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Quelli che perdonano i jihadisti

Era un ”perché?” elevato a domanda assoluta, quello che ha pervaso il mondo all’indomani della strage compiutada un kamikaze talebano nel parco principale di Lahore il giorno prima di Pasqua. Uomini, donne e bambini uccisi, oltre 60 morti e più di 350 feriti.

Un ”perché?”, quello pronunciato in punta di piedi da milioni di persone come estremo gesto per supplicare un atto di pietà, una domanda figlia dell’ammissione della propria vulnerabilità umana difronte all’orrore. Perché i civili? Perché i bambini? Perché le stragi nei parco giochi? Gli interrogativi si sono infranti contro un silenzio orfano di risposte: sono rimaste soltanto le accettazioni del dramma e la pena nel dover affrontare il presente.

E tu riusciresti a perdonare un terrorista?

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Era sera al Gulshan e Iqbal Park di Lahore, il parco della città del Punjab, il giorno di Pasqua, domenica 27 marzo, era gremito di gente: fedeli musulmani e cristiani, una pluralità di volti, di sorrisi, di vite diverse accomunate dal frangente di tempo, dall’istante, quello stesso istante che avrebbe segnato per sempre la loro esistenza. Un talebano di 27anni, Yosuf Farid, entrò nel parco con indosso più di 20 chili di esplosivo e soprattutto con un’adorazione assoluta per la morte propria e altrui. Nessun rimorso, nessuna misericordia, nessun’accettazione della sua condizione di uomo, nulla, ma un solo desiderio: il sangue , la strage, la morte, la concessione assoluta di se stesso a un Dio, invocato in un grido eretico, improprio e bestemmiatore della fede, al momento dell’esplosione.

È morto anche lui, l’attentatore, nella sua volontà di morte, nel suo orgoglio di inesorabile nichilismo. E la catastrofe, che tutto unisce, che abbatte l’umano, che cancella i nomi e li trasforma in numeri, ecco che ha inserito pure lui nel computo delle vittime. Un paradosso della catalogazione: assassini, morti, feriti e innocenti tutti nel conteggio finale della tragedia.


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Incontrare i sopravvissuti e i parenti delle vittime di quell’attentato è oggi quindi un viaggio a ritroso, un tentativo di setacciare la memoria, per ridare un nome e una storia a chi è rimasto coinvolto nell’attacco di Pasqua, a chi ha visto figli e amici non tornare più, riavvolgere il filo del tempo frangente dopo frangente, per camminare sulla vertigine del massacro, fino a quando i volti erano nomi , cognomi, storie e sogni non ancora sepolti dalla furia dell’odio.

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Nella prima periferia del capoluogo del Punjab vivono tre famiglie. Ad accomunarle, oltre lo stesso sangue, anche le ferite che portano sul corpo. Erano tutti presenti la sera della strage e oggi, seduti nella penombra della stanza della propria abitazione rievocano i drammi che ancora li perseguitano. ”Mi ricordo l’esplosione, un lampo, un boato e poi la gente che correva dappertutto. Non trovavo più i miei figli, li cercavo disperatamente, correndo in mezzo alla folla, superando i corpi dilaniati; ma loro non c’ erano”. Si interrompe e si asciuga le lacrime Sonia Assif e poi, con la voce ancora rotta dalla commozione, prosegue: ”Solo dopo cinque ore riuscii a riabbracciarli. Una famiglia li aveva presi con sé e li aveva messi in salvo dalla folla che scappava; e poi era andata in ospedale perché tutti e due erano feriti”.


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I bambini ora sono con la madre: Sheeza, la più piccola, ha solo un anno e a causa del boato ha perso l’udito ad entrambe le orecchie; il più grande, Sylvestre ne ha cinque di anni, invece e le schegge l’hanno trafitto agli organi genitali. È impassibile, non dice una. parola, affronta il dolore con una dignità da uomo consumato dalle battaglie, ma non ha una ruga: neppure quella di una legittima lacrima trova spazio sul volto del bambino.

Non è la sola famiglia a essere stata sconvolta dai fatti del 27 marzo. Poco distante vivono James e Asia Paul. Accolgono nella loro casa, invitano a bere un tazza di thè e ovunque nella stanza ovattata dal silenzio premonitore di un dramma, ci sono le foto dei loro figli. Asher di 18 anni e Noman di 19. Il primo è ricoverato in ospedale a causa delle gravi ferite riportate durante l’attacco, il secondo da quel parco non è più tornato. ”Eravamo stati a messa e poi siamo venuti a casa. Loro ci hanno salutato e ci hanno detto che andavano al parco coi loro amici. Così è stato”. A parlare è il padre, James Paul che prosegue dicendo: ”La sera è accaduto quello che sappiamo. Noman è morto, a noi è venuta la polizia a dircelo e all’inizio non ci volevamo credere. Per giorni mia moglie era in stato di shock e continuava a ripetere che Noman sarebbe arrivato per cena, provava a chiamarlo sul cellulare, insisteva a dire, ora dopo ora, che sarebbe arrivato a casa dopo 10, 20, 30 minuti. Eravamo distrutti. Ma come non esserlo…” .

