©Zuma/Lparesse
25/04/2008  Paktya, Afghanistan
Estero
Pattugliamento della polizia afghana e americana 
nella foto: la polizia sulle strade



Apr 25, 2008 - Paktya Province, Afghanistan - American and Afghan soldiers secure the road, stopping and searching passing vehicles, when one of the joint patrol's half-dozen Humvees was disabled with a severed axle arm during evening/nighttime operations in eastern Afghanistan.

La base segreta degli Usa
che sta preoccupando la Russia

Cipro è sempre più al centro delle dispute internazionali e non solo riguardanti lo sfruttamento dei vasti giacimenti di idrocarburi che sono stati individuati nel suo offshore.

Il pomo della discordia stavolta sarebbe una presunta installazione segreta americana nell’isola al centro del Mediterraneo orientale che gli Stati Uniti starebbero per aprire nella già ben nota base inglese di Akrotiri.

Se il Cremlino lo scorso mercoledì ha fatto sapere in una nota del ministero degli Esteri che un simile scenario comporterà una dura risposta da parte di Mosca, forse le condizioni che si verifichi una simile eventualità sono tutt’altro che improbabili. 

Le parole di Mosca

La portavoce del Ministero degli Esteri russo, Maria Zakharova, ha riferito in una dichiarazione alla stampa, riportata dalla Tass, che Mosca prenderà tutte le contromisure del caso qualora gli Stati Uniti dovessero aprire una base militare ad Akrotiri.

Secondo il Cremlino, che riporta come la notizia sia stata confermata da diverse fonti, Washington avrebbe intrapreso tutte le misure necessarie per stabilire la propria presenza militare a Cipro per contrastare la “crescente influenza russa nella regione alla luce delle riuscite operazioni dell’Aeronautica Russa in Siria”.

“L’ulteriore militarizzazione dell’isola ed il suo coinvolgimento nell’implementazione dei piani americani e della Nato porterà inevitabilmente a conseguenze pericolose e destabilizzanti per la stessa Cipro” ha aggiunto la Zakharova “Mosca non può che prendere in debita considerazione lo spirito anti-russo di queste azioni. Dovremo prendere misure adeguate in caso si proseguisse in questa direzione”.

La presenza americana a Cipro

Sin dai tempi della Guerra fredda Cipro è stata un avamposto per i sistemi di ascolto e sorveglianza della Nato soprattutto grazie alle installazioni inglesi del monte Troodos, ma gli Stati Uniti hanno avuto la loro parte nel quadro della Sigint (Signal Intelligence) grazie a dei sistemi di ricezione installati presso la loro ambasciata di Lefkosia. 

Dopo il termine dello scontro tra i due blocchi contrapposti l’isola sembrava aver perso il suo ruolo strategico ma la “Guerra al Terrorismo” scaturita dall’attentato dell’11 settembre ha riportato al centro degli interessi di Washington Cipro. 

Già nel lontano 2004 gli Stati Uniti avevano espresso il loro vivo interesse ad implementare la propria presenza militare sull’isola proprio per la sua posizione strategica, essendo un avamposto verso il Medio Oriente ed il Nord Africa ed il progressivo espandersi della Nato verso oriente unito alla guerra in Iraq aveva spinto Washington a caldeggiare un accordo tra le fazioni turco-cipriote e greco-cipriote per una riunificazione in cambio della concessione dei permessi per una installazione militare.

Sfumata questa ipotesi, agli Stati Uniti è rimasta solo la carta britannica. Il Regno Unito, infatti, è l’unico Paese straniero che ha basi militari sull’isola ed Akrotiri è quella più importante: da qui infatti sono partiti i velivoli inglesi durante il recente attacco in Siria.

Per un periodo di quattro anni, per la precisione dal 2013 al 2017, gli Stati Uniti hanno infatti dispiegato in pianta stabile sulla base cipriota della Raf un distaccamento di elicotteri pesanti in supporto, come si legge nel documento ufficiale desecretato del Dipartimento di Stato, all’ambasciata americana in Libano

Gli elicotteri sarebbero stati pronti a decollare su allarme e raggiungere Beirut in una manciata di minuti per evacuare il personale diplomatico e civile americano in caso di necessità. Un’operazione dal costo di circa 20 milioni di dollari l’anno.

Elicotteri però – gli MH-53 – che, almeno sulla carta, sono in grado anche di infiltrare ed esfiltrare squadre di corpi speciali e agenti operativi. Nel bilancio infatti viene anche registrata la presenza di 40 uomini a supporto dell’operazione definiti genericamente come “contractors” ma che potrebbero nascondere personale della Delta o dei Rangers.

Sempre secondo informazioni trapelate la base di Akrotiri, durante l’ultimo attacco in Siria, non si è limitata ad essere punto di partenza per i cacciabombardieri inglesi, ma avrebbe fornito anche preziosi dati di intelligence ed elettronici alle forze americane dislocate nell’area che sono state protagoniste della vicenda.

Il governo di Cipro nega

Nicosia, davanti alle pressioni di Mosca ed al silenzio di Washington, al momento si trincera dietro un secco no comment.

Il portavoce del governo cipriota, Prodromos Prodromou, pressato dai media sulla vicenda, non ha confermato né negato la presenza Usa sull’isola invitando a fare riferimento alle autorità americane per avere maggiori delucidazioni. 

Alcune foto che mostrano alcuni Apache e Chinook parcheggiati vicino ad un hangar della base di Akrotiri sembrano però mettere con le spalle al muro sia Nicosia sia Washington. Interrogata in merito dalla stampa cipriota, l’ambasciata americana si è a sua volta trincerata dietro un perentorio no comment.

Con l’attuale situazione internazionale di crescente tensione ed in particolare con il Levante in subbuglio caratterizzato da alleati non molto alleati come la Turchia e nuove crisi come quella per il nucleare iraniano, non ci stupiremmo se gli Stati Uniti decidessero di installarsi in pianta stabile a Cipro, soprattutto vista la presenza ormai permanente delle Forze Armate russe in Siria.