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Jared Kushner in Medio Oriente
per lavorare alla “pace del secolo”

Il 22 e il 23 giugno prossimo Jared Kushner, consigliere speciale e genero del presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, e Jason Greenblatt, inviato degli Usa per il Medio Oriente, saranno nella regione per un’iniziativa che li farà passare per Arabia Saudita, Qatar, Giordania, Egitto e Israele. L’obiettivo è quello di discutere del “piano di pace del secolo” elaborato dagli Stati Uniti per la risoluzione del  conflitto israelo-palestinese  e che Trump non riesce a far meno di nominare da quando è stato eletto presidente degli Stati Uniti.

Ultimamente l’attenzione degli analisti si è concentrata sullo  spostamento ufficiale dell’ambasciata Usa da Tel Aviv a Gerusalemme avvenuto a maggio di quest’anno e che ha scatenato un’ondata di proteste da parte dei palestinesi. Proteste prontamente soffocate nel sangue dalle Forze di difesa israeliane (Idf). Ma che Trump e il genero Kushner avessero in mente di portare a casa risultati importanti per quanto riguarda il dossier su Israele era chiaro fin dall’inizio della presidenza del magnate americano.

Chi è Jared Kushner

Kushner è riuscito a passare da semplice “spin doctor dei social” di Trump a suo consigliere più stretto. Se Lewandoski, Micheal Flynn e Bannon sono fuori dall’amministrazione Trump è a seguito dei consigli, manifestati sotto forma di forti pressioni, del genero del presidente. È lo stesso Bannon che, in più occasioni, ha accusato Kushner e il tenente McMaster, subentrato a Flynn sempre su consiglio del marito di Ivanka, di aver  ridimensionato l’amministrazione prestabilita. Era chiaro fin da subito che avremmo sentito parlare di Kushner nell’ambito della politica estera. Èlui che tiene in mano i dossier più importanti in ambito internazionale; da subito ha partecipato a tutti gli incontri più importanti con i capi di stato incontrati da Trump, fa parte del Consiglio di Sicurezza e, di fatto, è uno degli uomini più a stretto contatto con il presidente.

Non solo con il presidente statunitense. Infatti la famiglia di Kushner conosce il premier israeliano Netanyahu da moltissimo tempo. Più testate hanno raccontato che quando Kushner era solo un adolescente lasciò il suo letto all’amico di famiglia Netanyahu, andando a dormire sul divano. Durante il primo incontro ufficiale tra Donald Trump e Netanyahu, è lo stesso leader israeliano ex Mossad che, sorridendo, ha ricordato di conoscere Jared “da quando è un bambino”.  

Sempre in quell’occasione, Trump la sparò grossa , ma questa volta c’èra qualcosa di diverso: sembrava veramente che avesse in mente qualcosa. Disse: “Con Netanyahu stiamo pensando a una soluzione per il conflitto israelo-palestinese così buona (“so good”) che molti dei presenti non la capirebbero”.

Il piano di Trump per avvicinare Israele e Arabia Saudita

Per  Nabil Abu Rudeineh, portavoce del presidente dell’Autorità nazionale palestinese, Mahmoud Abbas, gli incontri di Kushner e Greenblatt in Medio Oriente saranno una “perdita di tempo” poiché mancano dell’appoggio dei palestinesi e “non porteranno a nulla”.

Ma l’appoggio dei palestinesi è davvero così importante? O meglio, i palestinesi si trovano forse in condizione di dettare regole? Sono sempre più isolati a livello internazionale e anche il mondo sunnita guidato dall’Arabia Saudita del principe ereditario Mohammad bin Salman non sembra più tanto interessata alla causa palestinese.

Da tempo ormai la diplomazia statunitense sta lavorando per permettere l’apertura di canali di dialogo ufficiali tra Israele e Arabia Saudita, processo particolarmente complesso se solo si considera l’odio atavico che da sempre lega questi due Paesi. Da mesi infatti si parla anche dell’apertura delle rispettive ambasciate.

Netanyahu e Bin Salman si sono avvicinati anche grazie alla convergenza di interessi durante il conflitto siriano che spesso infatti li ha visti alleati per contrastare l’influenza iraniana nella regione.

Secondo quanto scritto sul Washington Post e sul New York Times gli esponenti dei partiti palestinesi di Hamas e Fatah hanno già ricevuto una proposta da parte di Riad per porre fine alla disputa con Israele . Le rivelazioni delle due importanti testate americane suggeriscono che il principe ereditario Mohammad bin Salman abbia proposto ai palestinesi di proclamare, come capitale del futuro Stato, il villaggio di Abu Dis, a est di Gerusalemme.

Il popolo palestinese apparentemente batte i pugni sul tavolo e afferma di non voler accettare nessun accordo che possa rivelarsi “umiliante” per la loro parte. La verità però è che il cerchio si sta stringendo ed è molto probabile che nel futuro prossimo saremo testimoni di un accordo storico tra il popolo israeliano e quello palestinese.

Donald Trump lo ha annunciato fin dal suo insediamento alla Casa Bianca. E se il mondo sunnita guidato dall’Arabia Saudita sembra dimenticarsi della causa palestinese per godersi i vantaggi dell’amicizia israelo-americana, allora può darsi che l’accordo che sembra impossibile possa diventare realtà. 

  • agosvac

    Mi sembra di ricordare che la proposta del genero di Trump non preveda due Stati liberi ed indipendenti ma un solo Stato a guida di Israele che dovrebbe “proteggere” i palestinesi! Potrei, però, ricordare male.

  • Italo Balbo

    Nessun ipotetico “piano di pace” può violare il Diritto Internazionale. Secondo il dettato dell’ONU, più volte ribadito in numerose Risoluzioni, il prerequisito per un vero e giusto Piano di Pace è la restituzione dei Territori occpati da parte del governo di Tel Aviv. Giova ricordare ai connazionali che l’Italia non riconosce né Gerusalemme come capitale di israele né l’occupazione di altri Territori, dalla Cisgiordania al Golan.

