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La spina nel fianco della Merkel:
il ministro dell’Interno Seehofer

Il ministro dell’Interno Horst Seehofer rappresenta sempre di più una spina nel fianco della Cancelliera Angela Merkel. La polemica sui migranti potrebbe essere solo un pretesto  e/o l’inizio di un’insanabile spaccatura politica. La partita, che è di grossa portata, ruota attorno alla successione della quasi quindicennale Bundeskanzlerin. La conseguenza di una rottura, manco a dirlo, consisterebbe nel venir meno della maggioranza, quindi nella caduta dell’esecutivo.

Seehofer potrebbe dare un’occhiata alle previsioni di voto e ipotizzare uno scenario per ora solo sussurrato dagli analisti: sfruttare il vento, allearsi con l’Afd di Alice Weidel e provare a sbancare per mezzo di un’inedita coalizione di destra – destra. Trattasi di fantapolitica. Oppure no. 

La Merkel è il simbolo dell’Unione europea. Quello che accade in Germania non riguarda solo la Germania. Nessuno, dall’inizio del primo mandato (2005) a oggi, aveva osato sfidare la Cancelliera a destra. Almeno non con questa fermezza.

Seehofer ha il suo piano per la gestione dei fenomeni migratori. Ritiene possibile respingere i profughi se questi sono già stati registrati in altri paesi appartenenti all’Ue. Gli ormai celebri “respingimenti automatici”. Guarda con interesse a Viktor Orban e alle sue politiche restrittive e non fa mistero di ritenere l’Austria di Sebastian Kurz un alleato utile a ridiscutere gli accordi stipulati a livello sovranazionale. Insomma: non è un unioneuropeista convinto. E poi, da qualche settimana a questa parte, c’è il governo gialloverde del professor Conte, con il  ministro dell’Interno Salvini, che è più che disposto a costituire un’ “asse” critica con austriaci e teutonici. 

Mentre la tenuta del governo tedesco viene messa in discussione dalle dinamiche interne, la Csu, il partito di cui fa parte anche Seehofer, cresce nei sondaggi tanto da arrivare a fiancheggiare la Cdu. L’ingresso dei migranti in Europa – ha detto di recente Papa Francesco – sta diventando una psicosi “grazie” alla propaganda dei cosiddetti “populisti”. Ecco, prescindendo dalla veridicità di queste affermazioni, è certo che l’immigrazione sta diventando il perno della dialettica politica continentale.

Le mosse di Seehofer sono in qualche modo supportate da Donald Trump. Se dovessimo trovare un collante politologico per tutti quegli esponenti che stanno prendendo posizione in modo critico sull’indiscriminato ingresso dei migranti, potremmo parlare di “internazionale antimigrazionista” più che di “internazionale sovranista”, come invece vorrebbe Steve Bannon

Fatto sta che il Tycoon ha di recente postato un tweet  nel quale sostiene l’aumento del tasso di criminalità in Germania: un presunto fenomeno (pare che i dati smentiscano l’argomentazione di The Donald) da evitare negli Stati Uniti e una sponda per Seehofer, che nel frattempo ha dato quindici giorni alla Merkel per trovare la quadra con gli altri leader europei.

Nel guardare la scacchiera ci si accorge che l’Unione europea non è mai stata così in difficoltà. “Il progetto europeo – ha ammesso la stessa Angela Merkel – è a rischio e noi abbiamo una responsabilità particolare”. Quella di giungere a un compromesso tanto interno quanto esterno, che le consenta di scongiurare una doppia crisi da effetto domino.

Dall’Ue leggono delle “cose tedesche” e parlano di “situazione drammatica”. I gruppi politici di Cdu e Csu, cosa che avviene di rado, cominciano a riunirsi separatamente per discutere del da farsi. Serve un modo per “placare Seehofer” oppure, forse, sarà la fine di un’epoca. 

  • Bragadin a Famagosta

    sai che risate con sarkozy….

  • mortimermouse

    da quando ha fatto il sorrisetto con sarkozy ha sbagliato le strategie politiche europee. per non parlare quelle sulla germania a discapito dei paesi europei piu deboli della germania!

  • johnny rotten

    I sei cacciatorpediniere Tipo 45 della Gran Bretagna, descritti come spina dorsale della Royal Navy, hanno speso l’80% dello scorso anno in banchina. Le navi, che costano 1 miliardo di sterline l’una, necessitano di un refit di svariati milioni di sterline dopo essersi spente più volte nel Golfo Persico. Ma il lavoro non inizierà prima del 2020. Due delle navi da guerra, HMS Dauntless e HMS Defender, non navigarono affatto nel 2017, anno salutato da funzionari e ministri come “l’anno della Marina”. Tutte e sei le navi da guerra, entrate in servizio dal 2008, furono costruite con un apparato motore che si pegne nei mari caldi, lasciando i marinai bloccati per ore nel buio più totale.

    Ma dove pensano di andare, questi falliti? due zoppi non fanno uno sano, rimangono due zoppi.

  • Giuseppe Dp

    Conoscete le prime parole dell’inno tedesco? Dice, Germania Germania, al di sopra di tutto, al di sopra di tutto nel mondo.

    • Zeneize

      Quelle parole sono state espunte dopo la vittoria di Sion sulla Germania, nel 1945.

  • BlackSail33

    Quello che non capisco di questa, a parte che essendo tedesca gli interessa solo la
    Germania a scapito degli altri, partendo da un punto di forza economico ha usato la ue per i suoi luridi scopi, è se è squilibrata, se è corrotta, oppure ricattata. Perché la politica dell’immigrazione che ha attuato e imposto rasenta la follia e ora gli sta costando la cadrega.

  • Mariana Erdei

    MAGARI SALTASSE ! Dalla finestra però !

  • Marco_Seghesio

    Il CSU e’ la Baviera popolare, sempre distinta dalla CDU popolare tedesca, in quanto rappresenta la Germania cattolica (Adenauer viene da li’, Kohl non fu bavarese e quindi venne dalla CDU, ma fu sempre vicino a questo spirito, tenendo quindi legati questi due storici partiti). Se la Merkel persistesse su questa pretesa di invasione, non si esclude la possibilita’ di secessione.

  • M.A.S.

    Era ora, l’asse franco-tedesco sta scricchiolando. La Francia che e’ da Waterloo in poi non ha mai piu’ vinto una guerra, continuando pero’ a far danni in Europa va ridimenzionata. La Germania con le sue manie di egemonizzazione sull’Europa va messa nuovamente a cuccia.

    • Marco_Seghesio

      Vede secondo me la Germania fu anche riconosciuta come leader in Europa. Persino da parte dei francesi, che pure non l’ho ammettono neanche a se stessi.

