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La Gran Bretagna riempie di armi i sauditi, ma “vigila” sul loro utilizzo

La Gran Bretagna è molto sensibile sul tema delle armi in mano ai sauditi. L’ultimo report firmato dalle Nazioni Unite evidenziava infatti come la coalizione guidata da Casa Saud abbia fatto strage di bambini in Yemen. Sono proprio i bambini, le vittime innocenti per eccellenza della guerra, a smuovere le coscienze in occidente. Così un conflitto dimenticato da politici e media entra, finalmente, nel discorso politico di un Paese (extra) europeo.

Londra vigilerà sull’utilizzo delle armi da parte di Riyad

Il Rappresentante Permanente all’Onu per il Regno Unito, Matthew Rycroft, ha dunque espresso la preoccupazione sua e del suo Paese circa l’utilizzo di armi da parte dell’Arabia Saudita. “Monitoreremo attentamente”, ha dichiarato il rappresentante di Londra, come riportato da Al Jazeera. Nelle stesse dichiarazioni si può però poi notare una contraddizione, talmente grande, da risultare persino grottesca, a tratti comica, non fosse per la tragicità dell’argomento. “Il Regno Unito sta mettendo in piedi misure stringenti per assicurarsi che l’uso finale delle armi che vengono vendute da Londra a Riyad sia appropriato”.

Appropriato? Il paradosso insito in tali parole è sconcertante. La Gran Bretagna ammette, pubblicamente in questo caso, di essere un punto di riferimento, e rifornimento, di armi per i sauditi, ma allo stesso tempo ne raccomanda un utilizzo adeguato. Un concetto dal significato più che enigmatico, considerato che l’utilizzo delle armi può essere solo uno: la guerra. Guerra che i sauditi stanno portando avanti in Yemen da più di due anni, ponendo in atto reiterate violazioni delle convenzioni internazionali sulla protezione dei civili durante un conflitto. È palese dunque come l’utilizzo delle armi da parte saudita non sia “appropriato” da anni ormai, ed è strano che solo ora la Gran Bretagna sembra essersene accorta.

L’Arabia Saudita porta la guerra in Yemen anche grazie alle armi inglesi

Una “svista” talmente prolungata che ha permesso al regno saudita di diventare il primo cliente di armi di Londra. Secondo Al Jazeera sono stati ben 4 i miliardi di dollari guadagnati dal Regno Unito per la vendita di armi a Riyad. Ancor più paradossale è scoprire come tale cifra sia stata guadagnata negli ultimi due anni.

Se spostiamo indietro le lancette dell’orologio di 24 mesi arriviamo diretti al 2015, proprio l’anno d’inizio del conflitto in Yemen. Una puntualità “appropriata” potremmo dire, così come “appropriato” è stato il rifornimento militare per il dispendioso conflitto iniziato dall’Arabia Saudita in Yemen. Meno “appropriato” è stato il trattamento che Casa Saud ha riservato ai civili yemeniti. Di questo ne però abbiamo già parlato, così come delle contraddizioni britanniche.

L’etica ambigua della Gran Bretagna 

A Londra è tuttavia consuetudine prendere tali “abbagli” in politica estera, soprattutto quando si parla di etica. Molti ricordano le parole di condanna uscite dalla bocca dell’ex Premier britannico David Cameron contro il Colonnello Gheddafi. Accuse per “violazioni dei diritti umani” che si trasformarono poi in intervento armato “pianificato con la Francia di Nicolas Sarkozy”, come recitava un Rapporto della Commissione Esteri del Parlamento britannico.

Così dopo “aver causato il collasso politico ed economico, una guerra fra milizie e tribù,  una sequenza di crisi umanitarie e migratorie, diffuse violazioni dei diritti umani, la distribuzione delle armi del regime di Gheddafi in tutta la regione e alla crescita dell’Isil”, Cameron offriva il fianco del suo stesso Paese ai terroristi creati da questo sciagurato intervento. Il terrorista dell’attentato di Manchester si era infatti armato materialmente e ideologicamente tra i “ribelli” anti Gheddafi. Armi che con buona probabilità erano partite proprio dalle scogliere di Dover. Questi errori di valutazione si pagano cari, anche se a farne le spese in questo caso non fu Cameron, bensì gli ignari i civili inglesi. In Yemen i politici britannici monitoreranno attentamente, nel frattempo il redditizio business di armi proseguirà senza sosta.