    • Nathan Barur

      Chi viola il diritto internazionale non è certo Israele. Le cose vanno viste nella loro ottica senza tralasciare nulla. A partire dal mandato di palestina, 14 luglio 1922, il territorio mandatario britannico è stato assegnato, de iure, al popolo ebraico con un documento del rango di trattato internazionale. Quando nel 1947 l’ONU produsse il suo piano di partizione 181/1947, lo fece al di fuori della legalità perchè il suo stesso articolo 80 lo obbligava al rispetto del mandato di palestina il quale vietava espressamente di assegnare il territorio mandatario ad altri diversi dal popolo ebraico e per questi, Israele. Come se non bastasse, gli arabi rifiutarono il piano di partizione scatendo una guerra, svuotando la 181/1947 di ogni significato. Quando a fine guerra 1948 gli arabi si trovarono in possesso di Gaza e Cisgiordania, si trattò di un possesso illegale perchè ottenuto in una guerra di aggressione e perchè entrambi i territori erano ancora ufficialmente parte del territorio mandatario destinato, de iure, agli ebrei. A riprova dell’illegalità del possesso, l’ONU rifiutò alla Giordania due richieste di annessione presentate nel 1949 e 1951. Quando nel 1967 Israele conquistò Gaza e Cisgiordania, li tolse, non al proprietario legittimo ma a un invasore illegale come detto prima. Per una scelta che non tutti condivisero, Israele decise di non annettere i territori conquistati come certo avrebbe potuto perchè ufficialmente parte del territorio mandatario, scegliendo su suggerimento della magistratura militare (Meir Shamgar) di imporre il regime militare suscitando la sensazione, poi trasformata in certezza, che essendo stato imposto il regime militare su un territorio appena (ri)conquistato, questo fosse stato sottratto al legittimo proprietario, cosa non vera come detto prima. Nel recente, Israele ha scelto di lasciare Gaza unilateralmente, mentre la Cisgiordania è soggetta al trattato di Oslo. La ragioni legali, anche a livello di leggi internazionali sono vastissime e comprovate ma il dominio mussulmano, insieme all’assoggettamento economico occidentale ai paesi arabo/mossulmani rende praticamente tutti i consessi internazionali ostili a Israele, creando la sensazione di Israele in costante violazione. La storia, quella vera, narra altro ma ci vuole coraggio e apertura mentale per ammetterlo.

      • Italo Balbo

        “A partire dal mandato di Palestina, 14 luglio 1922, il territorio mandatario britannico è stato assegnato, de iure, al popolo ebraico con un documento del rango di trattato internazionale.” Falso !

        • Nathan Barur

          Si può anche essere ignoranti, non è una colpa in assoluto! L’importante è eserne edotti. I fatti storici sono inalterabili oltre che innegabili. 28 giugno 1919 trattato di Versailles e modifica del charter della Società delle Nazioni con l’articolo 22 detto articolo di Smuts. 24 Aprile 1920 conferenza di Sanremo fra le potenze vincitrici e produzione del Mandato di Palestina. 24 luglio 1922 sessione plenaria della Società delle Nazioni e promulgazione del Mandato di Palestina con voto unanime. Il testo del mandato consta di 28 articoli e tre preamboli che richiamano l’articolo 22 del charter Società delle Nazioni, la dichiarazione Balfour e la connessione ancestrale del popolo ebraico con il territorio mandatario.16 settembre 1922 interpretazione da parte del mandatario inglese dell’articolo 25 del mandato di palestina e separazione del territorio a est del fiume Giordano a favore di Abdallah che ne sarebbe diventato re. 29 settembre 1923 il mandato di palestina diventa operativo con il nome di mandato bbritannico di palestina. 3 dicembre 1924 convenzione USA/UK per l’endorsement da parte USA del Mandato di Palestina con il testo votato dalla Società delle Nazioni. Questi i fatti, lascio agli altri immaginare la totale irrilevanza dello scrivere “Falso”, come se questo potesse alterare la storia e i documenti.

          • Italo Balbo

            Ecco il testo dell’Articolo 22 da lei citato. Sulla dichiarazione di Balfour non c’è una sola parola, ad ulteriore conferma che scrive un sacco di fregnacce.

            Articolo 22

            Alle colonie e ai territori che in seguito all’ultima guerra hanno cessato di trovarsi sotto la sovranità degli Stati che prima li governavano, e che sono abitati da popoli non ancora in grado di reggersi da sé, nelle difficili condizioni del mondo moderno, si applicherà il principio che il benessere e lo sviluppo di tali popoli è un compito sacro della civiltà, e le garanzie per l’attuazione di questo compito dovranno essere incluse nel presente patto.

            Il metodo migliore per dare effetto pratico a questo principio è di affidare la tutela di questi popoli a nazioni progredite, che, grazie ai loro mezzi, alla loro esperienza e alla loro posizione geografica, possano meglio assumere questa responsabilità e siano disposte ad accettare tale incarico; questa tutela dovrebbe essere esercitata dalle medesime come mandatarie della Società e per suo conto.

            Il carattere del mandato dovrà variare secondo il grado di sviluppo del popolo, la posizione geografica del territorio, le sue condizioni economiche e altre circostanze simili.

            Alcune comunità che appartenevano prima all’Impero turco hanno raggiunto un grado di sviluppo tale che la loro esistenza come nazioni indipendenti può essere provvisoriamente riconosciuta, salvo il consiglio e l’assistenza amministrativa di una Potenza mandataria, finché non saranno in grado di reggersi da sé. I desideri di queste comunità dovranno essere principalmente tenuti in conto nella scelta della Potenza mandataria.

            Altri popoli, specie dell’Africa centrale, sono in tale stato che il mandatario dovrà rispondere dell’amministrazione del territorio, a condizioni che garantiscano la libertà di coscienza e di religione, limitata solo in quanto sia necessario per il mantenimento dell’ordine pubblico e del buon costume, il divieto di abusi, come il commercio degli schiavi, il traffico delle armi e dei liquori, il divieto di stabilire fortificazioni e basi militari o navali e di dare agli indigeni una istruzione militare per scopi diversi dalla polizia e dalla difesa del territorio; a condizione altresì, che assicurino agli altri Membri della Società vantaggi eguali per il commercio ed il traffico.