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Oltre a Noman sono morti anche altri suoi due amici Salaman e Arush sempre di 18 e 19 anni, da poco fidanzati. Il padre prosegue dicendo che la casa è vuota, di un vuoto incolmabile e che lui odia i terroristi, ma non l’Islam, che ha anche amici islamici e che anche loro erano al parco quel giorno e che sono vittime tanto quanto i cristiani. Asia, la madre, intanto, col volto incorniciato da un velo color oro, continua a sfogliare l’album di famiglia. Mostra le foto di Noman, di quando era adolescente, di quando si è diplomato, di quando era al parco con gli amici. E si sofferma proprio su quella foto, cercando di catturare e riprendersi così il sorriso di un figlio che un attentato terrorista le ha portato via per sempre.

Foto di Marco Gualazzini www.marcogualazzini.com

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  • Livio

    No. Non sono un fanatico. Non perdonerei alcun terrorismo. Non mi ritengo un dio misericordioso ma un uomo che deve salvare la propria vita, quella dei familiari e della sua gente. Al contrario, sono per la prevenzione del terrorismo, che va combattuto responsabilizzando tutto il suo intorno.Gli insetti nocivi non si eliminano correndo appreso a ciascuno di essi. La pace non si ottiene col perdono. La si conquista con il coraggio e l’iniziativa. Chi rifiuta di combattere è perso in partenza. Ci si può sacrficare ma non sacrificare la propria gente.

    • Mina

      Prevenzione??? Che cosa intende per prevenzione?
      Se vuol dire ammazzarli tutti prima che possano fare altro danno, sono d’accordo, ma porgere l’altra guancia, o tender loro qella mano che poi le verrà tagliata assieme alla testa, no, non ci sto.
      Il coraggio e l’iniziativa? Nei Paesi occidentali di fede cristiana o all’interno di quelli a maggioranza islamica?
      Il coraggio di farsi ammazzare senza piangere? L’iniziativa di fare che cosa?

      • https://www.youtube.com/watch?v=wDJjcL9Ya4c Anita Mueller

        Prevenzione è gestire bene il territorio che si abita. Agricoltura quindi prima di ogni altra espressione ma che abbiamo trascurato. Non siamo più autosufficienti sul piano alimentare, e anche per litigare.

      • Livio

        Credevo di essere stato chiaro, anche se non crudo.

  • venzan

    Si perdona chi si ravvede, chi riconosce i propri sbagli

    • Fabio Giovanzana

      Certo,il “perdono” ammesso che si riesca a concederlo per certe azioni,va RICHIESTO in prima battuta,in modo forte e chiaro,da chi ha dato origine all’azione.NON VA CERTO LANCIATO DALLA PARTE OFFESA prima che chi ha offeso,abbia aperto bocca!!E’ un innaturale paradosso!!!

      • https://www.youtube.com/watch?v=wDJjcL9Ya4c Anita Mueller

        Il perdono non serve in quanto ci sono le leggi.

        • virgilio

          suka!

          • https://www.youtube.com/watch?v=wDJjcL9Ya4c Anita Mueller

            Nel tuo paese di allora era questo il modo di relazionarsi con le persone?

          • virgilio

            ri suka!

          • https://www.youtube.com/watch?v=wDJjcL9Ya4c Anita Mueller

            Parla con i tuoi connazionali, provate insieme ad individuare le vostre colpe. Noi qui le conosciamo, i giornali le riprendevano, la memoria è ancora fresca. Un bel paese dissolto solo per il vizio del litigio. Non ci pensi mai?

        • Fabio Oliveri

          tu sei pazza da legare, non rispondere neanche, ammazzati

  • MLF

    Sono atea, per cui il problema del “porgi l’altra guancia” proprio NON mi si pone.
    Non apprezzo alcuna religione in generale, e quelle fanatiche proprio…
    Religio opium populi, e l’islam ne e’ la prova schiacciante.

    • https://www.youtube.com/watch?v=wDJjcL9Ya4c Anita Mueller

      Qualcuno ha paragonato l’olocausto con i cristiani? I tedeschi forse non erano cristiani?

      • Manolis e Giorgos Immortali ✠

        Il Nazismo era dichiaramente pagano (vedere la creazione di una nuova religione ariana voluta da Himmler), così come il Comunismo che ha fatto molti più morti era ateo.

        • https://www.youtube.com/watch?v=wDJjcL9Ya4c Anita Mueller

          Ah, ok, i tedeschi durante quel regime non erano più cristiani. Poi, finite le nefandezze, erano di nuovo cristiani. Gli italiani di allora invece? Non erano cristiani quando massacravano popolazioni di altri paesi?