      Quando nel 1940 i tedeschi invasero l’Europa, la quasi totalita’ degli europei continantali guardarano anche con qualche favore questa nuova fase storica. Tanto per dire, all’inizio, il giovine Mitterand era filo tedesco, come lo furono il fondatore dell’Ikea in Svezia e via dicendo.
      Paradossalmente i piu’ feroci antinazisti dell’epoca lo furono al loro interno, perche’ conoscevano il loro deteriore nazionalismo e quindi il nazismo e ne furono gli unici ad esserne terrorizzati (vedasi Beck, Canaris, Goerdeler, Oster, etc.).
      Se avessero avuto l’intelligenza e lo stile “yankee” e non la follia incredibile e sgomentevole della Germania nazista, credo che da almeno 70 anni ci sarebbe una confederazione europea, che sarebbe tra l’altro anche la prima potenza del mondo, con buona pace degli Stati Uniti.

      E’ difficile che i tedeschi possano in futuro fare altri folli crimini, ma quel misto di disprezzo dei vicini e di ottusita’, incapace di guardare (e perche’ no ? sognare, piu’ alti destini), persiste.
      Se i tedeschi vogliono diventare piu’ grandi, di coloro che non sanno andare al di la’ dei nanetti in giardino, lascino la guida della loro Germania ai cattolici.
      Che gia’ lo furono, in gran parte, nell’attentato contro Hitler (sin dal 1937).

      • M.A.S.

        Sono d’accordo, e’ molto improbabile che i Tedeschi possano incendiare nuovamente l’Europa con le armi, ma lo possono fare e lo stanno facendo economicamente. Non e’ il loro nazionalismo, espresso dal “Deutschland, Deutschland über alles”, che mi infastidisce, anzi non vedo nessun peccato nell’essere nazionalisti, ma non sopporto il loro ottuso egoismo che li porta a voler dettare ed imporre la loro politica economica agli altri partner europei. Non si puo’ mettere in ginocchio una nazione come la Grecia pretendendo che vengano applicati parametri economici simili ai loro. La Germania e’ una nazione fortemente industrializzata, la Grecia ha ancora una economia agricola pastorale. In un’Europa politicamente unita le nazioni piu’ ricche devono aiutare quelle piu’ povere, non stritolarle con assurde pretese di austerita’ L’umiliazione inflitta alla Grecia dalla Germania e’ disdicevole. In USA nessuno stato si erge a leader; sinceramente non voglio riconoscere alla Germania nessuna Leadership, al massimo posso riconoscerle un potere economico trainante. Ma finisce li. L’idea di una Confederazione europea mi piace purche’ le nazioni non perdano la loro identita’ usi e costumi.

        • Marco_Seghesio

          La confederazione degli Stati Uniti, nel periodo tra il 1776 ed il 1861, si presentava verso gli stati europei come “Stati Uniti d’America”. Ma al loro interno si vedevano come tra di loro come liberi stati sovani, mettendo in comune solo cio’ che non era altrimenti piu’ sostenibili da soli.

          • M.A.S.

            Ed infatti e’ la Politica Estera comune ed una Difesa commune dei confini europei che dovrebbe portare agli Stati Uniti d’Europa. Con tutta sincerita’ non ne vedo la possibilita’ Siamo in un tunnel la cui uscita e’ molto lontana. Ho appena letto quello che e’ il Macron pensiero sull’immigrazione. Pensiero che sara’ domani terreno di scontro. Ebbene che Salvini, che non ho votato il cui operato pero’ mi trova concorde, faccia saltare il banco al summit di domani. Si metta d’accordo con Di maio ( che non ho votato) e dichiari l’Italexit. L’unione Europea si sfaldera’? Tanto meglio, le responsabilita’ ricadranno interamente su Macron ed affini.

          • Marco_Seghesio

            La vedo come Lei: dura, molto dura, anche non avendo l’attuale politica italiana (diciamo cosi’) “naive” e con una incapace cancelliera tedesca.
            L’unica differenza e’ che Lei pensa che vi sia un’alternativa possibile e vivibile.
            Abbia pazienza, io ci metto nome e cognome e seguendo il Suo proposito, tra qualche anno qualcuno non me le mandera’ a dire 😉

      • Zeneize

        Follia? Non bisogna credere troppo a Hollywood eh! Poi certo, i crucchi avrebbero dovuto essere più inclusivi, errore ripetuto anche negli ultimi anni, ma da qui alla follia sgomentevole ci sono di mezzo molti brutti film di Hollywood e molti libri degni del macero.

        • Marco_Seghesio

          Allora secondo Lei il colonnello Von Stauffenberg fu un semplice traditore o un esaltato dai film di Hollywood. Magari quello del marinaio Disney della US Navy, Donald Duck, che al povero Hitler ne combinava di tutti i colori.
          Lui, Von Stauffenberg, come molti importanti politici e ufficiali tedeschi, credevano solo a Hollywood, vulgo alla propaganda del nemico, vulgo erano per Lei degli infimi, banali e spregevoli traditori.

          • Zeneize

            Non essere così ignorante, dai. Che c’entra poi?

          • Marco_Seghesio

            Mi erudica allora Lei: Beck, Canaris Oster, Gordeler, Von Stauffenberg, Von Tresckow e molti altri erano eroi o spregevoli traditori della Germania ?. Infatti questa risposta rimane in sospeso, almeno per Lei.
            Ovviamente io, nella mia pur becera ignoranza, la risposta in merito l’avevo.

          • Zeneize

            Allora dovrò affrettarmi a rispondere, se no un imbecille penserà male di me!

          • Marco_Seghesio

            Irride ma non ha mai risposto nel merito.
            Prendo atto, perche’ comunque la Sua E’ una risposta.

          • Zeneize

            Penso che tu abbia fatto una domanda imbecille e che creda alle leggende di Hollywood, tutto qua. Milioni di persone hanno la tua stessa condizione, non preoccuparti, forse un giorno la migliorerai.

          • Marco_Seghesio

            Guardi che e’ dal secolo scorso che io posto nei newsgroup, quindi non creda che abbocchi alle provocazioni, al posto delle vere risposte.
            Capisco semplicemente che Lei ha non ha argomenti oppure preferisce non esprimere del tutto le proprie idee: stia tranquillo che il sottoscritto NON e’ un provocatore e conosco bene come gira il vento, nell’ambito del “politically correct”.
            Tutto qui, senza dover irridere o insultare la controparte.

          • Zeneize

            Tu hai delle idee molto particolari sui dibattiti in internet. Non si tratta di “vincere” o “argomentare” o altre fesserie; si tratta invece di aprire gli occhi ai grandi inganni, prova ad aprirli una buona volta. Ti do due spunti: la totale incredibilità della narrativa ufficiale su: 1) lo sbarco sulla luna 2) l’undici settembre.

          • Marco_Seghesio

            Guardi che ho letto anch’io i tre Blondet, i Taxil e tutto quanto venuto dopo. Comunque i punti che Lei ha citato si comprendono benissimo, senza necessità da parte mia di ulteriori interventi o chiarimenti. In ogni caso La ringrazio per la disponibilità, sperando in futuro di avere altri più graditi e proficui scambi. Per entrambi. Buona serata.

