problema che va ad aggiungersi all’invasione incontrastata e cioè l’infiltrazione di jihadisti tunisini in fuga dal paese dopo l’amnistia concessa dal governo di Tunisi a 1.600 detenuti.

Da mesi oramai sono segnalati arrivi di piccole imbarcazioni sulle coste meridionali di Sicilia e Sardegna con a bordo soggetti che fanno poi perdere le proprie tracce. Le autorità tunisine sono ben al corrente di ciò e hanno già reso noto non solo che tra gli immigrati possono nascondersi terroristi, ma anche che da Tunisi fanno fatica a bloccare gli sbarchi. Del resto meglio lasciar partire potenziali soggetti problematici piuttosto che fermarli e lasciarli ribollire in casa, questa è pura logica.

Italia meta del jihadismo tunisino

Il problema dell’infiltrazione jihadista tunisina in Italia è di vecchia data, infatti già negli anni ’90 erano attive cellule qaediste e takfiriste tra Bologna, Milano e Varese.

Oggi il terrorismo è cambiato, non si ha più a che fare con al-Qaeda e il GSPC (Gruppo Salafita per la Predicazione e il Combattimento), i terroristi hanno maggior margine di autonomia all’interno della galassia Isis che ha assunto le sembianze di un franchising e sembrano anche temere di meno il monitoraggio. Basti pensare all’ultimo espulso, il novantunesimo da inizio anno, tale Abdelhak Ben Makhlouf Aouini, bloccato ieri in piazza Duomo mentre si scattava tranquillamente selfie che poi pubblicava su Facebook. Il venticinquenne tunisino era inserito in una “lista nera” dei mukhabarat ed era stato segnalato alle autorità italiane come soggetto pericoloso.

A giudicare dal comportamento, Aouini non sembrava preoccupato di essere fermato, non si sentiva braccato. Del resto anche Anis Amri, l’attentatore di Berlino ucciso dalla Polizia il 23 dicembre 2016, si aggirava in piena notte tra Stazione Centrale, Loreto e Sesto San Giovanni con una pistola nel marsupio e ciò nonostante che nella zona, già ben nota di suo per non essere delle più tranquille, i controlli fossero stati incrementati in seguito alla sparatoria di piazzale Loreto del 12 novembre quando veniva ucciso un cittadino dominicano durante un regolamento di conti per droga interno a una pandilla. Magari Amri non era al corrente del fatto di sangue, ma Milano la conosceva.

Sono più di 6.000 i jihadisti tunisini recatisi in Siria per unirsi alle file dell’Isis e le autorità di Tunisi sono terrorizzate di un loro possibile e probabile rientro perché rischierebbero di destabilizzare il già precario assetto istituzionale.
Come mette in evidenza il Prof. Marco Lombardi dell’Italian Team for Security, Terroristic Issues and Managing Emergencies (Itstime)/Università Cattolica di Milano: “Per primo bisogna tenere in considerazione che la Tunisia ha il più alto numero di foreign fighters in rapporto alla popolazione e ciò nonostante l’immagine che si ha in Europa di una Tunisia laica e moderata. Un fatto che mette in evidenza enormi contrasti interni al Paese. In secondo luogo sembra che il governo di Tunisi abbia tutto l’interesse a spingere i soggetti problematici al di fuori dei propri confini oltre al fatto che il flusso di profughi può essere utilizzato dai governi del Maghreb per far pressione sull’Europa con lo scopo di ottenere fondi”.

Il confluire di jihadisti verso il “Grande Maghreb” era già stato segnalato, con Tunisia, Algeria e Libia come obiettivo primario e non è certo un caso che pochi giorni fa nel porto di Gioia Tauro è stato sequestrato un carico diretto in Libia con 24 milioni di pastiglie “Captagon”, uno stupefacente eccitante utilizzato dai terroristi dell’Isis per lanciarsi in battaglia. Un segnale chiaro, la nuova offensiva jihadista è laggiù.

Il problema è che il passaggio tra Nord Africa e Italia è breve e semplice, soprattutto se si facilita il traffico lasciando attraccare navi strapiene di immigrati nei porti italiani e se non si fermano i gommoni fantasmi.

A rischio la sicurezza nazionale

L’Italia è da tempo meta degli estremisti tunisini e basta considerare che soltanto da inizio anno sono almeno una trentina i soggetti rispediti a Tunisi in seguito a decreto di espulsione per motivi legati alla sicurezza nazionale.

