Missione italiana in Niger (ilGiornale)

Tra Roma e Parigi è guerra d’Africa
E ora l’Italia sfida Macron in Niger

La guerra diplomatica fra Francia e Italia va ben al di là del confine della Libia. È più a sud, in Niger, che pulsa il cuore del fenomeno migratorio, ma anche il vero grande centro d’interesse europeo nel Sahel. Europeo ma anche americano. Gli Stati Uniti hanno da tempo i loro soldati in territorio nigerino (la morte dei quattro Berretti verdi lo ha dimostrato in maniera inequivocabile) e stanno costruendo una base per i droni nei pressi di Agadez, la Niger Air Base 201, per 110 milioni di dollari.

L’Italia è sempre stata considerata una potenza marginale, se non del tutto esclusa, dal Niger. La Francia, sia per il passato coloniale sia per le migliaia di unità presenti in quel territorio con l’operazione Barkhane, ha sempre avuto il pieno controllo della situazione.

Ma le cose stanno cambiando: gli europei hanno capito che per bloccare il flusso dei migranti e tutti i traffici che esso comporta, devono andare in Niger. Parigi ha più volte chiesto a Washington un aiuto: truppe francesi e quelle del G-5 Sahel non bastano. Ma su una missione italiana, hanno sempre posto il veto. Tanto che Macron ha preferito avere il supporto britannico piuttosto che quello italiano.

Soltanto che adesso la situazione è cambiata. E l’Italia, che da molti mesi ha deciso di far partire una missione in Niger, sembra intenzionata a tirare dritto. La sfida per il controllo dei flussi migratori passa, inevitabilmente, per quel Paese. Avere la Libia dalla propria parte è un bene. Ma riuscire a controllare il flusso prima che migliaia di persone arrivino sul suo libico, sarebbe una conquista decisamente più importante.

Il ministro della Difesa Elisabetta Trenta lo ha ribadito alcuni giorni fa al Senato, sia in Commissione Esteri che in Commissione Difesa. “La missione in Niger è assolutamente importante, è da lì che passano i flussi migratori. Vorremmo riuscire a farla partire, abbiamo bisogno del consenso del governo, vorremmo essere sicuri di averlo, dopodiché siamo disponibili a settare la missione come ci viene richiesto”. 

È quello il fianco Sud della Nato: è lì il vero confine degli interessi europei. Ed è fino a lì che si estende il Mediterraneo allargato, quella grande area geopolitica di cui avremo la cabina di regia insieme agli Stati Uniti, come confermato da Giuseppe Conte dopo l’incontro con Donald Trump.

La missione italiana in Niger, come spiegava a giugno Fausto Biloslavo per Il Giornale, “è una missione fantasma partita male, che sta proseguendo peggio in una specie di stallo soprattutto politico”. Questo stallo sembra essere finito in questi giorni, complice la volontà del governo di insidiare l’ascesa di Emmanuel Macron in Nordafrica.

Ma è soprattutto la benedizione di Washington al ruolo di Roma in quell’area a poter essere il vero scatto per la missione. I soldati della Missione bilaterale di Supporto nella Repubblica del Niger (Misin), guidati dal generale di brigata Antonio Maggi, potrebbero quindi essere non più poche decine. E si torna a parlare di una vera base italiana, probabilmente a ridosso del confine con la Libia. Finora, le nostre truppe sono di stanza nella base statunitense.

L’Italia intanto ha iniziato a tessera la sua trama con il governo del Niger attraverso una diplomazia particolare ma molto utile: quella degli aiuti umanitari. Ad aprile, un Boeing Kc-767 dell’Aeronautica Militare ha portato a Niamey il primo carico di medicinali. E pochi giorni fa è arrivato un altro aereo, un C-130J con un carico di circa sette tonnellate di farmaci, presidi medici e un sistema per la depurazione dell’acqua. Gli aiuti umanitari arrivati in questi giorni e donati dal ministero degli Esteri e dal ministero della Difesa sono parte degli accordi Roma e Niamey per l’emergenza colera, che sta colpendo la popolazione nigerina.

