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La Cina ora lancia i petro-yuan:
l’era del dollaro verso la sua fine?

A partire dalla fine della seconda guerra mondiale, nulla ha rappresentato maggiormente il simbolo della leadership statunitense quanto il ruolo dominante, a tratti egemonico, giocato dal dollaro nell’economia planetaria: la moneta nazionale statunitense rappresenta tuttora una vera “unità di misura” della potenza geopolitica di Washington ed esercita un peso significativo nelle dinamiche economiche planetarie. L’ordine monetario internazionale risulta fortemente sbilanciato a favore dei Paesi occidentali, e in particolare la posizione di forza del dollaro è ulteriormente evidenziata dal suo ruolo di principale valuta di riserva e di denominazione degli scambi internazionali di beni, servizi e materie prime.

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I principali fautori di un’evoluzione in senso multipolare del sistema monetario internazionale sono, allo stato attuale delle cose, i Paesi del gruppo BRICS, dato che lo stesso Presidente russo Vladimir Putin ha affermato, nel corso del vertice dell’organizzazione tenutosi a inizio settembre, di considerare prioritaria la necessità di impostare “un’evoluzione del sistema in grado di superare l’eccessiva dominazione da parte di un numero limitato di valute di riserva”: in tal senso, la più dirompente risposta alle richieste di Putin è venuta dalla Repubblica Popolare Cinese, che ha di recente annunciato la sua volontà di mettere in circolazione una serie di contratti petroliferi futures denominati in yuan, sancendo di fatto la nascita della prima, concreta alternativa all’egemonia del “petro-dollaro”.

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La nascita del “petro-yuan”, che rappresenta forse la maggiore dimostrazione concreta della volontà di Pechino di agire come reale superpotenza nell’agone mondiale, rappresenta una svolta decisiva negli equilibri di potere dell’economia mondiale. La mossa cinese rappresenta inoltre un passo di primaria importanza verso la de-dollarizzazione del sistema internazionale e un’opportunità per numerosi Paesi di districarsi in maniera ottimale in un sistema decisamente più democratico. La nascita del “petro-yuan” farà sì che “la Russia, al pari dell’Iran, altro nodo cruciale dell’integrazione euroasiatica, potrà bypassare le sanzioni statunitensi commerciando le fonti energetiche nella propria valuta nazionale o in yuan. La mossa si preannuncia come una mossa win-to-win: secondo molti esperti, lo yuan sarà convertibile in oro nelle borse di Shangai e Hong Kong”, facendo così della triade oro-yuan-petrolio la base della nuova architettura valutaria a trazione cinese.

La mossa di Pechino si inserisce in un contesto che vede una forte spinta alla de-dollarizzazione del mercato petrolifero mondiale, manifestatasi in maniera decisa nel momento in cui, a metà del mese di settembre, il Presidente venezuelano Nicolas Maduro ha deciso di avviare la transizione dal biglietto verde a un paniere di monete incentrato sul rublo e sullo yuan al fine di lenire l’effetto delle sanzioni commerciali imposte unilateralmente da Washington nel tentativo di condizionare le dinamiche interne alla Repubblica Bolivariana. Se, come riportato da Michele Crudelini su Gli Occhi della Guerra il 14 ottobre scorso, al Venezuela dovesse aggiungersi l’Arabia Saudita, la nascita del “petro-yuan” potrebbe causare una vera e propria slavina: non è infatti un mistero che numerose compagnie di investimento cinesi siano in prima linea per gestire la fase iniziale dell’IPO borsistica della compagnia petrolifera statale di Riyadh, Saudi Aramco, parte del piano di riforma Saudi Vision 2030 con cui l’erede al trono Mohammad bin Salman punta a aumentare gli investimenti esteri  e il peso del settore privato nell’economia del Paese.