Tunisino era inoltre il trentenne arrestato nell’aprile 2015 a Milano mentre progettava un attentato all’Expo. Tunisino era Nourredine Chouchane, il terrorista della strage del Bardo che ha risieduto per diverso tempo tra Genova, Novara e Ancona. Tunisino è Moez Fezzani “Abu Nassim”, uno dei maggiori reclutatori dell’Isis in Italia, già attivo tra il 1997 e il 2001 a Milano con il Gruppo Salafita per la Predicazione e il Combattimento, arrestato un anno fa in Sudan.

Tempo addietro in diversi respinsero l’ipotesi che i jihadisti arrivassero con i barconi, ma la realtà dei fatti era prevedibile ed è oggi davanti agli occhi di tutti (anche Anis Amri arrivò su un barcone). In Italia entra di tutto, i filtri non funzionano perché non si riesce a far fronte a ciò che è una vera e propria invasione con numeri allarmanti.

Il confluire di jihadisti in fuga dal Levante verso il Maghreb rende la situazione ancor più pericolosa; i governi di Tunisia, Algeria e Libia sono estremamente preoccupati di un rientro di massa, gli sbarchi proseguono e i barconi continuano ad attraccare nei porti italiani. A rischio c’è la sicurezza nazionale, ma questo già lo si sapeva da tempo.

  • Demy M

    A quando una denuncia per concorso diretto in immigrazione clandestina, per finalità terroristiche, che coinvolga tutto il governo italidiota, le ong,coop,cei,caritas incluso il gesuita vestito di bianco?

    • Héloïse 28

      Siua fatta la TUA volontà. Amen

  • agosvac

    Francamente non sono mai riuscito a capire come mai il ministro minniti sia passato, per fortuna per breve tempo, come salvatore della Patria!!! Che poi i terroristi islamici si siano sempre nascosti tra i migranti fasulli, lo hanno sempre saputo tutti tranne, forse(?????), gli esponenti del Governo italiano e, forse(?????), il Papa!!!!! Spero solo che il Governo prossimo sia in grado di prendere provvedimenti seri per rimettere le cose a posto, magari mettendo sotto inchiesta i veri responsabili di questa invasione.

  • ClioBer

    Era ovvio che i pannicelli caldi, non possono guarire un cancro in metastasi.
    Rinunciando alla difesa militare dei confini,, possiamo allungare l’agonia, ma il nostro destino è segnato..

  • Yuri Dobrovic

    Gli attuali governanti del pd e soci saranno maledetrtri dai loro stessi figli per i danni che hanno provocato al paese.Gente al di fuori dalla realtà, che ragiona secondo i vecchi stereotipi della sinistra buona e del terzo mondo povero,quando il mondo attuale è un ribollire di guerre e rivolte e l’unico dovere del governo sarebbe di difendere in tutti i modi il suolo patrio.Negli anni che corrono non ha più senso il regolamento marittimo ,la legislazione sui profughi, sui minori e tutte le altre balle eredi del 68 e dei figli dei fiori.Il mondo è in fiamme e l’unica cosa da fare è difendere il propio territorio.Questi sono rimasti al detto tragico:mettete dei fiori nei vostri cannoni,mentre altrove la prima cosa che ti regalano è l’ AK47 meglio conosciuto come il signor kalashnikov.E intanto un vegliardo argentino di passati anni 80 che nulla sa del mondo occidentale essendo sempre vissuto nelle pampas, con un egoismo mostruoso stà contribuendo ad apparecchiare un futuro fosco per le nuove generazioni italiane,seguito a ruota dai soliti politicanti che per un voto si sono già venduti l’anima.La guardia costiera che dovrebbe guardare le coste invece è comandata dall’ineffabileDel rio, a mettersi dinanzi alle coste libiche in attesa del barcone e lasciando campo libero a barchini provenienti dalla tunisia.E dopo che sono sbarcati , dove li vai a prendere? Lo ha detto il sindaco pd di ventimiglia:”siamo ostaggi di delinquenti tunisini”.Intanto il presidente della repubblica studia di portare le elezioni a maggio con la strabiliante scusa di poter approvare lo ius soli.Povera italia.

  • Leonardo Zangani

    Impediamo loro l’attacco nei porti italiani se non hanno un elenco passeggeri con dati medici completi, incluse vaccinazioni. Basta prendersi rischi…

  • venzan

    Lo dico da sempre, i migranti sbarcati in Italia vanno alloggiati e mantenuti in campi chiusi ma non devono assolutamente circolare liberi nel territorio, questo è importantissimo se vogliamo farli desistere di venire qua.

    • Jona Linna

      Adesso ti danno “fascistone” e dicono sui diritti umani, democrazie e le altre c–te.