          • Zeneize

            Io sono d’accordo con la maggior parte delle cose che scrivi, ma penso che tu debba ancora rompere un diaframma.

          • M.A.S.

            Avete aperto un bel capitolo a cui e’ veramente difficile rispondere oggettivamente perche’ l’argomento investe opinioni e convinzioni personali. L’operazione Valchiria e’, senza dubbio di smentita, da considerare come un fallito colpo di Stato e pertanto gli attentatori, sotto un profilo strettamente giuridico, tenuto anche conto che l’evento e’ avvenuto in tempo di guerra, sono da considerarsi dei traditori. Anche le motivazioni sono molto opinabili. Non avviene per mettere fine alle atrocita’ naziste ma per instaurare un governo che negoziasse la pace con gli alleati salvaguardando la disfatta militare e l’invasione della Germania. Beh questo e’ puro tradimento. Non dimentichiamoci che stiamo parlando di persone educate a cavallo della fine dell’ottocento dove l’onore e’ Patria non si discutevano. D’altra parte pero’ se fossero riusciti nell’intento avrebbo salvato molte vite umane da entrambe le parti. Eroi o traditori? Eroi perche’ la Germania ha perso la Guerra, ma se fosse riuscita a produrra l’acqua pesante in Norvegia l’avrebbe vinta e quindi i complottisti sarebbero stati ricordati come traditori. Un esempio nostrano? Via Rasella: Gli attentatori erano degli eroi o semplici terroristi e per di piu’ vigliacchi. La risposta l’hanno data i cosiddetti partigiani ma non tutti sono d’accordo.

          • Marco_Seghesio

            Caro M.A.S., se l’Operazione “Valchiria” del 1944 fosse stato l’unico “tradimento” della Wehrmacht, sarei d’accordo con Lei.
            Era troppo facile, quando ormai i tedeschi piu’ sensati avevano gia’ capito che la Germania stava perdendo, eliminare ora Hitler, sperando in una pace migliore.

            Ma non fu cosi’. Lo stesso Von Stauffenberg, interpretato da Cruise nell’omonimo film, ammise che formalmente era un tradimento e, comunque, era ormai un gesto simbolico, sapendo bene che anche gli Alleati lo avrebbero trattato in questa maniera. Semplicemente non voleva cadere insieme alla Germania e, se necessario, morire fino alla fine, insieme al cancelliere che disprezzava e odiava profondamente.

            Infatti il primo “tradimento” della Wehrmacht (e non solo), inizia del 1938, per abbattere ed eliminare Hitler. E i complottisti non erano “pinchi palli” qualunque, ma erano il capo di Stato Maggiore della Wehrmacht gen.Beck, i capi dell’Abwher amm.Canaris e il suo vice gen.Oster, nonche il borgomastro di Dresda, dr. Goerdeler (preparato per diventarne cancelliere). Fu chiamato “complotto Oster”, mi pare perche’ l’operazione fu preparata soprattutto da questo militare..
            Il complotto non si attuo’, perche’ manco’ l’aiuto della Gran Bretagna, che preferi’ l’appeasement, facendo fallire il tutto.

            Anche nel 1940, prima del Blitzkrieg di maggio, gli stessi complottisti tentarono ancora un contatto con gli Alleati, utilizzando come intermediario consapevole (dopo lunghi travagli) lo stesso Papa Pio XII. Oster, ben sapendo della nuovissima ed efficace tecnica del Blietzkrieg, di fronte alla staticita’ delle difese francesi, fece addiritttura pervenire loro i piani tedeschi. In questo persino il suo capo Canaris non se la senti’ di tradire in questo modo la vita di migliaia di suoi militari dipedenti. Ma Oster gli disse, con grandissima preveggenza, che ci sarebbero stati altrimenti anche molti molti piu’ tedeschi che dovranno morire.
            Canaris allora se ne lavo’ le mani, lasciandogli pero’ carta bianca per pervenire questi suddetti piani ai francesi. Tutto inutile, perche’ i francesi la considerarono una provocazione e quindi rimasero convinti della validita’ delle loro strategie. Che saranno per loro invece superate e catastrofiche.

            Dopo il Blietzkrieg e’ chiaro che nessuno poteva piu’ scalzare seriamente Hitler e quindi gli attentati furono possibili, quando ormai per la Germania era troppo tardi.

            Pero’ non si dica che la “santa Germania”, come la chiamo prima di morire Von Stauffenberg, non fu lasciata sola dal resto dell’Europa.

            Forse spiega anche perche’ l’orribile II Guerra Mondiale si poteva evitare con maggiore audacia. Non solo dei tedeschi, ma anche dei francesi e dei britannici, almeno nel periodo tra il 1938 ed il 1940.
            Forse anche per questo che il trattamento degli sconfitti, dopo la II GM, fu meno spietato da parte degli Alleati.

          • Marco_Seghesio

            Non e’ del tutto esatto che, nel 1944, lo spirito fosse solo ispirato ad “instaurare un governo che negoziasse la pace”. E secondo Lei, ai cospiratori tedeschi non importava nulla di “mettere fine alle atrocita’ di Hitler” ? Ma se Von Stauffenberg, inizialmente abbastanza favorevole a Hitler, nello spirito di un’ingenua rivalsa nazionale, nel 1942 viro’ furiosamente di 180 gradi il suo punto di vista, quando vide con raccapriccio in Russia le atrocita’ della SS.
            O Canaris che vidi con sgomento nel 1940 le persecuzioni e le deportazioni degli ebrei in Polonia.

            Comunque, se l’Operazione “Valchiria” del 1944 fosse stato l’unico “tradimento” della Wehrmacht, sarei anche d’accordo con Lei.
            Era troppo facile, quando ormai i tedeschi piu’ sensati avevavano capito che la Germania stava perdendo, eliminare Hitler, sperando in una pace migliore.

            Ma non fu cosi’. Lo stesso Von Stauffenberg, ideatore della Operazione “Valchiria”, ammise che formalmente era un traditore e, comunque, il suo era ormai un gesto simbolico, sapendo bene che anche gli Alleati lo avrebbero trattati in questa maniera. Semplicemente lui (e l’ampia fascia della Wehrmacht) non voleva cadere insieme ad Hitler, che disprezzava e odiava.

            Del resto i “tradimenti” della Wehrmacht iniziano nel 1938 (come si dice “in tempi non sospetti” ;), per abbattere ed eliminare Hitler. E questi complottisti non erano dei “pinchi palli” qualunque, bensi’ il politico e borgomastro di Dresda, prof.Goerdeler, cancelliere tedesco “in pectore”. E il capo di stato maggiore della Wehrmacht, gen.Beck, nonche’ i vertici dell’Abwehr, amm.Canaris e gen.Oster. Fu chiamato “Complotto Oster” e non si attuo’ perche’ manco’ l’aiuto dei franco-tedeschi, in particolare di Chamberlain, i quali preferirono l’appeasement con Hitler, facendo quindi fallire questa operazione, gia’ piuttosto strutturata.

