lapresse - mexico narcos droga - Sep. 10, 2011 - Ensenada, Mexico - Members of the Mexican Army participate during an operation to destroy a field of marijuana in the Municipality of Ensenada, Baja California, Mexico. The Mexican Army found and destroyed two marijuana fields of  43,000 square meters in Ensenada. According to information provided by the Mexican Army, 134 marijuana fields have been found and destroyed so far in 2011. © zuma press/LaPresse Only Italy

La città di stupratori e killer
dove le donne scompaiono

La domenica in cui i Tricolores battevano la Germania, a Ciudad Juárez non ci sono stati morti ammazzati. Di solito la media è di dieci al giorno. All’Olímpico Benito Juárez c’era il maxischermo, vicino alla gigantografia di Papa Francesco, e quando, nel secondo tempo, è entrato Rafa Marquez, 39 anni, per difendere il risultato e passare alla storia con il suo quinto mondiale, lo stadio è esploso. Il «Kaizer» è la bandiera del Messico in questo incredibile fine giugno: le imprese della Seleccion in Russia, le scioccanti immagini e gli audio dei bambini separati dai genitori e rinchiusi nelle gabbie al di là del confine, l’escalation dell’Amministrazione Trump sull’immigrazione, la furibonda campagna elettorale per l’elezione, il primo luglio, del nuovo governo dopo il disastro di Enrique Peña Nieto. Sullo sfondo la guerra: perché il Messico è un paese che convive con i massacri, trentamila assassini nel 2017, 24 ogni centomila abitanti, peggio di così solo il Venezuela. Dieci i cronisti scomodi e nove i sindaci eliminati lo scorso anno. In maggio, a Nayarit, è stata trovata l’ennesima fossa comune, 33 corpi, tutti decapitati.

Una macelleria che non chiude mai soprattutto nello stato di Chihuahua, quello di Ciudad Juárez, sul confine con il Texas: per dire, il 2018 è iniziato con 31 omicidi in sette ore. Ma il «Kaizer» tiene alta la bandiera del Messico, e a Ciudad Juárez è una specie di Zapata perché è nemico dichiarato di Trump e del Muro. Poco importa che Marquez sia stato messo all’indice dal Dipartimento del Tesoro e che i suoi beni siano stati bloccati negli Stati Uniti (dove ha giocato per i Cosmos) per l’accusa di essere un prestanome del boss Raul Flores Hernandez, «ragioniere» del cartello Sinaloa, quello del Chapo, e che detta legge dal 2007 nel Chihuahua dopo aver fatto fuori i padroni di casa del cartello Juárez: nella città di 1,2 milioni di abitanti che vanta, oltre al primato di luogo più violento del pianeta, quello di avere inventato il burrito e la margarita, tra il 2007 e il 2010 ci sono stati circa tremila morti l’anno. Tantissime le donne.

Ormai è nota come la «città di femminicidi», anche se il fenomeno riguarda tutto il Messico: dal 2015 si sono registrati nel Paese quasi 2.500 casi di donne uccise e solo per 76 di questi qualcuno è andato in galera. A Juárez, nel 2017 le donne ammazzate sono state una settantina, dall’inizio di quest’anno 45; madri, figlie, ragazze stritolate dalle faide dei cartelli della droga, ma spesso rapite e fatte sparire da predatori locali, killer vicini o venuti da lontano, magari da oltre frontiera. Difficile tenere il conto delle sparizioni, spesso nemmeno denunciate per paura di ritorsioni, 142 nel 2017. Al Panteón San Rafael, appena fuori città, sono sepolti i corpi di donne che nessuno ha mai reclamato, qualche croce di legno sul tappeto di terra arida e rossiccia. All’origine della mattanza un’incontenibile misoginia diffusa in tutti i ceti sociali, le prime vittime le ragazze più belle e più povere.

