olio

La verità sull’olio di palma

Da Kuala Lumpur. L’olio di palma va guardato dall’alto. Dal cielo di Kuala Lumpur. Solo sorvolando le centinaia di migliaia di ettari di terra dedicati alla sua coltivazione si capisce che la Malesia è il fortino della produzione mondiale di questo alimento così controverso. Il secondo produttore al mondo dopo la vicina Indonesia: distese immense, campi regolari e simmetrici, belli come sono belle le colline del centro Italia inondate di olivi e di viti. Solo immensamente più grandi e produttivi: dalla Malesia parte il 39% dell’olio verso le industrie mondiali che producono cibo, dentifrici, detergenti, cosmetici e prodotti farmaceutici. Ed è su questo fortino in Asia orientale che si combatte l’assedio più cruento di tutti: quello del boicottaggio.

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Da qualche anno infatti l’olio di palma è finito sul banco degli imputati con l’accusa infamante di essere il più dannoso tra gli ingredienti alimentari che arrivano sulle nostre tavole. Un’insinuazione portata avanti dai produttori di oli concorrenti, Ong in cerca d’identità e partiti politici orfani di battaglie ideologiche da combattere. Accuse («è cancerogeno», «causa il disboscamento del pianeta») che però non corrispondono al vero.

Eppure in Europa si è ormai creato un mito negativo duro da abbattere. «Non capisco per quale motivo ce l’abbiate tanto con la palma», dice Yusof Basiron, Ceo del Malaysian Palm Oil Council. «Qui migliaia di persone vivono grazie a questo settore economico che con i vostri boicottaggi rischia di avere ripercussioni non indifferenti». Già, perché per i malesi l’olio di palma è soprattutto fonte di sostentamento: tra industria e indotto lavorano più di 860mila persone per un mercato che vale 8,1 miliardi di dollari e si è espanso, appunto, a macchia d’olio. Nel 1960 il governo avviò una massiccia opera di conversione agricola nazionale dal caucciù alla palma. «Ora non possiamo più farne a meno», ammette candidamente Sabran, contadino di 67 anni, uno dei circa 300mila piccoli agricoltori che oggi possiedono il 40% dei terreni coltivati a olio di palma, con appezzamenti tra i 4 e i 40 ettari che producono circa 18 milioni di tonnellate di olio all’anno. Dal 1956 la Federal Land Development Authority (Felda), nata per aiutare lo sviluppo della aree rurali, organizzando i contadini in cooperative, ha trasformato le baracche nelle piantagioni in villaggi con case, negozi e luoghi d’aggregazione. Poi alcuni decenni fa gli agricoltori hanno comprato i terreni su cui lavoravano grazie a prestiti agevolati dallo Stato: un investimento che in 50 anni ha abbattuto il tasso di povertà dal 50% al 5%.


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Nella sua casa col giardino nello Stato del Perak, Sabran sorride mentre spiega che grazie alle palme è riuscito a far studiare i suoi sette figli. «Prima eravamo poveri, ora non più. Ogni ettaro mi frutta circa 2.000 dollari all’anno». Una pianta vive 25-30 anni e produce in un anno circa 20 caschi da 30 kg l’uno. Quando poi diventa improduttiva viene abbattuta con una ruspa e sostituita da un innesto più giovane. A conti fatti le famiglie con meno di 5 ettari possono sperare in un reddito che oscilla tra i 4mila e i 12mila dollari, quando il salario medio annuale non supera i 2.400. E si tratta di un mercato che rende bene anche ai lavoratori non qualificati. Perry Yadi, operaio 30enne indonesiano, prende un frutto arancione dal nocciolo bianco caduto in terra: «Quando si staccano vuol dire che è l’ora di raccogliere», spiega imbracciando un lungo bastone e tagliando con due colpi secchi il casco. Con 8 ore di lavoro al giorno per l’intera settimana, Yadi riesce a portare a casa fino a 2mila ringgit al mese. Circa mille in più dello stipendio minimo. Senza contare le ferie e la giornata di riposo garantite. «Boicottare l’olio di palma ci farà del male – conclude Sabran -. Ricordatevi che anche noi dobbiamo poter mettere il riso in tavola».

Nelle tavole della Malesia peraltro l’olio di palma non raffinato viene usato quotidianamente per condire l’insalata e cuocere dei dolciastri popcorn. Nessuno crede sia dannoso e nessuno si sognerebbe di farne a meno. Un principio che vale a Kuala Lumpur, città con l’aspirazione di somigliare a una capitale occidentale, così come a Sandakan, piccola e selvaggia cittadina sul Borneo dai vicoli stretti e le strade dissestate. Qui, e non è poco, si respira l’aria salubre della foresta pluviale. In quest’isola la Malesia conserva la maggior parte delle terre coperte da foresta, nonostante i detrattori denuncino l’impatto ambientale catastrofico della deforestazione. Ma non è così. Oggi il 67,5% delle terre malesi è ancora coperto da foresta tropicale e solo il 16% da palma da olio. Alberi, scoiattoli, oranghi: tutto è ancora in vita. Anzi: negli ultimi 15 anni la superficie forestale è aumentata, invece di ridursi. All’agricoltura è destinato appena il 23,9% della superficie totale (in Italia il 46,3%) e il governo si è impegnato a preservarne almeno il 50% sotto foresta con 5 milioni di ettari di aree protette. Per fare un confronto, l’Italia ha solo il 31% di zone boschive, la Gran Bretagna appena il 12%. Perché criticare gli altri se poi l’Europa fa di peggio?

Non vale certo solo per le piante, ma anche per la biodiversità. Una delle pubblicità più aggressive prodotte contro l’olio di palma mostra un uomo che, mangiando uno snack, provoca la morte di un orango. La deforestazione e gli incendi del Sud Est asiatico hanno sì messo in pericolo l’habitat di questa specie, ma non per colpa dell’olio di palma. Dei 21 milioni di ettari disboscati negli ultimi 25 anni in Indonesia solo 3 milioni sono stati occupati dalle palme. Il resto è servito ad altri scopi. «Stiamo cercando di educare la popolazione al rispetto dell’orango – spiega il responsabile del parco naturale di Sepilok -. Tempo fa era considerato un animale di compagnia: veniva uccisa la madre per poter crescere il cucciolo in casa. Molte famiglie contadine ne avevano uno. A preoccupare è la mentalità locale, non le palme». Per produrre olio con criteri di sostenibilità ambientale e rispetto degli oranghi, la Malesia ha fatto proprie due certificazioni: una internazionale, l’Rspo, che riguarda i grossi produttori (20% della produzione con 12,1 milioni di tonnellate), e una locale, l’Mspo, che interessa i piccoli agricoltori. «Dobbiamo proseguire sulla strada delle certificazioni», afferma deciso l’ex ministro per l’Industria delle Piantagioni Douglas Uggah Embas.

Il vero problema è che nei prossimi anni serviranno tra le 30 e le 70 milioni di tonnellate di oli vegetali in più per soddisfare i bisogni energetici della popolazione mondiale. Su cosa investire, dunque? L’unica via percorribile sembra quella dell’olio di palma certificato. La palma infatti richiede meno terreni rispetto agli altri oli vegetali (colza, soia, girasole e oliva) e ha una produttività da 5 a 10 volte superiore. Da solo copre il 30,7% del fabbisogno globale usando appena il 5% dei terreni coltivati per gli oli e lo 0,32% delle terre agricole mondiali. Secondo la Fao, un ettaro di terra genera 4 tonnellate di palma, 0,75 di colza, 0,39 di soia e appena 0,32 di oliva. Fatte le dovute proporzioni, se decidessimo di non consumare più olio di palma sostituendolo con altri oli, il consumo di terre crescerebbe esponenzialmente. Aumentando pure la deforestazione: un completo autogol. «La strada che state imboccando non è positiva né per l’ambiente né per la salute», conclude Embas. Puntellando le porte di quel fortino che dovrà lottare ancora a lungo per liberare l’olio di palma (e la Malesia) dalle malelingue.