            Anche nel 1940, prima del “Blitzkrieg” tedesco di maggio, gli stessi complottisti tentarono ancora un contatto con gli Alleati, utilizzando come intermediario il papa Pio XII. Oster, sapendo della nuova ed efficace tecnica detta appunto del “Blitzkrieg”, di fronte alla staticita’ delle difese francesi, fece addirittura pervenire loro i piani tedeschi. In questo trovando resistenza da parte del suo capo Canaris, che ovviamente non era disponibile a tradire in questo modo moltissimi suoi militari dipendenti. Ma Oster, con inusuale preveggenza, gli avrebbe detto che in mancanza, ci sarebbero stati anche moltissimi piu’ tedeschi che dovranno morire. Allora Canaris, da una parte se ne lavo’ le mani, ma dall’altra gli lascio’ carta bianca.
            Tutto inutile, perche’ i francesi evidentemente la considerarono una provocazione e quindi rimasero convinti della validita’ delle loro strategie. Che saranno invece rese obsolete, con conseguenze catastrofiche per la Francia.

            Dopo il “Blitzkrieg”, nessuno avrebbe piu’ potuto scalzare seriamente Hitler per almeno due anni. E quindi gli attentati furono possibili quando ormai per la Germania era troppo tardi.
            Pero’ il successo di Hitler si poteva probabilmente evitare con maggiore audacia politica. Non solo da parte dei tedeschi, ma anche dei francesi e dei britannici, almeno nel periodo tra il 1938 ed il 1940.

          • Marco_Seghesio

            In quanto alla qualifica tra “eroi” e “traditori”, per lungo tempo sarebbero comunque stati traditori, sia dai tedeschi, che dagli Alleati. Nei film degli anni ’50-’60 Canaris mi pare presentato come uno spione ambiguo e obliquo. E se non e’ considerato “tout-court” come traditore, per molti anni resto’ comunque un personaggio poco leggibile e quindi automaticamente sgradevole.
            Questo perche’ anche gli Alleati avevano occultato eventi storici molto importanti: vedasi per esempio il “Complotto Oster”, di cui accenno anche in altro post. E a fronte di decine di milioni di morti, conseguenza della II GM, anche il “senno di poi”, di non aver sondato piu’ profondamente le reiterate proposte dei “complottisti tedeschi”, poteva persino ritorcersi contro gli Alleati, almeno in qualche misura.

          • Marco_Seghesio

            P.S. Il mio prededente post, relativo al “Complotto Oster di cui accennavo” invece non si troverà, perchè è stato eliminato, mio malgrado.
            Poco male: se qualcuno avesse la bontà di leggermi, potrà approfondirlo molto meglio direttamente su web.

          • M.A.S.

            Come ho detto all’inizio e’ difficile dare una risposta alla domanda “eroi o traditori”? Fu Bruto un traditore? La Storia lo definisce tale ma senza Marco Antonio e senza Ottaviano Augusto oggi sarebbe ricordato come l’eroe che salvo’ la Repobblica di Roma. Ma non e’ il giudizio storico che deve etichettare un militare come eroe o traditore bensi il suo comportamento rispetto al giuramento prestato. Quando giurai fedelta’ alla Repubblica la formula era “Giuro di essere fedele alla Repubblica italiana e al suo Capo, di osservare lealmente le leggi e di adempiere tutti i doveri del mio stato al solo scopo del bene della Patria”. Formula cambiata nel 1978 con la piu’ “politicamente corretta”:
            “Giuro di essere fedele alla Repubblica Italiana, di osservarne la Costituzione ……..” Enorme ipocrisia poiche’, essendo il Capo dello Stato garante della Costituzione, praticamente la formula cambiava nelle parole ma non nel concetto. Quel giuramento mi lego’ a prescindere dalle mie convinzioni politiche, In altre parole, pur non riconoscendo alcuni presidenti come miei rappresentanti quel giuramento, per etica e per dignita’ personale mi obbligava ad essere a loro fedele. Ecco sotto questa ottica Graf Von Stauffenberg era un traditore.

          • Marco_Seghesio

            Lei involontariamente pone una questione tra forma e la sostanza del difendere la Patria. Un tema giuridico classico.
            Premesso che purtroppo, e per ben due volte !, mi è stato cancellato un post. Un post basato sul concetto che l’attentato del 1944 di Von Stauffenberg fu solo per dire alla Storia ufficiale che “i cospiratori” sono esistiti, a favore della Germania e contro Hitler.

            Purtroppo mi pare che anche Lei ha saltato a piè pari, forse con troppa disinvoltura, il “Complotto Oster ” del 1937 e quello del 1940. Il che, secondo me, è male, perchè con 60 milioni di morti come prodotto della II GM, quei due anni furono decisivi per provare a fermarla. E ciò avviene soprattutto per mancanza di fiducia e di audacia degli Alleati, rispetto ai “traditori” tedeschi.
            Le chiedo però se i militari tedeschi, di fronte alla incompatibilità tra il bene della Patria e l’obbedienza al Capo dello Stato, abbiano scelto senza dubbio quella più facile, cioè la seconda.
            Così come la presero come misura anche i militari Alleati, nel valutare con disprezzo i loro colleghi tedeschi “cospiratori”. Dimostrando che costoro erano dalla parte giusta solo per purissimo caso, non certo per i loro meriti.
            Secondo me è quindi ovvio che gli unici veri militari tedeschi sono quelli che già più volte citato. Non fosse altro che sono gli unici ufficiali europei che avrebbero potuto dire con certezza che 60 milioni di morti e il disastro dell’Europa non li riguardava di certo ! Ottimo essere un Rommel, un Von Mainstein, un Doenitz, etc., ma basta essere bravi professionalmente e fedeli al capo dello stato, se nel contempo distruggi la tua nazione, insieme all’intera Europa ?

          • M.A.S.

            Mi permetta di dissentire. Nella formula del giuramento, anteriore al 1978, il sostantivo Capo si identifica con lo Stato (La Repubblica). Giurare fedelta’ al Capo sello Stato significava giurare fedelta’ alla Patria. Nell’immaginario di coloro che giuravano, il Capo dello Stato era una realta’ concreta e la Repubblica, essendo una realta’ astratta, si identificava con il suo Capo. Ma c’era un problema: giurare fedelta’ ad un uomo, nella mente della sinistra italiana era pericoloso e poteva portare al rafforzamento del nazionalissimo. Gravissimo peccato mortale nel momento in cui tutti gli sforzi miravano ad inculcare nella mente degli italiani che si era cittadini del mondo e non membri di una collettivita’ nazionale. Ed ecco che la formula fu cambiata introducendo un’altra realta’ astratta “la costituzione” depennando il sostantivo “Capo”.
            In ogni esrcito non eseguire gli ordini del propro Comandante significa tradimento che, in tempo di guerra, viene punito con la morte.
            Conosco bene le vicende dei vari complotti ed attentati per assassinare Hitler, ma sinceramente non credo che le intenzioni dei complottisti fossero quelle di evitare i morti di una Guerra. Erano, per la maggior parte, militari di carriera che sapevano benissimo di essere uno strumento utilizzato dalla politica per il conseguimento dei propri obiettivi. La possiamo girare come ci pare, eticamente rimangono dei traditori.