La penetrazione nelle trame nigerine e del Sahel passa anche attraverso questo tipo di accordi, che sono politici prima ancora che umanitari. E per noi è fondamentale. L’arrivo della task force italiana a Ghat, città libica dove si incrociano i confini di Libia, Niger e Algeria, è un altro tassello. L’Italia si sta muovendo e questo, evidentemente, non piace a Parigi, che con i suoi 4mila uomini della Barkhane considera il Sahel terra di sua stretta sorveglianza. Ma le cose stanno cambiando. E Macron non è più apprezzato come un tempo a Washington.

  • Menono Incariola

    Mmmm… ATTENZIONE E OCCHI BEN APERTI!! Molto spesso, nel corso della Storia, interventi Italiani in teatri mondiali sono costati uomini e mezzi, spesi a favore di quei Paesi che poi hanno giudicato quegli stessi interventi come UN GIRO DI VALZER, che non si puo` negare ad UNA DEBUTTANTE. Per intervenire in aree come quella, ci vuole in primis una MENTALITA` COLONIALISTA che noi facciamo di tutto per non voler ammettere, altrimenti poi ci sentiremo in dovere di farci carico di tutti i “danni collaterali” fatti nell’area da noi e da tutti gli altri insieme. Se invece ci si va con decisione e si prende il posto della Francia sempre piu` allo sbando, puo` andare, ma poi chi glielo spiega a Marine Le Pen? Onestamente vedo piu` problemi che vantaggi in un’area da tempo sotto controllo della Francia, che ne gestisce pure la moneta. Troppi galli in un pollaio.
    Meglio continuare DA SOLI a tessere la nostra tela in Libia, e realizzare li`, col loro accordo, una base italiana.

    • Zeneize

      Se quelli s’infilano in Libia, noi c’infiliamo in Niger. Non conviene a nessuno, ma vallo a dire a Sarkozy (tra l’altro un nome non propriamente francese, chissà a quale lobby appartiene).

      • Marco_Seghesio

        Esatto. Purtroppo la rovina dell’Europa sono state le contrapposte idiozie tra francesi e tedeschi.
        Se fossero stato in grado di ragionare, come tutti gli altri paesi “normali”, l’Europa sarebbe gia’ una potenza da circa un secolo.
        Quindi ai francesi, non capendo le cose solo con elementari ragionamenti, bisogna fare dei “disegnini”.

    • Franco Bernardini

      Mi sembra che i due aspetti seguiti dall’Italia – medicine e lotta ai clandestini – possano essere perfettamente accettata in Africa. A noi ciò deve bastare e lasciamo la grande politica ad altri in quanto non ne siamo, ad oggi, capaci per vari motivi.

      • Fabrizio Formica

        Ne siamo invece assolutamente capaci.Fu l’AG IP di Matteo a porre fine al regno delle sette sorelle, Aldo Moro a fare una ppolitica autonoma col PLO e Craxi a sdoganare in Europa i missili Cruise…

        • Marco_Seghesio

          Mattei.

        • montezuma

          In ogni caso, nomi di alto livello (con i loro limiti) riaspetto a certi buontemponi recenti.

      • montezuma

        Ottima considerazione.

      • Marco_Seghesio

        Se gli “altri” (cioè i francesi), sono capaci di fare “la grande politica”, in Algeria, in Vietnam, in Tunisia, a casa loro, come a Sedan, nelle Ardenne e poi ancora nella Maginot/Sedan, quindi nel Sahel, perchè ci hanno progressivamente “conquistati” dagli USA, rendendoci di tutti dei “lacchè”, francesi compresi ?
        Vedo solo grande orgoglio e poca visione comune, sia da parte dei francesi che dai tedeschi, cosa che implicava anche lasciare spazio agli paesi cosiddetto “minori”, dei quali l’Italia ne fu è ne è la capofila.
        Non a caso poteva nascere in Germania il nazismo, non solo per la stupidità dei tedeschi, ma anche per la contemporanea stupidità dei francesi, nelle cosiddette “riparazioni”, che negli anni ’20 resero il popolo tedesco letteralmente alla disperazione. E dopo il 1929 divenne vero crogiolo di questa follia nazista dei tedeschi.