  • alberto

    Ma chi scrive articoli cosi a c*** senza sapere di cosa sta parlando o citando Yusof Basiron, Ceo del Malaysian Palm Oil Council?? Ma ci sei stato sig. Di Lorenzo in Malesya? E il problema non sta in Malesya, ma in Indonesia, infinitamente più grande della Malesia ( 1.900.000km2 contro 330.000) che sarebbe dove sta il Borneo (forse non lo sai), l’ultima grande foresta equatoriale il cui tasso di distruzione annuo è 10 volte più alto di quello della foresta amazzonica. E lo sai caro Di Lorenzo che l’Indonesia ha uno dei governi più corrotti del mondo? E lo sai che causa della distruzione sono principalmente le grandi compagnie che hanno le licenze di coltivazione e quindi di distruzione delle foreste? Ti dice niente il fatto che vaste zone dell’area che va dalla Thailandia a Singapore ecc (distanti centinaia di km) sono invase annualmente per mesi dal fumo degli incendi derivanti da detta deforestazione cui seguono incendi di proporzioni bibliche? Lo sai sig. Di Lorenzo che sotto una piantagione di Palma da Olio a partire dal decimo anno non cresce più nemmeno l’erba e che nessuna forma di vita può sopravvivere dentro queste immense coltivazioni? Lo sai sig. Di Lorenzo che con la scusa di ridurre la povertà si sta distruggendo ciò che resta del mondo (cinesi in primis) e che quindi tutto è permesso se sei povero invece se sei ricco tutto ti è negato? Nel senso che se riduco la povertà allora tutto è ammesso contro l’ambiente! Prima di scrivere certe articoli “fuorvianti” per compiacere una minoranza, informatevi di ciò che sta realmente succedendo, perchè, detto da uno che sta a contatto con questa realtà giornalmente, si tratta di un cambiamento epocale sconvolgente…

    • https://wordpress.com/read/blog/feed/43661236 Rosso Pasquí

      Gentile Alberto, cosa vuoi che gliene puó fottere al DiLorenzo delle tue-mie-100milioni di persone che non credono una sola parola di quest’articolo infame e chiaramente commissionato da Ferrero (Nutella), “…addá campá pure lui, o no?” La cinquemilalire che gli hanno pagato serve a mantenere moglie e figli… non é mica un criminale, solo ipocrita, in Italia sono il 90% dei giornalisti, lo sappiamo bene.

    • Donata Carrisi

      Bravissimo !!!!!

    • GattoMaculato

      Tanto la povertà non la si riduce comunque, visto che questi sciagurati, appena guadagnano abbastanza per non morire di fame, iniziano a moltiplicarsi come le cavallette, tornando in breve poveri com’erano prima.

    • cesareber

      Ritengo che lei stia enfatizzando problemi che fanno soprattutto comodo a certe ideologie politiche. Argomenti che sono stati omologati dal “politicamente corretto” e che vengono cavalcati dai comunisti travestiti da democratici, con il loro compari verdi ecolagnosi, per catturare voti. Una considerevole fascia di popolazione viene influenzata da un catastrofismo fuori luogo fondato su piccoli dati di fatto furbescamente ingigantiti.

  • Mary

    Nessuno dice però che i malesi a 40 anni ne dimostrano 70. In questo articolo non si fa cenno alcuno ai danni che provoca alle arterie questo olio contentente acidi grassi saturi fino all’80% (olio di palmisto, ottenuto dai semi della palma). Le placche aterosclerotiche che si formano grazie agli acidi grassi saturi non sono un’opinione.

    • gianfranco

      le presenterei due miei amici malesi doc, marito e moglie, i quali hanno superato i 60 e ne dimostrano +/-35, non solo, hanno entrami i rispettivi entrambi genitori ancora vivi che lavorano nelle risaie, vale a dire sotto il sole con i piedi a mollo e schiena ricurva.
      Io quando sono in S.E.Asia mi tonifico, sono regolare e sento che sto veramente meglio, ovviamente non mangio all’occidentale.

      I grassi saturi li trova anche nella carne e derivati, del latte e derivati, quindi cioè burro e formaggi, ma provi a togliere tutti i grassi e perderebbe anche il sapore. Come in tutte le cose non bisogna eccedere, ma tenga presente che TUTTE le cose buone sono anche quelle che fanno più male.
      Guardi poi che fa molto più male l’acido erucico in quanto tossico per l’organismo.
      Dove si trova? lo vada a cercare…

      • Mary

        anch’io le presenterei un mio amico chirurgo vascolare da più di 30 anni e che solo negli ultimi 6-7 anni ha notato un netta differenza nell’istologia degli ateromi: “come metallo” ha riassunto per descriverli brevemente ma in modo efficace.
        Chissà cosa ci hanno propinato le industrie alimentari negli ultimi anni…
        Non capisco il suo accenno all’acido erucico: non è presente nell’olio extravergine di oliva.
        Appunto perchè di grassi saturi già ne mangiamo a sufficienza tra le fibre muscolari della carne, nei formaggi, nel latte,nelle uova, mi sembra da stolti aggiungere anche quelli di un olio estraneo alla nostra dieta mediterranea, proprio da stolti.

        • gianfranco

          Non me lo presenti visto che il ‘suo amico’ ha notato solo negli ultimi 6-7 anni…

          non perdo tempo a rispondere, ripeto solo il proverbio inglese scritto ieri
          Don’t answer a fool according to his folly, lest you also be like him/her

          • Mary

            contento lei.
            stia bene.

      • ocirne84

        Non hai capito niente. Guarda che di te non frega niente a nessuno mangiati quello che vuoi, mangiane in tonnellate…
        Qui si parla della salute di un altro essere vivente: la terra.

        Hai presente? quella cosa sferica. Ecco quella cosa lì ha dei polmoni che si chiamano foreste pluviali (amazzonia borneo..) che da sole con le loro milioni di microorganismi vegetali, boschi e sottoboschi producono gran parte dell’ossigeno che ahi noi respiri anche tu tra una Nutella e una merendina.

        Ora raderle al suolo bruciandole per fare spazio al grasso vegetale più economico del pianeta per aumentare i profitti delle multinazionali dell’alimentare non mi sembra una genialata.

        tra allevamento intensivo, combustibili fossili e una popolazione in aumento sul pianeta ne viene prodotta di anidride carbonica e di gas serra.

        Quindi cavalca pure l’onda degli imbecilli qualunquisti e uomocentrici che non capiscono che lo stiamo fottendo alla grande questo pianeta.

        • gianfranco

          Guardi che per essere riflessivi non basta scrivere davanti allo specchio.

          Innanzi tutto io in Malesia ci vado per davvero e non attraverso documentari televisivi da oltre un decennio, Kuala Lumpur e Kota Kinabalu le conosco molto bene, non dico potrei farle quasi da taxista… quasi.