Lo scrittore Sergio Gonzáles Rodríguez parla di «frontierizzazione»: al confine si possono compiere i crimini più atroci nella sostanziale impunità, spiega, questo ha consentito alla violenza di propagarsi senza ostacoli a tutto il Paese. «Si è calcolato», dice, «che in Messico il 99 per cento dei reati resta senza responsabili, un afrodisiaco per i criminali». A Ciudad Juárez più che altrove. È come se tutti gli stupratori e gli assassini di ragazzine si fossero dati appuntamento in questo lembo di deserto. «Safari in Messico» è la definizione di Diana Washington Valdez, giornalista di El Paso (la città Usa dall’altra parte della frontiera, oltre il Rio Grande). Nella sua ricostruzione, i passatempi osceni delle bande locali, i riti di affiliazione alle cosche col sacrificio di minorenni, sarebbero diventati una sorta di attrattiva turistica. In questa storia, aggiunge ancora González Rodríguez, c’entrano il narcotraffico e il riciclaggio di denaro, con un giro enorme di soldi che comprano e corrompono, e una rete di pesanti agganci fin dentro lo Stato.

Dalle colonias, le periferie di Juárez, c’è stato l’esodo, il 60 per cento delle case abbandonate e occupate come basi dei cartelli. I sicarios hanno un’età media di 15 anni. Si è provato con la ricetta sociale più facile, il calcio. Proprio negli anni dello sbarco del Chapo e del Sinaloa, la squadra de Los Indios faceva l’impresa passando alla prima serie, ma nel 2010, dopo una serie sospetta di 27 sconfitte consecutive (grandi indiziati quelli della curva chiamata molto esplicitamente El Kartel) sono cominciati i guai: la testa mozzata di un poliziotto federale è stata fatta trovare una domenica mattina al centro del capo, un allenatore fu ammazzato al bar, e uno alla volta i giocatori hanno lasciato Juárez. Lo scorso anno è arrivata una donna, Alejandra de la Vega, capitali in Texas e cuore nella città del terrore: ha rifondato una squadra professionistica, Los Bravos, che milita con onore in seconda serie. La signora gira con un Suv blindato e un Ak 47 sulle ginocchia: «Credo più nel calcio che nella politica», dice. «La vittoria contro la Germania conta più delle prossime elezioni».

Enrique Peña Nieto, esponente del Pri, Partito rivoluzionario istituzionale, è forse stato il presidente meno popolare nella storia del Messico: durante gli ultimi sei anni la violenza e il numero dei morti hanno continuato ad aumentare. Degli sfidanti il favorito pare Andrés Manuel López Obrador, un ex del Pri, uomo carismatico, populista di sinistra quanto basta per non sconfinare nello chavismo così come attento a non apparire troppo conservatore nonostante i legami con le corporation agroalimentari e le opinioni antiabortiste e in favore della famiglia tradizionale. Anche sulla questione dell’inasprimento anti-immigrazione di Trump non si è sbilanciato, forse consapevole che un Paese con un bollettino di guerra degno del Libano anni Settanta non ha molti argomenti da contrapporre a chi, anche brutalmente, cerca di correre i ripari blindando i confini.

Marzio Mian

  • potier

    e poi qualcuno si stupisce se qualcun’altro costruisce muri, barriere, sbarramenti e quant’altro per tenere lontano e fuori un certo tipo di umanità. se è vero e non è detto, che NON tutti siano criminali come quelli raccontati dall’articolo in questione, è anche pur vero che una persona, o un gruppo di persone perbene fintanto non le conosci, è del tutto ignoto a quale categoria possano appartenere. del resto per certe tipologie etniche, certi costumi, certe consuetudini, certe usanze per modo di dire, è quasi normale causare, compiere stragi, crimini efferati e crudeli come quelli descritti in tutte le cronache raccontate essendo appunto ordinaria amministrazione. pertanto dobbiamo alla fine domandarci in tutta sincerità una semplice questione, SE i paesi e la gente autoctona come ad es Stati Uniti, Canada, Europa occidentale ecc ecc, quindi realtà e popoli che dovrebbero ospitare o ospitano questo tipo di soggetti di cui l’articolo, per quale motivo dovremmo NOI necessariamente sentirci rassicurati proprio perché certe costumanze se sono appunto da loro ordinaria amministrazione al contrario appunto da noi paesi eventualmente ospitanti queste etnie, certi, chiamiamoli costumi tra virgolette, a certi costumi non siamo più ad essi abituati da tempo immemore ? dovremmo forse un giorno, da cui in avanti rientrare anche noi in una simile logica ? domanda …

    • mariolino

      Molte cose sono giuste, meno una, la gente autoctona degli Usa e del Canada, non esiste quasi più, son quasi tutti immigrati europei o discendenti di schiavi africani.
      In quanto a numero di omicidi gli Usa sono molto diversi da quà, credo sette volte la media europea

