A Russian ruble coin is pictured with US dollar bills and a one dollar coin in Moscow, on August 23, 2018. - Russia's ruble hit its lowest level against the dollar for more than two years, a day after the latest round of punitive US sanctions took effect. The ruble's value dropped to 69 against the dollar for the first time since April 2016, when the shocks from the first Western sanctions over Russia's actions in Ukraine were still being felt. (Photo by Alexander NEMENOV / AFP)

La Russia prepara la guerra al dollaro:
in arrivo un nuovo asse con la Cina?

Nelle ultime settimane il governo di Mosca ha compiuto significativi passi in avanti per concretizzare un obiettivo che da tempo Vladimir Putin e i suoi più stretti collaboratori avevano indicato come fondamentale, ovvero il graduale distaccamento dal dollaro degli scambi commerciali della Federazione Russa.

Come segnala Italia Oggi, “entro l’ anno il governo della Federazione si doterà di un piano per la de-dollarizzazione dell’ economia nazionale. Non si mettono al bando i verdoni, sia chiaro, ma la strategia di Mosca è pronta a cambiare passo: dove possibile si promuoveranno gli scambi commerciali internazionali in monete nazionali, si vuole poi stimolare l’ utilizzo del rublo e diversificare le riserve del Paese. A questo piano sta lavorando il ministero delle finanze. Per il viceministro Alexey Moiseev, che sta coordinando le relazioni tra il suo dicastero guidato da Anton Siluanov, il Ministero dello Sviluppo Economico di Maksim Oreshkin e la Banca centrale della governatrice Elvira Nabiullina, entro la fine del 2018 si dovrebbero raggiungere risultati concreti”.

Tutti gli interessati hanno tenuto a ribadire, nei loro interventi pubblici, come la mossa non corrisponda a una reazione alle sanzioni commerciali imposte dall’amministrazione Trump ma sia piuttosto dovuta alla volontà russa di esercitare un maggiore controllo sui flussi finanziari e sulla loro denominazione, contribuendo a inserire il rublo in circuiti internazionali piuttosto anemici della divisa di Mosca a causa delle sanzioni occidentali.

La Russia riduce la sua esposizione col dollaro

“Pensiamo alla creazione di un complesso di misure per poter utilizzare altre valute”, aveva spiegato il ministro Oreshkin, molto più conveniente, “oppure di passare al trading in valute nazionali”. Come segnala Bloombergla Russia ha già iniziato la dedollarizzazione graduale dei depositi denominati in valuta estera detenuti dalla Banca Centrale, aumentando in maniera significativa quelli denominati in euro e yuan.

Al tempo stesso, una diminuzione si è manifestata anche nella percentuale di titoli di debito russo denominati in dollari, che pur minore rispetto al 68% del dicembre 2015 rimane comunque attestata a un considerevole 53%.

Il nodo esportazioni

Il settore delle esportazioni rimane, tuttavia, quello decisivo per determinare la potenzialità della Russia in caso di progressivo sganciamento del dollaro. Come ricorda il Financial Timesla modesta dimensione del mercato interno russo e l’insufficiente diversificazione economica rendono Mosca tuttora oltremodo dipendente dall’export di armi, materie prime energetiche e derrate alimentari per sostenere il proprio Pil e la tenuta del suo sistema economico.

La natura degli acquirenti dei prodotti russi determinerà, in questo contesto, il destino della politica anti-dollaro della Russia, che ha chiuso il 2017 con un surplus commerciale di 115 miliardi di dollari. Oltre ai Paesi che già puntano a chiudere le porte alla valuta statunitense (Turchia, Iran, Venezuela, forse anche l’Arabia Saudita) la Russia spera in un ammorbidimento dell’Unione Europea che porti a riconsiderare il ruolo dell’euro e, soprattutto, conta su un fattore oramai divenuto imprescindibile per la sua azione globale: il sostegno della Cina.

Circa un anno fa il governo di Pechino ha ufficializzato la sua decisione di lanciare i cosiddetti “petro-yuan“, ovvero una serie di contratti futures sull’oro nero denominati nella divisa cinese, maggiore concretizzazione dell’ipotesi di “un’evoluzione del sistema in grado di superare l’eccessiva dominazione da parte di un numero limitato di valute di riserva” ventilata da Vladimir Putin al summit Brics del 2017.

I petro-yuan tirano la volata alle mosse di Mosca

Nonostante le potenziali divergenze, Putin e Xi Jinping hanno dimostrato unità d’intenti al recente summit di Vladivostok per quanto riguarda la limitazione dello strapotere del dollaro negli scambi valutari globali. “Molti futures sul petrolio, denominati in yuan, sono stati lanciati sul mercato di Shangai alla fine di marzo 2018 ed hanno rapidamente realizzato scambi per 62.500 contratti; e quindi per un valore nozionale di 27 miliardi di yuan, ovvero 4 miliardi di dollari”, si legge su Formiche

Il colpo decisivo a favore dei petro-yuan potrebbe essere la quotazione in Oriente del gigante petrolifero saudita Aramco, ultimamente molto attiva nel mercato cinese. Al tempo stesso, la Russia potrà vedere la sua strategia di diversificazione valutaria decollare solo se saranno i giganti dell’energia, come Gazprom e Rosneft, a cavalcare per primi l’iniziativa. E lo yuan potrebbe aprire la strada al rublo: gli investimenti cinesi nella “Nuova Via della Seta” ricordano che oramai non è più solo il dollaro il motore dell’economia globale.