La Cina, entrando a gamba tesa nelle dinamiche per la determinazione degli equilibri di potere dell’economia planetaria, non intende certamente mettere nell’angolo gli Stati Uniti o costringerli a battere in ritirata: la leadership di Pechino, fresca di rinnovo dopo l’importantissimo Congresso del Partito Comunista, punta a ritagliare per la Cina quell’importante ruolo che, come sottolineato dal Presidente Xi Jinping, le spetta in virtù della sua accresciuta influenza economica e della sua notevole proiezione geostrategica ma non ambisce certamente a soppiantare completamente Washington. La Cina punta all’edificazione di un ordine mondiale effettivamente multipolare: l’inconciliabilità tra questo obiettivo e il mantenimento dell’ordine monetario basato sul predominio del dollaro è notevole. La nascita del “petro-yuan” potrebbe essere una prima avvisaglia di un cambiamento epocale: l’era dell’egemonia del dollaro si avvia verso il viale del tramonto, e per gli Stati Uniti sarà meglio prendere al più presto consapevolezza della necessità di una completa ridefinizione della loro strategia geopolitica ed economica, capace di mediare in maniera pragmatica con la natura multipolare del sistema internazionale.

  • schiatt’e muort

    Per me questi Petroyuan sono come i famosi “PATACONES”Argentini prima che morissero di fame.

  • gfranco0039

    petro-yuan,serve per pulirsi il kulo.come l’Iran che disse che avrebbe venduto il suo petrolio in euro ma non fu così.

    • enricodiba

      Infatti lo fanno.

  • Ling Noi

    Un Paese che non riesce a creare un’economia positiva è giusto che fallisca. Come giustamente è scoppiata la CCCP, adesso è il turno dell’impero dei trillioni di debito.

    • https://www.youtube.com/watch?v=wDJjcL9Ya4c Anita Mueller

      Gli americani non abbelliscono il loro bilancio di stato come i cinesi … Wikipedia – Forced evictions in China … 43 percent of villages surveyed across China report being the victims of land grabs, and from the mid-1990s to mid-2000s, an estimated 40 million Chinese peasants were affected by land requisitions. Since 2005, surveys have indicated a steady increase in the number of forced evictions in China, with local government appropriating the land of approximately 4 million rural Chinese citizens annually …

  • BlackSail33

    Non se funzioneranno, ma se fosse cosi, gli usa scatenano una bella guerra e portano mezzo mondo nel caos. Le lobby finanziarie ebraiche americane non rinunceranno mai al predominio sul mondo.

    • Umberto Desini

      Se non ci fossero le atomiche
      finirebbe così.
      Ma sono certo che nessuno
      le userà.

  • Georgi Mihaylov

    inutile dire che se finisce il dollaro finisce anche la nazione americana, fara la fine della yugoslavia.
    inutile dire che per 70 anni questo petro dollaro ha portato aagli americani ricchezze immonde.