      • potier

        d’accordo ma il popolo degli Stati Uniti era in passato tutto originario europeo se si intende quello storico a partire da quando fu una colonia britannica. i nuovi americani appunto sono per la maggior parte di altre etnie e altri continenti o sud americani le quali da come sostenuto da alcuni hanno importato a volte e troppo spesso anche delle abitudini non proprio civili e degne di rispetto, mi riferisco ad es alle gang di Latinos che hanno appunto tendenze comportamentali criminali come raccontato dall’articolo in questione. e non lo sostiene il sottoscritto ma lo denunciava tempo fa anche l’attuale presidente USA Trump …

        • mariolino

          Come autoctoni intendevo quelli con le penne in testa, ormai rari da vedere, basta fare un giro autonomo.
          Con la teoria del delinquente etnico noi siamo messi maluccio, mafia è diventata un parola internazionale com pizza e spaghetti, e la più potente mafia del mondo è quella di Calabria.
          Mi dettero dell’italiano mafioso molti anni fà in oriente, e le donne stringevano forte la borsa.

          • Alox2

            Certamente Noi Europei, la tribu’ (cultura) piu’ forte militarmente fra le tribu’ (culture) del Nord, Sud America, Australia, Nuova Zelanda etc abbiamo vinto, li abbiamo sottomessi…ma fortunatamente non tutti sterminati. Per quel che vale chi oggi dimostra di avere discendenze Indiane ha dei vantaggi (alla fine economici) in US, forse per ammissione di colpa….e’ comunque da tener presente che certe culture Indigene hanno sterminato altri culture indigene prima dell’arrivo degli Europei, molte erano in perenne guerra fra loro…con questo non giustifico l’azione dei miei avi (soprattutto in rapporto a tempi) ma non vedo la “purezza” di azione di altre cultura..mi tengo la mia e ne sono fiero.

          • Alox2

            Certamente Noi Europei, la tribu’ (cultura) piu’ forte militarmente fra le tribu’ (culture) del Nord, Sud America, Australia, Nuova Zelanda etc abbiamo vinto, li abbiamo sottomessi…ma fortunatamente non tutti sterminati. Per quel che vale chi oggi dimostra di avere discendenze Indiane ha dei vantaggi (alla fine economici oltre a poter vivere come I loro avi nelle riserve…) in US, forse per una certa ammissione di colpa….e’ comunque da tener presente che certe culture Indigene hanno sterminato altre culture indigene prima dell’arrivo degli Europei, molte erano in perenne guerra fra loro (piu’ o meno come Noi in Europa)…con questo non giustifico l’azione dei miei avi (anche se in rapporto a tempi….) ma non vedo la lealta’, grandiosita’ o purezza di azione di altre culture comprese quelli con la piuma.. e’ andata cosi’, si cerca in futuro di imparare dagli errori passati

          • mariolino

            Ho forse scritto che gli autoctoni erano santicelli, certo che si ammazzavano trà di loro, e alcuni facevano pure sacrifici umani, ma erano debolucci e furono parecchio sterminati, non del tutto, specialmente nel centro sud, dove ne sono rimasti di meno sono proprio gli Usa.
            Che ora non vengano più uccisi credo sia normale, ma la roba fatta in passato non và dimenticata.

          • Alox2

            Infatti l’ho scritto io che non furono santicelli…Ma cosa vuoi dire il Centro Sud America e’ l’esempio del rispetto dei diritti umani? Ma allora perche’ c’e’ si vuole ampliare il muro fra Messico ed USA?

          • mariolino

            Che gli Usa siano più ricchi e sviluppati non ci sono dubbi, e ci vuole andare gente da tutto il mondo, ma loro preferiscono i cervelli, li stanno drenando ovunque, con i dollaroni.
            Dicevo solo che il numero di autoctoni negli Usa è molto ma molto inferiore al centrosud, che ho girato abbastanza, ultimi Perù e Bolivia, dove in molte zone gli indios sono la maggioranza, e parlano pure le antiche lingue Quechua e Aymara.
            La “pulizia” fatta dagli angloamericani è stata sicuramente più profonda di quella dei conquistadores spagnoli, anche lo delle belle carogne, ma un pò meno.
            Il fatto che gli Usa si sono sviluppati dicono che sia dovuto alla diversa religione, ma ci credo poco.