          • Marco_Seghesio

            Dissento anche io perchè sono perfettamente d’accordo che nella forma sono dei traditori. È nella sostanza che si pone la questione e che mi pare Lei elude.
            E secondo me Lei non mi ha dimostrato elementi coerenti a riguardo, per esempio, al gen.Oster, se nella sostanza fu solo un traditore.
            Primo, perchè nel 1940 doveva essere lo “Zeus” degli agenti segreti a favore degli Alleati, visto che fece loro pervenire buona parte dei piani della cosiddetta “Blitzkrieg”, settimane prima della sua attuazione da parte dei tedeschi. Hai detto poco !!
            Secondo, vi è stata allora una delle più scarse generazioni tra gli alti ufficiali anglo-francesi, nella Storia militare, visto che hanno disprezzato queste preziosissime e forse decisive informazioni.
            Se per Lei andava bene così, io se permette non mi accodo.

          • Marco_Seghesio

            Aggiungo che un militare che sia uno strumento di qualche politica, mi pare un assioma.
            Credo che Clausewitz lo conosca meglio di me.
            Bisogna però chiedersi se questa politica dei “traditori” era a favore di Hitler (capo delle F.A.), della Germania (la Patria) o di entrambi. Mettendoli anche in ordine, eticamente.
            Se si parla poi di sostenere una una eticità, non può essere un’incredibile massacro mondiale, distruggendo intere nazioni, il tutto per lasciare il potere a stati non europei in Europa. Questa non fu eticità, fu suicidio.
            Credo che per un militare debba sempre valere il principio del “si vis pacem, para bellum”. E non il contrario. Altrimenti non si può del tutto escludere che sia meglio fare altro.

          • M.A.S.

            Caro amico, sapevo che se mi fossi fatto coimvolgere nella discussione sul tradimento avremmo poi aperto il fronte ad altre tematiche a cui mi sarebbe stato difficile sottrarmi. Lei ora introduce concetti come il legame che unisce la politica e le Forze Armate, ubbidienza degli ordini impartiti etc etc. Sino ad ora ho cercato di essere asettico dando risposte tecniche come la posizione sui cospiratori anti Hitler. Ma tornero’ su questo argomento piu’ tardi.
            Ho deliberatamentetra omesso di parlare del Clausewitz perche’ le sue teorie sull’Arte della Guerra sono in un certo qual modo oggi compromesse dalla definizione che da’ sulla guerra. La guerra, secondo il Clausewitz altro non e’ che il proseguimento dell’attivita’ politica per costringere una nazione a sottostare alla propria volonta’. Questo concetto viene ulteriormente enfatizzato da un altro generale tedesco, di cui attualmente mi sfugge il nome ma che fu anche esso Capo di Stato Maggiore della Wehrmacht. Egli sosteneva che per vincere la guerra bisognava fiaccare nella popolazione civile la volonta’ di resistere. Questo spiega le V1 e V2 su Londra, i bombardamenti al fosforo alleati su Dresda (fortemente osteggiati da Sir Winston Churchill) e le bombe atomiche su Hiroshima e Nagasaki. Ma il processo di Norimberga diventa un’arma a doppio taglio per le potenze occidentali che sono sempre piu’ condizionate dalla massiccia presenza dei Media nei conflitti.La guerra oggi e’ definita come l’uso della forza armata da parte di uno stato per raggiungere un fine imposto o permesso dal diritto internazionale. Capisce la grande differenza? Per poter attaccare l’Iraq, la Serbia o la Libia ho bisogno del mandato dell’ONU altrimenti posso incorrere in una seconda Norimberga. Che ipocrisia.. Ma questo fino ad ora ha funzionato per intervenire in limitati teatri operative. Immaginiamo uno scenario piu’ devastante Un conflitto tra Est ed Ovest. Occidente contro la Cina ad esempio. Clausewitz ed i suoi successori torneranno in auge. Mi lasci ora commentare la sua affermazione sulla politica e strategia militare che si influenzano. Non sono d’accordo. Il militare e’ un tecnico e la politica non deve mai influire su come perseguire un obiettivo politico Le strategie e tattiche da impiegare su come occupare l’Iraq sono materia strettamente militare che non riguardano il Presidente degli Stati Uniti. Nei regimi dittatoriali in cui il politico si identifica come Comandante delle Forze Armate ( che e’ diverso dall’esserne il Capo Supremo) il dittatore impone anche la Strategia. Ed infatti Hitler, che non era uno stratega, compie due grandissimi errori di strategia. L’Invasione della Russia e l’assedio a Stalingrado. Stalingrado e’ la piu’ grande sciocchezza strategicadel secondo conflitto mondiale. Quelle divisioni gettate su Stalingrado dovevano andare a rinforzare le truppe in Nord Africa. Rommel avrebbe preso l’Egitto e quindi i pozzi di petrolio in Iraq. La guerra avrebbe acquisito una fisionomia diversa, sarebbe stata la fine per l’Inghilterra. Altro errore strategico l’impiego della Folgore in Nord Africa che invece doveva essere paracadutata su Malta..
            Ed infine: IL rifiuto di eseguire un ordine. Gli ordini vanno eseguiti senza discutere. La gerarchia militare non puo’ permettersi di spiegare il perche’ di un ordine.. Quando un comandante da’ un ordine l’ufficiale subalterno lo esegue senza discutere in quanto il comandante e’ in possesso di informazioni sconosciute al subalterno. Il rifiuto significa Corte Marziale ed, in tempo di guerra, plotone di esecuzione. Durante l’evacuazione di Dunkerque Winston Churchill da un ordine tremendo al Generale Comandante la Guarnigione Inglese a Calais. L’ordine era di ingaggiare i tedeschi per facilitare la ritirata. Churchilll sa che e’ una condanna a morte cosi’ come lo sa il generale inglese. Quei morti sono sulla coscienza di Churchill che pero’ permisero il recupero dell’esercito.
            Il Regolamento Militare tuttavia prevede il rifiuto di eseguire un ordine se questo e manifestamente reato.
            Lascio a Lei commentare. Le chiedo tuttavia di mettersi nei panni del sergente il cui tenente ordina di sparare ad una donna che si sta avvicinando alla postazione e che non si ferma all’imposizione di ALT. Lei cosa fa sapendo che la signora potrebbe essere imbottita di tritolo: Spara o non spara? Io non vorrei essere nei panni del Tenente che da l’ordine ma se fossi il sergente………?
            Solo le alte gerarchie militari hanno la possibilita’ di contravvenire ad un ordine emesso dalla politica ma allora si rischia un colpo di stato e ancora peggio la guerra civile.
            Ho cercato di esseremolto succinto confidando nella Sua capacita’ di analisi nell’interpretare quanto ho scritto e non fermarsi solamente al significato striminzito della locuzione. Questi sono argomenti che necessitano lunghe conversazioni e scambi di ideee confortate anche da un supporto giuridico. Le auguro un buon fine settimana.

