1530094774-trimp

L’Italia divisa tra superpotenze:
l’America vuole escludere la Cina

L’Italia torna al centro del Mediterraneo e dei giochi per il suo controllo. Le grandi potenze mondiali hanno capito che questo governo può essere un’opportunità per tutti. E cominciano a giocare a carte scoperte per mettere Roma nel proprio blocco. Ma l’Italia da che parte sta? E, soprattutto, per quanto tempo possiamo continuare a essere i grandi equilibristi dell’Europa mediterranea?

Salvini con Bolton

Le ultime ore danno un quadro abbastanza chiaro del difficile gioco italiano. Ma anche delle molteplici anime che convivono all’interno del governo Lega-5 Stelle.

Matteo Salvini ha incontrato John Bolton a Roma ribadendo l’assoluta fedeltà dell’Italia agli Stati Uniti d’America. Un incontro che lo stesso ministro dell’Interno ha descritto così sul suo profilo Facebook: “Piena condivisione sui temi della lotta all’immigrazione clandestina e del terrorismo, a conferma del rapporto di amicizia e lealtà che lega Italia e Stati Uniti”.

Non è un mistero che questo governo piaccia agli Stati Uniti. La benedizione di Donald Trump a Giuseppe Conte è arrivata da tempo. E sembra che l’amministrazione americana abbia trovato proprio nell’esecutivo italiano quella spina nel fianco dell’Unione europea cercata in questi mesi.

Anche sul tema delle aperture alla Russia, il premier italiano e il presidente Trump si trovano sulla stessa lunghezza d’onda. A Washington ritengono che l’Italia possa essere utile anche a questo scopo. Possiamo essere un ponte. Certo, questo non significa lasciarci carta bianca. Ma all’interno della cornice creata dalla Casa Bianca, l’Italia può ritagliarsi uno spazio più autonomo anche sul fronte di Mosca, dove i legami sono molto buoni.

Toninelli apre alla Cina

Se Salvini riceve il Consigliere per la Sicurezza nazionale americano, Danilo Toninelli, ministro delle Infrastrutture, è invece intervenuto in diretta video al convegno “Belt&Road Initiative” a Milano parlando in maniera entusiasta della Cina. Il ministro ha definito la Nuova Via della Seta come “una sfida di livello planetario, una frontiera che può e deve vedere l’Italia protagonista in prima linea rispetto alle tante opportunità che ci si presenteranno davanti”.

Il ministro, in quota Cinque Stelle, ha detto che “la nuova Via della Seta è l’appuntamento che deve vederci al centro della scena e non ai margini”, ed ha concluso confermando “il massimo impegno da parte mia e del mio governo” al fine di portare l’Italia al centro del progetto mediterraneo de grande progetto cinese.

Un’apertura importante, nel solco dei precedenti governi. L’Italia è da sempre al centro delle strategia cinesi in Europa, con i porti di Trieste e Genova considerati come le ancore italiane del progetto della Nuova Via della Seta.

L’Italia al centro della sfida Usa-Cina

Anche in questo si evince l’anima molteplice d’Italia. Giochiamo sull’orlo dello scontro tra superpotenze. Ma potrebbe arrivare presto la “resa dei conti”.Non siamo in un’epoca di equilibrismi: gli Stati Uniti di Trump sono diventati molto esigenti. A Washington non c’è più una strategia di compromesso. Il motto sembra essere “o con noi o contro di noi”. E l’hanno dimostrato in molte crisi internazionali.

La Cina è considerata dagli Stati Uniti un avversario strategico. E questa può essere una chiave di lettura per capire perché gli Stati Uniti abbiano di nuovo posto l’Italia al centro della loro strategia. Non solo benevolenza nei confronti del governo, ma soprattutto pragmatismo. L’America non vuole la Cina in Europa. E un’Italia al centro delle strategie cinesi per il Mediterraneo preoccupa gli interessi statunitensi, che considerano la Nuova Via della Seta un pericolo molto serio.