            Vi sono territori, come quelli dell’Africa sud-occidentale e talune isole del Pacifico australe, che, per la scarsa densità della popolazione, per la piccola superficie, per la lontananza dai centri della civiltà, per la contiguità geografica allo Stato mandatario, e per le altre circostanze, possono meglio essere amministrate secondo le leggi del detto Stato, come parti integranti del suo territorio, salvo le garanzie predette nell’interesse della popolazione indigena.

            In ogni caso di mandato, il mandatario presenterà alla Società una relazione annuale circa il territorio affidatogli.

            Il grado di autorità, di ingerenza e di amministrazione che dovrà essere esercitata dal mandatario sarà in ciascun caso esplicitamente determinato dal Consiglio, quando non sia stato preventivamente convenuto dai Membri della Società.

            Una commissione permanente sarà costituita, per ricevere ed esaminare le relazioni annuali dei mandatari e dar parere al Consiglio in ogni materia relativa all’osservanza dei mandati.

          • Nathan Barur

            Lei dovrebbe studiare di più e protestare di meno. Quello da Lei citato è l’articolo 22 del charter della Società delle Nazioni, quello detto articolo di Smuts. Mi sembra abbastanza ovvio dire che ovviamente non cita la dichiarazione Balfour. D’altro canto, la dichiarazione Balfour del 1917 non potrebbe aver citato l’articolo 22 scritto solo nel 1919. Per sua quiete, sia la Balfour che l’articolo 22 sono ampiamente citati nel triplo preambolo del testo del Mandato di Palestina, prodotto nella conferenza di Sanremo del 1920 e votato all’unanimità 51/51, dalla Società delle Nazioni nel 1922 come ho già cercato di spiegarLe. Come consiglio amichevole, cerchi di essere più concreto! Se ha cose da dirci le scriva, ma in caso contrario, perchè ci fa inutilmente perdere tempo?

          • Italo Balbo

            “Il testo del mandato consta di 28 articoli e tre preamboli che richiamano l’articolo 22 del charter Società delle Nazioni, la dichiarazione Balfour e la connessione ancestrale del popolo ebraico con il territorio mandatario. ” …. Questo lo ha scritto lei ed è una balla colossale. Falsus in uno, falsus in omnibus, vada a raccontare le sue fregnacce da un’altra parte che qui non vi crede nessuno.

          • Nathan Barur

            Poveretto, non ha altro da rispondere. Il testo del mandato di palestina è di pubblico dominio e chiunque può accedervi su internet. Non faccia lo sciocco e la smetta di rendersi ridicolo; naturalmente se le è rimasto un filo di decoro!

          • Italo Balbo

            Lei il decoro non sa neanche dove sta di casa, contaballe …

          • Nathan Barur

            Ho inviato già due volte il testo del mandato di palestina perchè Lei possa leggerlo. Sono sicuro che lo farà. Se non sarà così potrà prendersela con il moderatore il quale, magari per motivi personali la pensa diversamente!

          • Italo Balbo

            Non ha mandato nessun testo, ha solo divulgato falsità.

          • Nathan Barur

            Questo è il preambolo
            Mandato di Palestina della Società delle Nazioni: 24 luglio 1922 (28 tamuz 5682)
            Il Consiglio della Società delle Nazioni
            24 luglio 1922
            Considerato che le Maggiori Potenze Alleate si sono accordate allo scopo di rendere effettivo quanto disposto nell’articolo 22 del patto della Società delle Nazioni, di affidare a un Mandatario scelto da dette Potenze l’amministrazione del territorio della Palestina, precedentemente appartenuto all’Impero Turco, entro confini tali come possono essere da queste stabiliti; e

            Considerato che le Maggiori Potenze Alleate concordano che il Mandatario dovrà essere responsabile per porre in effetto la dichiarazione originariamente fatta il 2 novembre 1917 dal Governo di Sua Maestà Britannica, e adottata da dette Potenze, in favore dell’istituzione in Palestina di una casa nazionale per il popolo Ebraico, essendo chiaramente compreso che nulla dovrà essere fatto che possa pregiudiziare i diritti civili e religiosi delle comunità non ebraiche esistenti in Palestina, o i diritti e lo stato politico goduto dagli ebrei in ogni altra nazione; e

            Considerato che è stata così riconosciuta la connessione storica del popolo Ebraico con la Palestina e i motivi per ricostituire la sua casa nazionale in quel paese; e

            Considerato che le Maggiori Potenze Alleate hanno selezionato Sua Maestà Britannica come il Mandatario per la Palestina; e

            Considerato che il Mandato in relazione alla Palestina è stato formulato nei seguenti termini e sottoposto al Consiglio della Società per approvazione; e

            Considerato che Sua Maestà Britannica ha accettato il mandato in relazione alla Palestina ed è impegnata ad esercitarlo nelle veci della Società delle Nazioni in conformità con le seguenti disposizioni; e

            Considerato che con il summenzionato Articolo 22 (paragrafo 😎, è previsto che il grado di autorità, controllo o amministrazione da esercitarsi da parte del Mandatario, non essendo stato precedentemente concordato dai membri della Società, sarà esplicitamente definito dal Consiglio della società delle Nazioni; Confermando il detto Mandato, definisce I suoi termini come segue:

          • Maria

            Ho cercato di sistemare il mio computer. Desidero cortesemente aggiungere informazioni storiche sconosciute a Italo Balbo pseudono pseudonimo di Italo Balbo grande politico fascista che divento comandante generale della Milizia Volontaria Fascista ebbene Mussolini sostenne la resistenza palestinese ci sono a tale proposito documenti storici d archivio. Oltre 70 anni fa nel piu assoluto segreto l Italia fascista si adopero validamente nel tentativo di dare una patria agli Arabi di cui erano alleati. Infatti Mussolini finanzio per quasi 2 anni la prima intifada palestinese. Una rivolta contro il dominio coloniale britannico che provoco nel 1937 2000 vittime e nel 1938 piu di 2000 vittime di cui 1.700 arabi. Infatti il 15 giugno del 1938 il governo di roma verso a Hajj Amin al Husayni 138,000 sterline considerevole per quell epoca!!!! Ma il programma dell intifada non predeva soltanto un aiuto finanziario bensi materiali di guerra richiesti dal Mufti infatti in provincia di Taranto c erano preparati 3 error 4,248 fucili di fabbricazione belga con 7,000,000 cartucce 40 mitragliatrici S. Etienne con 4.000 colpi per arma 25 tonnellate di dinamite con 150,000 inneschi e 150.000 metri di miccia. Roma era disposta ad inviare materiale e personale addestrato per provocare attentati nel paese ed inquinare l acquedotto di Tel Aviv citta abitata in maggioranza da ebrei. Riguardado la dichiare Balfour del 1917 c e da aggiungere che gli inglesi giocavano su due tavoli facendo promesse sia ad arabi che ad ebrei. Infatti au erore ai primi aveva fatto balenare la creazione di un grande stato unitario ai secondi la costituzione del focolare nazionale ebraico. La Gran Bretagna basava la sua politica su esigenze imperialistiche. Ma continuando su questo gioco si creo una fortissima tensione tra ebrei ed arabi. Conclusione per cui gli errori commessi nella passata politica colonialista europea non hanno e non facilitano a tuttoggi un equa pacifica soluzione con gli arabi e oggi i palestinesi. Quindi Italo Balbo l ostinato negazionista della storia e ancora imbevuto psicologicamente dal passato fascismo di Mussolini naturalmente. Maria

          • Zeneize

            Che cos’hai sistemato nel computer? Sono curioso.

          • Nathan Barur

            Ha sistemato gli antenati de li m@rtacci tua e de sto bove che non sei altro!

          • Zeneize

            Va’ a succhiar belini, demente.