Ma la Russia, anche nella sua politica più ambiziosa, non può prescindere dal potente e ingombrante alleato orientale. Questo è il dilemma più grande per il Paese guidato da Vladimir Putin: la sfida al rivale numero uno passa attraverso l’accordo con una Cina enormemente più forte sotto il profilo economico, politico e demografico. E la conquista di un maggior spazio di manovra nei confronti di Washington potrebbe aver come conseguenza una stretta nell’abbraccio con Pechino che potrebbe avere conseguenze di lungo termine controproducenti per una Russia che dalla Siberia all’Asia Centrale non vede certamente la Cina come il vicino più benvoluto. Ma la geopolitica odierna è il regno dell’incertezza, così come lo è la sfera dell’economia globale. Quello tra rischio calcolato e azzardo è un crinale molto sottile.

  • Bragadin a Famagosta

    il capolavoro dei Dem americani..un asse Cina-Russia..Hillary e Soros saranno soddisfatti.

    • fabio franceschini

      Però ha ragione l’articolo. Un accordo con la Cina va molto stretto alla Russia.d’altra parte nella attuale situazione geopolitica le scelte sono abbastanza obbligate

  • espero

    Per alcune decine di anni gli USA hanno promosso il dollaro come moneta internazionale per far pagare agl’altri paesi il suo tenore di vita il deficit commerciale americano é permanente dal 1945. Le cose sono profondamente cambiate quando gli USA hanno fatto del dollaro un’arma di dominio obbligando un grande numero di imprese a piegarsi alle sanzioni unilaterali imposte da loro (vedi Iran attualmente) Questo soppruso americano incita evidentemente paesi come la Russia la Cina ma anche l’India a cercare soluzioni alternative. Vorrei inoltre precisare che per secoli i rapporti fra la Russia e la Cina sono stati ottimi ad eccezione del periodo post bellico fra la Cina e l’Unione Sovietica che era qualche cosa di diverso della Russia

  • Gino Bernasconi

    infatti il dollaro aumenta sempre più il suo valore nei contronti dell euro/usd 1,14077(vendi)

    • NSA

      Anche nel 1920 dollaro stava bene, e dopo scoppiava la crisi.E dopo chi dice che e dollaro forte, forse Euro perde.USD contro franco Svizzero non aumenta, chi sa perche ???

  • raul47r

    LO SCARICO STORICO DEI GOVERNI DEGLI STATI UNITI PAGIAMO TUTTI! ..

    ..IL DOLLARO SENZA VALORE REALE DEGLI STATI UNITI È PRODOTTO (STAMPA GIORNO E NOTTE) IN CUANTITÁ ILLIMITATI ..È STAMPATO SENZA CONTROLLO NESSUNO..

  • raul47r

    PUNIZIONE UNFAIR Ingiusta..
    Gli Stati Uniti dettano le regole, impongono sanzioni a sinistra e a destra sostenute in Una forlaleza economica irreale/ fittizio /Artificioso

  • investigator113

    è un pò che auspico che la Russia commerci con il rublo il petrolio con la Siria e l’Iran. E’ da qui che deve partire la de-dollarizzazione da parte dei russi.. La Russia immetterebbe petrolio a basso prezzo che permetterà ai Paesi interessati un risparmio notevole sul comparto energetico. La Russia deve trattare con questi Paesi che naturalmente avranno il loro tornaconto con la Russia la prima potenza militare del mondo. In questo modo la Russia non sarebbe dipendente dal petro-yuan ma concorrente. Di conseguenza anche il rublo entrerà in scena nel mondo finanziario mondiale come . concorrente sia del dollaro che dello yuan..Forse leggendo questo articolo si stanno gettando le basi e è ipotizzabile che l’Europa in primis sarà beneficiata. insomma gli attori del nuovo ordine finanziario dovrebbero essere il dollaro, lo yuan e il rublo.

  • eusebio

    Il problema della Russia è sopratutto demografico, i circa 150 milioni di abitanti della Federazione se la devono vedere per dire con il miliardo e 300 milioni di cinesi ma anche contro gli 80 milioni di turchi se la Russia non fosse alleata con l’Iran con i suoi 70 milioni sarebbero guai.
    La causa della catastrofe demografica russa è stata, aldilà del Terrore staliniano e del marasma economico e sociale seguito alla caduta del Muro, certamente l’aggressione tedesca con le decine di milioni di morti sopratutto soldati.
    Per dire nel 1939 la Russia staliniana aveva 180 milioni di abitanti e cresceva demograficamente a vista d’occhio, la Cina non arrivava a 500 milioni.
    Una toppa potrebbe venire dalla legge in approvazione alla Duma russa che facilita la concessione della cittadinanza russa agli ucraini, i quali scapperebbero volentieri tutti dalla catastrofe economica e sociale del regime di Maydan, verso una Russia in piena occupazione e con un discreto stato sociale.
    Almeno una ventina di milioni di russofoni ucraini si trasferirebbero in Russia, come potrebbero fare un paio di milioni di bianchi sudafricani in fuga dal genocidio perpetrato dai selvaggi locali.

  • Alox2

    La Cina guarda la Russia come una volpe guarda una gallina….

    • Shaq Boom

      L’importante è crederci fino all’ultimo! Po che la realtà è un’altra è un altro discorso..

      • Alox2

        Esatto. Credi pure a quello che dice Putin o Xi…sono la veita’ profetica dettata dal dio ortodosso e dall’ideale marxista.

        • Shaq Boom

          Credo ai fatti e ai numero dimostrati.

  • Dave Ashe

    Caro Muratore, potrebbe ritornare da qui ad un anno sull’argomento al fine di verificare con me che il rublo/youan avra’ effettivamente soppiantato il dollaro? Non vorrei che qualcuno pensasse che il Suo articolo contenga solo fregnacce.