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La gioventù di Putin riunita a Sochi:
“Finito il tempo dell’Unione sovietica”

“L’energia e il talento dei giovani rappresentano un potere sorprendente: le nuove generazioni stanno portando avanti idee innovative, sono inclini a sperimentare, a non accettare mai i modi di vita prestabiliti. Siate audaci, create il vostro futuro. Potete farlo”. Un discorso, quello del presidente russo Vladimir Putin pronunciato all’inaugurazione del XIX “Festival della Gioventù” – svoltosi perlopiù nella cittadina di Sochi, dal 14 al 22 ottobre scorso – diventato presto virale sul web. Vetrina importantissima per Putin, accolto come una vera superstar, e per tutta la Federazione Russa, per via della presenza di oltre 30 mila giovani giornalisti, creativi, scienziati, leader studenteschi, giovani dirigenti di partiti politici ed organizzazioni, nonché docenti e ricercatori, provenienti da oltre180 Paesi di tutto il mondo.

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Obiettivo del Festival quello di consolidare la comunità giovanile internazionale, rafforzarne i legami e promuovere la cooperazione internazionale e interculturale. Nell’allora Unione Sovietica, per ben due volte, il festival si è svolto a Mosca: nel 1957 e nel 1985. Ora, per la prima volta dal crollo dell’Urss, ha visto protagonista la Russia di Putin, da sempre attentissimo al ruolo dei giovani. A inizio settembre, il leader del Cremlino ha inaugurato il nuovo anno scolastico con una “lezione aperta” intitolata “La Russia proiettata verso il futuro” nella quale ha riaffermato quel patriottismo alla base della sua politica – capace di accaparrarsi i consensi delle fasce giovanili della società russa.

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“La Russia di Putin non è l’Unione Sovietica”

Per i giovani russi il festival è diventata un’occasione importantissima, per dialogare finalmente faccia a faccia con i propri omologhi europei e da tutto il mondo. E magari per raccontare un’immagine diversa del proprio paese rispetto a quella dipinta dai media: “Nei media europei vengono date informazioni spesso russofobiche e anti-russe – ci racconta Daria Sharova, giovanissima segretaria internazionale di Russia Unita, il partito del leader del Cremlino -. Le persone hanno paura e molta gente associa ancora la Russia all’Unione Sovietica, ma la realtà oggi è ben diversa. Il nostro obiettivo era spiegare alle persone che hanno partecipato al festival cos’è la Russia oggi e cosa è successo nel Paese negli ultimi anni. Io sono nata dopo la fine dell’Unione Sovietica e i nostri ideali sono diversi da quelli sovietici dei nostri genitori”, sottolinea.

Il Festival della gioventù ha dunque rappresentato un palcoscenico importante per la delegazione russa. “Per me”, racconta Sharova, “è stata l’opportunità di conoscere persone da tutto il mondo e stringere nuove amicizie. Giovani di religioni e orientamenti politici diversi, di destra e sinistra. Quando hai questo tipo di possibilità ti si apre il cuore e la mente”, osserva. L’attenzione mediatica, naturalmente, era tutta focalizzata sul leader del Cremlino. “Il nostro presidente supporta il festival e la sua organizzazione – afferma Sharova – e inoltre è sempre favorevole alle attività giovanili e quando ne ha la possibilità vi partecipa con grande entusiasmo. Ogni anno organizziamo un summer camp con giovani giornalisti, politici, scienziati, e lui trova sempre il tempo per venire a farci visita. Al Festival della Gioventù è venuto ben due volte, all’inaugurazione e negli ultimi giorni, ma c’erano anche alcuni ministri del governo”.

L’esperienza della delegazione italiana al festival di Sochi

Al Festival della Gioventù di Sochi ha partecipato anche un’importante delegazione italiana, composta da persone di orientamenti politici diversi. Tutti però ammirano la politica del leader del Cremlino: “Per ciò che riguarda la mia personale impressione – ci spiega Fabio Sapettini, membro della delegazione a Sochi e appassionato di politica internazionale – data la dimensione del festival, la figura del presidente, seppur sia servita a dare una connotazione istituzionale all’organizzazione e a far comprendere l’importanza dell’evento per la Federazione Russa, non è stata una presenza catalizzante. La ricca programmazione di eventi, conferenze e spettacoli, oltre alla mastodontica dimensione delle strutture, hanno avuto per forza di cose la centralità dell’opera”, racconta.

E quali sono le differenze tra i giovani russi ed europei? Il senso di appartenenza alla propria comunità: “Senza dubbio i giovani russi conservano uno spirito patriottico assente in gran parte dei giovani italiani – osserva Sapettini -. Ciò non si riferisce alla fedeltà o meno nei confronti di Putin: mi riferisco a qualcosa che permette ai giovani della Federazione Russa di riconoscersi parte di una collettività, legata da un comune percorso storico-culturale”.