          • Marco_Seghesio

            A mio giudizio forse non coglie a fondo Clausewitz: è vero che la guerra tende all’assoluto in termini di annientamento del nemico. Ma sin dalle origini, quindi ben prima anche dell’ONU, la politica ne coglie i vantaggi, moderandone però la intrinseca feroce e spietata violenza. Nel caso scendendo giù giù, se necessario anche a livello del più giovane sergente, quando nel corso del combattimento, ad un certo punto, ordina di cessare il combattimento.
            In Vietnam le forze armate USA sono evidentemente impiegate con dei obiettivi e limiti politici che, via via, si riformulano in base ai successi o ai fallimenti militari. Ovvero quando i successi dei militari in guerra, come per esempio nella battaglia di Huè del 1968, per quanto siano finalmente molto molto promettenti, sono ormai politicamente inutili, perchè il popolo americano non vuole starci in Vietnam neanche un giorno in più.
            E Lei mi presenta una politica che fa il suo lavoro e con i militari che fanno un altro lavoro, che non avrebbe poco o nulla a che fare con la politica ?

          • M.A.S.

            No No, assolutamente no. Io sono stato ben chiaro. Lo strumento militare e’ appunto uno strumento in mano alla politica per conseguire I suoi obiettivi. Ho poi aggiunto che oggi il concetto di Guerra e’ cambiato . Oggi un intervento armato deve essere (ipocritamente) giustificato da un risoluzione internazionale Ho poi aggiunto che la politica una volta indicato gli obiettivi strategici non deve interferire con le scelte tecniche di competenza strettamente militare. In altre parole lo sbarco alleato in sicilia e’ una scelta strategica militare che avviene secondo giudizi ed analisi militari.e con modalita’ scelte dal Supremo Comando Alleato e non da Roosvelt ne’ da Churchill, mentre la decisione di non bombardare Roma e’ una decisione puramente della politica e non militare. Questo concetto non significa che i militari fanno un lavoro diverso dalla politica come a me pare Lei abbia capito.
            Per quanto attiene al Vietnam poi ne so un pochino forse piu’ di Lei non fosse altro per aver frequentato alcuni Corsi di formazione presso scuole delle FF.AA USA. Ma non mi faro’ trascinare in uno scambio di vedute sul Vietnam.

          • Marco_Seghesio

            Se Lei ha frequentato alcuni corsi di formazione delle FF.A.A. USA sul Vietnam (magari quelli dell’USA e dell’USAF) come si dice “ubi maior, minor cessat”.
            Limitandomi alla strategia sugli sbarchi in Sicilia del 1943, nella mia scarsa conoscenza, mi risultava che erano fortemente condizionati dalle scelte politiche, del tipo di chi dovesse arrivare primo a Messina, tra il comandante britannico Montgomery e lo statunitense Patton. Sto dicendo in termini di pianificazione, con tanto di fermare coloro che non seguivano il teatrino. E che dire poi dei noti sbarchi ad Anzio, sul piano militare poco felici, di cui non risulta che il loro comandante Clark ne abbia fatto una malattia contro i suoi politici ? Visto che anche lui considerava fondamentale “liberare” la prima capitale dell’Asse, Roma, una città che militarmente valeva zero ?

          • M.A.S.

            Ohh per la miseria. Vediamo se riesco a spiegarmi meglio. La politica non puo’ dire come eseguire un Ordine di Operazioni, in altre parole non puo’ dire invadete l’Italia usando solo le Forze della Marina. Questa e’ una decisione puramenre tecnica, ma certamente puo’ dire “a Messina ci arriva prima Montgomery” cosi’ come decise che a Berlino ci dovevano arrivare prima i russi. Ma come arrivare a Berlino (esecuzione dell’Ordine di Operazioni) se con i carri Armati o sulle truppe cammellate lo decide il Comandante dell’Operazione. Le poche volte che ha Politica ha preso decisioni tecniche e’ successo il disastro Vedi Dresda e Hiroshima

          • Marco_Seghesio

            La ringrazio comunque della nostra interessante discussione.
            Mi chiedo solo a quale livello dobbiamo scendere, tra la politica e le forze armate, per potersi chiaramente distinguerle. In questo caso siamo a livello di ordine di attuazione delle operazioni, che in termini politico-militari lascia alla solo politica sia la grande strategia e la difesa della nazione, sia quella di teatro, sia l’operazionalità e, se vogliamo, aspetti importanti della tattica. Il che mi pare inaccettabile per ogni militare.
            Avrei molti esempi per sostenere la mia tesi, chessò in merito al confronto tra Filippo II e Medina, nella cosiddetta Invincibile Armada spagnola, fino alle più recenti guerre moderne. Però mi fermerei qui, lasciando da parte mia a chi ha letto il compito di una propria conclusione.
            Semmai è interessante che si ritiene che la politica abbia spesso interferito nelle FA, come sembra intendere anche Lei, dimenticando allora che questo è stato a doppio senso.
            Chi ha influenzato le direttive nella Guerra nel Pacifico, tra militari e politici, in quella lotta tra il genMcArthur e l’amm.King ? Davvero è stato Truman e non i generali USAAF Spitz e LeMay ad influenzare questa gravissima decisione di Hiroshima ? È nella Guerra di Corea, McArthur e LeMay non la volevano risolvere a suon di bombe A, fermati con i capelli dal Presidente degli Stati Uniti ? Mi pare difficile distinguere i politici dai militari, se non si scende a livelli molto bassi.

          • M.A.S.

            Guardi, per amor e carita’ di patria io Le ho solo citato Dresda ed Hiroshima ma…… Ora se la Politica dice che la minaccia contro la nazione viene dal Quadrante XY a questo punto subentra (no usero’ il condizionale) dovrebbe subentrare la separazione dei ruoli. La Difesa del suolo nazionale e’ affidata alle FF.AA. Nel momento in cui la Politica ha identificato la minaccia spetta al responsabile (la Difesa) approntare uno strumento militare capace ed idoneao non solo a contrastare la minaccia ma anche a neutralizzarla. Se quindi io Difesa dico al politico che mi serve acqustare il fucile 91 la politica non dovrebbe opporsi e dire “no tu compri I cammelli perche’ andremo con le truppe cammellate” e soprattutto non dovrebbe dire:”guarda quell ponte non lo fai saltare per aria” e lo dice solo perche’ a casa a un’accozzaglia di gente che, non capendo nulla di come si fa una Guerra, e’ in mezzo alla strada a protestare. La Guerra e’ una brutta bestia ma se la iniziamo la dobbiamo vincere. Abbiamo vinto in Afganistan? No. Abbiamo vinto in Iraq? NO. Abbiamo vinto in Libia? No. I Romani erano buoni e cari ma quando facevano la Guerra la facevano sul serio. Per poi far capire alla popolazione vinta come stavano le cose radevano al suolo la citta’ e ci passavano sopra con gli aratri..Fare la guerra politicamente corretta significa solo mandare a morire dei servitori dello Stato senza conseguire lo scopo. Spero chequest’ultimo intervento abbia chiarito la mia posizione, ma, come Lei ha sottolineato, tra la teoria e la pratica c’e’ l’interferenza di gente ignorante, arrogante e presuntuosa.