          • Nathan Barur

            E questi sono gli articoli
            ART 1. Il Mandatario avrà pieno potere di legislazione e di amministrazione, fatto salvo come questi possano essere limitati dai termini di questo Mandato.
            ART. 2. Il Mandatario sarà responsabile per porre il paese in condizioni politiche, amministrative ed economiche tali da assicurare l’istituzione di una casa nazionale Ebraica, come stabilito nel preambolo, e lo sviluppo di istituzioni di autogoverno, come pure per la salvaguardia dei diritti civili e religiosi di tutti gli abitanti della Palestina, indipendentemente dalla razza e dalla religione.
            ART. 3. Il Mandatario dovrà, qualora le circostanze lo consentano, incoraggiare autonomia locale.
            ART. 4. Un’appropriata agenzia Ebraica dovrà essere riconosciuta come un ente pubblico al fine di consigliare e cooperare con l’Amministrazione di Palestina su temi economici e sociali ed altri soggetti come questi potrebbero influenzare l’istituzione della casa nazionale Ebraica e gli interessi della popolazione Ebraica in Palestina, e, sempre soggetta al controllo dell’Amministrazione per assistere e prendere parte allo sviluppo del paese. L’organizzazione Sionista finché la sua organizzazione e costituzione sono nell’opinione del Mandatario appropriate, sarà riconosciuta come detta agenzia. Questa dovrà agire in consultazione con il Governo di Sua Maestà per garantire la cooperazione di tutti gli Ebrei desiderosi di aiutare nell’istituzione della casa nazionale Ebraica.
            ART. 5. Il Mandatario sarà responsabile di assicurarsi che nessun territorio palestinese sarà ceduto o affittato, o in ogni altro modo posto sotto il controllo del Governo di alcuna Potenza straniera.
            ART. 6. L’amministrazione della Palestina, pur garantendo che i diritti e la posizione di altre sezioni della popolazione non siano pregiudicate, faciliterà l’immigrazione Ebraica in condizioni adeguate e incoraggerà, in collaborazione con l’agenzia Ebraica di cui si riferisce all’Articolo 4, l’effettivo insediamento degli Ebrei sulla terra, inclusi terreni statali e terreni incolti non necessari per scopi pubblici.
            ART. 7. L’amministrazione della Palestina, sarà responsabile per l’emanazione di una legge sulla nazionalità. Dovranno essere incluse in questa legge disposizioni inquadrate in modo da facilitare l’acquisizione della cittadinanza palestinese da parte degli Ebrei che prendono residenza permanente in Palestina.
            ART. 8. I privilegi e le immunità degli stranieri, inclusi i benefici di giurisdizione consolare e protezione precedentemente goduti per capitolati e usi nell’Impero Ottomano, non saranno applicabili in Palestina. Salvo che le Potenze i cui cittadini abbiano goduto dei summenzionati privilegi e immunità al primo agosto 1914, abbiano precedentemente rinunciato al diritto al loro ripristino, oppure abbiano concordato la loro non applicabilità per un periodo specifico, quei privilegi e immunità dovranno, alla scadenza del mandato, essere immediatamente ristabiliti nella loro interezza o con modifiche tali come potrebbe essere stato stabilito fra le Potenze interessate.
            ART. 9. Il Mandatario sarà responsabile per fare si che il sistema giudiziario stabilito in Palestina assicuri agli stranieri, come pure ai nativi, una totale garanzia dei loro diritti.
            Il rispetto per lo stato personale dei vari popoli e comunità e per i loro interessi religiosi sarà totalmente garantito. In particolare, il controllo e l’amministrazione del Wakfs sarà esercitato in accordo con la legge religiosa e le disposizioni dei fondatori.
            ART. 10. In attesa della preparazione di speciali accordi di estradizione relativi alla Palestina, i trattati di estradizione vigenti fra il Mandatario e altre Potenze straniere sarà valido per la Palestina.
            ART. 11. L’Amministrazione della Palestina dovrà prendere tutte le misure necessarie a salvaguardare gli interessi della comunità in connessione con lo sviluppo del paese e, soggetto a qualsiasi obbligo accettato dal Mandatario, avrà pieno potere di fornire per la proprietà pubblica o per il controllo di ognuna delle risorse naturali del paese o per lavori pubblici, servizi e assistenze stabiliti oppure da essere in esso stabiliti. Questa dovrà introdurre un appropriato sistema per il territorio, appropriato alle necessità del paese, avendo riguardo, fra le altre cose, alla desiderabilità di promuovere l’effettivo insediamento e la coltivazione intensiva della terra.
            L’Amministrazione può organizzare con l’agenzia Ebraica menzionata nell’Articolo 4 la costruzione o la gestione secondo termini giusti e equi, di lavori pubblici, servizi e assistenze, e di sviluppare ogni risorsa naturale del paese, nella misura in cui quelle questioni non siano direttamente intraprese dall’Amministrazione. Ognuno di tali accordi dovrà provvedere che nessun profitto distribuito da detta agenzia, direttamente o indirettamente, ecceda un ragionevole rateo di interesse sul capitale, ed ogni ulteriore profitto venga utilizzato da questa per il beneficio del paese in una modalità approvata dall’amministrazione.
            ART. 12. Al Mandatario sarà affidato il controllo delle relazioni estere della Palestina e il diritto di emettere exequaturs ai consoli nominati da Potenze straniere. Il Mandatario avrà anche titolo per offrire protezione diplomatica e consolare ai cittadini della Palestina fuori dai suoi limiti territoriali.
            ART. 13. Tutta la responsabilità in relazione con i Luoghi Sacri ed edifici religiosi o siti in Palestina, inclusa quella di preservare i diritti esistenti e l’assicurazione di libero accesso ai Luoghi Sacri, Edifici religiosi e siti come pure il libero esercizio di preghiera, pur garantendo le necessità di ordine pubblico e decoro, è assunta dal Mandatario, il quale sarà responsabile unicamente verso la Società delle Nazioni per tutti gli argomenti qui acclusi, purchè nulla in questo articolo prevenga il Mandatario di accedere a tali accordi nel modo che questi potrà considerare ragionevoli con l’Amministrazione allo scopo di attuare quanto previsto nell’Articolo ponendolo in effetto; e purchè sia anche previsto che nulla in questo mandato sarà interpretato come un conferimento all’autorità Mandataria di interferire con il tessuto o la gestione di santuari sacri puramente mussulmani, le immunità dei quali sono garantite.
            ART. 14. Una speciale Commissione sarà nominata dal Mandatario per studiare, definire e determinare i diritti e le rivendicazioni in connessione con i Luoghi Sacri e i diritti e le rivendicazioni correlate alle differenti comunità religiose in Palestina. Il metodo di nomina, la composizione e le funzioni di questa Commissione sarà sottoposto al Consiglio della Società per la sua approvazione, e la Commissione non dovrà essere nominata o entrare nelle sue funzioni senza l’approvazione del Consiglio.
            ART. 15. Il Mandatario dovrà verificare che completa libertà di coscienza e il libero esercizio di tutte le forme di preghiera, soggetti solo al mantenimento dell’ordine pubblico e della morale, siano completamente assicurate. Nessuna discriminazione di qualsiasi tipo dovrà essere fatta fra gli abitanti della Palestina sulla base di razza, religione o lingua. Nessuna persona dovrà essere esclusa dalla Palestina sulla sola base del suo credo religioso.
            Il diritto di ogni comunità di conservare le proprie scuole per l’educazione dei propri membri nel suo proprio linguaggio, conformandosi alle necessità educazionali di natura generale come l’Amministrazione potrà imporre, non dovrà essere negato o danneggiato.
            ART. 16. Il Mandatario sarà responsabile per esercitare una supervisione sugli enti religiosi o di questua di tutte le fedi in Palestina come può essere necessario per il mantenimento dell’ordine pubblico e del buon governo. Soggetta a questa supervisione, nessuna misura sarà presa in Palestina per ostruire o interferire con l’intrapresa di questi enti o di discriminare nessun loro rappresentante o membro sulla base della sua religione o nazionalità.