          • Alox2

            Non conosco il Centro Sud America, ma so’ che qua in US puoi praticare le usanze e religioni che vuoi se rispetti quelle degli altri e sono conformi alla legge (per intenderci non c’e’ il cannibalismo…)..inoltre la prospettiva di investire e diventare ricchi economicamente e’ da sempre il richiamo di tutti (se hai il cervello meglio perche’ piu’ facile fare i $$$ per chi e’ disposto a darli o per capacita’ proprie)…non e’ solo la liberta’ di religione (un diritto civile) ma il sistema Capitalista (con regole) che ha permesso lo sviluppo e continua crescita degli US.

          • mariolino

            Il sistema capitalista è in vigore anche in Europa, e ormai anche in paesi ex comunisti come la Cina.
            La faccenda della religione non me la sono inventata io, alcuni storici dicono che il nord si è arricchito più del sud dopo la riforma protestante, che privilegia gli arricchiti, in quanto li considera prediletti da Dio, uno strano dio direi, che ama più i ricchi dei poveri.
            La stessa cosa si è ripetuta nelle americhe, con il nord e il sud, e potrebbe pure essere vero, io la penso in modo diverso, i più furbacchioni e scafati sono andati là, e liberi da regole e da re, hanno fatto il paese più potente del mondo, parecchio a spese degli altri, spesso usando anche la forza, gran parte fù strappata al Messico, infatti molte città hanno nomi spagnoli, tipo San Francisco.

          • Alox2

            Non credo che l’Europa dell’Est, la Russia abbia abbandonato il socialismo reale ed il comunismo cosi’ come la Cina e’ e rimane un Paese Comunista: il leader Xi Jiinping e’ il leader del partito unico comunista, non confonderti, che abbiano “aperto” al mercato, al capitalismo, alla possibilita’ di arricchirsi e’ vero ma non vedo una aperta condanna di questi regimi al Comunismo, anzi, come accadde a Cuba con Castro dall’oggi al domani confiscano e nazionalizzano (come fa’ Putin)…Essere LIBERI da regole inutili (che, comunque, non e’ vero prova ad andarci e sgarra le regole…) e da Re e’ un pregio non un difetto ameno che consideri i regimi Monarchici l’esempio da prendere? Hai il sangue blu per caso?
            Le guerra che permise l’acquisizione dell’occidente US fu con l’altra potenza coloniale (con Francia ed Inghilterra) di allora: la Spagna. La Spagna perse, spiace se sei spagnolo, ma e’ cosi’.

          • Alox2

            Io invece non credo gli Americani sono furbacchioni e scafati, sono gran lavoratori e credo che dove non ci sono regole assurde e Re, dove c’e’ la liberta’ di fare, dove non hai un Governo che ti limita e opprime e puoi esprimere le tue potenzialita’ a tutti I livelli non solo e’ gratificante per te ma anche, indirettamente, per la tua nazione…

    • Alox2

      L’occidente e’ basato sul diritto, la legge viene (dovrebbe venire) prima di tutto..
      A prescindere che Il “problema” (o opportunita’) immigrazione USA (Paese per definizione di immigrati) e l’INVASIONE Europea attuale e’ completamente diverso. In USA (come in Australia, Canada etc) c’era perfino la richiesta, dal dopoguerra ad un recente passato, di lavoratori Europei, Italiani inclusi,… Detto questo gli USA, (l’Occidente) essendo una nazione del Diritto (la legge, non la gente, regna) le culture, religioni, usanze, lingue di tutto il Mondo coesistono, sono permesse e se queste usanze e persone rispettano la legge (ci sono ancora anziani Italiani che, da una vita in US, parla piu’ l’Italiano che l’inglese, per non parlare di Messicani e Sud Americani) non hanno nulla da temere nascondere…e sono una Nazione fra le piu’ ricche al Mondo.
      L’Invasione Europea e’ difficile da regolare perfino dalla Germania (che ritengo, una nazione, forte per quel che riguarda lotta alla corruzione e rispetto delle leggi etc).. ma ne sono convinto tra qualche anno la Germania (non l’Italia) ne trarra’ vantaggi soprattutto economici…poi se pregano a testa in giu’, mangiano le lucertole (senza impatti ambientali) o parlano il Cinese (ma a scuola, in Italia, l’Italiano) … chissenfrega.