  • Michael Staffieri

    Evvai con la sagra dei tuttologi commissari e ct della nazionale riuniti al Bar dello Sport! Kissinger gli fa un baffo a questi pseudo analisti della politica! Sono due anni che i BRICS, diretti da Mosca e Pechino, progettano una forte risposta al maledetto accordo imposto dagli USA e da UK a Bretton Woods e che ha di fatto colonizzato l’occidente e gran parte dell’Asia ma vessando anche il resto del mondo. In una epoca che non puo’ permettersi una guerra tra potenti pena la devastazione nucleare reciproca è la moneta l’arma piu’ efficace per mettere la museruola ad un imperialismo senza piu’ confini e con l’unico fine di schiavizzare i popoli strozzandoli economicamente. Ed è cio’ che sta avvenendo in questa disgrazata e cialtrona Italia i cui abitanti sembrano avere perso ogni capacita’ di raziocinio. Il Petro-Yuan e la sua convertibilita’ in oro non solo è una realta’ che sta nascendo e che verra’ utilizzato da moltissimi paesi produttori di petrolio o meno ma, ed è questa la vera novita’, la sua attuazione potrebbe d’un colpo solo azzerare il mostruoso debito pubblico italiano. Per i soliti soloni del nulla va detto che l’Italia dispone di una riserva aurea imponente che solo la piu’ vile e schifosamente massonica politica cattocomunista ha depotenziato con la infame riforma della Banca d’Italia passata da Banca Centrale di Stato con il compito di gestire il credito e di stampare e coniare moneta su richiesta del Tesoro ad una entita’ a se stante che emette e conia moneta MA VENDENDOLA AD ALTO INTERESSE ALLO STESSO STATO CHE LA POSSIEDE! Una vera follia su ordine di quella banda criminale che è la Federal Reserve degli US e quell’altra mafia finanziaria che sono il FMI e la Banca Mondiale. Tutte pseudo istituzioni che di fatto appartengono ai soliti Rothchild, Rockfeller ed a quella elite internazionale che tra Wall Street, la City e Francoforte fa il bello ed il bruttissimo tempo negli stati in balia delle sue rapaci mani in campo altrui. La stessa Banca Centrale Russa, grazie a Putin, si sta liberando dai debiti strozzini verso la finanza massonica ashkenazita di Washington anche se a caro prezzo pagato da un popolo comunque abituato a stringersi a difesa della Madre Russia. Gheddafi è stato massacrato da quel maiale di origine polacca di Sarkozy, anch’esso facente parte del mondo ashkenazita, perché mirava a dotare il mondo africano francofono di una nuova moneta comune basata sull’oro e supportata dal petrolio. Il giorno che ci sveglieremo e riusciremo a cacciare a pedate nel sedere questa banda di farabutti che sgoverna l’Italia e che di mestiere fa la carta igienica usata della massoneria finanziaria e bancaria gestita tramite il Bildemberg e la TRIPLA A sara’ un giorno epocale per la ritrovata liberta’ e sovranita’ di un popolo di ignavi che ben 72 anni si fa sodomizzare contento da farabutti perversi anti italiani. Ben venga il Petro-Yuan con la convertibilita’ in oro che azzoppa e riduce il diabolico USD che ammanetta e violenta l’economia mondiale: sara’ un ricominciare a vivere dopo un diluvio universale di merda! Prima di starnazzare controllate prima gli investimenti cinesi nel mondo, in Europa, Africa, e Centro e Sud America oltre che negli stessi US e in Asia e poi vediamo cosa avete da dire. Nella sola Repubblica Ceca, una nazione di poco piu’ di 11 milioni di abitanti sono iniziati investimenti in Yuan pari ad oltre 10 miliardi di €uro: immaginate l’impatto economico che ne deriva e l’influenza successiva sul governo che gia’ di per sé va per le sue non avendo adottato l’€uro e che fa parte del Gruppo V4 anti Merkel e Bruxelles? E lo stesso sta avvenendo in Ungheria, Slovacchia, Polonia, Romania, Croazia, Egitto, Siria, Iran, Turchia ed in tutti i paesi ove dovra’ essere costruita la super rete di trasporti russo-cinese denominata Via della Seta. L’alleanza economica, industriale e militare tra Mosca e Pechino ha gia’ altri potenti comprimari quali l’India, il Pakistan, il Vietnam, l’Indocina in Asia ed il Brasile, il Venezuela, la Bolivia e probabilmente Costarica, Honduras, Panama ed Equador in Centro e Sud America. In conclusione meno cazzeggio da dopolavoro e piu’ attenzione alla mutazione geopolitica in atto possono servire anche agli italioti a capire da che parte stare se vogliono avere un futuro, specialmente senza essere dominati dalla feccia islamica ed africana, Regards

    • Raoul Pontalti

      Che minestrone! E la soluzione per rendere il tutto digeribile e magari fare l’Italia grande potenza? Mettere al governo i grillini delle scie chimiche e i cugini del Trota sotto la guida dell’immarcescibile puttaniere di Arcore? Hai dimenticato tra l’altro la grave decisione USA del 1971 (Nixon) di abbandonare quel gold excange standard stabilito proprio a Bretton Woods rendendo il dollaro inconvertibile in oro. E non sarano le trovate attuali dei BRICS a cambiare la situazione, bensì l’ormai ineludibile crollo del sistema economico USA, salvo ovviamente diverso accordo internazionale che coinvolga innanzitutto USA ed Europa, ossia le principali economie mondiali.