            ART. 17. L’Amministrazione di Palestina può organizzare su una base volontaria le forze necessarie per la preservazione della pace e dell’ordine, e anche per la difesa del paese, soggette, tuttavia alla supervisione del Mandatario, ma non potrà usarle per scopi diversi da quelli sopra specificati, salvo il consenso del Mandatario. Eccetto che per tali scopi, nessuna forza militare, navale o aereonautica sarà allestita o sostenuta dall’Amministrazione di Palestina.
            Nulla in questo articolo precluderà l’Amministrazione di Palestina dal contribuire al costo del sostentamento delle forze del Mandatario in Palestina.
            Il Mandatario avrà sempre il diritto di usare strade, ferrovie e porti della Palestina per il movimento di forze armate e il trasporto di carburante e rifornimenti.
            ART. 18. Il Mandatario si assicurerà che non ci siano discriminazioni in Palestina verso I cittadini di qualsiasi stato Membro della Società delle Nazioni (incluse le società incorporate sotto le sue leggi) così come in comparazione con quelle del Mandatario o di qualsiasi stato estero nelle questioni concernenti la tassazione, il commercio o la navigazione, l’esercizio di industrie o professioni, o nel trattamento di navi mercantili oppure di aerei civili. Similmente, non ci saranno discriminazioni in Palestina di merci originate o destinate verso ognuno di detti stati, e ci sarà libertà di transito sotto condizioni eque in tutta l’area mandataria. Soggetto a quanto prima detto e alle altre disposizioni di questo mandato, l’Amministrazione di Palestina, potrà su consiglio del Mandatario, imporre tasse e diritti doganali come questa potrà considerare necessari e agire come penserà meglio per promuovere lo sviluppo delle risorse naturali del paese e per salvaguardare gli interessi della popolazione. Questa potrà anche, su consiglio del Mandatario, concludere uno speciale accordo doganale con qualsiasi stato il cui territorio nel 1914 fosse interamente incluso nella Turchia asiatica o l’Arabia.
            ART. 19. Il Mandatario potrà aderire per conto dell’Amministrazione di Palestina ad ogni convenzione internazionale generale già esistente o che potrà essere essere conclusa da qui in poi con l’approvazione della Società delle Nazioni, rispetto al traffico di schiavi, il traffico di armi e munizioni, oppure al traffico di stupefacenti, o in relazione all’equità commerciale, la libertà di transito e di navigazione, navigazione aerea e la comunicazione postale, telegrafica e senza fili o la proprietà artistica, letteraria e industriale.
            ART. 20. Il Mandatario coopererà in nome dell’Ammministrazione di Palestina, per quanto le condizioni religiose, sociali come pure altre condizioni possano permettere, nell’esecuzione di ogni politica comune adottata dalla società delle Nazioni per la prevenzione e la lotta contro le malattie, incluse malattie delle piante e degli animali.
            ART. 21. Il Mandatario assicurerà la promulgazione entro dodici mesi da questa data, e assicurerà l’esecuzione di una legge sulle Antichità basata sulle seguenti regole. Questa legge garantirà equità di trattamento in materia di scavi e ricerca archeologica ai cittadini di tutti gli stati Membri della Società delle Nazioni.
            (1) “Antichità” significa qualsiasi costruzione o prodotto dell’attività umana precedente l’anno 1700 d.C.
            (2) La legge per la protezione delle antichità dovrà procedere incoraggiando piuttosto che con le minacce.
            A ogni persona, la quale avendo scoperto un’antichità senza essere provvisto di autorizzazione di cui al paragrafo 5, riporti la stessa a un ufficiale dell’ufficio competente, sarà assegnato un premio congruo con il valore della scoperta.
            (3) Nessuna antichità può essere smaltita ad eccezione che presso l’ufficio competente a meno che l’ufficio competente rinunci a detta antichità.
            Nessuna antichità può uscire dal paese senza una licenza di esportazione da parte di tale ufficio.
            (4) Ogni persona la quale con malizia o negligenza distrugga o danneggi un’antichità sarà passibile di una penalità da stabilire.
            (5) Nessuno sgombro di terreno o scavo con lo scopo di trovare antichità sarà consentito, e soggetto a pena pecuniaria, ad eccezione delle persone autorizzate dall’ufficio competente.
            (6) Equi termini saranno fissati per l’espropriazione, temporanea o permanente, di terreni i quali potrebbero essere di interesse storico o archeologico.
            (7) L’autorizzazione allo scavo sarà concessa solo a persone le quali presentano sufficienti garanzie di esperienza archeologica. L’Amministrazione di Palestina non dovrà, nel concedere queste autorizzazioni, agire in modo tale da escludere studiosi di ogni nazione senza buoni motivi.
            (8) I proventi degli scavi saranno divisi tra coloro che eseguono gli scavi e l’ufficio competente nelle proporzioni fissate dall’ufficio. Se la divisione sembra impossibile per ragioni scientifiche, l’autore dello scavo riceverà una giusta indennità in luogo di una parte di quanto ritrovato.
            ART. 22 . Inglese, Arabo e Ebraico saranno I linguaggi ufficiali della Palestina. Ogni dichiarazione o iscrizione in Arabo su francobolli o denaro in Palestina dovrà essere ripetuta in Ebraico e ogni dichiarazione o iscrizione in Ebraico dovrà essere ripetuta in Arabo.
            ART. 23. L’amministrazione di Palestina riconoscerà I giorni sacri delle rispettive comunità in Palestina come giorni di riposo legali per i membri di dette comunità.
            ART. 24. Il Mandatario presenterà al Consiglio della Società delle Nazioni un rapporto annuale che soddisfi il consiglio, così come le misure prese nel corso dell’anno per l’attuazione delle disposizioni del Mandato. Copie delle leggi e dei regolamenti promulgati o rilasciati durante l’anno dovranno essere comunicati con il rapporto.
            ART. 25. Nei territori posti fra il Giordano e il confine est della Palestina come in definitiva determinato, il Mandatario avrà la capacità, con il consenso del Consiglio della Società delle Nazioni, di rinviare o rifiutare l’applicazione di quelle disposizioni di questo mandato come questi potrebbe considerare inapplicabile alle condizioni locali esistenti, e di fare disposizioni tali per l’amministrazione dei territori come questi può considerare adatto a quelle condizioni, purchè nessuna azione venga intrapresa che sia incoerente con le disposizioni degli articoli 15, 16 e 18.
            ART. 26. Il Mandatario concorda che, se qualsiasi disputa dovesse emergere tra il Mandatario e un altro membro della Società delle Nazioni in relazione all’interpretazione o all’applicazione delle disposizioni del mandato, tale disputa, se questa non può essere composta con la negoziazione, dovrà essere sottoposta alla Corte Permanente di Giustizia Internazionale prevista dall’articolo 14 del Patto della Società delle Nazioni.
            ART. 27. Il consenso del Concilio della Società delle Nazioni è richiesto per qualsiasi modifica dei termini di questo mandato.
            ART. 28. In caso di terminazione del mandato qui conferito al Mandatario, il Consiglio della Società delle Nazioni dovrà fare accordi tali come può essere ritenuto necessario per salvaguardare in perpetuo, sotto la garanzia della Società, i diritti garantiti dagli Articoli 13 e 14, e userà la sua influenza per assicurare, con la garanzia della Società, che il Governo di Palestina onorerà gli obblighi finanziari incorsi dall’Amministrazione di Palestina durante il periodo del mandato, inclusi i diritti dei dipendenti pubblici alla pensione e le gratifiche.
            Il presente strumento sarà depositato in originale negli archivi della Società delle Nazioni e copie certificate dovranno essere inoltrate dal Segretario Generale della Società delle Nazioni a tutti I Membri della Società.
            Redatto a Londra il giorno ventiquattro di luglio, millenovecentoventidue.

