President George W Bush visits CIA Headquarters, March 20, 2001.

La guerra tra Cia e Donald Trump

Tra il presidente eletto Donald Trump e la Cia è in corso una guerra senza precedenti. Lo testimoniano le dichiarazioni infuocate del tycoon contro John Brennan, direttore uscente dell’agenzia d’intelligence statunitense:”Oh, davvero non avrebbe potuto fare peggio, guardate solo alla Siria, alla Crimea, all’Ucraina e il rafforzamento dell’arsenale nucleare russo” – ha twittato Trump. “Non ha fatto certo bene” ha poi aggiunto, domandandosi se non sia stato proprio Brennan l’autore della fuga di notizie false contro di lui.

La Cia accusa la Russia di aver interferito nelle elezioni americane

La stessa intelligence, lo scorso dicembre, in un rapporto segreto pubblicato dal Washington Post, accusava la Russia di ingerenze dirette nelle ultime elezioni americane allo scopo di far vincere Donald Trump e screditare l’avversaria Hillary Clinton. Una teoria basata su fondamenta molti deboli e avanzata senza alcuna prova concreta, smentita anche dallo stesso Julian Assange (Wikileaks). E’ invece altamente probabile che le fonti che hanno passato i documenti pubblicati da Wikileaks non siano i famosi hacker russi, ma membri interni dell’entourage democratico, come aveva sottolineato anche l’ex ambasciatore britannico Craig Murray.

Attacco senza precedenti contro un presidente eletto

Al di là di questo aspetto, è evidente che tra il presidente eletto e  l’agenzia di intelligence non vi sia, al momento, grande feeling ma piuttosto siano nate delle tensioni che testimoniano il nervosismo di alcuni centri di potere statunitensi dopo la vittoria di Donald Trump. Secondo il noto analista economico americano Paul Craig Roberts, già Segretario al Tesoro sotto la presidenza Reagan, quello della Cia contro Donald Trump è un attacco pretestuoso al solo scopo di delegittimare un presidente democraticamente eletto: “La Cia-osserva – si sta screditando da sola con questo suo feroce e falso attacco contro un presidente eletto. Le accuse contro Trump, mosse con la complicità dei media occidentali, si basano sul nulla, non ci sono prove. Nessuna delle 16 agenzie d’intelligence degli Stati Uniti è in grado di produrre uno straccio di prova in questo senso.

L’agenzia d’altronde continua a confezionare menzogne che poi dà in pasto ai media. Abbiamo assistito a questo metodo svariato volte, come nel caso delle armi di distruzione di massa di Saddam Hussein, delle le armi nucleari iraniane, dell’uso delle armi chimiche di Assad o dell’invasione russa dell’Ucraina. Trump ora vuole una politica mondiale senza l’influenza della Cia”.

Processare i funzionari dell’agenzia o screditarli, le due alternative

Secondo Paul Craig Roberts, Donald Trump dovrebbe processare tutti i funzionari delle agenzie che hanno complottato contro di lui: “Trump potrebbe chiedere al procuratore generale di incriminare John Brennan per alto tradimento e ordinare all’Fbi di individuare tutti i suoi complici, presso i funzionari delle agenzie e i media. Questo sarebbe il modo migliore e più sicuro per ripulire quella “palude” che è Washington D.C”.

L’alternativa è quella di screditare i vertici dell’agenzia, cosa che Trump sembra voler fare a leggere le sue ultime dichiarazioni contro Brennan: “Nonostante il fatto che le accuse mosse dalla Cia siano false – sottolinea Paul Craig Roberts – Trump può incolpare le agenzie d’intelligence di non essere state in grado di impedire alla Russia di aver violato la sicurezza. La domanda che il presidente deve fare a Cia, Nsa e Fbi è: se i russi hanno violato la nostra privacy, come mai non siete riusciti ad impedirlo? La Cia- afferma – è un bersaglio facile per Trump. Egli ha tutte le ragioni per abolire l’agenzia che ha tradizionalmente operato a favore di interessi ristretti. La Cia non serve gli Stati Uniti ma solo le élite dominanti”.

Ora la palla passa a “The Donald”, che dovrà mettere in atto la sua strategia e qualunque essa sia, tra il presidente eletto e l’agenzia d’intelligence si profila un durissimo scontro, senza esclusione di colpi.

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  • lowtrusq

    “Loyalty” in inglese non equivale all’italiano “lealtà”, bensì all’italiano “fedeltà”. Mi sembra che ci sia una differenza.