      • Demy M

        Lei conosce il Gruppo BRICS prima di sfarfallare o, come sempre, legge il sole24? La situazione cambierà, e la carta verde chiamata dollaro sarà ridimensionata come non mai. Si rassegni.

        • Raoul Pontalti

          Non fare il rincoglionito salviniano e nemmeno il bovide delle steppe! Il sole24ore per i dati economici giornalieri (cambi delle vaute! prezzi delle merci!) resta la fonte italiana migliore. Il gruppo BRICS lo conosco benissimo, infatti non esiste, essendo una sigla per raggruppare taluni paesi non sempre e non in tutto allineati con USA-UE e derivati ma spesso anche critici fra di loro e che si trovano uniti su talune questioni e a breve termine. India e Cina sono inconciliabili, Brasile e Russia nulla hano in comune e soprattuto cosa cazzo c’entra il Sudafrica con gli altri quattro?

          • virgilio

            bravo Pontalti non girarti guarda sempre avanti e sopratutto non toglierti le fette di prosciuto che hai sugli occhi,ti sveglierai dopo il botto!!

          • Michael Staffieri

            Intanto la invito ad usare la terza persona singolare (preferirei il Voi ma mi accontento) quando interloquisce con chi non conosce. Sul suo “pensiero” ad canem penis rispondo solo che non basta avere la Treccani in casa o abbeverarsi al settario e pelosissimo giornale di Confindustria per soloneggiare dal suo tronetto di ceramica come puntualmente fa con un comportamento da troll sinistrato. Io vivo a Praga e mi sposto continuamente tra Londra, Berlino, Varsavia, Budapest ed in quel suk che ormai è diventato Roma, ma in contatto frequente con amici negli USA ed in Cina. Quello che vedo realmente è la comparsa di ingentissimi investimenti in Yuan in tutta l’Europa dell’Est, in Africa, in Centro e Sud America, negli stessi US, in Canada, in Australia e persino in Giappone oltre che ovviamente in quasi tutti i paesi asiatici. Le vecchie ruggini tra India e Cina si vanno assottigliando man mano che entrambe le economie si sviluppano ed evolvono. anche se l’India è ancora molto indietro perché il Vitello d’Oro appiana anche i rancori piu’ antichi. In Brasile sia la Cina che la Russia stanno coinvolgendo non solo Petronas ma anche il settore agricolo. Cosi’ come in South Africa gli antichi legami con le vecchie forze anti apartaid dei mandeliani oggi al governo hanno gia’ finanziato molte infrastrutture con Yuan cinesi ed anche tecnologia russa e cinese (molti, lei per primo, non sanno che a Johannesburg v’è una sorta di Silicon Valley giapponese ed indiana che ora ha strettissimi legami con l’industria TLC cinese e russa). Quindi, come potrebbe comprendere se smettesse di credersi quello che non è, per trovare il “colpevole” Yuan basta seguirne il flusso e scoprire cio’ che il vile e massonico mainstream occidentale in mano ai soliti noti cela alle proprie greggi plagiate ovvero che l’espansione del potere cinese non è piu’ un progetto bensi’ una realta’ concreta ed in fieri. Si faccia un giretto a Praga, a Brno, a Cracovia, a Varsavia, nel sud della Slovacchia, nei dintorni di Budapest, nelle aree vicino all’autostrada tra Bucarest ed il suo aeroporto e potra’ notare come silenti imprese locali a capitale cinese stiano erigendo palazzi e costruendo infrastrutture (un mio fraterno amico di Napoli sta eseguendo la posa di strutture sotterranee per oltre 3mln di € su commessa di una societa’ cinese per conto del governo romeno). Ed i mangiariso sono gia’ bene inseriti in Albania oltre che ad Arbil nel Kurdistan iracheno. Tutto questo come lo chiama: una gita fuori porta? Continui a soloneggiare a Trento finche’ puo’, prima di ritrovarsi il muezzin che le dice di andare in moschea o l’africano finto profugo ma katanghese che decide che le ci vuole una bella sodomizzazione per renderla partecipe della sua integrazione ovviamente fisica e non culturale. Beninteso sempre ringraziando quei filantropi dell’USD che proprio a Bretton Woods hanno deciso che il mondo è piccolo ed a cui i suoi sodali politici leccano le terga. No regards.