          • Gianni Uccello

            Tu parli genericamente di tedeschi senza specificare quali, considerando quindi tutto il popolo tedesco coattore delle nefandezze compiute dalla dittatura nazista, ma pensare ed affermare questo è una castroneria megagalattica .
            Quali nefandezze avrebbe commesso il popolo tedesco vittima di un dittatore assoluto senza limiti, che escludeva categoricamente critiche ed obiezioni, salvo eliminare chi ne avesse avuto il coraggio di farle?
            La differenza sta solo in chi è in grado di arrogarsi il diritto di giudicare ma chi lo può fare sono solo i vincitori che come da prassi si appropriano, dalla loro posizione di forza, del diritto di giudicare in esclusiva i vinti, mettendo nello stesso pentolone gli autori di eventuali nefandezze e tutto il popolo vinto, senza tener conto e dimenticando che le nefandezze commesse da loro, i vincitori, sono più o meno uguali e di pari livello!

          • https://www.youtube.com/watch?v=wDJjcL9Ya4c Anita Mueller

            Quindi gli islamici che uccidono e mutilano il simile sono terroristi e non altro? Nefandezze di pari livello nel caso del nazionalsocialismo?

  • chojin999

    Ma quale perdono! Bombe nucleari! Spazzare via tutti gli islamici! L’unica speranza è che Putin e Cina perdano così tanto la pazienza che bombardino con testate nucleari tutti i paesi islamici, così la facciamo finita con questa storia e la sinistra ’68ina filo-islamica occidentale perde gli amichetti con cui gioca a farci ammazzare!

    • YesI’m

      Mi sa che hai le idee leggermente confuse….

      • virgilio

        “leggermente”
        sei troppo buono!

        • chojin999

          E’ arrivato l’altro cattocomunista ’68ino filo-islamico in soccorso…

      • chojin999

        Io no. Tu si

    • https://www.youtube.com/watch?v=wDJjcL9Ya4c Anita Mueller

      Tu vuoi uccidere oltre un miliardo e seicento milioni di islamici per gli atti di quattro bulli? Quindi se un italiano ruba dobbiamo mettere tutta l’Italia in galera?

      • Gianni Uccello

        E’ ovvi9amente solo una utopia, un sogno, ma mi piacerebbe un mondo riuscire ad eliminare o per lo meno neutralizzare questo un miliardo e seicento milioni di islamici.

        • https://www.youtube.com/watch?v=wDJjcL9Ya4c Anita Mueller

          C’è chi pensa così circa i cristiani. E che quindi condivide la tua idea. Ma il tuo è un comportamento di un cristiano?

          • Mariagrazia Vianello

            Ma è obbligatorio essere cristiani in Italia,da quando?

          • https://www.youtube.com/watch?v=wDJjcL9Ya4c Anita Mueller

            Ciao. No, non c’è obbligo ma comunque siamo (già per cittadinanza) nati schierati.

  • Idleproc

    Se non becchi e sconfiggi i mandanti, la testa del serpente non la tagli mai e puoi fare anche il loro gioco, probabilmente previsto se sono bravi.
    Un conto è ragionare a livello individuale, sostanzialmente a partita persa da un punto di vista di difesa collettiva altro è se hai un nemico da sconfiggere che sono sempre i mandanti, non i “soldati” di qualsiasi genere siano.
    Trasformare una parte dell’esercito nemico in propri alleati affidabili, è sempre una buona idea.

  • Ilario Fontanella

    Certo, si deve sempre perdonare i morti, quelli che li mandano invece, sarebbe il caso di fargli fare la stessa fine, naturalmente per poterli perdonare……

    • https://www.youtube.com/watch?v=wDJjcL9Ya4c Anita Mueller

      I crimini di guerra italiani non sono forse rimasti impuniti?

  • Michele.B

    Mi sembra un covo di pazzi.Dio può perdonare ,l’uomo che perdona lo fa per interesse

  • YesI’m

    Come? Ma non dovreste porgere l’altra guancia?

    • Gianni Uccello

      L’altra guancia la porgono solo i pirla!

    • Fabio Oliveri

      vi dobbiamo sterminare tutti, ci vuole gente come Mladic e Arkan e squoiarvi vivi tutti

      • YesI’m

        Se dovesse saltare tutto non correre a nasconderti come un coniglio. Sii uomo….Ce la farai? Dubito chiacchierone.

        • Dogma

          Con Israele tutto bene? LoL.

      • YesI’m

        Trovo veramente incredibile che i moderatori censurino per molto, molto meno, e permettano la pubblicazione dei suoi commenti intrisi di odio e provocazione.

  • Barnaba

    Il perdono è di Dio,.

  • ogre66

    Io perdonerei sicuramente un terrorista, basta che si faccia saltare in una sede del PD.

  • schiatt’e muort

    Perdonare?In me la pietà e la compassione sono morte da 40 anni.Un popolo che porge l’altra guancia è un popolo morto.

  • schiatt’e muort

    Questo è il paese in cui andavo a lavorare,e queste sono le lerce città in cui vivono.Lasciamo perdere il vitto,dal momento che l’alloggio era signorile.Vivevo in una baracca di legno al campo di lavoro governativo.Per il grado di civilizzazione che hanno basta guardare i fili della corrente appesi in modo approssimativo e fuori da ogni sicurezza ed il lerciume che hanno nelle strade.E questi sarebbero coloro che devono essere integrati?Devo perdonare?Pietà e perdono con certe razze sottosviluppate non li conosco.