Sarajevo_Siege_Part_III

Guerra di Bosnia: cos’è successo

Pubblichiamo, per gentile concessione dell’Autore, un estratto di La spirale balcanica. Il jihadismo in Europa

C’è però un gruppo di ferventi musulmani che non sono d’accordo e predicano un radicalismo panislamista che seppur marginale, controllato e represso dal regime, a lungo termine riuscirà a far breccia soprattutto nel tessuto sociale rurale andando inconsciamente a porre le basi per quell’infiltrazione wahhabita che si verificherà durante la guerra di Bosnia.

Il gruppo pan-islamista, fondato nel 1939, aveva preso il nome di Giovani Musulmani (Mladi Muslimani) e aveva tra i suoi più ferventi attivisti proprio quell’Alija Izetbegovic che sarà presidente della Bosnia-Erzegovina tra il 1990 e il 1996, durante la guerra civile e che secondo alcuni studiosi ne sarà corresponsabile, come vedremo in seguito.

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I Giovani Musulmani pubblicarono un periodico dal nome “El-Mudzahid” (il guerriero santo) nel quale comparivano riferimenti al jihad, al takbir, nel quale si invocava una pratica più ortodossa dell’Islam e dove si  condannavano i costumi occidentali.Curiosamente, quasi cinquant’anni dopo, il medesimo nome “El-Mudzahid” verrà dato all’unità di mujahideen arabi creata in Bosnia per combattere a fianco dei musulmani locali contro i serbi.

Nel 1970 Izetbegović pubblicava un documento  intitolato “La Dichiarazione Islamica”, un lavoro che contribuiva a dargli una fama da fondamentalista islamico. Nel testo non viene mai nominata la Bosnia ma piuttosto la creazione di una comunità islamica omogenea dal Marocco all’Indonesia, dall’Africa tropicale all’Asia centrale. In alcuni passaggi piuttosto controversi, egli dichiara che nella storia non vi sono movimenti religiosi islamici che non sono contemporaneamente anche politici, che “non ci sarà mai pace né coesistenza tra la fede islamica e le istituzioni politiche e sociali non islamiche” e che “il movimento islamico può e deve impadronirsi del potere politico perché è moralmente e numericamente così forte che può non solo distruggere il potere non islamico esistente, ma anche crearne uno nuovo islamico”.
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L’ex presidente Bosniaco affermava però che: “L’ordine islamico si può realizzare soltanto nelle nazioni in cui i musulmani rappresentino la maggioranza della popolazione. Senza questa premessa sociale, l’ordine islamico si riduce a mero potere (poichè manca il secondo elemento, la società islamica) e può tramutarsi in tirannide. Le minoranze non
musulmane di uno Stato a maggioranza islamica, invece, godrebbero di libertà religiosa e di ogni protezione. Le minoranze
islamiche in paesi a maggioranza non islamica sarebbero fedeli ad ogni obbligo sociale e a ogni norma imposta dalla comunità, a patto di non offendere l’Islam e i musulmani, e di poter disporre della libertà religiosa e di una vita normale”.