La guerra commerciale fra Washington e Pechino passa anche per la sfida per l’Europa. La Nuova Via della Seta è un progetto faraonico che non è solo economia, ma soprattutto legami politici. E la Casa Bianca non vuole assistere alla crescita di Pechino nel Mediterraneo dopo che ha già posto solide basi in Grecia e Spagna e nel Nordafrica. E l’impressione è che da Washington ci stiano richiamando all’ordine.

  • Federico

    Ci interessa la sicurezza dell’Italia, facciamo lavorare gli africani invece dei cinesi. Togliamo la Libia dalla nefasta inflenza francese, sia per noi che la LIbia staessa.

    • Pelzen

      Togliere la Libia ai francesi vorrebbe dire, oggi, un guerra (vera) contro la Francia e gli anglo-americani. Abbiamo avuto quella canaglia di napolitano come il maggior sostenitore della disfatta di Gheddafi seguito dal branco di laidi pecoroni e adesso vorremmo riprendercela? Se fossi libico non esiterei a colpire tutti gli italiani che mi capitassero a tiro.

      • Federico

        Per favore non faccia il solito italiano che rema contro la propria Patria. I libici sanno benissmo che l’Italia non sfrutta i popoli come i francesi ma che li aiuta ad essere liberi. La guerra ce la fanno loro e noi dovremmo pure ringraziarli secondo Lei ! Ci sono tanti modi di contrastare i francesi e possiamo trovare tanti alleati perché i francesi si fanno anche tanti nemici. prima di tutto ripristinare i confini libici mandanto un bel pò di soldati sul posto e magari anche insieme ad altri paesi. Poi la Francia ha interessi da noi, possiamo congelare i loro averi e possiamo anche perseguire Sarkozy al Tribunale. Penale Internazionale tanto per avere da che contrattare contro i francesi. gli angloamericani non vedono di buon occhio la troppo forte Potenza francese, Obama e Clinton non ci sono più per fortuna! Possiamo federare tanti paesi contro l’egemonia francese nefasta in Europa ed in Africa, certo non bisogna sottovalutarsi prima di iniizare.

        • Pelzen

          posso convenire, ma chi sarebbero quelli capaci di fare? Nessuno! Perché, come detto, gli italiani, oggi, sono pavidi, infami, voltagabbana per definizione gentica, purtroppo,.

          • Federico

            Il problema è che non sono ai livelli di comando, oppure non fanno rete come gli infami. È chiaro che con gente come Conte o Fico non andiamo da nessuna parte.

      • luigirossi

        L’Italia,caro POTIER,è in grado di fare un discorso molto chiaro a Parigi:tu tocca le Libia e..PARIBAS,LACTALIS,EDISON,MEDIOBANCA,CREDIT AGRICOLE FUFFF….VIA!

      • Luca Campolongo

        Pensi che gli angloamericani c’è l’hanno a morte con la francia e hanno riportato la portaerei Truman nel mediterraneo. Forse le è sfuggito che a Washington ora siede Trump e non killary.

        • Pelzen

          Non è Trump o altro cialtrone che decide, ma la sempre presente Inghilterra. Loro, i vaccari, sono solo mano d’opera bruta.

    • Occhio

      Gli africani lavorano in Africa, magari contenendo i migranti cinesi.

      • Federico

        volevo dire investire in Africa per fare produrre loro, a casa loro, tanti prodotti che attualmente compriamo in Cina.

        • Occhio

          Concordo.