          • Marco_Seghesio

            Ovviamente potremmo dilungarsi ancora a lungo con reciproco interesse. Ma le cose belle hanno un inizio ed anche una fine, come del resto da parte mia le avevo annunciato. La ringrazio per il suoi interessanti interventi e Le auguro buona serata. A rileggerci con piacere su altri numerosi temi.

          • M.A.S.

            No mi spiace, agli occhi delle alte gerarchie militari tedesche sono traditori sia nella forma che nella sostanza. Specialmente nella sostanza quando si passa al nemico un Piano di Operazioni quale quello che riguarda la Guerra Lampo. Che poi gli Alleati non presero nella giusta considerazione quei piani dipende solo dalla miopia dei comandanti. Il concetto di rapidissimi spostamenti in avanti con carri armati protetti dall’appoggio aereo trovarono impreparati gli alleati che ancora vedevano la guerra come un conflitto di posizione.Pensi alla linea Maginot. Quei piani di sfondamento messi a disposizione dal Gen Oster probabilmente furono ritenuti di difficile attuazione da chi li esamino’.
            Alla locuzione “si vis pacem para bellum” le rispondo con una esortazione di Catone “Carthago delenda est”. In ambedue i casi i Comandi Militari non hanno voce se non dopo la deliberazione politica. Sono scelte politiche. La prima attiene alla necessita’ di avere uno strumento militare credibile, efficiente che agisca da deterrente (decisione politica) mentre la seconda e’ un Concetto Operativo: se vogliamo avere il controllo del Mediterraneo dobbiamo distruggere Cartagine (altra decisione politica) Non voglio entrare nel merito dei 60 milioni di morti che si sarebbero potuti evitare se gli attentati fossero riusciti e pertanto sotto questa ottica i cospiratori sono da considerarsi eroi. La Guerra la si fa per vincere e in quegli anni la popolazione civile faceva parte del gioco.

          • Marco_Seghesio

            Sono d’accordo e apprezzo la Sua professionalita’, nei miei limiti che posso valutare. Pero mi pare che si eviti sempre il punto focale.
            Che pure avevo provato, a mo’ di “ballon d’essai”, ad aver lanciato, anche citando Clausewitz e quindi la sua opera “Della Guerra”.
            Anche Lei, parlando di una citazione di Catone, relative alle Guerre Puniche, mi permette di approfondire la figura dei consoli romani. Che erano al tempo stesso i capi del governo e i supremi comandanti in guerra. Vedasi nomi del tipo di Caio Duilio, Lutazio Catulo, Scipione l’Africano, etc. Cosi’ come lo furono i dogi veneziani e i re medievali.
            Solo per la crescente specializzazione, nei tempi piu’ moderni, che le due carriere iniziano a distinguersi, pur restendo parallele. Non credo pero’ che in nessuna altra burocrazia, rispetto a quella militare, sia piu’ intima con il governo. Come lo provano anche gli omnipresenti ufficiali militari, sempre vicini alle autorita’ del governo.
            Questo perche’ niente piu’ della politica e della strategia militare, si influenzano e si limitano reciprocamente.

            Premessa questa noiosa, ma necessaria premessa, e’ quindi ovvio che sia troppo facile che un alto ufficiale si nasconda dietro la politica.
            Mi pare (vado a memoria) che anche Von Manstein in Russia si rifiuto’ indignato che la “sua” Feldgendermerie della Heer (se non sbaglio i Carabinieri tedeschi della II GM), fosse stata impiegata per deportare o eliminare innocenti. Come chiedeva il capo dello stato e delle forze armate Adolf Hitler.

            Ritrovo’ pero’ la sua sererita’, quando Hitler lo sollevo’ da questa sua preoccupazione, lasciando questo compito alle SS.
            Cosi’ Von Manstein pote’ concentrarsi sulla guerra al fronte, dimenticandosi che la polizia militare fa pure parte sia della guerra, sia della sua eticita’.
            Con gli esiti tragicamente noti.
            Ecco, questo potrebbe essere un altro esempio, tra la forma di un soldato o la sua sostanza (vedasi Von Stauffenberg e Von Trenskow, che invece, proprio in Russia, divennero dei feroci nemici di Hitler e del nazismo).

            Perche’ ribadisco che la politica implica la guerra che implica la politica ad infinitum.

          • M.A.S.