          Ero KL anche nel 2005 quando vi è stato l’ultimo grande Haze. in merito alla CO2 sappia che il solo parco di Parco nazionale di Yellowstone produce ogni giorno tanta CO2 quanta ne può produrre settimane d’incendi di una foresta, chiudiamo tutti i buchi e già che ci siamo anche i vulcani? In S.E.Asia non si brucia per fare solo dello spazio come si fa ad esempio in Brasile… In Amazzonia segano la foresta per piantare del caffè che bene o male la fotosintesi clorofilliana… come ad esempio avviene proprio in S.E.Asia, dopo aver venduto il legno, per i pascoli. Non ci crede? vada a vere l’aumento della produzione di carne brasiliana negli ultimi 10 anni, fanno concorrenza all’Argentina, da dove hanno copiato eccetto per i pascoli, non avendo la pampa, tolgono le foreste. BTW una nota marca italiana che ha come top la Bresaola è brasiliana, sapeva?

          Cmq si aggiorni perché è proprio dal 2005 che sono state prese drastiche misure, da quelle parti in galera ci si va per davvero. So quello che ho scritto, quelli citati prima non sono i soli due amici che ho da quelle parti e FYI il max che compro possono essere biscotti, non certo le merendine perchè anche il panettone/colomba li faccio da me.

          In merito alle malattie varie.. non solo l’incidenza sulla popolazione di vari malattie cardio-respiratorie è notevolmente superiore da queste parti, in S.E.Asia la gente mangia molto meglio e magari potessi ancora salire sugl’alberi come fanno da quelle parti!!

          Non sono qui a scusare loro perché incendiano le foreste, ma sicuramente a lei gli hanno fatto un bel lavaggio del cervello, provi a vedere chi sono i maggiori produttori di colza, come si coltiva, in che modo gli scarti….., etc etc…

          Già che provi a scoprire perché la Groenlandia si chiama così… ma ce ne sarebbero di esempi!!

          BTW l’odore che sentiva non era il mio alito, ma le sue parole che uscivano dal basso.

        • gianfranco

          perché il mio commento è sparito?
          non usato parolacce, anzi mi ero mantenuto anche sobrio nei toni nonostante la risposta ricevuta.

    • Fabio Giovanzana

      Certo,lo sanno tutti che quest’olio, oltre ai danni ambientali prodotti dalla sua coltivazione,è responsabile di patologie cardiovascolari.Persino L’india(ed altri Paesi),ne sta disincentivando l’uso.Sanno tutti(tranne che DiLorenzo),che è usato anche perchè consente di produrre prodotti “più stabili”,con imballaggi meno costosi,e con tempi di durata più lunghi….E sanno tutti(tranne che DiLorenzo),che nelle creme da spalmare,può essere sostituito dal burro di cacao…solo che il burro di cacao,costa 6-7 volte di più,dell’olio di palma…Attenzione però,che molti lo stanno sostituendo con l’olio di colza,per cui si passa dalla pentola alla brace!!!!

      • Daniela Francia

        A proposito di creme da spalmare e aggiungo che non ho mai acquistato Nutella(non mi piace e mi si attacca in bocca).Ho acquistato una crema spalmabile della Venchi con olio d’oliva.Certo costa un po’di più ma non c’è paragone.

      • best67

        l’india?quella “grossa democrazia” che causa una sciagurata politica demografica,ha quasi triplicato la sua popolazione,e arriva a circondare con insediamenti umani (dai quartieri bene agli “slums”) intere zone di foresta tropicale,cosicché che ogni tanto a qualche indiano,intento a defecare all’aperto nella foresta,come è tradizione in loco,capita di essere sbranato da qualche fiera!

  • pierluigi86

    un bel documentario, con numeri , fatti e senza opinioni. Bravo

  • unamattinamisonsvegliato

    DOPO AVER LETTO l’articolo, dal quale mi aspettavo una sequela di incontrovertibili dati scientifici, non ho ancora capito qual’è “la verità sull’olio di palma”.
    DEVO forse ASPETTARE un seguente aggiornamento? Sono interessato…

  • Tobi

    emblematica la considerazione fatta quasi a fine articolo:

    “Il vero problema è che nei prossimi anni serviranno tra le 30 e le 70 milioni di tonnellate di oli vegetali in più per soddisfare i bisogni energetici della popolazione mondiale. Su cosa investire, dunque? L’unica via percorribile sembra quella dell’olio di palma certificato.”

    Se così fosse, a contrario di quanto l’articolo tenti di essere essere rassicurante sull’impatto ambientale, la conclusione (purtroppo matematica) è che di foresta in Malesia non ne resterà davvero molta.

  • Nerone2

    Dal sottotitolo:
    “Per la scienza non fa male e la deforestazione è un mito: cosa si nasconde dietro le bufale di chi lo boicotta”

    Don Lorenzo… ho letto il suo articolone, ma completamente vuoto di quel che anticipava nel suo sottotitolo. C’e lo dira’ dopo aver scritto articolone numero 2?

  • venzan

    L’olio di palma è il miglior olio per friggere, perché ha un alto punto di fumo, e non lascia odore di fritto, parole di un grande farmacologo che studia il microbiota intestinale.

  • fornasier nerio

    Un lettore che si firma Buba vi scrive che dal 1952/2 Israele fa parte della Nato e per questo non viene attaccata dalla Turchia…. Mi chiedo dove il Signor Buba abbia scovato questa inverosibile notizia.

    Nerio Fornasier, italiano di Francia

    • Nerone2

      Che diavolo centra Israele, NATO e Turchia con l’olio di palma?

  • gianfranco

    rimango sempre più convinto che l’olio di palma sia molto meglio di quello che lo ha sostituito…

    btw ma l’olio di colza qualche anno fa….

    poi sulla deforestazione… NON È AFFATTO UN MITO, visto personalmente vaste aree della Malesia/Indonesia perdere foreste per palme. Inoltre non auguro a nessuno di essere da quelle parti quando c’è l’haze, vale a dire la foschia provocata dal fumo delle fiamme di foreste per nuovi impianti o delle piantagioni per impiantare nuove palme. BRUCIA OCCHI E POLMONI!!! altro che mito!!

    • best67

      i nostri cugini d’oltralpe!

      • gianfranco

        alpi… molto spostate però.

    • best67

      bis!l’olio di colza è sparito,o meglio è di meno e più costoso anche perchè c’era gente che lo usava come biodiesel!

  • Luca C.

    ,,,,,,,,,,,,,quindi,,,,,,,?

  • Arch Stanton

    L’olio di palma è l’olio più ecocompatibile.
    A parità di superficie coltivata, la palma produce più olio che qualsiasi altra coltura.
    Infatti per produrre la stessa quantità di olio, usando girasole, olivo, mais o colza, bisogna occupare un terreno fino a 10 volte superiore, portando ad un disboscamento 10 volte superiore, un consumo d’acqua 10 volte superiore, un consumo di fitofarmaci 10 volte superiore e un consumo di gasolio per trattori per lavorare terreni fino a 10 volte più estesi.
    OLIO DI PALMA = MINORE OCCUPAZIONE SUOLO !
    Il problema non è la palma, ma l’abusivismo di chi non coltiva nella sua proprietà ma disbosca zone boschive, dunque è per questo che sono importanti le certificazioni di provenienza.