    • montezuma

      Il tuo discorso è corretto per me. L’italia ha partecipato a molte missioni di stabilizzazione e pacificazione, ma senza stabilire adeguati obiettivi strategjci e politici. Pertanto missioni inconcludenti in genere. I princìpi della guerra, può non piacere, restano sempre validi. Se si interviene bisogna farlo in modo chiaro e determinato e Soprattutto, senza timore di pestare qualche piede!

    • Marco_Seghesio

      Ma forse anche i libici si aspettano di piu’ dall’Italia che, nel male, ma anche nel bene, e’ stata una lunga partner. Non e’ che possiamo lasciare i libici invasi dal Centroafrica, limitandosi a dire loro di tenerseli.

  • luigirossi

    Personalmente sono contrarissimo a questo intervento.I francesi,che non vogliono basi americane in Francia,vogliono pero’ l’intervento americano in Niger.E questo perchè li ci sono i flussi.migratori.Io di flussi non ne vedo piu’ da quando c’è Salvini.Andiamo a spendere soldi dei contribuenti per togliere le castagne dal fuoco a quei pagliacci boriosi,che “non vogliono gli italiani”.E noi stiamocene a casa

    • Bragadin a Famagosta

      analisi sballata..capita a tutti anche a lei…che invece la leggo volentieri su altri temi—

      Scipione per togliere l’assedio di Annibale a Roma ha portato le sue legioni sotto cartagine.

  • Newboyintown

    La Francia non mollerà mai il Niger perchè deve controllare le miniere di Uranio, indispensabili per il suo sistema energetico che si basa massicciamente sul nucleare.

    Dopo la crisi petrolifera del 73 la Francia puntò infatti la sua strategia di indipendenza energetica sul nucleare ed oggi hanno circa 50 reattori attivi sul suolo francese.

    • Bragadin a Famagosta

      gli possiamo rompere le uova nel paniere..e alla fine dovrà trattate con noi…

      • Marco_Seghesio

        Gliele dobbiamo rompere le uova nel paniere, perche’ la potenza nucleare francese, da sola, fa ridere i polli, come lo prova la tragica/comica portaerei “De Gaulle”, a cui non merita nemmeno il titolo americanizzato di CVN.
        Anche perche’ non e’ stato De Gaulle a fondare la marina francese e portarla al suo zenit, bensi’ fu fatta da un certo Richelieu, che certo non ha digerito, nemmeno nella sua profonda tomba, di avergli scippato il nome, originariamente a lui dedicato.

    • luigirossi

      Ma se anche mollasse il Niger,noi che ce ne faremmo?.Serve llUranio,a noi che siamo il solo paese al mondo che ha rinunciato al Nucleare?.Siamo li per fare dispetto ai francesi’ ma quegli imbecilli sanno gia’ fare dispetto a sè stessi. In Niger finiscono come in Algeria,basta aspettare.

      • winston-universe

        Unico paese al mondo senza centrali nucleari ?
        Solo in Europa ci sono molti paesi senza centrali nucleari. Portogallo, Austria, Norvegia, Slovenia, Danimarca, Croatia, Bosnia, Serbia, Irlanda, Grecia, Polonia

        • luigirossi

          Noi abbiamo rinunciato con un referendum primi al mondo,gli altri ci hanno imitato.

          • winston-universe

            Una centrale nucleare non dura in eterno, dura ca. 60-70 anni, dopo bisogna rottamarla. Rottamare una centale nucleare non è solo estremamente complesso e pericoloso ma ha anche costi stratosferici. Esperti tedeschi parlano di minimo 10 Mrd. per 1 centalie nucleare. La maggior parte delle centrali francesi sono state costruite negli 60-70.

