Foto LaPresse - Marco Verri
18/01/2018  Melendugno (LE) ITA
Cronaca
Avanzano i lavori al cantiere del Gasdotto TAP, Trans Adriatic Pipeline, in zona San Basilio a San Foca, marina del Comune di Melendugno (LE); luogo in cui verrà realizzato il Terminale di Ricezione del Gasdotto in prossimità del litorale marino italiano.
Nella foto: Operai al lavoro

Foto LaPresse - Marco Verri
18/01/2018  Melendugno (LE) ITA
News
Work in progress in San Foca (LE) - San Basilio area, where will be built the Trans Adriatic Pipeline's Receiving Terminal close to the coast of Italy.
In the picture: Employees at work

La strategia energetica italiana
tra Unione europea e Mediterraneo

Nel novembre 2017 il ministero dello Sviluppo Economico ha pubblicato un importante documento sulla Strategia Energetica Nazionale (Sen) che detta le linee guida di lungo termine per le politiche dell’Italia in materia. La programmazione della Sen contiene obiettivi di ampio respiro su un orizzonte temporale di lungo periodo (prospetta scenari da qui al 2030 e, in certi casi, al 2050) e stabilisce piani d’azione tanto su direttrici interne ed esterne per ovviare alle principali necessità del Paese in materia di energia:

  • Tutelare e diversificare le linee di approvvigionamento delle principali materie prime (gas e petrolio), tuttora prioritarie per un Paese che, secondo i dati Eurostat, dipende per il 77% dalle importazioni energetiche.
  • Aumentare la competitività del Paese allineando i prezzi energetici a quelli europei.
  • Realizzare entro il 2025 il phase out del carbone e tagliare le emissioni del 39% al 2030, e del 63% al 2050, rispetto ai livelli dl 1990.
  • Avviare, come ricorda Rinnovabili.itun piano di investimenti dal valore di 175 miliardi di euro da qua al 2030: “Di questi 30 miliardi saranno destinati a reti ed infrastrutture, 35 andranno alle fonti rinnovabili e il resto servirà a sostenere l’efficienza energetica, in particolar modo nel settore residenziale e in quello dei trasporti”.

Necessità che, come visto, uniscono la volontà di una transizione graduale verso le rinnovabili all’attuale contesto che continua a individuare come prioritarie le fonti non rinnovabili. Dato di fatto che ha ripercussioni geopolitiche e securitarie per la politica energetica del Paese, legata in maniera sostanziale agli scenari internazionali.

Sicurezza energetica, per l’Italia, vuol dire allo stato attuale delle cose minimizzare gli effetti della dipendenza energetica da cui il Paese è condizionato. La decarbonizzazione prevista dalla Sen del 2017 appare destinata ad amplificare il divario tra petrolio e gas naturale negli approvvigionamenti dell’economia italiana

Le vie del gas naturale e la strategia energetica italiana

Nel 2016, infatti, il secondo ha sopravanzato il primo in testa alla classifica delle coperture energetiche del fabbisogno nazionale (34,3% contro 34,2%) e incrementerà, in futuro, il gap.

Quattro gasdotti provenienti da Algeria (Ttpc), Libia (Greenstream), Austria (Tag) e Svizzera (Transitgas) e tre rigassificatori rappresentano la porta d’accesso delle importazioni di gas naturale al mercato italiano. La Russia è attualmente il principale fornitore di gas dell’Italia e dell”Unione Europea in generale, ma per Roma appare prioritaria la diversificazione. A tal proposito, l’imminente conferenza sulla Libia potrebbe giocare un ruolo importante nel riattivare i rapporti tra le due sponde del Mediterraneo, mentre nel 2019 andranno rinegoziati importanti contratti di fornitura con Algeri.

Il presidente del Consiglio Giuseppe Conte ha dato garanzie per il completamento del gasdotto Tap al presidente statunitense Donald Trump nel corso della visita di luglio alla Casa Bianca. La Tap aprirebbe il mercato italiano al gas proveniente dall’Azerbaijan. In ogni caso, scrive Costantino Moretti in Geopolitica del mare, “anche con la quantità aggiuntiva di gas azero il sistema del gas italiano avrebbe comunque un margine di sicurezza alquanto ridotto nel caso venisse a mancare […] la principale fonte di approvvigionamento”.