    L’olio di palma, come qualsiasi altro olio, è un grasso, e come tutti i grassi (vegetali o animali) è indispensabile per il fabbisogno energetico umano ma se assunto in quantità eccessive fa male alla salute. Dunque è una questione di quantità, come per qualsiasi altro cibo.
    L’olio di palma inoltre è un antiossidante naturale, dunque funge da conservante nei cibi senza alterarne il sapore.

    Scienziati, Greenpeace, WWF, ecologisti, viceministro Olivero e produttori di dolci, alcune settimane fa, si sono incontrati di fronte alla stampa per illustrare queste verità, rassicurare i consumatori e per incentivare l’uso dell’olio di palma di provenienza certificata:
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    • cangurino

      Condivido ogni sua parola e La ringrazio per le utilissime informazioni che ha condiviso.

    • Tobi

      la sua serie di “10 volte superiore” della produzione di olio di palma rispetto ad altre piante dovrebbe essere circostanziata da documentazione, altrimenti mi sembra propaganda dei grandi marchi che usano l’olio di palma. Poi, mi dovrebbe spiegare anche se tutta questa maggiore efficienza (i vari “10 volte superiore …”) dell’olio di palma siano da attribuire alla coltivazione intensiva delle suddette piante. Perché è facile far produrre di più nell’immediato mediante tecniche artificiali e poco sostenibili per l’ambiente. Bisogna vedere cosa ne resterà di quei terreni super-sfruttati, e se saranno in grado di produrre altro dopo pochi anni, motivo per cui se ne dovranno cercare altri.

    • Stefano Greci

      Contiene gli stessi grassi saturi del burro ma a differenza anche potenti antiossidanti e quindi preferibile, ma non ho ancora visto una campagna contro il burro.

  • giuseppe 97

    anche qui nei commenti ci sono pareri discordanti. In pratica non ci capivo prima e ancor meno ora. Allora quanti morti ci sono stati per colpa dell’olio di palma? Ora no siate discordanti anche su questa semplice domanda!

    • rokko eisuoifratelli

      Nessuno!
      Non si muore di olio di palma, ma di ictus, infarto, ecc provocati da un eccesso di grassi saturi nella dieta.
      Tra gli alimenti ricchi di grassi saturi c’è l’olio di palma, ma ci sono anche le carni, i salumi, il burro e il latte, e di conseguenza tutti i dolci, i formaggi, i latticini, lo strutto, ecc. Insomma, tutte le cose più gustose, purtroppo!!
      Che si fa.allora? Semplice: non si eccede in nessuna di queste cose! Dieta composta al max per il 10% (è un numero sparato a caso, non sono un dietologo) da questi alimenti e via. Ma il problema non è l’olio di palma in se

  • Andrew

    Il fatto che l’olio di palma dia da vivere a migliaia di famiglie malesi non potrebbe fregarmi di meno, con tutto il rispetto verso quel popolo che conosco e rispetto. Allora anche l’oppio e la cocaina danno da mangiare a migliaia di persone, tra Asia e sud America. Mi aspettavo una dissertazione scientifica sui pro e i contro dell’olio di palma, dove si spiegasse (qualora fosse vero) che non c’è nulla da temere e che le battaglie contro di esso sono fatte da ambientalisti di sinistra (gli stessi che lottano contro l’energia nucleare o il riscaldamento globale o gli Ogm, tanto per dire) che ragionano con parti del corpo dove non batte il sole.
    Per quanto riguarda la deforestzione, non è questione di olio di palma, olio d’oliva o olio di ‘sta cippa: dobbiamo solo fare una scelta, visto che l’aumento esponenziale della popolazione terrestre provoca questo, oltre a una forte carenza di acqua potabile nei rubinetti di tanta gente.

  • stefano

    E’ chiaro Sig. Alberto che l’olio di palma fa male se ne consuma molto, come tutti gli alimenti, come l’alcol e il fumo, la carne, il burro, ma se n

    e consuma in maniera moderata mi sembra logico che non fa’ male.Lampamte, chiario!

  • fldsmdfr

    Non so chi ha ragione o chi a torto; in casa consumiamo non più di un barattolo grande di nutella all’anno… ne mangio poca, ma è buona!!!

  • Pigi

    Dai commenti dei vari “ambientalisti”, si capisce chiaramente che la campagna contro l’olio di palma non ha niente a che fare con gli eventuali danni causati all’uomo. Si tratta di europei che, dopo aver antopizzato tutto il continente, vorrebbero mantenere certe zone del pianeta intatte e in miseria, in modo da far vivere gli abitanti in villaggi di capanne, vestiti di pelli e pronti a danzare davanti al fuoco a beneficio dei turisti. Non si capisce perché un uliveto sia buono ed ecologico, mentre una coltivazione di palma no: si tratta sempre di vegetali. C’è da presumere, inoltre, che se la resa delle palme è superiore, altrettanto superiore deve essere la fotosintesi clorofilliana, con maggiore sequestro di anidride carbonica e liberazione di ossigeno, rispetto ad altri vegetali.

    • bragadin

      caro amico, il tuo commento e’ la sintesi perfetta di quello che si deve far osservare in tema, ai pasdaran del qualunquismo ecologico. Condivido tutto quello che hai detto … ma finche’ questo sciagurato pianeta sara’ popolato anche da miriadi padaran di ogni genere … non possiamo aspettarci nulla di buono

    • best67

      sono glie stessi che “lodano” i lampedusani (a chiacchiere perché i lampedusani NON fanno niente;NON per colpa loro,ma perché l’isola,di suo,non da niente,tranne il pesce,e anche una bottiglia d’acqua deve essere portata dalla sicilia!),ma che di fatto vorrebbero lampedusa come l’asinara,ovvero SENZA residenti,in nome della natura..!

  • Peo

    Come articolo è abbastanza carente…. Abbiamo capito che c’è un sacco di gente che con l’olio di palma ci campa. Ma lo stesso discorso si potrebbe fare al limite con quelle numerose comunità che vivono sulla coltivazione di piante stupefacenti. Che non riconvertono perchè non renderebbero nulla al paragone. Vero è che l’olio di palma si presta particolarmente a procedimenti di cottura industriale per il suo punto di fumo molto alto. Ma vorrei leggere QUI qualcosa di relativo alla sua innocuità…. Diciamo pure che l’olio di palma ha l’enorme vantaggio di costare poco, molto meno di oli più nobili e sicuri. E per questo viene utilizzato per i prodotti alimentari. Prodotti che dalla loro parte nemmeno costano poco…. perchè gravati da pubblicità martellanti e costosissime (sapete di chi parlo, vero….)

    • best67

      molte delle comunità asiatiche o sudamericane che coltivano stupefacenti, coltiverebbero volentieri prodotti commestibili,perché ci guadagnano 4 soldi,visto che glie lo impongono i trafficanti!

      • Peo

        No. Leggevo proprio sull’argomento cosa è successo in Afghanistan. Gli unici che riuscirono per un certo periodo a ridurre la produzione furono i talebani con i loro sistemi. Non c’è paragone alcuno con la redditività degli stupefacenti. Anche incentivando in ogni modo la produzione agricola convenzionale.

        • best67

          forse non sono stato chiaro!a chi coltiva quella roba,vanno 4 spiccioli! il grosso (in loco) lo incassano quelli che “impongono” tali coltivazioni ai contadini,rivendendola poi a chi la raffina e la immette sul “mercato” internazionale!addirittura,ci sono fonti che sostengono che con gli stupefacenti i talebani ci si finanziano!

