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La Siberia nel mirino dei terroristi:
tutte le contromosse della Russia

I vertici della sicurezza della Russia hanno riscontrato una preoccupante crescita di attività terroristiche nelle regioni della Siberia, e il Cremlino si appresta ad applicare una stretta per frenare la possibile attività di cellule di organizzazioni terroristiche internazionali e quella dei dissidenti.

Proprio in queste ore il segretario di sicurezza russo, Nikolai Patrushev, ha messo all’attenzione del consiglio riunitosi a Novosibirsk le informazioni reperite del Fsb  – il servizio di spionaggio e della sicurezza interna russo – che riportano un “crescente livello di attività terroristiche e un’alta probabilità di infiltrazioni di terroristi internazionali nelle regioni della Siberia”.  Le infiltrazioni in queste remote aree difficili da controllare proverrebbero principalmente dalla regione dell’Asia centrale, dove si sta verificando una crescente intensificazione di “migrazione in cerca di manodopera”. I flussi crescendi potrebbero aver creato delle falle nei controlli della polizia di frontiera, permettendo a potenziali terroristi di avere accesso alla Federazione e di stabilirsi nella regione dove, sempre secondo le analisi, gli edifici pubblici, i porti e i trasporti spesso non possiedono le misure di sicurezza adeguate, prestandosi a diventare bersagli perfetti.

Secondo quanto diramato dal distretto federale siberiano infatti, sarebbero stati 56 i casi collegabili direttamente dalle attività di terrorismo nei primi nove mesi del 2018. La crescita ha quindi raggiungo il 70% rispetto agli anni precedenti secondo quanto osservato dello staff del rappresentante plenipotenziario presidenziale russo nel distretto, Sergei Menyailo.  Oltre 9mila violazioni delle leggi anti-terrorismo invece sarebbero state invece registrate dai servizi d’intelligence, ma non strettamente attribuibili ad organizzazioni terroristiche.

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Principalmente si tratterebbe di “organizzazioni terroristiche ed estremiste internazionali” secondo quanto riportato dalle informazioni di cui è entrato in possesso il Cremlino. Ora che i servizi d’intelligence hanno messo alla luce ciò che sta accadendo, la risposta dovrebbe essere “preventiva e mirata all’eliminazione delle cause e delle condizioni che contribuiscono minare la sicurezza della regione e dello Stato”, ritiene opportuno il capo della sicurezza Patrushev. 

“Vorrei attirare l’attenzione sul miglioramento nell’impegno sulla prevenzione” ha detto Nikolai Patrushev, aggiungendo “controlli più severi sulle armi e sulle munizioni”. Ciò che è recensente accaduto in Crimea, dove uno studente ha compiuto un attacco terroristico uccidendo 21 persone e ferendone oltre 70, potrebbe facilmente colpire la Siberia se non applicasse gli sforzi adeguati al controllo e all’eliminazione di questa minaccia, che, come in Europa e negli Stati Uniti, vede spesso l’uso di armi taglio e armi da fuoco sui cittadini nelle strade dei centri abitati o nelle scuole.

Nel caso di una stretta alle “reti terroristiche” identificate dall’intelligence russa, interverrebbero le divisioni preposte dell’Fsb, che controlla gli Spetsnaz e tra loro il raggruppamento “Alpha” ( o Specgruppa A): l’unità d’élite specializzata nell’antiterrorismo paragonabile alla “teste di cuoio”. Altri corpi speciali della polizia russa, come l’Omon (Otrjad Mobilnii Osobovo Naznačenija) e ilSobr(Special’nyj Otrjad Bystrogo Reagirovanija) potrebbero essere richiamati per arginare la minaccia.