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La Finlandia mette al bando l’Nrm
ma il gruppo ultranazionalista cresce

Conta in tutto alcune centinaia di affiliati tra Svezia, Norvegia, Finlandia e Danimarca, ma per le forze di sicurezza di Helsinki quella di mettere al bando il Movimento Nordico di Resistenza (Nrm, dall’acronimo inglese) era diventata ormai una questione “necessaria” e “urgente”. Da tempo nel mirino degli 007 finlandesi, questo movimento ultranazionalista nato in Svezia nel 1997 e diffusosi successivamente in tutta la Scandinavia, sull’onda della crisi migratoria del 2015, negli ultimi anni ha alzato il tiro guadagnando consensi e organizzando manifestazioni e raduni nostalgici che sono spesso sfociati in scontri e violenze.

Nel settembre dello scorso anno, durante un corteo del movimento nel centro di Helsinki un ventottenne è stato assalito dopo essersi scagliato a parole contro un gruppo di manifestanti. L’uomo è deceduto sei giorni dopo in ospedale per emorragia cerebrale. È stata questa la goccia che ha fatto traboccare il vaso e che ha portato alla decisione di mettere fuori legge la formazione di estrema destra, presa a fine novembre dalla corte distrettuale di Pirkanmaa, nel sud-ovest della Finlandia.

“C’è un urgente bisogno sociale di chiudere un’associazione come l’Nrm”, si legge nella sentenza emessa dal tribunale, citata dall’agenzia Reuters. Una decisione, quella della corte, che non ha precedenti negli ultimi quarant’anni di storia del Paese. Secondo i giudici, il movimento che si scaglia contro Islam e immigrazione di massa, predicando la supremazia della “razza bianca” e l’uscita dei Paesi scandinavi dall’Unione Europea, “incita all’odio e offende gli altri gruppi etnici, esortando i propri sostenitori ad usare la violenza”. Per questo la formazione è stata interdetta dall’organizzare manifestazioni, raccolte fondi e altre attività.

Ma il pronunciamento dei giudici di Pirkanmaa sembra non aver scalfito minimamente il gruppo ultranazionalista. Il giorno dopo la sentenza, scontri di piazza si sono verificati a Stoccolma tra alcune decine di appartenenti alla formazione radicale che tentavano di raggiungere l’ambasciata finlandese per protestare contro lo scioglimento dell’organizzazione e le forze dell’ordine. Secondo Il Fatto Quotidiano un poliziotto è rimasto ferito alla testa durante i tafferugli. Soltanto una settimana più tardi, circa trecento membri dell’Nrm, con tanto di bandiere al seguito, hanno marciato ad Helsinki in occasione del centenario dell’indipendenza della Finlandia, che si è celebrato lo scorso 6 dicembre. Alla ricorrenza non sono riusciti a prendere parte 24 militanti nazionalisti, bloccati dalla compagnia marittima Viking Line proprio a seguito della decisione del tribunale, mentre tentavano di imbarcarsi per raggiungere la capitale.

Da movimento attivo soprattutto su internet, il gruppo è riuscito a prendere piede negli ultimi anni soprattutto tra i giovani, incrementando di un terzo i suoi affiliati nel 2016 anche grazie al generale aumento di coloro che, in Finlandia, si dichiarano contrari all’accoglienza dei migranti. Secondo i dati della Reuters, in questo Paese di cinque milioni e mezzo di abitanti soltanto nel 2015 sono arrivati oltre 32mila rifugiati. I militanti finnici dell’Nrm sono attivi soprattutto ad Helsinki, Turku, Tampere, Oulu e Jyväskylä, mentre in Svezia la formazione è riuscita ad eleggere i suoi rappresentanti in alcuni comuni.

Lo scorso settembre  circa cinquecento attivisti dell’Nrm hanno sfilato a Göteborg in un corteo autorizzato dalle autorità svedesi nel giorno della festa ebraica dello Yom Kippur. Inizialmente i militanti nazionalisti dovevano sfilare davanti alla sinagoga della città, ma il percorso è stato deviato poco prima della partenza. Ciò non ha evitato, però, che si verificassero disordini tra i partecipanti al corteo e un gruppo antifascista. Decine di attivisti di destra sono finiti in manette, compreso il leader del gruppo Simon Lindberg.

Sono in molti, però, a considerare quello del tribunale di Pirkanmaa un provvedimento di facciata, dal valore meramente “simbolico”. I nazionalisti finlandesi “si raccoglieranno sotto una nuova sigla”, ha dichiarato un rappresentante della polizia finnica, Leo Hertzberg, citato dal network di informazione russo Sputnik. Dello stesso avviso anche Christer Mattson, ricercatore dell’Istituto Segerstedt di Göteborg, per il quale misure come queste possono produrre un effetto contrario a quello desiderato, “motivando ideologicamente” i componenti dell’organizzazione che, nonostante i divieti, continua a crescere nel Nord Europa.

  • Gioc.

    E’ inutile mettere al bando, più i governicchi servi dell’ Ue cercano di imbavagliare più cresce il consenso nei confronti di quest movimenti (meglio così).