  • montezuma

    L’assurdo è che tutti ce l’hanno con Trump e nessuno parla del Messico, un Paese immenso che di fatto permette sul suo territorio ogni sorta di illegalità. Da far impallidire le organizzazioni mafiose nostrane. Incluse la tratta immigratoria, la pedofilia su vasta scala e ogni sorta di malaffare. Ci vuol coraggio a prendersela con Trump di fronte a una simile calamità biblica.

    • mamba3

      Non ci vuole coraggio. Occorre solo la faccia da c… ed ipocrita dei demokrat.

    • Alox2

      Messico? Tutto il Sud America e pure l’Africa aggiungi il medio Oriente e gran parte dell’Oriente…comunque non e’ che con Obama erano paradisi.

  • luigirossi

    Per la verita’,in Afghanistan al confine col Pakistan gli USA hanno fatto ottima esperienza con i droni che hanno assassinato centinaia di boss talebani.Io direi di spostare quei doni al confine col Messico.

  • johnny rotten

    Poveri mexicani, che brutta fine che stanno facendo, ma cosa potevano aspettarsi di meglio avendo come paese confinario un caglioffo come gli usa, sede principale dell’anglo-sionismo finanziario e bankario?

    • Silvio Parodi

      ma cosa centrano gli Usa col mexico? allora fa bene Trump a costruire il muro!!!non vuol avere a che fare con quegli assassini messicanidrogati!!!!! secondo te i messicani fanno una brutta fine perche confinano con gli Usa??senti hai preso la pillola oggi?e mi raccomando con l’acqua non col vino!!!

  • venzan

    Messico, e son tutti cattolici, chissa di che tipo.

  • zhandra8829

    Evinco dall’articolo che ci sono stati 30.000 omicidi l’anno scorso, di cui 2.500 donne.
    Mi spiegate perche si parli di ‘femminicidio’?
    Il matematicamente corretto purtroppo non va a braccetto con il politicamente… A parte questo, bell’articolo.

    Edit: ancora peggio, le donne uccise sono 2.500 dal 2015, rendendole circa 700-1000 all’anno contro i 30.000 del totale.

    • telepaco

      Perchè sono dei dementi politicamente corretti. Se uccidno decine di uomini in un agguato mafioso sono semplici omicidi, se tra di loro ci sono donne appartenenti ovviemente a clan rivali sono femminicidi. La stupidita’ del nostro tempo non si ferma mai

  • dottor Strange

    la droga sta distruggendo il Messico

    • step

      Domanda OT – Leggi Doc Strange? Hai i masterworks?

      • dottor Strange

        in realtà io sono essenzialmente disneyano, però conosco anche il settore Marvel e soprattutto mi è piaciuta la versione cinematografica del dottor Strange (con Cumberbatch semplicemente perfetto). è un personaggio fichissimo

    • espirit

      Solo il Messico… sei stato negli USA ultimamente?

      • Alox2

        Ci sono ed hanno piu’ posti di lavoro che gente disponibile…sai cosa significa? Significa che i salari/stipendi aumentano…altro che reddito di cittadinanza.

        • love politics

          Ma chi stai difendendo? posti di lavoro? Ma da dove prendi le tue informazioni, se ci sono oltre 30milioni di senza tetto, dormono sui marciapiedi, usano cartoni per materassi e coperte, altro che posti di lavoro, ma perche` credi che Trump li vuole fermare, al costo di costruire un muro nel confine, forse per alzare il costo di manodopera? Proprio lui che impiega miliaia di gente? Ma non dire bufale Alox2.

          • Alox2

            Mi sa’ che ami le frottole non la politica: 30 milioni senza tetto? Quasi il 10% Hahahahah sei ridicolo (sono 200/500 MILA ossia tra lo 0.05% ed 0.15% della popolazione che e’ di 350 milioni) stai descrivendo gli USA non il terzo Mondo! ti rendi conto? Inoltre I Sud Americani (in genere gli immigrati) sono una minima percentuale fra gli homeless, informati ,vai a vedere in US chi pulisce strade e pentole…
            Io difendo gli USA, anche da un ignorante, falso come il presidente Trump.

          • Alox2

            30 milioni senza tetto? Quasi il 10% della popolazione hahahahah E sono io che scrive bufale? Informati prima di scrivere…

          • Alox2

            I difendo gli USA: Paese della liberta’, delle opportunita’ e giustizia per tutti.