          • Nathan Barur

            Con la pubblicazione del testo del mandato di palestina, credo di averle dedicato più del tempo necessario. Non credo che uno come Lei questo faccia qualche differenza ma può sempre accadere che altri in buonafede leggano. Stia meglio!

          • Italo Balbo

            Non ha pubblicato nulla se non la sua mendace interpretazione, che non ha nulla a che vedere con la realtà e la Storia. Chi legge in buona fede lo sa. Auguri.

          • Nathan Barur

            Vedo che il preambolo è rimasto ma i 28 articoli del mandato sono scomparsi. Prima ho creduto fosse un problema di link e allora ho inserito il testo ma è scmparso anche questo. Evidentemente la cosa non vi interessa. Vi lascio alla compagnia di Italo Balbo che è il tipo di lettore che fa per voi.

          • Zeneize

            Sappiamo tutti leggere e quella roba è ampiamente disponibile online. Il risultato della mia analisi super partes è che sei un povero mentecatto e che faresti bene a succhiar belini invece che scrivere sciocchezze.

        • Nathan Barur

          Come precisazione, nemmeno troppo doverosa, la convenzione USA/UK fu voluta dagli USA per ovviare al fatto di non essere membro della Società delle Nazioni e quindi non soggetto firmatario del trattato. Con la convenzione gli USA veniva ad assumersi oneri e onori del Mandato di Palestina proprio come un qualsiasi altro membro della Società delle Nazioni.

          • Italo Balbo

            Ridicolo. Nulla del genere è mai accaduto.

      • Maria

        La ringrazio di tutto cuore per la sua ottima enunciazione storica. E inutile parlare e discutere con queste persone imbevute di odio e di pregiudizi contro israele e gli ebrei. Per anni tenni conferenze sulla nascita di Eretz Israele e documenti sul focolare giudaico ma pochi accettarono le spiegazioni nonostante fop errore fossi stata sostenuta da valenti professori e da superstiti della shoa. AM ISRAEL HAI Maria

      • Zeneize

        Hai già raccontato queste storie, provando a dare interpretazioni faziose sul diritto internazionale. Smetti di sporcare il forum con queste cretinate.

    • Maria

      Nel 1947 il suo ben citato ONU allora era UN=United Nations decise la partizione di due stati uno per gli Arabi e l altro per gli ebrei. Gli Arabi rifiutarono e dichiararono la guerra nel 1948. I superstiti della shoa=olocausto dovettero far fronte ancora ad un trauma spaventoso!!! Nel 12917 La dichiarazione del Bal Bou error DALFOUR errore ho il computer che fa le bizze.Maria

      • Italo Balbo

        12917 ? Hai bevuto !

        • Maria

          Ho un computer scassatissimo di non mia proprieta che fa le bizze per tua conoscenza mi hanno promesso per settembre uno nuovo doi zecca O.K.??? Ora ti rinfresco la memoria facendo un riassunto storico degli avvenimenti basati su archivi documentati e riconosciuti da tutta l Europa. Inoltre vorrei aggiungere che tu usi uno pseudo nome di Ir errore Italo Balbo poiche il tuo spirito si e incarnato o meglio la tua ideologia politica fascista in questo orrendo personaggio. Balfour avvenne nel 1917!!!!!! Alllora il defunto italo balbo fu un grandissimo politico fascista che inseguito divento comandante generale della MILIZIA VOLONTARIA FASCISTA. Il 28 giugno t ricorre l anniversario del suop abbattimento fatto per errore dalla contraerea italiana. Mussolini fu il primo a sostenere la resistenza palestinese!!!! Lo sapevi??? Ci sono documenti storici d archivio!!! Falli a consultare. Infatti riassumo i fatti per non essere prolissa Ebbene oltre70 anni fa nel piu segreto l Italia fascista si adoperava validamente nel tentativo di sostenere gli Arabi di Palestina. Ma non si trattava solodi un appoggio politico ma di un autentico sostegno materiale. Dagli archivi del ministero degli esteri italiano emerge che che fra il 10 settembre del 1936 e il 15 giugno del 1938 il governo fascista di Roma verso a Hajj al-Hz error Husayni gran mufti di Gerusalemme ed amico di Hitler che guidavala rivolta la somma di 138.000 sterline davvero considerevole per quell epoca. Ma non e tutto finito quipoicheil ministero della guerra italiano aveva preparato in deposito materiale bellico per il programma della prima intifada e che consisteva in 4,248 fucili di produzione belga con 7,000,000 di cartucce 40 mitragliatrici S. Etienne con 4,000 colpi per arma 25 tonnellate di dinamite 150,000 inneschi e 150,000 metri di miccia. Inoltre Mussolini aveva addestrato personale addestrato per avvelenare l acquedotto di Tel Aviv. Ma Londra fu indirettamente colpevole dell attrito tra Arabi ed ebrei poiche giocava su due tavolli errore tavoli facendo promesse sia agli arabi che ad ebrei. A causa dell avvento al potere di Hitler e l Europa soggiogata ed in parte affascinata dal nazismo costrinse moltissimi ebrei ad emigrare in O Palestina ma i nazionalisti palestinesi non accettarono l arrivo di questi disperati fuggiti dalla morte. Vorrei aggiungere poiche l ho omesso di citarlo che dopo la dichiarazione di Balfour e la creazione di un focolare per ebrei dopo le continue persecuzioni gia nel 1929 esattamente nel mese d agosto gli arabi massacrarono senu r errore senza pieta la comunita ebraica di ebron facendo 67 morti. La comunita spari e solo dopo il 10 errore il 1967 riusci ma molto ridotta a ricompattarsi ma sempre sotto attacchi terroristici da parte dei Palestinesi che con il trattato di Oslo I e Oslo II passo sotto giurisdizione palestinese ma la guerra continua. Nel lontano 1896 nacquero a Parigi associazioni arabe pro Palestina formate dal nazionalista egiziano Mustafa Kamil associatosi con organizzazioni siriane e libanesi mentre a Instabul nasceva un associazione rivoluzionaria al Ahd. Ho omesso molte date storiche per mancanza di spazio. Per capire l attuale situazione mediorientale bisogna consultare le alleanze e i progetti bellicosi ma proseguiro nelle mie informazioni storiche quando avro la possibilita e l occasione favorevole.Maria

          • Italo Balbo

            Il computer non di tua proprietà ? Proprio tirchi i tuoi datori di lavoro che puzzano di kosher !

          • Maria

            Non sono tirchi poiche aiutiamo sul luogo i bambini curdi minacciati dai turchi secondariamente mi trovo in mezzo ai curdi quindi ripassati la storia fanatico fascistone della repubblica di Salo!!!!!! Maria

      • Zeneize

        È un computer particolarissimo, che a volte si dimentica di scrivere le negazioni. Per esempio, tu hai scritto “non mi sono laureata a Eton” ma il computer ha scritto “mi sono laureata a Eton”. È un bug davvero interessantissimo.

