Il leader della Corea del Nord, Kim Jong-un. è atterrato a Singapore per il vertice con Donald Trump

Kim è arrivato a Singapore:
la strana rotta del suo aereo

Kim Jong-un è arrivato a Singapore per il vertice con il presidente degli Stati Uniti, Donald TrumpIl leader della Corea del Nord è atterrato al Changi Airport della città-Stato che ospita il summit a bordo di un volo Air China da Pyongyang. Non il suo tradizionale quadrimotore Ilyushin Il-62, meglio noto come l’Air Force Kim, ma un Boeing 747-4J6 della compagnia aerea cinese. Una scelta che non è passata inosservata e che ha dei significati precisi.

La curiosa rotta dell’aereo di Kim

Kim non ha voluto correre rischi per il suo volo verso Singapore. L’aereo che trasportava il leader nordcoreano ha compiuto un percorso prevalentemente interno  al territorio cinese. 

Il sito web svedese Flightradar24 ha registrato i dati di quello che sembra essere a tutti gli effetti l’aereo presidenziale. E ha rivelato che il velivolo è inizialmente passato sopra quattro province cinesi: Hebei, Henan, Hubei e Hunan. L’aereo è stato il più lontano possibile dalla costa del Pacifico preferendo rimanere quanto più possibile nello spazio aereo cinese e nell’entroterra.

Come riporta il South China Morning Post, “dopo aver raggiunto la regione costiera meridionale del Guangxi, ha virato verso la provincia cinese dell’isola di Hainan”. Da qui l’aereo ha sorvolato il mare, lambendo la costa del Vietnam, per poi atterrare a Singapore.

Una rotta non casuale

Secondo Lee Yun-keol, ex guardia del corpo della dinastia Kim fuggito nel 2005 in Corea del Sud, “la principale preoccupazione della Corea del Nord è la rotta di Kim, dal momento che ci sono sempre state grandi preoccupazioni per i tentativi di assassinio”. Ed è evidente che la rotta dell’aereo sia stata curata nei minimi dettagli, con tutte le precauzioni possibili per preservare la vita del leader.

I dati di Flightradar24 hanno mostrato anche un altro dato molto interessante: non c’erano aerei civili vicino al volo di Kim. Una notizia non di poco conto visto che il volo presidenziale è passato su uno spazio aereo altamente trafficato. E quindi è chiaro che da parte della Cina vi sia stato l’ordine di evitare ogni passaggio che potesse essere visto con preoccupazione da parte della Corea del Nord.

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La scelta dell’Air China e la scorta cinese

Non si sa se la Cina abbia fornito anche una scorta di caccia per proteggere il Boeing di Kim. Ma è chiaro che l’aeronautica cinese ha controllato ogni spostamento del volo. Anche il fatto di aver fornito il mezzo è un segnale inequivocabile di come Pechino abbia voluto imporre la sua presenza e la sua protezione al presidente della Corea del Nord.

Un segnale che va messo in parallelo con un’altra notizia data pochi giorni prima del vertice. La compagnia di bandiera cinese ha riattivato in questi giorni la rotta Pechino-Pyongyang dopo che nel novembre scorso l’aveva interrotta a seguito dei testi nucleari e missilistici della Corea del Nord.

La conferma era arrivata da un portavoce dell’Air China in un messaggio citato da Bloomberg. Ed era stato il simbolo del riavvicinamento fra Cina e Corea del Nord suggellato dai due incontri di Kim con il presidente cinese Xi Jinping. 

Trump in volo, arriva anche la sorella di Kim?

Anche Donald Trump è in volo, a bordo dell’Air Force One, diretto a Singapore. L’atterraggio è previsto per le 14:00 ora italiana. 

Nel frattempo, all’aeroporto di Changi di Singapore è atterrato un altro aereo, questa volta della nordcoreana Air Koryo, con le insegne di Stato. Stando alle prime ricostruzioni, l’aereo avrebbe portato Kim Yo Jong, la sorella del leader nordcoreano. Una personalità che ha assunto nel tempo un’importanza sempre più crescente nelle gerarchie di Pyongyang. 

Dopo l’arrivo a Singapore, il leader nordcoreano incontrerà il primo ministro della città-Stato, Lee Hsien-long. Il premier domani incontrerà anche Donald Trump.

  • Gian Franco

    rotta giusta,,

  • Valeria Vernon

    Ricordo che anni fa la SAA (South African Airways), per la quale lavoravo, onde evitare qualsiasi cannonata partita per sbaglio da uno dei paesi africani, per i voli dall’Europa a Johannesburg faceva il “giro di pepe” passando ben al largo dell’Africa e atterrando all’lsola del Sale per fare rifoornimento

    • Bob184 —

      Per la verità, la ragione addotta era anche che nessuno stato africano dava il permesso di sorvolo del suo territorio. Però a Nairobi, come a Kinshasa o altrove si trovava la frutta sudafricana e molte attività estrattive erano gestite da dirigenti RSA, ligi al principio per cui l’ideologia è una cosa e business i business.

  • agosvac

    Che c’è da dire? Fidarsi è bene ma non fidarsi di certi avversari, anche se potenziali alleati, nel futuro, è meglio, molto meglio!!!

  • investigator113

    le precauzioni non sono mai abbastanza . Decisione logica visto i due nemici ino ieri. Non sono le strette di mano che cancellano la guerra di lunga durata tra Usa e Corea del Nord. Fidarsi è bene, non fidarsi è meglio.

  • maestraco

    Io arrivo alla conclusione che tutto é orchestrato fra USA e Cina. Trump ha fatto il duro con la Cina sul commercio (difatti hanno incominciato a trattare) in compenso la Cina ha “obbligato” il suo suddito Nord Coreano ad accettare il colloquio, il quale non significa nulla,se non un successo di Trump se desse qualunque risulato positivo.Il futuro ci illuminerà

    • Luca Bresciani

      giusto

  • luigirossi

    Ma non si incontrano a Parigi? ma allora…Macron non conta un ca°°o.!
    D’altronde nemmeno un nordcoreano tollererebbe di stare in una citta’ in mano alla feccia magrebina dei terroristi ISIS e degli stupratori e dei casseurs.