          • love politics

            Giustizia per tutti??? chiedilo all` Afghanistan,o all`Iraq, alla Siria, libia, Sudan, o chiedilo ai Vietnamita, USA unica nazione del Pianeta che si (tiene il diritto) di MACELLARE Impunita l`umanita, solamente perche` fabricano armi, quindi si usano per quell che sono, sono per uccidere. E` questa la tua giustizia Alox2 ???

          • Alox2

            Puoi dirlo forte che e’ la MIA GIUSTIZIA e condivido TUTTE TUTTE LE GUERRE FATTE DAGLI USA e mi auguro si continui la lotta contro i BARBARI!
            Afghanistan=Talebani; Siria=Assad, Libia=Gheddafi, Iraq=Saddam. Iran= Ayatollah….

          • Alox2

            Certo e puoi scriverlo in stampatello se messa in confronto a Talebani, Saddam, Hitler, Gheddafi, Comunisti vari..sono questi i Tuoi giusti?

          • mariolino

            Se americani e francesi non avevamo ammazzato Saddam e Gheddafi, dittatori certamente, invece Arabia ed emirati del golfo brillano di libertà e democrazia, arrivavano parecchi meno negroni qui da noi.
            Gli americani si comportano come gli antichi romani, per diritto imperiale vanno a rompere le scatole in tutto il mondo, ma invece delle legioni hanno le portaerei e i sommergibili atomici, con le bombette sopra.

          • Alox2

            Hai dimenticato gli Inglesi…Arabia ed Emirati brillano come gli altri, Paesi mediorientali a parte Israele. Cosi’ come brilla l’Italia di Salvini che ha tutto il diritto di allearsi alla Russia, cosi’ come quella di Mussolini si alleo’ a Hitler. Gli Americani non occupano ed impongono (come i romani e oggi Putin) ma liberano dai Dittatori che alzano troppo la cresta o difendono i terroristi…

      • dottor Strange

        in Messico viene coltivata, negli USA viene consumata e le organizzazioni criminali fanno affari d’oro. negli USA ci sono stato pochi anni fa e la situazione sta sfuggendo al controllo, soprattutto nelle grandi città e fra i neri

      • love politics

        Specialmente nei bassifondi, qualche anno fa soltanto a Los Angeles vi erano ben 35mila senza tetto.

    • thalia

      Non la droga,dott.Strange, magari i drogati no?

  • Maria 1

    Sono allibita dai 7 commenti qui sotto, signori ma che cavolo vi prende??? Non è una gara se stanno peggio gli uomini o le donne! Non potete fare così, ma come ragionate?! Se l’articolo parla dei morti sul lavoro c’è chi scrive “almeno quello il lavoro ce lo aveva”, se un articolo parla di donne rapite/stuprate/uccise c’è chi scrive “muoiono di più gli uomini”, ma siete matti?! Pensate ai famigliari delle vittime che già hanno perso il marito-padre mentre lavorava o la figlia-sorella mentre tranquillamente andava a scuola, non basta il dolore di aver perso qualcuno devono pure sopportare le vostre opinioni?! Non esistono morti di serie A e serie B quello che dovreste scrivere è: MA IL GOVERNO VUOLE MUOVERE IL C### E PROTEGGERE I PROPRI CITTADINI?????

    • mkz

      Ma siamo tutti d’accordo con te Maria, è proprio perché tutti i morti hanno la stessa dignità, che come maschio mi infastisce molto la distinzione dei femminicidi, trattati come fossero più meritevoli di attenzione di qualunque altro omicidio, pur essendo peraltro una piccola percentuale del totale.

      • Maria 1

        La distinzione è avvenuta per colpa della sinistra che ha voluto la legge contro i “femminicidi” perché secondo loro finora la polizia indagava solo sugli “omicidi” in quanto “omo=uomo”, quando, invece di prendere in giro la gente e sopratutto le nostre forze dell’ordine, avrebbero dovuto strigliare i giudici che da un paio d’anni a questa parte hanno deciso di “interpretare” la legge anziché applicarla. Le femministe festeggiando queste norme hanno sbagliato perché è come se avere detto che finora noi non eravamo umane e in quanto donna la ritenendo una presa in giro colossale, poi i giornalisti danno attenzione solo ai crimini dove un uomo uccide una donna perché l’operaio che muore mentre lavora non fa audience mentre sul primo omicidio ci possono ricamare sopra fantasticando una scadente telenovelas senza analizzare davvero perché lui ha ucciso lei.

