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La rete clandestina che informa sugli spostamenti della Guardia Civil

Da Barcellona. Lo scontro fra Stato e separatisti in Catalogna passa anche attraverso i social network, i siti internet, messaggistica, radio e televisioni. Qui ogni cittadino che vuole votare sapeva già dove e quando farlo, ed oggi, durante le operazioni di voto, riesce a sapere in quali posti è migliore votare, dove servono “rinforzi” e soprattutto dove non c’è una forte presenza della Guardia Civil e della Policia Nacional. La situazione è divenuta incandescente e la rete cittadina sotterranea si sta attivando nelle ultime ore per cercare di rimediare all’azione tempestiva e molto dura delle forze dell’ordine spagnole. Dalle prime ore di questa notte, i social si sono trasformati in una sorta di rete d’informazione alternativa semi-clandestina su tutto ciò che sta avvenendo in città e nelle province. E quello che preoccupa la Guardia Civil, è in particolare la rete di comunicazione clandestina sugli spostamenti delle forze di sicurezza.

La Benemérita (così è chiamata la Guardia Civil in Spagna) è fortemente preoccupata dall’iniziativa messa in atto questi gruppi radicali, perché intesa come un fattore di rischio molto grave per la sicurezza della regione e dell’intero Stato. Il pericolo non è solo per il referendum in sé, ma anche perché non va dimenticato che la Spagna, Catalogna in primis, è sotto la minaccia del terrorismo islamico e da settimane l’allerta dell’antiterrorismo è a livello 4. Comunicare tutti gli spostamenti dei reparti delle forze di sicurezza significa mettere a rischio l’intero sistema di sicurezza. I terroristi potrebbero, infatti, riuscire ad ottenere informazioni fondamentali sull’antiterrorismo spagnolo riuscendo a penetrare nel sistema creato dagli indipendentisti. Alla situazione già delicata di queste ore, si aggiunge anche l’arrivo di estremisti antisistema e anticapitalisti e di membri di gruppi anarchici di tutta Europa che si stanno radunando a Barcellona e in altre città della Catalogna per attivarsi durante le operazioni di voto e negli scontri con le forze dell’ordine.

Questi gruppi sono operativi anche grazie a quelli che vengono chiamati “comitati di difesa dei quartieri”. Sono veri e propri nuclei clandestini d’informazione e controllo del territorio cittadino che sono sorti in questa settimana e che saranno attivi per tutta la domenica e per i giorni a seguire. Già nella notte tra sabato e domenica, si sono iniziate ad avere le prime avvisaglie di questa rete contro le forze dell’ordine attraverso la cosiddetta “cacerolada”. I cittadini indipendentisti si sono affacciati alle finestre facendo rumori con pentole, coperchi, suppellettili e qualsiasi oggetto metallico. È una forma di protesta contro il governo, ma anche un richiamo all’azione contro le forze dell’ordine.

Il sistema di diffusione delle notizie sugli spostamenti delle forze dell’ordine è un qualcosa che Madrid conosce bene. Sono decenni che la sinistra estremista basca utilizza questo metodo per avvertire i terroristi dei movimenti dei reparti delle forze dell’ordine. E il fatto che questa tecnica sia stata utilizzata anche a Barcellona e in altre province catalane, dimostra che esiste un filo rosso che lega alcune frange dell’estremismo basco con quello catalano. Il problema è che a queste comunicazioni, si sono aggiunte anche vere e proprie delazioni, con foto dei volti dei membri delle forze dell’ordine sui social network che possono mettere in atto una vera e propria “caccia alle streghe”.

A questa rete clandestina, se ne aggiunge poi una apertamente pubblica, che è quella di radio e televisioni favorevoli alla secessione che hanno contribuito a comunicare ai cittadini le mosse dei reparti di polizia frustrando il lavoro degli agenti inviati dal governo centrale. Questa settimana, l’Unione dei funzionari della Guardia Civil ha presentato una denuncia contro Mònica Terribas, presentatrice del programma radiofonico “El Matí de Catalunya Radio”, per aver rivelato in diretta alcuni dati sensibili sulle forze dell’ordine e per aver comunicato dove si trovavano i mezzi della Policia e della Guardia Civil, la loro quantità e i loro spostamenti nella rete stradale della Catalogna.

  • Demy M

    Indipendenza subito, anche senza referendum. Poi dovranno dotarsi di : polizia locale, forze militari, moneta locale,welfare,energia,manutenzione ordinaria e straordinaria del territorio, passaporto Catalano con obbligo di visto per l’ingresso in Spagna, istruzione Catalana, e tutto quello che concerne in un “paese” autonomo. Non serve la forza, imploderanno al loro interno in breve tempo.

    • JaegerPanzerE100

      Mi scusi, parlamento e governo esistono gia’, polizia anche, welfare energia e manutenzione ordinaria e straordinaria del territorio non da meno, istruzione catalana pure etc…. il problema sarebbe L’esercito e il passaporto? Smettiamola con le cavolate…..altrimenti slovacchia, slovenia e nova caledonia non sarebbero manco nelle cartine geografiche politiche.

      • Demy M

        Egregio JagerPanzerE100, la mia era una “provocazione” non la ricetta al problema. Circa la Slovacchia, Slovenia…..sono cose differenti. In ogni caso, è un segnale alla UE, matrigna del Popolo Europeo. Saluti

        • JaegerPanzerE100

          Mi sembrava di aver capito che per questi motivi lei intendesse che la Catalonya implodesse per motivi ben inesistenti o perlomeno strumentalizzati, in ogni caso dobbiamo tutti noi capire e se apriamo un grafico ritardato alla Anita Culer che dal dopo guerra ad oggi c’e un continuo frazionamento dei stati in suddivisione dei popoli, prima della seconda guerra mondiale esistevano 70 stati sovrani al mondo ora quante centinaia? Questo problema secondo voi ha creato la 3 guerra mondiale? NO! non ha creato la terza guerra mondiale ma una stabilita’ fragile e cosa piu’ importante, una stabilita’ non distruttiva del mondo, quando esistevano pochi stati e tutti imperiali o con voglia di predominio e colonizzazione 2 guerre mondiali sono state partorite senza tanti problemi, ora la guerra per la pace si fa con il voto, chi non accetta risultati come Scozia Brexit Crimea Catalunya etc e’ solo un personaggio anacronistico fuori dal tempo ed oserei dire irrilevante, ma non parliamo di me e te, parliamo di chi ci fa da megafono.

          • Demy M

            Per me, ogni Popolo ha diritto alla propria autodeterminazione, senza obblighi imposti da paesi terzi. Purtroppo, oggi, non è cosi. Saluti e grazie per la risposta che condivido.