            Caro amico, sapevo che se mi fossi fatto coimvolgere nella discussione sul tradimento avremmo poi aperto il fronte ad altre tematiche a cui mi sarebbe stato difficile sottrarmi. Lei ora introduce concetti come il legame che unisce la politica e le Forze Armate, ubbidienza agli ordini impartiti etc etc. Sino ad ora ho cercato di essere asettico dando risposte tecniche come la posizione giuridica sui cospiratori anti Hitler. Ma tornero’ su questo argomento piu’ tardi.
            Ho deliberatamentetra omesso di parlare del Clausewitz perche’ le sue teorie sull’Arte della Guerra sono in un certo qual modo compromesse dalla definizione che da’ sulla guerra. La guerra, secondo il Clausewitz altro non e’ che il proseguimento dell’attivita’ politica per costringere una nazione alla propria volonta’. Questo concetto viene ulteriormente sottolineato da un altro generale tedesco, di cui attualmente mi sfugge il nome ma che fu anche esso Capo di Stato Maggiore della Wehrmacht che sosteneva che per vincere la guerra bisognava fiaccare nella popolazione civile la volonta’ di resistere. Questo spiega le V1 e V2 su Londra, i bombardamenti al fosforo alleati su Dresda (fortemente osteggiati da Sir Winston Churchill) e le bombe atomiche su Hiroshima e Nagasaki. Ma il processo di Norimberga diventa un’arma a doppio taglio per le potenze occidentali che sono sempre piu’ condizionate dalla massiccia presenza dei Media nei conflitti.La guerra oggi e’ definita come l’uso della forza armata da parte di uno stato per raggiungere un fine imposto o permesso dal diritto internazionale. Capisce la grande differenza? Per poter attaccare l’Iraq, la Serbia o la Libia ho bisogno del mandato dell’ONU altrimenti posso incorrere in una seconda Norimberga. Che ipocrisia.. Ma questo fino ad ora ha funzionato per intervenire in limitati teatri operativi. Immaginiamo uno scenario piu’ devastante Un conflitto tra Est ed Ovest. Occidente contro la Cina ad esempio. Clausewitz ed i suoi successori tornerebbero in auge. Mi lasci ora commentare la sua affermazione sulla politica e strategia militare che si influenzano. Non sono d’accordo. Il militare e’ un tecnico e la politica non deve mai influire su come perseguire un obiettivo politico Le strategie e tattiche da impiegare su come occupare l’Iraq sono materia strettamente militare che non riguardano il Presidente degli Stati Uniti. Nei regimi dittatoriali in cui il politico si identifica come Comandante delle Forze Armate ( che e’ diverso dall’esserne il Capo Supremo) il dittatore impone anche la Strategia. Ed infatti Hitler, che non era uno stratega, compie due grandissimi errori di strategia. L’Invasione della Russia e l’assedio a Stalingrado. Stalingrado e’ la piu’ grande sciocchezza strategica mai vista. Quelle divisioni gettate su Stalingrado dovevano andare a rinforzare le truppe in Nord Africa. Rommel avrebbe preso l’Egitto e quindi i pozzi di petrolio in Iraq. La guerra avrebbe acquisito una fisionomia diversa, sarebbe stata la fine per l’Inghilterra. Altro errore strategico l’impiego della Folgore in Nord Africa che invece doveva essere paracadutata su Malta..
            Ed infine: Rifiuto di eseguire un ordine. Gli ordini vanno eseguiti senza discutere. La gerarchia militare non puo’ permettersi il perche’ di un ordine. Quando un comandante da’ un ordine l’ufficiale subalterno lo esegue senza discutere in quanto il comandante e’ in possesso di informazioni sconosciute al subalterno. Il rifiuto significa Corte Marziale ed, in tempo di guerra, plotone di esecuzione. Durante l’evacuazione di Dunkerque Winston Churchill da un ordine tremendo al Generale Comandante la Guarnigione Inglese a Calais. L’ordine era di ingaggiare i tedeschi per facilitare la ritirata. Churchilll sa che e’ una condanna a morte cosi’ come lo sa il generale inglese. Quei morti sono sulla coscienza di Churchill che pero’ permisero il recupero dell’esercito.
            Ma secondo quanto prevede il regolamento militare il subordinato puo’ rifiutarsi di eseguire un ordine se questo e manifestamente reato.
            Lascio a Lei commentare. Le chiedo tuttavia di mettersi nei panni del sergente il cui tenente ordina di sparare ad una donna che si sta avvicinando alla postazione e che non si ferma all’imposizione di ALT. Lei cosa fa sapendo che la signora potrebbe essere imbottita di tritolo: Spara o non spara? Io non vorrei essere nei panni del Tenente che da l’ordine ma se fossi il sergente………? Solo le alte gerarchie militari hanno la possibilita’ di contravvenire ad un ordine ma allora si rischia un colpo di stato e ancora peggio la guerra civile.
            Ho cercato di essere molto succinto confidando nella Sua capacita’ di analisi nell’interpretare quanto ho scritto e non fermarsi solamente al significato striminzito della locuzione. Questi sono argomenti che necessitano lunghe conversazioni e scambi di ideee confortate anche da un support giuridico. Le auguro un buon fine settimana.

  • Marco_Seghesio

    Bene, se nella politica tedesca cominciassero a pesare molto di piu’ la CSU e il suo leader Seehofer.
    Storicamente nella CSU si e’ stati capaci di guardare lontano.
    Quindi mi aspetto di piu’, che fermarne i clandestini ai propri confini tedeschi. Ma si cominci a pensare piu’ avanti, con una confederazione, rifondata rispetto allo sgorbio della UE, nella quale finalmente ci sia una vera politica comune internazionale.
    Avendo avuto formazione economica mi do la zappa sul piede, ma francamente non ne posso piu’ di sentire da 30 anni innumerevoli studi, trattatelli, libri e summit, incentrati sugli economisti. Secondo i quali ha inizio o fine l’Europa. Gli Stati Uniti, con 10 portaerei nucleari e 50 sottomarini d’attacco, state tranquilli che le immumerevoli ricette dei loro economisti si aggiustano sempre, se del caso a martellate.
    Mentre nel caso dell’Europa, le ricette dei nostri economisti dureranno fino al prossimo attacco di Soros, che ovviamente non ha niente a che fare con il governo degli Stati Uniti.
    Ben vengano gli economisti, come condizione necessaria, ma non sufficiente.
    Ci vuole di piu’.

  • Gian Franco

    L’economia tedesca continua a crescere nell’ultimo trimestre
    BERLINO (dpa-AFX) – Anche l’economia tedesca è cresciuta significativamente nel quarto trimestre del 2017. In una prima stima, l’Ufficio federale di statistica prevede una crescita di circa mezzo punto percentuale rispetto al trimestre precedente, come l’agenzia ha annunciato giovedì a Berlino./kf/DP/jkrL’agenzia federale genera miliardi in eccedenza
    NUREMBERG (dpa-AFX) – L’Agenzia federale del lavoro (BA) ha chiuso l’esercizio 2017 con un’eccedenza di 5,95 miliardi di euro a causa della buona situazione sul mercato del lavoro. La conclusione è stata migliore del previsto, ha detto il BA giovedì a Norimberga. L’amministratore delegato della BA, Detlef Scheele, aveva assunto solo un surplus di 1,5 miliardi di euro. Tuttavia, ha presto corretto questo valore e ha annunciato un’eccedenza
    all’attuale livello entro la fine del 2017.

    A causa della forte domanda di lavoro, il numero di disoccupati ha continuato a diminuire. Di conseguenza, ad esempio, la BA ha registrato una spesa inferiore per le indennità di disoccupazione I. La buona economia si è riflessa anche in minori spese di fallimento.

    Del surplus, circa 5,79 miliardi di euro saranno aggiunti alla riserva del BA. Questo aumenterà a circa 17,2 miliardi di euro. Secondo la BA, l’eccedenza residua di 160 milioni di euro andrà alle riserve detenute per il fallimento e sussidi per l’occupazione invernale. / Rbe / DP / eg

  • silver

    Seehofer ha perfettamente ragione. Lui spedirà verso l’Austria di migranti che sono in Germania e l’Austria vorrà spedire verso l’Italia detti migranti in quanto tutti sarebbero, secondo lei, migranti il cui primo approdo è stato l’Italia. L’Italia bloccherà il Brennero e non vorrà ricevere detti migranti e ci sarà un bel casino. Va da se che l’Italia non solo dovrà bloccare tutti i suoi porti alle navi pirate ONG, ma dovrà pattugliare tutte le coste dato che i migranti tenteranno comunque di sbarcare in Italia. Ci sarà da ridere.