  • best67

    anni fa (ai primi tempi del nafta) il Messico era considerato un’opportunità per gli Usa!

  • Giuseppe Dp

    quando si parla di fare più figli si deve pensare come dire fate più vino con poca uva. I figli si devono fare se si da una educazione e si riesce mantenerli economicamente, altrimenti diventano figli di nessuno, ovvero figli della criminalità.

  • Alex

    Unica e ultima speranza: una bella guerra mondiale, con El Paso al posto di Hiroshima

    • thalia

      Ehi…ehi…falla un pò più in là sta guerra, proprio a El Paso?

  • mariolino

    I due lunghi viaggi ho girato quasi tutto il Messico, da Tjuana confine Usa, fino al Quatemala, un pò di anni fà non era così, mai avuto problemi di alcun genere pur girando da solo con moglie e figlia.
    Sono stato anche a Chihuahua, senza vedere nessun cane, e da lì presi il treno per le montagne, stento a credere che ora sia così, un paese bellissimo, quasi come l’Italia, non vorrei che certe cose siano un pò gonfiate, visto che conosco italiani che abitano nella capitale.
    Si fa prima a parlar male che bene.

    • thalia

      Sei il primo che parla bene del mex, Mariolino, e voglio rassicurarti che non è come lo hanno descritto nell’articolo ma ancora più sicura addirittura la capitale, dove si può uscire tranquillamente di notte senza guai, ne è tornato da poco mio figlio che è stato un mese, ha alloggiato in un piccolo hotel in reforma e pensa si andarsene colà giacché qui non si trova più a suo agio. Hai detto bene, il Messico, per bellezze naturali e storia è la Roma delle Americhe.

      • mariolino

        Una amica di mia figlia, che ha sposato un messicano e abita a Mexico city, con tre figli, sua madre, che è amica di mia moglie, vive metà anno laggiù già da un pò di anni, diciamo che ho fonti dirette.
        L’anno prossimo forse andremo a trovarle, abitano nella enorme periferia della città.
        Come in tutti i posti ci vuole attenzione, nelle città anche da noi, ho lavorato a Roma oltre un anno, giravo anche di notte, ma con pochi soldi a anche malvestito.
        Per me il Messico è uno dei paesi dove ci sono più cose da vedere, dopo l’Italia è ovvio, non sono bastati due viaggi di 4 settimane, ce ne vorrebbero ancora, ma ormai il mio tempo è passato, non reggo più i ritmi di anni fà.

        • thalia

          Ed io non sono riuscita a vedere per intero il museo d’antropologia, finivo la sala Maya e mi scadeva l’ora, tornavo ricomincando da essa e succedeva lostesso, certo che attraversare la capitale ci vogliono gambe buone come avevo anch’io ai tempi, ma la conosco tutta ho vissuto nella colonia “del valle” en la calle Torres Adalid di fronte “al wolrd trade center ” al entonces Hotel de Mexico e per raggiungere il lavoro mi dirigevo a nord attraversando quasi mezza città. anche io sono andata fino in guatemala, non ci crederai ma a piedi con tre ragazze tedesche proprio per vedere il paese, era la settimana di pasqua e c’era molto transito di famiglie, siamo passate attraverso l’istmo di Teuhantepec e risalita la sierra per scendere a oaxaca ci siamo trovate di sotto il panorama di Veracruz. ci separammo alla bellissima frontiera di Chiapas perché una di loro non aveva passaporto in regola, a me scadevano i giorni di permesso.Auguri per il tuo viaggio, que te vaia bien, ademas mejor que antes, siempre arriba!

          • mariolino

            Il museo ho avuto modo di vederlo bene, solo quello merita il viaggio.
            Grazie per gli auguri, forse ad anno nuovo andremo a trovare gli amici, vedremo cosa è cambiato.
            Anche in Guatemala non m i trovai male, ma c’era la dittatura militare, e vidi cose brutte, dopo il ritorno dove eravamo stati l’esercito uccise varie decine di indios, lì ebbi anche paura.