  • Jossuf

    Ma quante pippe mentali vi fate

    • Peo

      Non te ne fai più una volta che cominci a perdere la vista da un occhio, ti dicono che hai una carotide completamente occlusa e l’altra per metà. E ti chiedono cosa hai mangiato per anni e scopri che mangiando porcherie ci hai messo del tuo…. E’ successo a me.

  • rokko eisuoifratelli

    Io sono d’accordo con l’articolo. L’olio di palma si comporta come un qualsiasi grasso di origine animale (nonostante sia di origine vegetale) per la preponderanza di grassi saturi. È “pericoloso” come potrebbe easerlo il parmigiano reggiano o il burro o lo strutto; in altre parole non è pericoloso in sé, ma può diventarlo se uno eccede nel consumo. Ma tutti sanno che, ad esempio, non si può consumare un chilo di parmigiano al giorno senza conseguenze per le arterie.
    Per quanto riguarda la.corruzione nei paesi produttori, io mi preoccuperei in primis di noi stessi, poi del resto

    • Peo

      Però i prodotti di gamma alta (in pasticceria) già da tempo utilizzavano olio di girasole e di oliva…. chissà perchè… Anche se con il rischi di irrancidimento (se il confezionato non era fatto a regola d’arte, in costoso alluminato e magari in atmosfera inerte)

      • https://www.youtube.com/watch?v=wDJjcL9Ya4c Anita Mueller

        Si tratta di capire che costa meno, come costano meno le nocciole non coltivate in Italia ma in Turchia e con lavoro minorile. Ottenere lo stesso risultato, il prezzo, ma con minore costo è questo il discorso che ci sta riportando nell’era della schiavitù.

      • rokko eisuoifratelli

        Sì, ma una cosa è la pasticceria di gamma alta, un’altra le preparazioni industriali. L’olio di palma ha il vantaggio di costare poco ed in più di non essere soggetto all’irrancidimento di olio di girasole o di oliva. Un prodotto di alta pasticceria dopo tre giorni è da buttare, una merendina dura mesi e mesi.

        • Peo

          Peccato che non sia vero…. In commercio vi sono linee di biscotti (Alce Nero ad esempio, che è un marchio industriale) con oli pregiati (oliva) che non irrancidiscono affatto. E la durata e conservabilità sono paragonabili alla pasticceria tradizionale. E sono pure bio…

          • best67

            alce nero è un prodotto “d’elite”!

          • Peo

            Lo trovi in tutti i supermercati. Anche in quelli piccoli “esercizio di quartiere”. Spesso promozionato e va istantaneamente a ruba. E considerato quel che (non) c’è dentro il loro prezzo ci può anche stare. A prescindere dalla qualità, se vuoi il prodotto “di prezzo” in pasticceria lo trovi senza problemi. Ho assaggiato degli economicissimi wafer prodotti da una piccola ditta locale. Immangiabili, a prescindere da cosa ci fosse o meno dentro…. La Nutella poi considerati i suoi ingredienti costa un vero botto….

          • best67

            per “elite” intendevo caro,e solo qualche grande distributore li vende a prezzi più accessibili.comunque,tranquillo,per il consumo che ne faccio,potrei permettermi anche quello!

          • rokko eisuoifratelli

            Se è un marchio industriale, evidentemente non è alta pasticceria. Hai le idee un po’ confuse in merito, mi sembra.
            In più, forse non sai che nella pasticceria non industriale di qualità si usano prodotti come burro, latte, ecc. che hanno altrettanti grassi saturi dell’olio di palma.
            Comunque non capisco dove vuoi arrivare, mettiamo che nelle produzioni di qualità alta si utilizzi l’olio di oliva e in quelle di qualità standard l’olio di palma (non credo che sia così, ma facciamo finta di sì). Dunque? Cosa ne cavi da ciò?
            Occorrerebbe imporre a tutti di usare olio di oliva extravergine? Un prodotto che è di qualità solo se prodotto secondo determinati criteri rigorosi che non sei sicuro siano rispettati nemmeno da quello che costa 20 euro/litro, tante sono le sofisticazioni che si fanno?
            E poi, lo sai che per molti tipi di preparazioni in pasticceria ci vogliono proprio i grassi saturi perché più densi, non va bene l’olio di oliva?

          • rokko eisuoifratelli

            Ma poi, soprattutto, chissenefrega! Basta con queste campagne denigratorie verso prodotti alimentari con la pretesa di educare il prossimo a mangiare sano w salutare; ognuno a tavola mangia quello che vuole.
            L’unica cosa importante è fare in modo che sulle etichette co sia scritto chiaramente cosa contiene un prodotto, dopo do che sarà il consumatore a.scegliere in tutta indipendenza se consumarlo o no. Riguardo l’olio di oliva, sbraitiamo se l’olio viene dalla tunisia o dalla spagna e poi permettiamo che alcuni marchi vendano etichettandola come olio do oliva della roba che l’oliva non l’ha vista nemmeno di striscio

          • Peo

            Sono discorsi diversi. Io scandalizzerò un sacco di gente ma vi dirò che il miglior olio di oliva che mi è capitato di assaggiare non era italiano (dove abbiamo peraltro delle eccellenze), ma GRECO. Di Kalamata. Un’esperienza indimenticabile di tantissimi anni fa. E costava pure molto poco, era considerato “di prezzo…”. Di un sapore fruttato unico. Un’ importazione occasionale della grande distribuzione che credo non si sia più ripetuta.

          • Peo

            La pasticceria la conosco MOLTO bene. Vi sono marchi “industriali” di gamma molto alta (Alce Nero, Corsini i primi che mi vengono in mente) che hanno una lista degli ingredienti (per esempio) CORTISSIMA. Ergo con conservanti, additivi ecc.. a zero o quasi. La cui durata nel tempo come confezionato è molto buona (se curata, naturalmente). La pasticceria artigianale – che ha di suo vere eccellenze – non può competere quanto a durata (Shelf Life). E’ banalizzare pensare che tutti i grassi (saturi o insaturi che siano) abbiano la stessa qualità solo perchè ANALITICAMENTE – ad esempio – presentano gli stessi valori magari calorici. Non per niente come per il vino esistono anche per burro e olio degli ASSAGGIATORI . Io ho seguito un corso di assaggiatore di olio in Umbria anni fa. E ancora prima uno sulle preparazioni dolciarie industriali a Rivoli. Dire che si usa olio di oliva o olio di palma vuol dire utilizzare un prodotto molto o poco pregiato. Il discorso poi diviene infinito quando si deve vedere COSA fare e dove farlo e con quali attrezzature. Grassi diversi in lavorazione danno poi risultati (e residui…) tra i più vari. Come le loro caratteristiche organolettiche (sapori…odori…). La cosa è di una semplicità assoluta. Non bisogna certo ragionarci sopra…. Poi ognuno può spendere i propri soldi nel nutrirsi come crede (o può….).

          • rokko eisuoifratelli

            D’accordo, ma ribadisco il concetto, non capisco dove vuoi arrivare. L’articolo parla dell’olio di palma che, a furia di farci titoloni sopra, appare agli occhi di buona parte della gente poco meno che veleno.
            Mettiamo che tu abbia ragione al 100%, ovvero che olio di palma=pasticceria standard e olio di oliva=pasticceria di eccellenza (anche se per me la qualità è un processo, non è mai collegata ad un unico ingrediente, ma lasciamo perdere). Bene, e quindi ? E’ giustificato che una gran parte della gente percepisca come nocivo l’olio di palma a causa di una cattiva informazione ?
            Mi sembri preparato sul campo, quindi potrai sicuramente rispondere con criterio.