      • AlbertNola

        venzan non sbaglia mai! È un buon cristiano, prega 6 volta al giorno.

  • Pietro Esposito

    Facciamolo sapere a quell’Aquila di Alfano ! I Siciliani, comunque, gli hanno dato il benservito a questo microbi della politica! W Musumeci ! L ‘ Italia, senza la Sicilia Non può cambiare rotta ! W l’Italia tricolore!

    • AlbertNola

      Viva l’Italia monarchica! Abbbasso la repubblica partigiana!

  • thalia

    No, basterebbe che in luogo di tenere impalati i militari a fare solo le belle statuine, si dovrebbero utilizzare invece come il loro ruolo comanda. a Roma ce ne sono un paio dentro la stazione mentre i rom saltano le grate e fanno del metrò razzie a più non posso, botte ai viaggiatori e personale di controllo(vedi la signora controllore con il setto spaccato da una 12enne.) Visto mai militari davanti all’entrate dei treni e scacciare questa gente? essendoci un problema così spanso dovrebbero chiedere i biglietti prima che i viaggiatori abbordino i mezzi, come un tempo s’usava. stessa cosa succede nei porti, possono giungere barchini e barchette che i militari sono occupati a sbarcare i banbini, donne incinte, e vecchi malati, oltre a maneggiare le gru per discendere i morti da navi foreste. quindi possiamo parlare a catena ma sotto, sotto il discorso è complesso. si doveva rivedere il trattato di Dublino e non è stato, quello di schenghen meno oppure visto alla meglio, le ong hanno fatto una sosta per calmare la popolazione e sono tornate a trafficare e scaricare di tutto, la Tunisia si è presa soldoni e ci molla galeotti, ma che vengono a raccontarci, più collusi di così non si può, e la vera, unica salvezza sta, mettere questa gentaglia alla porta, tutti, per il cattivo paga anche il giusto, ci vorrebbe ben poco tempo a ripulire il paese…sempre volendo ma non conviene specie adesso che chi può, più arraffa.

    • schiatt’e muort

      Per azzerare i furti dei portafogli alla metro ci vorrebbe Unabomber.Quando perderanno l’uso delle leste manine tutto finirà..

  • fedebagnoro

    Ci sono dei responsabili che al momento del casino verranno cercati…attenzione..state andando oltre……i figli sono i nostri,vanno nelle scuole pubbliche,frequentano discoteche ecc…..
    Non penserete che guardiamo affondare la Nazione e farci uccidere i nostri figli’???
    Se pensate così,vi sbagliate di grosso…VI CERCHEREMO!

  • schiatt’e muort

    Un noto personaggio politico,attualmente uscito scornato dai seggi elettorali,disse con tanto di enfasi mediatica,seguito da altri cialtroni che a bordo dei barconi di terroristi islamici non ce ne erano.A smentirlo nei fatti ci fu l’autore dei fatti del mercatino di Natale in Germania accoppato,per fortuna a Milano.Era diretto a Sesto S.G.e sembrerebbe che provenisse da li.Temo che se gli elementi più pericolosi non gli vengano segnalati dai servizi segreti di altri paesi,i nostri ,a discapito degli elogi dei soliti buffoni,nemmeno se ne accorgono di averli in casa.Come dire,se ci rubano l’italia il governo di sderenati che comanda fa di tutto perchè nessuno se ne accorga.E fino a qui andiamo bene.Ma con tutti questi smandrappati che abbiamo in casa nostra come mai nessuno si chiede del perché non abbiano fatto ancora un attentato?Siamo forse bravi,oppure ci sono accordi sotterranei e segreti per arrivare ad un losco piano di instaurazione di un regime islamico/comunista nel Paese?

    • AlbertNola

      Chi è il regista?

  • Sterminator

    Mi ricordo di quando Alfano diceva che non ci sono terroristi tra i clandestini

  • Alex

    La discarica Africana. Uno slum a cielo aperto. Welcome to Italy.

  • gianni cristiani

    La presenza di jihadisti in mezzo ai migranti è un valido motivo per respingere tutti i migranti. I cialtroni sostenitori della accoglienza a tutti i costi hanno ricevuto un violento calcio in c*** domenica in Sicilia e forse per un poco smetteranno di sproloquiare.
    Comunque, tutti i combattenti Isis che dovessero arrivare in Italia sono colpevoli di associazione a delinquere a fini terroristici e devono essere chiusi in carcere. Si spera comunque che questi valorosi combattenti siano caduti in combattimento.