          • thalia

            In Guatemala sono entrata dalla frontiera, di Tapachula Chiapas molto bello quel punto con un ponte dove scorre un fiume con belle strade e coltivato tutto a caffetales poi entrando pare trovarsi in paesi e terre abbandonati, hotel sudici e molta vegetazione selvaggia dove non trovai soldati ma condor e quetzal di colori inimmaginabili e anche un enorme crotalo che fece mi buttassi per la paura nel fiume, ho una bella foto in acqua tutta la vegetazione alle spalle di cui mia figlia che dipinge ne ha fatto un quadro meraviglioso, ma la gente è mite e gentile. Poi ci sono altre frontiere e valichi come Juarez e ciudad hidalgo dove si mio figlio come te ebbe paura. Ciò che è cambiato in mex è la tranquillità che si respira grazie a Nieto ha saputo dare, molte cose non mi piacciono dell’odierna capitale come l’avenida Insurgentes ristretta a punti per piantare alberi e ciò che il terremoto distrusse e non è stato più ricostruito, l’hotel del Prado con affreschi di Rivera, Alameda, il Regins, l’ufficio di Gobernacion che mi consegnò il 1° FM2 di residenza…20 anni sono una buona fetta di vita,no?

          • mariolino

            Noi abbiamo sempre vissuto in Italia, però mi piaceva viaggiare in modo autonomo, e quasi sempre avevo solo il biglietto andata e ritorno.
            Quando andai in Guatemala era il 90, e una volta fermarono il bus, di quelli con le galline sopra, cavalli di frisia in mezzo, e mitragliatrici sopra il tornante, poichè ho avuto modo di usarle da militare, conosco gli effetti se pigiano il grilletto, meno male videro i passaporti e ci misero da una parte, tutti gli uomini locali vennero messi in fila e perquisiti sotto minaccia delle armi, in un paesetto vidi anche lenzuoli stesi sopra i morti, e i soldati intorno, e mi venne una certa strizza.
            Ritornammo in messico via terra arrivando a San Cristobal, e dovetti pure rifare il visto al consolato, andammo anche a Tikal nella giungla, e facevamo il bagno con l’autan, dai mosquitos che volavano ovunque.
            Se mi regge la salute qualche altro viaggetto lo vorrei fare, ma è molto più faticoso di prima, sei ancora lì?

  • Oraculus

    Primissimi anni 80 , con mia moglie entrammo in Messico da San Diego…era tardi e ci inoltrammo per un centinaio di chilometri…atraversando alcuni centri abitati…ci decidemmo a chiedere una stanza in un Hotel e quello che vidi e quello che mi offrirono , era ormai notte , era una stanza che dava dove si stava tenedo una festa…con orquestra e gente che ballava…ma fu l’insieme del quanto vidi in quel breve tempo attraverso quella umanita’ che decidemmo di ritornarcene al San Diega…immediatamente… mai mi pentii di non essere andato oltre…

    • thalia

      Entrare in Mex da S: Diego in che maniera, attraversando la spiaggia senza fare frontiera? non ho ben capito.

      • Oraculus

        Se e’ una provocazione non l’accetto…se invece e’ perche’ non hai capito??…non mi interessa…

        • thalia

          Era soltanto una domanda ma visto che ambedue non le interessano chiedo scusa e finisce quì.

  • Andrea Catalano

    Il Messico è a tutti gli effetti uno stato canaglia.

  • Maria 1

    Mi dispiace per tuo padre.

  • thalia

    Ma di quale Juarez si parla, la del nord o a confine con il sud, qui non si capisce gran che dato che città con questo nome sono due. Capisco che intende quella del nord ma colà simili movimenti ci sono da secoli, con le bettole e gringos borracci con poco denaro in cerca di avventure sessuali mi pare superfluo parlare di simili argomenti. Cmq sto safari ce lo siamo inventato adesso mentre el chapo era gia noto al mondo e le ragazzine che sono a confine ci vanno come quelle che camminano in strada qui, Enrique non è il pessimo presidente ce ne sono stati di peggiori che non conoscete che sono andati all’estero a spendere il denaro, anzi credo uno che viveva a Roma sia rientrato da poco mentre l’altro che sposò la montenegrina sia morto li. Che scopo ha allora scrivere la storia(?) di un paese in maniera così oltraggiosa? Rabbia, dispetto? Non ci leggo la ragione ma il problema rimane poichè c’è sempre in giro l’incandescente che attizza il fuoco e fa il falò. Il Mex è un paese come il nostro né più e né meno se ne faccia una ragione seppure Tijuana sia ciò che è grazie agli stranieri in cerca di rapporti facili che non impelagano il maschio, altro che rio grande e tutto il resto!