  • potier

    c’è solo da augurarsi di come questa relativa e forse probabile apertura nei confronti dei pirati e predoni russi non sia soltanto un dare a senso unico ! nel senso che esso avrebbe una logica e un senso soltanto se la controparte cedesse o comunque desse qualcosa in cambio … viceversa sarebbe soltanto una logica del dare e del concedere senza avere nulla in cambio.
    allora sarebbe del tutto e soltanto controproducente ! e non risolverebbe in alcun nodo le cose ma anzi recherebbe un danno enorme, e sarebbe un cedimento, un premio e un incoraggiamento nei confronti di una classe dirigente russa la quale ha pienamente dimostrato fino ad oggi di agire in modo del tutto subdolo, vile, e infido infischiandosene di un sia pur minimo senso di lealtà alla parola data, delle promesse dei trattati firmati e controfirmati ecc ecc … staremo un po a vedere queste varie amministrazioni americane e occidentali se anche questa volta avranno ceduto a quelli che sono i nostri sacrosanti principi fondanti della nostra civiltà occidentale e sanciti a partire dal 1945 …

    • Ling Noi

      Sei sicuro di non avere l’Alzheimer?

    • luigirossi

      @disqus_FRRBAA8Zcp:disqus
      INNANZITUTTO SI DICE UN PO’, ABBREVIATIVO DI POCO
      .LA CIVILTA’ OCCIDENTALE COME LA CHIAMI TU HA BOMBARDATO LA LIBIA PER RAPINARLA ALL’ITALIA,E NON C’E’ NEPPURE RIUSCITA,E TIENE LA LEGIONE IN AFRICA PER DERUBARE GLI AFRICANI E MANDARLI IN ITALIA.QUANDO PARLI DI CIVILTA’,SEI COME DRACULA CHE PARLA DI SANGUE.

  • Pelzen

    Sarà come scritto, ma l’Europa ha confermato le sanzioni per la Russia: ennesima inutile stupidità dei burocrati europei, italia compresa.

    • Occhio

      Ci sono anche le sanzioni russe. I russi ci sanzionano? Allora non compriamo più gas russo!

      • luigirossi

        LA FARSA DELLE SANZIONI FINISCE IL 1 -1 -Termiarla in Giugno non aveva senso.In Gennaio19.mettiamo il VETO.

        • Pelzen

          ma che cosa stai dicendo! Aria nuova regole nuove, no che si parte dal 2019 e nel frattempo mettiti a 90° che spingo !

          • luigirossi

            Quando si spinge uno spillo i rischia di bucarsi,imbecille

  • L’ultimo dominatore del web

    L’obiettivo primario è ristabilire l’ordine in Libia, con un governo filoitaliano – antifrancese, magari con la scusa della lotta al terrorismo gli USA ci daranno una mano.

  • luigirossi

    Avrei una domanda:questa protezione di cui godiamo in US a che serve?A tenere i carri armati di Brezhnew a bada?

  • Gino Labriola

    IL fatto che l’Italia dialoghi con Usa e cinesi è un vantaggio per tutti. Gli Usa non andranno da nessuna parte se pensano di distruggere commercialmente la Cina o militarmente la Russia, non ne hanno più la forza, piuttosto “useranno” l’Italia come prezioso alleato in grado di farli dialogare con tutti e calmierare gli interessi degli attori in gioco. In conclusione ha fatto bene Salvini e, altrettanto, ha fatto bene Toninelli; questo governo, per ora, si sta muovendo benissimo.

    L’Italia deve tornare ad essere l’ago della bilancia del Mediterraneo e non deve mai più accadere di essere trattati come “scendiletti” da nostri presunti alleati, in particolare mi riferisco al bombardamento della Libia durante il governo Berlusconi.

    • Gian Franco

      vallo a dire a Trump questo..

  • montezuma

    L’Italia deve fare i suoi interessi senza esitazione parlando con Trump e Putin prima che con l’UE. Inoltre pensare ai suoi interessi commerciali a … testa bassa, incluse la Fed. Russa e la Cina. Come fanno tutti.La prospettiva di una ITEXIT è terrificante per l’UE a cominciare dalla Germania. Gli obiettivi nazionali vanno perseguiti!

  • Gian Franco

    verrà la purga anche per voi da Trump il vostro amato.

  • Gioachimo Liera

    La Cina ha già individuato inoltre l’Etiopia…con i suoi prestiti Exim banca mondaiale cinese…per la realizzazione in accordo con Etipia e Italia dei bacini idroeletrrici pet la produzione di Energia elettrica e iniziative copiose industriali.