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La piazza dello spaccio in Ue

(Bairro Alto, Lisbona) Quartiere simbolo della capitale lusitana celebre per la movida, l’arte di strada e i saliscendi con i tram inclinati che tanto ricordano San Francisco.

Qui, studenti universitari, turisti e avventurieri vengono a contatto con le centinaia di famiglie ancora affezionate all’atmosfera della città vecchia.

Questa inestricabile tela di vicoli colorati si è tuttavia trasformata nel paradiso dello spaccio a cielo aperto, con pusher a ogni angolo di strada pronti a vendere qualsiasi tipo di droga alla luce del giorno. Anche durante una breve passeggiata può capitare di essere importunati almeno sette o otto volte. Al massimo può cambiare la forma, che sia un fischio per attirare l’attenzione, che sia un gesto con le mani o che sia una proposta verbale, ma la sostanza resta la stessa.

In alcune vie del Bairro, quelle più trafficate, gli approcci diventano ancora più numerosi, mentre nelle traverse laterali, dove ci si reca per concludere l’affare, si rischia addirittura l’ingorgo.

Alcune volte i cenni arrivano dai portoni degli appartamenti, dalle finestre o da dentro i mini market lungo la strada. In tempi moderni non c’è da meravigliarsi per una simile capillarità di offerta di sostanze stupefacenti. E non è nemmeno una novità che i vicoli delle più grandi città del mondo possano essere utilizzati per mimetizzarsi meglio. Ma l’elemento che distingue Lisbona da Trastevere a Roma, o dalla Città Vecchia di Valencia (per dirne due) è l’incredibile naturalezza con cui si svolge l’attività di spaccio.

Essendo poi il Bairro Alto un punto di riferimento per comitive scolastiche in gita, per turisti zaino in spalla o per studenti in Erasmus, è chiaro che si tratti di pratiche di persuasione volte alla compravendita di droga in quantità limitate e a bassissimo costo. Quindi, tagliata male.

Decidiamo di metterci nei panni di uno studente di scuola superiore in cerca di un po’ di sballo per pochi euro e cediamo alle proposte di uno dei pusher per capire che tipo di sostanza si possa ottenere con appena 5 euro.

Lo scambio avviene in Praza de Sao Paulo, ai piedi del Bairro Alto, un punti di passaggio obbligati per arrivare lungo il Rio Tejo, il fiume che separa Lisbona da Almada.

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C’è gente seduta sulle panchine, ci sono i lavori in corso e persino la polizia municipale all’angolo della strada, ma tutto avviene con naturalezza. Il venditore, un ragazzo di colore sulla trentina, ci invita a sederci su una delle panchine che costeggiano la piazza e ci chiede che tipo di droga vorremmo acquistare. Con 5 euro tutto quello che possiamo permetterci è un pezzo d’hashish da poter fumare in due canne al massimo. Ma la fregatura è doppia. Perché in realtà quello che ci viene venduto è un ammasso di prodotti chimici, lucido per scarpe e alloro, che farebbe star male chiunque anche dopo un paio di tiri. Un mix di immondizia che serve ai pusher sia per spillare qualche soldo ai più sprovveduti (spesso ragazzini) sia per eludere eventuali controlli da parte delle forze dell’ordine.

Da quasi 20 anni infatti il governo portoghese ha introdotto una legge che depenalizza il possesso di qualsiasi tipo di droga per uso personale pari al consumo medio individuale per massimo dieci giorni: un grammo di eroina, ecstasy o anfetamina, due grammi di cocaina, 25 grammi di cannabis. Quantità comunque facili da spacciare a piccole dosi. Se si viene beccati si viene condannati a sostenere un trattamento sanitario specifico, come in caso di comuni malattie, solo che è obbligatorio. In pratica, i tossicodipendenti ricevono un mandato di comparizione, che li costringe a presentarsi davanti a dei “comitati di dissuasione” composti da giuristi, psicologi e assistenti sociali. La maggior parte dei casi viene sospesa, ma dopo un certo numero di volte che si viene chiamati a presentarsi davanti ai comitati, possono venire prescritti dei trattamenti che spaziano da colloqui con motivatori a terapie a base di oppiacei. Lo spaccio, invece, resta un crimine. Ma è praticamente impossibile condannare qualcuno per la vendita di una sostanza che non è ascrivibile nemmeno alla categoria delle droghe. La presunta hashish, infatti, è l’unica droga che gli spacciatori tengono impunemente tra le mani senza curarsi del rischio di essere scoperti. Per lo scambio di merce più rischiosa, come detto, si utilizzano gli snodi del Bairro Alto solo per il primo approccio. Con l’affare che si conclude appena dietro l’angolo, ma in modo da riuscire a reperire la merce nascosta in tutta sicurezza.

Negli ultimi anni, visto il crollo delle morti d’overdose e del numero di eroinomani, il Portogallo è stato considerato un esempio da seguire. Dall’entrata in vigore della legge sulla legalizzazione delle droghe nel 2001, i casi di Hiv sono passati da 1,016 a 56 nel solo 2012, mentre le morti da overdose sono scese da 80 a 16.

D’altro canto, però, è aumentato il numero di omicidi e crimini violenti, spesso connessi proprio all’aumento della droga che circola nelle strade, oltre che alla spartizione dei territori. Uno dei più recenti dati annuali a disposizione, quello del 2014, vede il Portogallo come stato in cui vengono compiuti 109 omicidi volontari nell’arco dei 12 mesi, ben superiore al dato dell’Italia (379, ma con 60 milioni di abitanti contro 10 milioni).

Il prezzo più alto da pagare però, se ce n’è uno, resta quello di aver trasformato quartieri storici come il Bairro Alto in una fortezza per i pusher.

  • Gian Franco

    ma non è il paese dove vogliono vivere i pensionati italiani?

    • Paciullo

      Sì, perchè lì le risorse versano ancor più contributi e dunque le pensioni sono più alte!

    • giovanni

      In effetti sono tutti così agitati, iperattivi.

  • Mirco Baldari

    Secondo me quella città è la preferita di Anita Mueller e di tutti gli altri troll menzogneri come lei che ci vanno per trovare ispirazione alle loro stupidate e bugíe senza senso.

    • Paciullo

      Ancora scrive quella matta?

  • http://www.tuttiicriminidegliimmigrati.com/ basquale

    Bell’ esempio….il far spacciare impunemente…soprattutto a ragazzini.
    Una dittatura staliniana spietata con purghe ci vuole per questi criminali altro che indulgenze.

  • Aleksandr Nevskij

    ecco l’occidente: ricattare i vecchi per poter distruggere le vite dei giovani, mentre chi sta nel mezzo passa dall’una all’altra categoria sempre più in fretta e deve ringraziare il cielo di essere sfruttato.

  • http://virgilio.it Oraculus

    Chi la fa??…l’aspetti!! , e’ un modo di dire per farsi capire del come iniziative sbagliate si rivoltano poi su chi le attua…ordunque , perche’ non si liberarizzano le vendite delle droghe??…si eviterebbero tutte quelle conseguenze che stiamo sopportando e quella criminalita’ che con l’alcol fuorilegge causo’ negli USA agli albori del 1900…

  • giovanni

    Pensavo che le basi di spaccio della droga fossero le basi americane di stanza in Europa.