          • Gianluca Nanni

            Ma perché no il geotermico?! Dal basso Lazio in giú abbiamo caldaie naturali a profondità di poche centinaia di metri (con l’eccellenza del golfo di Napoli dove bastano 50 m.
            L’abbiamo inventato noi poi altri paesi lo sfruttano massicciamente, mentre da noi i Verdi l’hanno contrastato per anni

          • Marco_Seghesio

            Va comunque detto che i maggiori invasi delle Alpi sono stati largamente sfruttati entro gli anni ’50, arrivando fino al tragico disastro del Vajont, evidente concepito al limite della sicurezza (come purtroppo la SADE lo confermo’ tragicamente).
            Non e’ un caso che in quel periodo (1900-1950) l’Italia guadagno’ molti punti rispetto alla Francia e alla Gran Bretagna perche’, contrariamente a loro, le sue maggiori industrie erano prossime ai maggiori invasi idroelettrici alpini. Mi pare che Mussolini defini’ l’industria idroelettrica come “carbone bianco”, per dire agli anglo-francesi che anche noi avevamo energia importante.

            Altro invece se si studia di ampliare l’energia idroelettrica per piccoli impianti, magari privati o gestiti da piccole comunita’ montane, dove le relative tecnologie variano certo di continue.

          • Adriano Verani

            Penso che le priorità siano 1) affidabilità della fornitura di energia 2) Costi di impianto e di gestione 3) Sicurezza strategica in caso di attacco. Per queste ragioni trovo molto interessante l’ultimo paragrafo del Suo scritto relativo ai piccoli impianti. A)Durante la guerra, ci sono state numerose iniziative che anche su piccoli salti hanno prodotto energia elettrica per le zone circostanti. Oggi, con la tecnologia allo stato dell’arte e con la creazione di una rete interconnessa, il ripristino di piccoli impianti autonomi potrebbe essere una soluzione non disprezzabile anche dal punto di vista di sabotaggi o attacchi. Non sono un fissato, ma come va oggi il mondo, bisogna mettere tutto in conto. 2) Ricorderà che qualche decina di anni fa, l’Enel aveva ideato un sistema di generazione elettrica adatto per le porcilaie della Padania.Il liquame delle stalle veniva coinvogliato in serbatoi sigillati dove produceva metano. Il gas veniva poi coinvogliato su un motore da 127 Fiat adattato alla combustione gassosa e con questo motore veniva azionata una dinamo che produceva energia elettrica. Naturalmente, sempre con il pensiero ai cespiti di imposte e tasse lo Stato non diede il permesso alla sua diffusione. In buona sostanza, o con quesyi mezzi o con altri più adatti, il piccolo potrebbe coprire una fascia importante della produzione di energia nazionale con uno alto standard di sicurezza.

          • best67

            era il famoso (ma sfortunato) “TOTEM”!il primo esemplare (credo) di cogeneratore!

          • best67

            c’è stato un periodo in cui l’energia prodotta con le centrali idroelettriche era quella maggioritaria.poi,i consumi sono aumentati e stranamente (dopo il vajont credo) i bacini idroelettrici sono diventati antieconomici! tutti quelli che avevano centrali nucleari in esercizio,le stanno conservando il più possibile.basti pensare alla svezia,che ne decise la chiusura con un referendum,dopo chernobyl,ma solo dopo averne ammortizzato i costi (e cambiando idea col tempo)!gli unici fessi che le hanno spente solo girando la chiave,siamo noi!e non contenti abbiamo costruito,a montalto di castro,a fianco dell’incompiuta centrale nucleare, quella mostruosità a carbone,perennemente spenta!

        • best67

          uno messo meglio di noi,senza nucleare,c’è?

  • Bragadin a Famagosta

    In Niger si gioca un’altra partita, mineraria e dei migranti frega na mazza a nessuno..ne a macron ne a noi.
    la Francia non ci considera un pari grado per cui fa la ganassa…dal 1871 … è ora di sbatterla fuori dal Mediterraneo visto che lei è solo bagnata da questo mare mentre noi ne siamo immersi…il nostro liquido amniotico…

    • Marco_Seghesio

      Io non esagererei. La Francia ha importanti terre, prospicenti al Mediterraneo e mantiene da secoli la seconda storica base di Tolone. Senza contare che il suo dipartimento della Corsica era altrettanto immerso nel Mediterraneo, rispetto alla Sardegna e alla Sicilia.

