ansa - ragazze afghane - epa02201531 Afghan girls that clean windscreens of vehicles, look at the photographer at a road in Herat, western Afghanistan on 14 June 2010. Children from the age of 10 often work to help support their families by working at local factories, herding animals in rural areas and by collecting paper and firewood, shining shoes, begging, or collecting scrap metal among street debris in the cities. Access to quality education in Afghanistan is limited, especially in rural areas, an estimated six million children are enrolled in school, attendance is uneven and drop out rates are high. Millions of children are not enrolled in school at all.  EPA/JALIL REZAYEE

La radio dei cuori infranti

Sono le parole dell’amore. Quelle che a Kabul nessuno aveva mai sentito. Le parole al contrario, come un nastro capovolto. La radio che comandava, che dettava i proclami del Mullah Omar, diventa vibrante scatola di sentimenti.

È il cuore scoperchiato dell’Afghanistan, chiuso fino a pochi anni fa nella rete dei talebani. I ventenni innamorati di oggi se lo ricordano. Erano bambini. Ma ricordano quanto era proibito l’amore.

Nell’era della libertà, più di un milione di afghani si collegano a internet. Scrivono pensieri un tempo negati su un numero impressionante di chat, angoli liberi di conversazione online, come Afghanchat, Hazarachat. È nato l’azzardo della scelta, quando prima tutti i matrimoni erano sanciti dalle famiglie. Ci si può telefonare – la compagnia Paywast ha celebrato il 500 milionesimo messaggio nel suo servizio di social mobile – quando nel medioevo del Mullah per chiamare i parenti all’estero bisognava raggiungere il Pakistan. E si può parlare del proprio amore alla radio. Anzi, si deve. Come una terapia. Perché nell’era dell’amore scoperto nascono una gioia e un dolore mai conosciuti. Difficili da affrontare da soli.

Per queste anime infrante e confuse c’è Arman Fm, la radio dei cuori, con la sua Notte degli innamorati , un programma che sta diventando il simbolo di questo nuovo mondo a colori di Kabul. E c’è un ascoltatore discreto che sa cosa sono le pene dei sentimenti, Ajmal Noorzai, con i suoi commenti essenziali, solo un contrappunto, per non attirare le ire dei fondamentalisti. Perché l’amore sboccia in Afghanistan, ma la società rimane ancora e pur sempre molto tradizionalista. I critici, per dire, già chiamano Arman «la radio dei papponi e delle sgualdrine».

La trasmissione si svolge nel quartiere elegante di Wazir Akbar Khan, nel nord della città. Ai tempi dei talebani non esistevano radio private, tantomeno i social network. Ora Arman Fm ha una pagina Facebook frequentata da 603mila persone.

Tre ore filate di diretta, il mercoledì sera. I ragazzi e le ragazze di Kabul non sono abituati a esprimere i sentimenti. Lo fanno spesso come se fossero attori di Bollywood. Chiamano e si sentono sul set. Toni enfatici, sospiri. Il primo compito del conduttore è un invito alla naturalezza: «Immaginate di essere davanti a uno specchio, o sdraiati sul letto. Avete da uno a dieci minuti». La voce di Ajmal è una carezza. Il giornalista Mujib Mashal ha tradotto e raccontato per medium.com una puntata intera: «Sarò con voi fino alle nove di sera – esordisce il conduttore -. Potete chiamare il 456 per registrare le vostre storie, oppure, se avete accesso a internet, potete scrivere un post sulla nostra pagina Facebook». Così, tutte le sere. Poi iniziano le confessioni a ruota libera.

Per questi giovani uomini e donne acerbi dell’amore c’è tutto da imparare: le ragazze sono ingenue fino alla tenerezza, i compagni leggeri, inesperti, o completamente devoti. «Sono fatto del tuo amore – esordisce un primo ascoltatore con passione -. Prima esistevo e basta. Ho cominciato a vivere solo dopo averti incontrata». I cuori sono spesso infranti perché questi amori si scontrano proprio con la società afghana che ancora non sboccia, intrappolata nel suo passato di terrore e proibizioni.

Sameera è fidanzata da tre anni: un incontro concordato tra famiglie. Ma ama un altro ragazzo. Non fa che pensare a lui. Genitori e fratelli hanno fatto di tutto per «indirizzarla» verso il suo fidanzato. Sameera, però, non può comandare il suo cuore: «Volevo solo raccontarlo agli ascoltatori – confessa alla radio -. Sono una ragazza molto infelice. Buona notte a tutti, e prego perché coloro che sono separati possano incontrarsi di nuovo».

Anche Ajmal, il conduttore, amava una ragazza, sua cugina. La amò per sette anni, finché lo zio li sorprese mentre giocavano a carte e vide due mani che si sfioravano. La ragazza fu destinata a un altro uomo, e i genitori di Ajmal combinarono per lui un matrimonio. Quando ascolta Sameera che parla, Ajmal pensa a se stesso.

L’idea della trasmissione però non è stata sua. Fu un lampo del direttore di Arman, Sameem Sadat, un giorno che si trovava fermo a un semaforo. Vide che tutti gli automobilisti intorno a lui stavano mandando messaggini con i cellulari. «È una città di innamorati», pensò Sameem, che di Kabul aveva visto il buio e l’assenza di libertà. E decise di creare per loro, ogni settimana, una «notte» speciale. Per confessare e imparare l’amore.

LEGGI ANCHE
Tra gli avamposti di una guerra dimenticata