          • Peo

            Le argomentazioni di altri in queste pagine sono condivisibili. E ne hanno scritto più e meglio di me. Intanto c’è un discorso ETICO. Si è deforestato a man bassa e imposto una monocoltura, che solo recentissimamente si prova a presentare come eco sostenibile. L’industria – di suo – è corsa ai ripari per evitare di venir coinvolta di riflesso nella faccenda con ricadute negative commerciali. Quindi ora reclamizza anche in etichetta l’assenza dell’olio di palma nei suoi prodotti, sostituito di solito dall’olio di girasole. Il discorso comunque di fondo è che l’olio di palma è un grasso ritenuto scadente, anche se sicuro nel suo impiego industriale (ha un punto di fumo molto alto, si presenta addirittura solido a temperatura ambiente ecc…). Ma sono aperte le discussioni sulla sua salubrità. Con varie scuole di pensiero al riguardo. Polemiche che invece NON ci sono su altri oli o grassi (olio di girasole ad esempio). Qui però sono dietro l’angolo altre questioni. Come per l’olio di oliva, anche per quello di girasole si può dire che ci sia olio e olio… Mi dicono che dall’estero arriva olio a prezzo scandalosamente basso, tale da far venire dubbi sulla sua qualità. Ma all’opposto (come per l’olio di palma….) il discorso potrebbe essere relativo solo ai COSTI della manodopera. Per dire (olio di oliva): in Italia è generalmente buono. Quello extra CEE generalmente invece NON lo è. Ma c’è chi mi ha assicurato che certe produzioni (forse amatoriali o di nicchia) africane sono di qualità eccelsa…. Diciamo comunque che allo stato dell’arte attuale puoi avere prodotti industriali con olio NON di palma con buona conservabilità e con rese certe nella produzione. Qualche decennio fa la scelta per la produzione industriale quasi obbligata era invece quella dell’olio di palma. L’uso di oli diversi presentava rischi reali di irrancidimento del prodotto in breve tempo. Ma ora è migliorata moltissimo la tecnica DI CONFEZIONAMENTO. Carta alluminata… atmosfera inerte e via dicendo.

  • Balestrino

    L’olio di palma non è né velenoso né tossico, e non è pericoloso più di quanto non lo sia il burro. Come il burro e la margarina è costituito in massima parte da acidi grassi saturi, a differenza degli altri oli vegetali che sono costituiti da acidi grassi insaturi. Cioè, è un grasso vegetale che assomiglia ai grassi animali. Tutto qui. Non è velenoso né cancerogeno. Per quanto riguarda favorire l’arteriosclerosi, dipende da quanto uno ne ingerisce. Un etto di olio di palma bevuto a digiuno sarebbe aterogeno, come lo sarebbe un etto di burro mangiato a colazione.Sfido chiunque a dimostrare che le minime quantità di olio di palma contenute in un biscotto o in una merendina abbiano qualsivoglia effetto dannoso, così come non ce l’ha il burro che mettiamo nella padella per friggere le uova. Il problema è che la diffusione dell’olio di palma sottrae mercato all’olio di oliva, di qui la disinformazione e la calunnia.

    • https://www.youtube.com/watch?v=wDJjcL9Ya4c Anita Mueller

      Anche coltivare fiori non è pericoloso eppure toglie spazio al cibo.

      • Balestrino

        Cosa vuol dire?

        • https://www.youtube.com/watch?v=wDJjcL9Ya4c Anita Mueller

          Vuol dire che a prima vista tanti comportamenti non sembrano letali. Altro esempio: un cavallo consuma ogni anno circa 2 ettari di superficie agricola con cui nutri 32 persone.

          • Balestrino

            Lei risponde a caso, le sue risposte non hanno nessuna attinenza con i commenti cui si riferisce. Certamente quello che lei dice non ha nessuna attinenza con quello che ho scritto io.

          • https://www.youtube.com/watch?v=wDJjcL9Ya4c Anita Mueller

            No, sei tu che isoli un atto dal contesto esistenziale in cui ha luogo. Perché mentre noi qui parliamo non pochi esseri umani soffrono per atti che causano la loro sofferenza.

          • Balestrino

            Anch’io soffro per la sofferenza di leggere i tuoi deliri.

          • https://www.youtube.com/watch?v=wDJjcL9Ya4c Anita Mueller

            La tua reazione è normale, è dovuta alla proiezione psicologica con cui ti discolpi.

      • chojin999

        Ma che vaccate andate dicendo voi zombie i sinistra?

        • https://www.youtube.com/watch?v=wDJjcL9Ya4c Anita Mueller

          Esempio che il comunismo era, e tuttora è, furto con omicidio ma che alcuni paesi ex comunisti, come la Croazia, lo stanno riparando e ritornando il maltolto ai legittimi proprietari. Anche gli svizzeri sono stati costretti dagli americani a tornare agli ebrei alcuni beni sottratti. Cosa non ti torna?

          • chojin999

            Farneticazioni senza senso e frasi buttate lì a vacca. Dosi forti di oppiacei oggi o solo roba sintetica da sballo che va tanto di moda adesso? Ehh!

          • https://www.youtube.com/watch?v=wDJjcL9Ya4c Anita Mueller

            Come dicevo, sei abituato a raccontarti il problema mediante gli altri. Però la tua stagione è conclusa.

          • gennarino

            ANITA MUELLER, SENTO UN LEGGERO ODORINO DI MERDA…CONFESSA: TI STAI CAGANDO ADDOSSO PERCHÉ PRESTO IL PROFETA TI GIUDICHERÀ E TI SPEDIRÀ ALL’INFERNO: HAI PAURA, VERO? TANTA, TANTA PAURA, MA QUESTO È CIÒ CHE MERITI!

    • Peo

      La più famosa crema spalmabile del mondo – nostro orgoglio – è QUASI TOTALMENTE composta da olio di palma….. Ditemi per cortesia che chi la mangia (è buonissima e lo sappiamo tutti…) ne consuma solo alcuni milligrammi……

      • Balestrino

        Non sono un esperto di Nutella ma mi sembra che non sia affatto “quasi totalmente” composta da olio di palma. Che io sappia è “quasi totalmente” composta da nocciole e da cacao. Credo di non sbagliarmi se dico che la quantità di olio di palma nella Nutella e in altri cibi simili sia trascurabile dal punto di vista nutrizionistico.

        • https://www.youtube.com/watch?v=wDJjcL9Ya4c Anita Mueller

          Nocciole che provengono dalla Turchia e ottenute con lavoro minorile.

          • chojin999

            Le nocciole della Nutella sono in gran parte italiane. Altro che turche!

          • Peo

            Quanta ignoranza…. le nocciole della Nutella sono principalmente TURCHE !!! E poi provenienti da Georgia, Cile, Sudafrica e Australia…. Chi lo dice? Ma lo stesso sito ufficiale della Nutella Ferrero! Leggere per credere! Addirittura si sono comprati il principale produttore turco di nocciole….. E lo dicono chiaro e tondo con nome e cognome!

        • Peo

          Le nocciole sono solo il 13%… il resto è quasi tutto zucchero raffinato e olio di palma…

        • best67

          Zucchero (56%)
          Olio di palma (19%)
          Nocciole (al 13%)
          Cacao magro (7,4%)
          Latte scremato in polvere (6,6%)
          Siero di latte in polvere
          Lecitina di soia (emulsionante)
          Vanillina

        • ocirne84

          Ahah 25% zucchero, 1 % nocciole

      • Silvi Marchini Stefano

        Appunto la colpa non è dell’olio di palma o della nutella ma di chi ne abusa.