Vitale, in questo contesto, che l’Italia riesca a costituire un hub gasiero nell’Europa meridionale e nel Mediterraneo. Obiettivo che ha nel completamento della Tap un passaggio obbligato, ma che si sviluppa anche attraverso l’azione di Eni, scopritrice del maxi-giacimento Zohr in Egitto e attiva anche tra le acque israeliane, libanesi e cipriote.

Le nuove rotte del petrolio

Nel campo del petrolio, risorsa che appare destinata a perdere quote di mercato rispetto al gas ma che è da ritenere tutt’altro che secondaria, la diversificazione è all’opera in maniera migliore, complice lo shock del tracollo della Libia post-Gheddafi che ha spinto Roma alla ricerca di nuovi mercati. 

Come sottolinea Moretti, “nel 2016 l’Italia si è rifornita di petrolio da trenta diversi Paesi e solo tre di essi hanno concorso con quote superiori al 10%: l’Iraq con il 19,7% (pari a 11 milioni di tonnellate), l’Azerbaijan con il 14,6% (pari a 8,8 milioni di tonnellate) e la Russia con il 10,6% (pari a 6,4 milioni di tonnellate). Per questo motivo, l’Italia ha oggi una maggiore elasticità sui rifornimenti, con riflessi positivi sia sul lato della sicurezza degli approvvigionamenti, sia sul lato del prezzo di acquisto”.

Le prospettive future: Gnl e dinamiche geopolitiche 

Una nuova rotta d’importazione energetica, per l’Italia, potrebbe essere costituita dall’esplorazione del campo del gas naturale liquefatto (Gnl) che, nonostante i differenziali di costo non indifferenti, garantirebbe una rosa più ampia in sede di importazione. Tra Sicilia, Toscana e Veneto i rigassificatori italiani necessitano di venire collegati in maniera efficiente alle reti di distribuzione e stoccaggio. In questo contesto, la consegna dei due serbatoi criogenici che verranno installati sulla prima infrastruttura mobile del Mar Mediterraneo dedicata al trasporto e al bunkeraggio di Gnl da parte di Gas and Heat Spa (che ha i suoi stabilimenti a Pisa) potrebbe aprire la strada al trasporto multimodale su più infrastrutture distinte. Anche entità territoriali come la Regione Sardegna stanno attrezzando i loro porti alla ricezione di navi contenenti carichi di Gnl.

Oltre al Qatar, che è un importante esportatore di Gnl, gli Stati Uniti potrebbero essere della partita: il Presidente Trump intende aumentare le esportazioni di gas statunitense verso l’Europa e punta direttamente a contrastare la supremazia relativa russa nel rifornimento energetico a Italia e Germania, primi clienti di Mosca. Una strategia energetica nazionale ragionevole, in ogni caso, dovrebbe interiorizzare tanto le ragioni della diversificazione energetica quanto quelle degli scenari geopolitici e ricordare che la priorità per l’Italia non è mercanteggiare la sua sicurezza energetica ma, al contrario, tutelarla in maniera completa. Per questo la strada scelta da Berlino, che comprerà Gnl americano senza chiudere alle altre importazioni e men che meno alla Russia, risulta ottimale e deve fungere da traccia per le azioni di Roma.

Con un’avvertenza: la Germania è forte della presenza del gasdotto North Stream 2 che le garantisce un notevole potere contrattuale nel contesto gasiero europeo. L’Italia, che ai tempi dell’ultimo governo Berlusconi aveva portato avanti l’interessante iniziativa, poi sfociata in un nulla di fatto, di un parallelo South Stream è in questo momento in una condizione di più asimmetrica debolezza. Per la strategia energetica italiana, la costituzione dell’hub gasiero del Mediterraneo appare un obiettivo prioritario, congeniale al complessivo interesse nazionale e, soprattutto, potenziale fonte di un maggior potere contrattuale di fronte a fornitori di materie prime ed alleati politici.

  • Marianne

    ma il gas proveniente dall’Azerbaijan è sotto il controllo indiretto della Gazprom