Il bombardiere americano B21

La svolta negli Stati Uniti:
un nuovo traguardo del B21

L’Us Air Force ha comunicato nella giornata di lunedì 10 gennaio che il progetto del nuovo bombardiere B-21 “Raider” ha completato con successo la fase di Critical Design Review (Cdr).

Tra il 28 ed il 30 novembre si è tenuta quella che è la seconda pietra miliare nello sviluppo di un nuovo velivolo: la prima, chiamata Preliminary Design Review, è stata effettuata lo scorso aprile.

Rispettate pertanto le tempistiche nella progettazione del nuovo bombardiere che dovrà andare a sostituire la linea di B-2 e B-52 per quanto riguarda la capacità di bombardamento nucleare ed il B-1B che è in grado di effettuare ormai solo il bombardamento convenzionale dopo la modifica effettuata tra il 2007 ed il 2011 quando l’ultimo “Lancer” dell’Usaf venne adeguato alle clausole del nuovo trattato START sulla riduzione degli armamenti nucleari e loro lanciatori. 

Che cos’è la Critical Design Review

La Critical Design Review rappresenta, in sintesi, l’ultimo passaggio  di revisione tecnica di un programma di costruzione aeronautica prima della produzione dei prototipi e degli esemplari di preserie su cui verranno effettuati i test di volo. 

La Cdr determina infatti se un progetto è maturo abbastanza per proseguire alla fase di costruzione propedeutica alla produzione in serie e centra quindi l’obiettivo sui processi di produzione, sull’hardware di fabbricazione e sulle specifiche del software della macchina. La Critical Design Review stabilisce anche il budget complessivo e la scaletta finale dell’intero programma delineando anche il costo di produzione per ogni singolo velivolo il quale, al momento e come detto dall’Usaf, ammonta a 550 milioni di dollari.

“L’Air Force è soddisfatta di come il programma stia andando avanti” sono state le parole del Segretario dell’Usaf Heather Wilson “il programma del B-21 Raider è sulla strada giusta verso continui progressi nei prossimi pochi anni grazie alla transizione dalla fase di design a quella di produzione che porterà alla costruzione del primo prototipo”.

Ammesso che il primo prototipo non sia già in avanzata fase di costruzione, o addirittura completo, in qualche hangar di Groom Lake o Tonopah in Nevada. 

Quello che sappiamo sul B-21

Attualmente sul B-21 Raider sappiamo ancora poco in merito alle specifiche: il nuovo bombardiere strategico dell’Usaf dovrà essere una piattaforma ad alta capacità di sopravvivenza in combattimento, a lungo raggio ed in grado di penetrare nelle bolle A2/AD (Anti Access / Area Denial) del nemico.

Si conosce la linea del velivolo, che sarà ad ala volante, e si sa che avrà tecnologia stealth al pari del suo predecessore B-2 “Spirit” e poco altro. Non è ancora chiaro infatti come sarà la motorizzazione, se sarà spinto da due o quattro motori, anche se voci di corridoio lasciano pensare che il B-21 sarà propulso da un’evoluzione del Pratt & Whitney F135 da circa 20 mila kg di spinta, lo stesso motore che equipaggia l’F-35 “Lightning II”

Nulla si sa del carico bellico e dell’autonomia, anche se la specifica di “Long Range Strike Bomber” fanno supporre che sia pari a quella dei suoi predecessori. Probabilmente la configurazione ad ala volante con una linea dell’abitacolo simile a quella del B-2 lasciano presagire che anche il B-21 avrà due uomini di equipaggio.

Il B-21 sembra quindi aver superato i problemi di progettazione riscontrati in galleria del vento ed al momento l’Us Air Force, oltre ad aver l’intenzione di acquisirne in numero di 100 esemplari, ha individuato le basi che ospiteranno gli stormi di “Raider”.

 I velivoli verranno infatti schierati presso le basi aeree di Dyess (Texas), Ellsworth (South Dakota) e Whiteman (Missouri), mentre le sedi dei test operativi, nonché manutentive e di supporto, saranno rispettivamente Edwards (California) e Tinker (Oklahoma). In particolare, come affermato dall’Usaf già a novembre, a Tinker sarà effettuato il coordinamento della catena di manutenzione mentre a Edwards verranno effettuati i test e le valutazioni. 

Il programma, cominciato a febbraio del 2016, prevede di portare all’ingresso in servizio dei primi velivoli a partire dalla metà del prossimo decennio ed ad oggi risulta uno dei più dispendiosi di sempre dell’Us Air Force con 13,5 miliardi di dollari richiesti sino al 2022 di cui 2,31 solo per l’anno fiscale 2019. 

Data l’importanza del progetto e la necessità di accorciare i tempi di sviluppo che per una macchina complessa come il nuovo bombardiere stealth potrebbero essere molto lungi, il Pentagono ha deciso di affidare il programma del B-21 all’Air Force Rapid Capabilities Office che è un organo molto più snello e meno sovraccarico rispetto ad altri enti. 

L’esperienza dell’F-35 ma soprattutto quella maturata con l’F-22 Raptor, che ha richiesto quasi 20 anni per passare dai disegni all’impiego operativo, hanno segnato profondamente l’Usaf che ora prevede che il B-21, grazie alla mossa di affidarne lo sviluppo al Air Force Rapid Capabilities Office, richieda 10 anni di tempo per vedere i primi velivoli consegnati agli stormi da bombardamento.