  • Giuseppe Pagnotto

    articolo farneticante e indecente,il signore che l’ha scritto si dovrebbe vergognare.

    • chojin999

      I drogati cattocomunisti zombie elettori di sinistra devono vergognarsi dei mafiosi che sono e le balle che diffondono come quelle contro l’olio di palma

  • http://dovemimettonosto.it Livio

    Parliamoci chiaro. Questa è la rubrica «Gli occhi della guerra», no? Ebbene, quella fra Yosuf e noi è una guerra economica e di civiltà. A me interessano i miei figli e quelli dei miei simili, non quelli di Yosuf e dei suoi simili. Vuole che noi ci stracciamo le vesti perché altri milioni di musulmani alzino le armi?

    • massimo

      Si dice ” familismo a-morale ” , infatti . Ma il suo può anche dirsi ” nazionalismo ” ; tralasciando l ‘ islamofobia piú che manifesta !

      • http://dovemimettonosto.it Livio

        Il Suo si chiama «relativismo suicida», per usare un eufemismo.

  • marcelobranko

    Ma chi commissiona questi articoli ? Sarà anche tutto vero, ma non vi è traccia di considerazioni scientifiche…

  • summer67

    Mi sembra giusto. L’Europa è stata pesantemente disboscata e adesso festeggia il Black Fiday, mentre quei pezzenti degli indonesiano devono fornirci ossigeno gratis. Tanto sono aabituati alla povertà

    • GattoMaculato

      Hai ragione: lasciamo che si moltiplichino come conigli (noi per fortuna abbiamo smesso) e finiscano di distruggere l’ecosistema di questo povero pianeta. E quando saranno un po’ meno poveri (perché è impossibile che più di 6 miliardi di persone -in continuo aumento!- riescano ad arrivare al livello di benessere raggiunto da un solo miliardo, non con le risorse di questo pianeta) dopo aver reso il pianeta invivibile, come premio ce ne verrà dato uno nuovo in omaggio!

      • summer67

        Giusto. Anzi, smettiamo di mandargli medicine e aiuti umanitari, che crepino!

  • Donata Carrisi

    Certo, certo !!! E gli elefanti si avvelenano da soli e non perché rompono le scatole ai coltivatori di olio di palma. se essere di destra significa essere del tutto anti-ambientalisti e fregarsene dell’unico pianeta che abbiamo, allora è meglio essere NIENTE

  • harry crumb

    Un articolo che sembra sponsorizzato dalla lobby dell’olio di palma. Se de lorenzo fa pubblicitá per non dire marchette, almeno scrivetelo. Man non c’é piú un direttore che controlla quello che viene pubblicato? Un articolo non degno del Giornale.

  • cesareber

    Ritengo tutta la faccenda dell’olio di palma una orribile menzogna mediatica inventata dai soliti catastrofisti che ci raccontano la storiella della deforestazione. Un po’ come la demonizzazione dello zucchero negli anni sessanta. Una storiella sugli effetti negativi dello zucchero sul cervello umano inventata dai soliti “universitari USA” per danneggiare economicamente la comunista Cuba che era la maggior produttrice di zucchero nel mondo. Quella contro l’olio di palma mi sembra più che altro l’eterna guerra al buon senso condotta dai paranoici del politicamente corretto.

    • Peo

      La demonizzazione dello zucchero…. Che si direbbe se di vedesse una persona (un ragazzino magari) intento a spararsi in poco tempo a cucchiaiate UN ETTO DI ZUCCHERO? Lo fai ricoverare, o quantomeno ti accerti delle sue condizioni mentali…. E’ esattamente quanto succede comunemente, e ce lo abbiamo sotto gli occhi spessissimo. E’ uno che si apre una bottiglia (e nemmeno il taglio magnum) di Coca Cola. E se la scola. Un litro ne contiene più di cento grammi. Non ci si riflette mai…. e vedo gente che ne beve – appunto – a litri……

      • GattoMaculato

        Lascialo perdere, non è nemmeno capace di comprendere che lo zucchero raffinato in natura non esiste e quindi il nostro organismo non è adatto ad assumerlo né in piccole né in grandi quantità, perché si è evoluto per assimilare gli zuccheri di frutta, miele e altri naturalmente presenti in natura, in piccole quantità (per ingurgitare il contenuto di zucchero presente in una bottiglia di Coca Cola bisognerebbe mangiarsi parecchi chili di frutta, cosa fisicamente impossibile). Anch’io, purtroppo, mangio cibi contenenti zucchero raffinato, perché oggi è praticamente impossibile evitarlo, ma sono consapevole dei rischi per la salute e ne limito il consumo. Il motivo per cui si utilizzano ampiamente veleni come l’olio di palma e lo zucchero è solo il risparmio per aumentare il profitto dei produttori di alimentari, altrimenti lo zucchero sarebbe già stato sostituito da tempo dalla Stevia, pianta edulcorante con zero calorie e nessuno dei problemi causati dallo zucchero (niente più carie né obesità), tra l’altro considerata fuorilegge in buona parte del mondo fino a poco tempo fa, proprio perché avrebbe rovinato gli affari dell’industria zuccheriera.

        • cesareber

          Non commento la sua avversione per lo zucchero perché ho già esaurito l’argomento con Peo. Mi chiedo piuttosto come faccia ad essere così sicuro sulla salubrità della pianta edulcorante Stevia. Perché non fornisce indicazioni precise sulle cause della messa fuorilegge della Stevia? L’industria alimentare non avrebbe problemi ad usare la Stevia al posto dello zucchero. Non è che la sua avversione per l’industria zuccheriera faccia parte invece della ormai vetusta avversione comunista per i “padroni” produttori di alimentari? Quegli industriali che fino a prova contraria hanno dato benessere ai lavoratori mentre i cosiddetti stati comunisti “difensori” dei lavoratori sono falliti in tutto il mondo.

          • Peo

            Lei non ha esaurito l’argomento con me. Insiste solo nel dire sciocchezze, il che è diverso. E l’essere lei profondamente disinformato non l’assolve minimamente.

          • cesareber

            Lei crede di essere informato solo perché si è lasciato plagiare dagli ecolagnosi che strombazzano di una deforestazione inesistente. Bel modo di informarsi.
            Le sue sciocchezze sull’abuso di zucchero invece cosa hanno? L’imprimatur del politicamente corretto del sinistrume che le assolve?

          • Peo

            Certa gente è veramente decerebrata. La deforestrazione è una realtà tangibile, verificabile da chiunque. E’ lì. La vedi. Che tu scolandoti una bottiglia di Coca Cola ingurgiti un etto vero e proprio di zucchero è una realtà. Te lo conferma l’etichetta stessa del prodotto. Ma cosa vuole di più cesareber? Le si mettono di fronte cose verificabilissime e lei le nega per partito preso? Ma che razza di persona è lei? Ma di quale sinistrume poi lei parla? Con me poi?