  • Ling Noi

    Hahaha, come se una faina fa un giro dei pollai dicendo alle galline che vuole fare la “pace del secolo”.

  • johnny rotten

    I sionisti parlano di pace dopo un secolo di massacri? loro intendono pulizia etnica quando dicono pace.

  • alberto_his

    Un piano promosso da Kushner e Greenblatt non può essere che una farsa, una montatura di parte apertamente pro-Israele. Non so se Bin Salman sia ancora tra i vivi (o quanto possa rimanerlo), ma l’asse del male che va consolidandosi è quello USA-IL-SA

  • pierluigi

    “i palestinesi si trovano forse in condizione di dettare regole? Sono sempre più isolati a livello internazionale e anche il mondo sunnita guidato dall’Arabia Saudita … non sembra più tanto interessata alla causa palestinese”

    Dell’Omo ma dove vive? Nel tabernacolo di una sinagoga di Tel Aviv? In uno schedario della redazione del Jerusalem Post? Nell’ultima votazione in assemblea generale Onu sulle violenze israeliane a Gaza, conclusasi con una solenne CONDANNA di Israele, i voti favorevoli sono stati CENTOVENTI! I contrari solo OTTO: Israele, Stati Uniti, Australia, Isole Marshall, Micronesia, Nauru, Isole Salomone e Togo.
    Ad essere isolati come MAI nella Storia sono proprio i sionisti, al di qua ed al di là dell’oceano.
    Per quanto riguarda poi il mondo sunnita “guidato dall’Arabia Saudita”, il Suo refuso (interessatA) è quanto mai emblematico: l’unicA poco interessatA alla causa palestinese è l’Arabia Saudita (e forse nemmeno tutta, a giudicare dalle fucilate che Bin Salman riceve se esce dal palazzo); il MondO sunnita, Turchia in testa, è TUTT’ALTRO che disinteressatO, e le piazze della Giordania rumoreggiano fino a far tremare il trono dell’utile idiota di Sion Abd Allah; i sunniti di Hamas hanno già riconosciuto l’Iran come DIFENSORE della causa palestinese, e la prospettiva di un’intesa TRASVERSALE tra sunniti e sciiti a FAVORE dei palestinesi e CONTRO Israele è lí che allunga tutta la sua CONSIDEREVOLE ombra sul medioriente.

  • pierluigi

    redazione: ri-scrivo il commento incredibilmente RIMOSSO, modificando l’UNICA parola che POTREBBE aver causato la rimozione, ma chiedendo eventualmente l’applicazione di criteri piú “RAGIONATI” per censure “postume” (e quindi frutto di interventi “umani” e non dell’immediata azione di un robot); “utile idi0ta” NON è turpiloquio.
    Grazie.

    i palestinesi si trovano forse in condizione di dettare regole? Sono sempre più isolati a livello internazionale e anche il mondo sunnita guidato dall’Arabia Saudita … non sembra più tanto interessata alla causa palestinese

    Dell’Omo ma dove vive? Nel tabernacolo di una sinagoga di Tel Aviv? In uno schedario della redazione del Jerusalem Post? Nell’ultima votazione in assemblea generale Onu sulle violenze israeliane a Gaza, conclusasi con una solenne CONDANNA di Israele, i voti favorevoli sono stati CENTOVENTI! I contrari solo OTTO: Israele, Stati Uniti, Australia, Isole Marshall, Micronesia, Nauru, Isole Salomone e Togo.
    Ad essere isolati come MAI nella Storia sono proprio i sionisti, al di qua ed al di là dell’oceano.
    Per quanto riguarda poi il mondo sunnita “guidato dall’Arabia Saudita”, il Suo refuso (interessatA) è quanto mai emblematico: ad essere poco interessatA alla causa palestinese, in realtà, è SOLO l’Arabia Saudita (e forse nemmeno tutta, a giudicare dalle fucilate che il terzo “compagno di giochi” di Netanyahu e Kushner, il principe Bin Salman, riceve se esce dal palazzo); il MondO sunnita, Turchia in testa, è TUTT’ALTRO che disinteressatO, e le piazze della Giordania rumoreggiano fino a far tremare il trono dell’utile idi0ta di Sion Abd Allah; i sunniti di Hamas hanno già riconosciuto l’Iran come DIFENSORE della causa palestinese, e la prospettiva di un’intesa TRASVERSALE tra sunniti e sciiti a FAVORE dei palestinesi e CONTRO Israele è lí che allunga tutta la sua CONSIDEREVOLE ombra sul medioriente.

  • Nathan Barur

    Il degenerato che ha deciso che i miei post storici dovessero essere soppressi è un mascalzone. Ho le copie fotografiche dei contenuti, quindi mascalzone ladro di opinioni e post altrui , sei un uomo da nulla uno scarto e per giunta disonesto e ora, ladro e mascalzone vediamoci in tribunale e ti farò piangere tutte le tue lacrime. Per l’imbecille che state proteggendo come e peggio di mafiosi, i testi pubblicati sono testi storici e non interpretazioni. L’imbecille, prima dice che i documenti non esistono e poi, quando gli si sbatte in faccia il testo, le chiama interpretazioni. Mascalzoni, vediamo se in tribunale capitere cosa è la libertà.

    • Zeneize

      Non agitarti, che è quasi ora di andare al lavoro. O ti abbiamo fatto così arrabbiare che stasera non succhi?

  • Nathan Barur

    Buffoni degenerati, cosa lasciate a fare i commenti di italo balbo? Commenti su cosa? Sul vuoto spinto? Siete indegni del giornalismo, siete una vergogna per la libertà di espressione…mi fate ribrezzo per la minaccia contro la libertà. Spero che il tribunale vi insegni a vivere anche se è difficile ipotizzare che gentaglia che fa ciò che avete fatto voi sia degna di tale diritto

  • Nathan Barur

    Non avete neanche il coraggio delle vostre ignobili azioni e dai vili che siete, impedite a chi denuncia il vostro comportamento di essere letto; mi fate ribrezzo!

  • Nathan Barur

    Tutto fotografato…