      • Bragadin a Famagosta

        la Corsica deve ritornare alla vera Madrepatria

        • Marco_Seghesio

          Sentirei prima il parere dei corsi, persone da maneggiare con cura, come si fa con la nitroglicerina.
          Mi pare che anni fa, un alto funzionario francese disse in Corsica qualcosa che i locali non gradirono: non ebbe piu’ modo di aggiungere altro.
          Cosi’ come qualunque attivita’ “estera” e non gradita dai corsi, di norma non ha fortuna.
          Non tiriamoci quindi addosso un’altra “gatta da pelare”: lasciamola pure ai francesi 😉

        • best67

          dovrebbe essere indipendente!

  • Renato Dellanna

    Si parla, si scrive,il Niger di qua` il Niger di la`ma, non sento mai tirare in causa i Tuareg che sono la chiave dei migranti verso la Libia.Non so se si taccia volutamente o per altri motivi particolari.Volenti o dolenti,chi controlla la migrazione sono i Tuareg che guidano(dietro compenso di 100/150 usdollars pro capite), i migranti,ad attraversare il grande deserto del Niger verso i confini della LIbia per poi consegnarli ai loro cugini Tuareg libici del basso Fezzan,i quali,a loro volta,li guidano verso Gadames,quindi Zuara,Sabratha e Zawia.Nessuno si avventura nel deserto del Niger senza l`aiuto dei Tuareg, autentici padroni e conoscitori del grande deserto del Niger.I francesi non vedono di buon occhio qualsiasi interveto esterno nel Niger,per tema che l`uranio,cola` estratto,possa passare in altre mani.

    • Maciste Alpino

      I mitici “Uomini Blu”. Controllano quella vastissima area dal tempo dei Romani se non prima.
      Trafficanti di schiavi, predoni, ma sempre liberi, nel bene e nel male.

      • Marco_Seghesio

        Ehm e’ dalla fine degli anni ’70 che la NATO usa i GPS.
        Rispetto ai Tuareg, non e’ che stiamo nemmeno parlando di un teribbile e invalicabile impero. Forse ai francesi fa anche comodo presentarlo in questi termini.

        • Maciste Alpino

          Ok, parlavo del mito dei Tuareg/Tarqi in senso mediatico come ce lo hanno presentato per decenni, di oggi nun zò e nun dico.

        • Renato Dellanna

          I GPS dei migranti sono gli,Uomini Blu, come giustamente indica, Maciste Alpino.

  • Chris LXXIX

    Purtroppo Macron ha dalla sua due terribili armi segrete:

    1) La sua consorte, Mummia Egiziana

    2) Benalla, con la sua scimitarra (full tang) e dromedario

    La vedo dura :-/

    • Dario Asso

      Macron la vede “dura”….sempre.. :-)

  • John C.

    Ma per favore! L’Italia non ha deciso un bel niente! Smettiamola con prenderci in giro da soli. Ci hanno mandati li’ gli americani a fare i giannizeri della NATO come in Afghanistan. Le “nostre” Forze Armatte sono sotto comando NATO ( americano). Noi non possiamo neanche spostare un fucile da Cuneo a Rimini senza il loro permesso.

    • Marco_Seghesio

      Quindi vale anche per la Francia.
      Bene e’ quello che si voleva intendere.

      • John C.

        Infatti senza ordini dagli USA la Francia non va’ da nessuna parte. Gli USA sono in Niger dove stanno costruenda un base militare permanente (almeno secondo loro). La Francia fa’ un’apparenza. Noi siamo ancora piu’ in basso nella classifica sudditi. Quando smettiano di illuderci? Siamo sudditi dal ’45. DeGaulle aveva provato e tener la Francia sovrana, ma ora la Francia non e’ piu’ niente, come tutta l’Europa. Solo sudditi USA. O ci liberiamo o rimaniamo nullita’ e continuiamo a illuderci. Per tornare ad essere nazioni dobbiamo prima liberarci dagli USA. Oggi siamo provincie dell’impero USA, non nazioni.

        • Marco_Seghesio

          Secondo me Lei non coglie a fondo il problema.
          In seguito a due guerre mondiali siamo progressivamente diventati schiavi PROPRIO perche’ siamo rimasti stati NAZIONALI (o meglio “nazionalisti”, massacrandoci per questo a vicenda) anziche’ diventare una confederazione.
          Non e’ che illudendosi di puntare ad un impossibile ritorno a stati nazionali(sti), si torni miracolosamente ad essere anche liberi.