          • Demy M

            Di rincoglionito crinico c’è solo ed esclusivamente Lei. Detto questo, dimostra di essere un emerito ignorante circa il Gruppo Brics, salvo vantarsi di leggere un giornaletto farlocco (ci sono state inchieste) e privo di analisi reale. Per Sua informazione di bovide a due zampe c’è solo Lei, presuntuoso e volgare come una capra impazzita in un negozio di cristalleria. Si informi cosa cazzo c’entra il Sud Africa, Brasile e Federazione Russa nel Gruppo Brics prima di sparare cazzate a raffica. Legga il sole 24, ma non faccia il saputello da 0,5cent a tonnellata. Ignorante al cubo per mm quadrato.

          • Zorz.zorz

            Stia nelle steppe.Lei è un bue muschiato che vorrebbe essere toro.Vuole che i cinesi si trovino con q. di carta straccia in mano? suprema i due neuroni che si ritrova…

          • Raoul Pontalti

            TESTA DI CAZZOOO! Invece di rompermi i coglioni vai a guardare gli scoiattoli volanti dei parchi di Vladivostock, ne trarrai migliori lezioni almeno di volo. Se non sai nememno che il termine BRICs è un conio di Goldman Sachs dei primi anni 2000 cui poi si è aggiunta la S maiuscola di South Africa per definire nel dibattito sulla economia globale un gruppo di economie emergenti (riemergente la Russia). In comune queste nazioni hanno l’essere demograficamente notevoli, esportatrici di materie prime e di avere manodopera a basso costo, Per il resto sono diverse per ragioni storiche, geografiche, strategiche, economiche, politiche, etniche, religiose. A seguito della crisi economica innescatasi nel 2008 queste economie non solo hanno resistito ma hanno segnato incrementi del PIL notevoli sfruttando le caratteristiche predette e agendo anche in sinergia grazie ad una serie di accordi bilaterali. peraltro gli accordi sottoscritti nel 2009 per giungere ad una sorta di superamento di Bretton Woods sono rimasti sulla carta e l’istituzione nel 2013 di una sorta di banca di sviluppo destinata a superare la banca mondiale per il finanziamente delle iniziative nei pesi in via di sviluppo è rimasta sul piano teorico, ad onta degli stanziamenti notevoli previsti da Cina, Russia e Brasile. Troppo diverse le rispettive economie, troppo diversi gli interssi materiali (India e Cina ad es. sono fortissimi importatori di energia a differenza di Brasile e Russia) per ritenere che possano aversi accordi tra i BRICS di grado equivalente a quelli europei o anche solo di alcune organizzazioni africane e asiatiche.E infine ficcati bene in testa che nessuno è perfetto, e chi più scrive più sbaglia, quindi io per primo sbaglio, ma io almeno non mi impanco a maestro di taglio e cucito non sapendone un cazzo, ma di politica anche internazionale ne mastico da adolescente e non sono così scemo da avventurarmi in argomenti di cui non so nulla.

          • Demy M

            Lei è solo un emerito G.R.C.I.

          • Lamberto Z

            non capisci un cazzo di economia!

          • Raoul Pontalti

            Insegnamela tu o maestro…

          • AlbertNola

            Lamberto Zero è plurilaureato, è un genio della finanza africana.

          • Raoul Pontalti

            Ma quella finanza africana che usa come valuta le conchiglie o quella che usa i denti di gorilla?

          • AlbertNola

            No, è molto più avanti: sale e pepe nero del Corno d’Africa.

