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La “via della seta” è già passata dal Portogallo

Un’anticipazione di quello che fra poche ore avverrà in Italia, è possibile scorgerla in Portogallo: qui il presidente cinese arriva tra il 4 ed il 5 dicembre, stringe accordi importanti con il Paese lusitano e con una vasta platea di imprenditori, pone le basi per fare di questa nazione affacciata sull’Atlantico una tappa fondamentale lungo la nuova via della Seta.

Le similitudini con l’Italia possono in effetti essere parecchie: paese della Nato, dell’Eurozona ed alleato Usa, il Portogallo sigla, proprio come si accinge a fare il nostro paese, un accordo con la Cina di una certa rilevanza. Studiando quindi il caso portoghese, in qualche modo è possibile scorgere le immediate conseguenze dell’ingresso nell’orbita della nuova via della seta per un paese europeo.

Il perché della centralità del Portogallo 

Come si sa, il Portogallo è inglobato tra due fuochi. Da un lato la penisola iberica, che fa del paese un territorio “agganciato” all’Europa solo tramite la Spagna da un punto di vista delle comunicazioni terrestri, dall’altro però ha l’oceano Atlantico. E da qui il Portogallo può puntare verso diversi territori. Anzi, proprio il mare rende il paese una grande potenza commerciale in grado di istituire nei secoli scorsi un vasto impero coloniale. Dal sud America, dove i mercanti portoghesi danno il via alla colonizzazione dell’attuale Brasile, all’Africa sia atlantica che affacciata sul Mediterraneo, fino al subcontinente indiano. Il piccolo territorio portoghese fa da perno ad un vasto reticolato di possedimenti dispiegati su quattro continenti, che ben dimostra la centralità rivestita dal paese anche in ambito attuale.

E la Cina vuole sfruttare proprio queste caratteristiche. Da qui le sue merci non solo possono entrare nella penisola iberica e quindi in Europa, ma anche in Africa e prendere il largo verso le Americhe. E nell’accordo firmato lo scorso 4 dicembre a Lisbona alla presenza di Xi Jinping, sono previsti svariati investimenti infrastrutturali volti a velocizzare scambi e trasporti. Si punta soprattutto sul porto di Sines, nel sud del paese: da qui raggiungere l’Africa è molto semplice e per di più le merci possono poi prendere la via della Spagna e dell’Europa. 

Ma il Portogallo ha anche un altro “asso nella manica”, quello cioè delle Azzorre. L’arcipelago è a tutti gli effetti parte del territorio portoghese ed è da sempre un “trampolino” verso nord e sud America. Anche qui sono previsti cospicui investimenti cinesi, sia di natura infrastrutturale che nel comparto turistico. “Cina e Portogallo in futuro avranno più spesso incontri tra i loro rappresentanti”, afferma Xi al termine della visita a Lisbona. Segno di come da Pechino si punti molto su questo angolo d’Europa protratto verso l’Atlantico. 

A quattro mesi dall’accordo

Come detto, il Portogallo ha una situazione geopolitica non difforme da quella italiana. Roma è il primo paese interno al G7 a firmare un accordo del genere con la Cina, ma non il primo a livello europeo. A Lisbona i timori circa il posizionamento del Portogallo in ambito internazionale sono marcati alla vigilia della visita di Xi, proprio come in Italia. Eppure non sembrano esserci stati trambusti. Il paese continua a tenere la propria linea politica, nessuno scossone al momento sembra all’orizzonte. Il Portogallo sceglie di sottoscrivere l’accordo con la Cina senza mettere in discussione tutto il resto. E questo anche se la presenza di Lisbona all’interno della Nuova via della Seta dona a Pechino una via preferenziale per scambiare anche con paesi non proprio in linea con gli Usa. A partire dal Venezuela, in cui le merci cinesi possono arrivare più facilmente dall’arcipelago delle Azzorre. 

Certo, tra Italia e Portogallo non mancano differenze: il peso politico ed economico del nostro paese è di gran lunga superiore a quello di Lisbona, rimaniamo comunque la terza economia dell’Eurozona e la centralità dell’Italia nel Mediterraneo fa della penisola un luogo altamente strategico. Eppure, come detto, il fatto che a quattro mesi dal passaggio di Xi a Lisbona non ci siano state grosse conseguenze politiche appare indicativo. Almeno fino a questo momento.