          • cesareber

            La deforestazione esiste ma non è lo spauracchio che viene agitato da un falso ecologismo divulgato dalla solita banda di ecolagnosi.
            Se uno arriva a essere tanto imbecille da scolarsi di colpo un litro di Coca Cola, non per questo si deve demonizzare lo zucchero. C’è anche gente che mangia al punto di arrivare a pesare 300 chili. E allora che facciamo? Per un cretino che non si pone limiti dobbiamo metterci a dieta tutti quanti?
            Va bene interessarsi di ambiente e di vita sana però nei limiti del buon senso. Quando questi argomenti diventano armi ideologiche gestite per attirare voti ai partiti allora sono inaccettabili. Ecco perché ho parlato di sinistrume. Quella masnada di ignoranti comunisti travestiti da democratici che in compagnia dei verdi cavalcano questi argomenti.

          • Peo

            Guardi che anche la stessa Coca Cola nella sua più recente versione Green è appunto doclificata con la Stevia. Che però credo costi più dello zucchero. Salute e politica – la informo – non sono la stessa cosa. Il comunismo impoverisce il popolo, mentre il capitalismo lo sfrutta. Entrambi appena possono se ne fregano della salute della gente. Veda lei.

          • cesareber

            Il maggior costo della Stevia non rappresenta alcun problema sulla produzione di alimenti che interessano il mercato mondiale. Piuttosto credo che questo problema sia un falso obiettivo per tenere l’opinione pubblica lontana dai veri problemi che affliggono il nostro paese.
            Mi chiedo come sia possibile che un comunista ci abbia privato del voto da ben cinque anni e ci sia gente come lei che antepone a questo problema quello dei dolcificanti. C’è una banda di incompetenti travestiti da democratici che stanno aiutando masse di parassiti africani a invaderci mantenendoli con i nostri soldi e l’olio di soia diventa un argomento sparato in primo piano da TV e giornali. Veda lei.

      • cesareber

        Non si può impostare una seria discussione su banalità sparate solo per il gusto di sostenere opinioni che somigliano più a favole metropolitane o a stolti stereotipi. Aggiungo anch’io la mia banalità per mettermi al suo livello. PROVI A INGURGITARE VENTI LITRI D’ACQUA IN UN SOL COLPO..

        • Peo

          Non ho mai visto una persona ingurgitare venti litri d’acqua in un colpo solo. Ma un giovane scolarsi una bottiglia da lt di Coca Cola in un tempo relativamente breve (magari d’estate) sì, e pure spesso. Il che equivale ad aver assunto all’incirca un etto di zucchero. Faccio anche notare che questa associazione (il litro di Coke e l’etto di zucchero) non è una bufala ed è un metro di valutazione correntemente usato e non certo in strani siti complottisti. Quanto poi ai dati (tot zucchero per tot bevanda) sono – semplicemente – pubblici.

          • cesareber

            Non so se finge di non aver capito l’esempio o l’ha capito ed insiste svicolando ipocritamente dall’argomento. Un fatto episodico non fa testo ed è assolutamente capzioso portarlo a sostegno di opinioni preconcette. .

  • bonoitalianoma

    Dobbiamo soddisfare il fabbisogno alimentare della popolazione mondiale sempre più in crescita … già ma un indio amazzonico disse: quando avrai avvelenato l’acqua, inaridito la terra e eliminate le forme di vita animale che te ne fai dei soldi? Pure mio zio già 40 e passa anni fa concluse un dibattito “accademico sociale” con una battuta in tre parole: SIAMO IN TROPPI.

    • best67

      la cina in 50 anni,è passata da meno di 600 a quasi 1,2 miliardi di individui!l’india da poco più di 420 milioni di abitanti a poco oltre 1 miliardo!la nigeria,all’indipendenza non aveva nemmeno 50 milioni di abitanti,e ora ne ha oltre 180,e se continua così,nel 2100 sarà a quota 500 milioni!guarda caso sono gli stessi paesi che accusano l’occidente di essere avaro di risorse verso il 3° mondo!ma se loro,lavorassero di più,riproducendosi di meno,starebbero sicuramente meglio!

  • riccardo

    Basterebbe dire cheinsieme all Hevea la coltivazione della palma ad olio è lapiu grande ragione di disboscamento e deforestaziome al mondo.
    In piu la palma ad olio impoverisceil terreno e dopo la terra non è piu atta ne alla reforestazione ne alla coltivazione senza massicci interventi di fertilizzanti.
    Quanto alle sue proprieta alimentari mi astengo per manifesta ignoranza.
    Rileggetevi questo articolo Nelle primissime frasi dove si inneggia alla bellezza di queste colline verdeggianti ,,,,, li cerano foreste naturali.
    A mebasta questo per detestare questa cultura che poi non arricisce i poveri agricoltori ma solo le grandi multinazionali.

  • fabiano199916

    che sapore avrebbe la Nutella se fosse fatta con olio d’oliva?

    • Peo

      Non lo sappiamo. Come pure se fosse fatta con qualche altro olio “pregiato”. Siamo comunque certi che costerebbe alla produzione di più. E per renderla economicamente accettabile sarebbero costretti a non caricarci più le spese immense della pubblicità (sua e del “gruppo”)…..

    • GattoMaculato

      Una volta si faceva con il burro di cacao, ed era squisita, molto più della “colla” che oggi viene spacciata per “Nutella”. Costa troppo? La m…. è marrone uguale e costa molto meno. Perché non la fanno con quella? Tanto, a forza di guardare solo il costo, finiremo presto con il mangiare anche quella.

      • best67

        c’è già chi lo fa!è morto un dittatore e c’è gente che si strugge manco fosse morto un Papa del calibro del compianto Giovanni XXIII°!

  • roberto

    Strana logica quella che sta alla base di questo articolo: siccome l’olio di palma è una risorsa economica per le popolazioni locali, allora vuol dire che fa bene e dunque consumiamolo tranquillamente.
    E’ desolante constatare che la maggior parte di quelli che scrivono su questo argomento non sono né medici né chimici: scrivono per sentito dire. Con i soldi che l’autore ha speso per il viaggio a Kuala Lumpur poteva invece comprarsi e leggere i libri pubblicati dagli specialisti dell’argomento e imparare qualcosa.
    Un’ultima cosa: l’olio di palma costa niente in confronto al burro, per cui il vero tornaconto economico è quello delle grandi aziende dolciarie che lo usano e che in tal modo incrementano le loro entrate.

  • GattoMaculato

    ” Sabran sorride mentre spiega che grazie alle palme è riuscito a far studiare i suoi sette figli.”

    Doveva farne di meno, invece di contribuire alla rovina del pianeta sia con 7 magnapane a ufo da sfamare che abbattendo una delle ultime risorse naturali del pianeta, dato che quelle piantagioni sorgono al posto della foresta equatoriale, polmone verde ormai martoriato e ridotto al lumicino, mentre di bocche da sfamare ne abbiamo fin troppe e metterne al mondo altre è solo un danno. Boicottare l’olio di palma, sempre e comunque: non comprerò mai più nulla che ne contenga, nemmeno la Nutella: la crema cioccolato e nocciole della Coop costa uguale ed è certificata senza olio di palma. E si spera che l’individuo citato la smetta di figliare insensatamente!

  • Rino Biricchino

    Mangiare merendine e nutella non è soddisfare le esigenze alimentari della crescita demografica, perdio! Ragazzi vi invito ad una alimentazione più sana e consapevole, altrimenti tutti i discorsi sull’olio di palma o quello di ricino, pro o contro che siano, sono totalmente inutili!

  • fabio

    in breve!, l’olio di palma è cancerogeno, fateci la benzina ed il gasolio alternativi, nutella può chiudere e così tutti i prodotti con olio di palma! 😀