  • Umberto Tordone

    io invece voglio soffermarmi sul sitema politico e amministrativo cinese perche’ noi poveri cristi occidentali, siamo sempre piu’ convinti che il nostro sistema sia quello unico immacolato padre ti tutta le liberta’ e di tutte le civilta’. Premetto che sono letteralmente nato ANTICOMUNISTA, ma da svariati anni, ho preso atto della realta’ che il sistema cinese e’ molto ma molto meglio di quello nostrano e occidentale in genere. La liberta’ come la in tendiamo noi ? Una vera e propria bufala a galattica! E Attacco il nostro sistema proprio sul quello che dovrebbe distinguerlo da quello “oppressivo cinese” : LE DISEGUAGLIANZE E GLI SQUILIBRI SOCIALI: nel paese di pulcinella PROPRIO LO STATALISMO (CHE DOVREBBE ESSERE PREROGATIVA DEL SISTEMA CINESE) ESISTONO CATEGORIE DI PARASSITI DI STATO PRIVILEGIATI ED ESISTONO CATEGORIE DI PERSONE CHE SOFFRONO LA FAME. Ora se e’ vero che la Cina deve ancora fare i conti con la poverta’ che interessa ancora molte sue zone rurali, e’altrettanto vero che la ricchezza cresce al ritmo del 7 % annuo ormai da un decennio. Ora mi chiedo come si fa a non avere fiducia in un sistema che ti fa crescere al ritmo del 7 % annuo ? La liberta’ ? Con quello che accade in questo nostro sciagurato paese, qualche persona sana di mente, si sente VERAMENTE LIBERA ? Allora diciamo che uno stato forte, ha assolutamente necessita’ di una conduzione forte e soprattutto saggiamente e diligentemente concentrata nelle mani “del saggio e sapiente di turno”. Personalmente NON HO MAI SENTITO O VISTO GLI UTIMI PREMIER CINESI (XI IN TESTA) SBARELLARE SU QUALCHE ARGOMENTO (che non sia la nostra stupida concezione della liberta’). Concludo riflettendo seriamente sulla opportunita’ che un sistema politico tipo quello cinese, dove “il partito” pone al timone del paese un uomo capace e saggio ESATTAMENTE COME ACCADE IN CINA, dove IL LAVORO E’ AL CENTRO DEL SISTEMA e non le scemenze, la filosofia e la distribuzione di privilegi e regalie come voto di scambio, COME AVVIENE NEL PAESE DI PULCINELLA, sia veramente e concretamente dA auspicare in Italia, per pervenire al benessere DI TUTTI e soprattutto raggiungere quella giustizia ed equita’ sociale che qui e’riservata a privilegiati, parassiti, protetti, raccomandati e categorie di lavoratori PROTETTI E FAVORITI DALLE LOGICHE POLITICO SINDACALI che impazzano in italia da 70 anni, che la hanno ridotta, dopo anno, nella’attuale PAESE DI PULCINELLA

    • https://www.youtube.com/watch?v=wDJjcL9Ya4c Anita Mueller

      Detto altrimenti: i cinesi hanno riscoperto lo schiavismo per battere la concorrenza …

  • Marcello Amati

    Quando nacque il PetroDolloro, il mercato internazionale del Petrolio pesava per un 11% sui flussi valutari giornalieri, aveva quindi un peso nei fatti determinante.
    OGGI, tale “peso” equivale ad uno 0.07%.. pensare quindi che si abbia lo stesso effetto… sarebbe curioso che lo si spiegasse.
    Questo e’ solo uno dei fattori presenti.. tanti altri ve ne sono, ma questo rende bene l’ idea del come “basta cambiare come viene valutato/venduto il petrolio” sia una balla.

  • virgilio

    @ Michael Staffieri
    condivido!
    una sola precisazione Sarkozy ebreo di origine ungherese,comunque un maiale!

    • AlbertNola

      Maiale? Hai sempre detto che siete cugini per via di madre.