          • John C.

            Quando ci siamo liberati dall’occupazione USA ne riparliamo.

          • Marco_Seghesio

            Quando gli europei faranno i nazionali, ma non i nazionalisti, o gli USA dovranno bombardarli con le testate H o si dovranno progressivamente rassegnare.
            Ma per ora gli USA dormono su due guanciali.
            E il tempo passa e tra un po’ l’Europa sara’ Africa.

          • John C.

            Non siamo cosi’ impotenti e senza speranza. L’attitudine rinunciataria e sottomessa e’ quella che ci vogliono fare avere. Ma per loro controllare ogni nazione e’ un grande sforzo. Certo se non resistiamo e’ facile. Guardi che non sono onnipotenti.

          • Marco_Seghesio

            Se gli europei non puntano a una efficace confederazione, che prima di tutta significa una comune politica internazionale, restiamo impotenti, pur essendo nel complesso la maggiore economia.
            E per ora, purtroppo, questa confederazione non si vede.
            Infatti e’ ovvio che il superstato UE, dove serve, non c’e’ e dove non serve, vuole esserci ad ogni costo, sulla testa delle nazioni (prima ancora che sugli stati nazionali). Non e’ questa la cura dell’Europa, tanto quanto in passato le terapie a base di salassi, farebbero oggi rabbrividire i medici moderni.

    • Gio Italico

      Concordo pienamente

    • luigirossi

      Tu cornuto francese camuffato da Italiano dovresti sapere che l’Italia è stata liberata dagli americani.Quanto al nostro atteggiamento verso Gli USA,ti ricordi di Craxi e Sigonella?Quando la nostra repubblica è in mano ai sodomiti traditori del PD,puo’ succedere di tutto,ma con gente diversa va diversamente

      • John C.

        Occupata vuol dire liberata nel tuo dizionario? Non siamo nazione sovrana dal ’45, caro cretino. Siamo un base militare degli USA. E i “nostri” governi e istituzioni sono tutti sotto il controllo USA. Anche questo governo che ci prova poi oltre un certo punto non puo’ far niente. La liberazione ha da veni’. Tu stai con i padroni e sei parte del problema. Liberati il cervello.

        • luigirossi

          Liberata vuol dire che i nazisti qui come nella tua Francia furono mandati via dagli USA.L’Italia ricevette poi il Piano Marshall che,insieme all’azione di alcuni geni mandatici forse dal Cielo,fece di noi la quinta potenza industriale del mondo.Guarda che les ricains non torneranno per svuotare le banlieues,saranno solo ca**i vostri.

          • John C.

            Mah…la Francia non e’ mia e neanche piu’ dei francesi. Come l’Italia non e’ piu’ la nostra. Ce la dobbiamo riprendere. Guarda che l’Italia era una grande nazione all’avanguardi prima di perdere la guerra. E da allora andiamo sempre peggio, come tutte le nazioni d’Europa, Inghilterra compresa. Da grandi potenze tutte le nazioni europee sono diventate nullita’ incapaci di fare o decidere niente, grazie a quelli che tu chiami “liberatori”. Lo scopo numero 1 della politica americana e’ tenere le nazioni europee deboli e sottomesse. E grazie a gente come te gli riesce fin troppo facile….fin’ora. Ciao e bye.

    • Zeneize

      Credo anch’io che sia così, ma sembra che ci sia un accordo con soddisfazione reciproca, per rompere un po’ le scatole ai Francesi che non fa mai male.

  • Georgi Mihaylov

    l’africa non è il giardino posteriore della francia o dell italia, poi non lamentiamoci se arrivano neri in europa, e proprio per questo che arrivano in europa.. perche certi paesi sfruttano altri.

    • Chris LXXIX

      Balle :-)

      Hai perfettamente ragione quando parli dello sfruttamento delle loro risorse ecc (anche se io non mi voglio esattamente prendere la colpa che spetta a governi che non ho votato e a multinazionali e speculatori che non tollero) ma sei in errore quando dici che è per questi motivi che gli Africani immigrano in massa.

      L’Africa, a memoria, è sempre stata sfruttata, giusto? Com’è che negli anni ’90 io non vedevo tutto questo Taxi-mercimonio di ONG, e tutto ‘sto business dell’accoglienza?

      Eppure tra guerre, guerre civili, epidemie ecc c’era solo l’imbarazzo della scelta.

      Com’è che quando Baggio, a USA 94, sbagliava il calcio di rigore, io non vedevo ONG nel Mediterraneo pronte a far sbarcare in Europa le vittime Ruandesi del conflitto Hutu/Tutsi?

    • Bragadin a Famagosta

      balle

      • Georgi Mihaylov

        certe uscite de il giornale fanno ridere, sulla libia, se si pensa che questo giornale da addosso ai libici…e nord afrikani in continuazione… (non sto difendendo i nord afrikani), prima dai loro degli animali poi usa frasi del tipo ”i francesi ci prendono la libia”, devo ridere o piangere? chi ha scoperto il piu grande giacimento di petrolio?gas? in egitto? enel !!! chi farà affari? L’ENEL !!! balle? non penso proprio.

        • Bragadin a Famagosta

          come troll sei scarso…L’Enel centra una mazza . semmai chi ci ha fregato Briga e Tenda ?
          Macron è un poveraccio ..come te…

          • Georgi Mihaylov

            la verità non piace..loso

          • Bragadin a Famagosta

            ma impara l’italiano ..analfabeta

          • Georgi Mihaylov

            fatti una sega e vedi di calmarti..

          • Bragadin a Famagosta

            la sega avrebbe dovuto farla tuo padre , invece sei nato tu ..pezzo di shit

          • Georgi Mihaylov

            almeno io sono figli0 di mio padre.. !! tu invece? sei sicuro di essere figli0 di tuo padre? quella b4ldracc4 di tua m4dre è fedele?

          • Bragadin a Famagosta

            tu sei unamer daccia figlio di una cagna

  • Gio Italico

    Io credo poco alle missioni italiane, on quanto noi siamo famosi per stare con un piede in due scarpe. Poi questa accelerazione l’abbiamo avuta dalla America e non è farina del nostro sacco.
    In secondo luogo con quanti uomini andiamo li? A fare che? Con che regole d ingaggio? Andiamo da soldati o come sempre come buoni samaritani? Io purtroppo mi ricordo ancora o carramati pitturati di bianco on libano, emblema della nostra doppiezza. Ultima cosa, siamo sicuri che il popolino tutto calcio e Ronaldo, digerisca qualche bara con il tricolore?

    • montezuma

      Ottima considerazione e punto dolente.

    • luigirossi

      il nostro tenere i piedi in due scarpe è la filosofia degli hooligans delle gastahaus e dei pubs di infima categoria.Noi siamo nella NATO da 70 anni,DeGaulle se ne ando’ nel 66 mentre la guerra fredda attraversava il suo peggior periodo,poi tornarono per dare fastidio agli italiani,non per altro.Il nostro popolino ha digerito finora 150 bare in missioni all’estero,cornuto francese che non sei altro.

    • luigirossi

      Io mi ricordo i blindati francesi pitturati di bianco a Sarajevo,imbecille.I francesi come te che si camuffano da italiani per diffamarci bisognerebbe riempirli di legnate

    • Bragadin a Famagosta

      dove ci sono i francesi noi possiamo fare di meglio..perchè siamo meno vanitosi

    • Marco_Seghesio

      Credo che la politica, se non è oggettivamente un crimine internazionale, non prevede ulteriori aggettivi. E non solo per l’Italia. Tutti sono ambigui, persino l’ONU. E la riverniciatura dei mezzi e degli elmetti, costa sempre.

  • zhoe248

    Consiglio di ascoltare l’intervista al sig. Mohamed Konare (basta digitare questo nome su google)

  • Dario Asso

    L’Africa è cosi sottomessa alla Francia,che anche la segnaletica sembra in Francia,ed è scritta in francese.Per l’Italia contare qualcosa in Africa sarà difficile.