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Macron, Merkel o Trump? L’Italia deve scegliersi un alleato

Quello che è in corso nel mondo è un vero e proprio distacco, sempre più accentuato, fra Europa e Stati Uniti. Mai come in questi tempi l’oceano Atlantico è sembrato un abisso più che un mare che unisce. E gli Stati Uniti di Donald Trump non rappresentano che l’estrema sintesi di un divario già esistente ai tempi di Barack Obama e che l’attuale presidenza Usa ha avuto solo la capacità di mostrare in tutta la sua forza.

La grande spaccatura dell’Occidente

Siamo di fronte a una spaccatura dell’Occidente come non si era mai vista. Francia e Germania hanno intrapreso una direzione del tutto opposta a quella degli Stati Uniti. E Donald Trump non sembra essere disposto a cedere. Troppi gli interessi che dividono le due sponde dell’Atlantico.

Parigi e Berlino hanno deciso da tempo di blindare l’asse che unisce i due Paesi. Dopo la conclusione del Trattato di Aquisgrana, ormai è chiaro che Angela Merkel ed Emmanuel Macron vedano l’Europa come un grande territorio di caccia. L’Unione europea è sempre più esclusa dai giochi. Mentre Francia e Germania rafforzano ogni giorno di più la loro cooperazione. 

Dall’altro lato, gli Stati Uniti di Donald Trump hanno avviato tutta una serie di iniziative volte da una parte a indebolire la forza dell’Unione europea e, dall’altro lato, a colpire la leadership della Germania nel Vecchio Continente. Gli Stati Uniti non vogliono che l’Unione europea (e quindi l’Europa) sia guidata da Berlino con la complicità di Parigi. E la Germania, anche per i suoi storici legami con la Russia, preoccupa (e non poco) gli strateghi americani. Finora, la Germania è apparsa una potenza che ha usufruito della protezione Usa facendo però affari con tutti i rivali degli Stati Uniti. E questa cosa a Washington inizia a risultare indigesta. E Trump non ha fatto nulla per dimostrare il contrario.

Di fronte a questa spaccatura, l’Italia si trova in una condizione molto interessante. Da una parte, è uno dei Paesi fondatori dell’Unione europea e non può rinnegare il suo peso in seno all’Ue. Dall’altro lato, è un tradizionale partner degli Stati Uniti nel Mediterraneo e in Europa, e l’alleanza euro.atlantica per Roma risulta fondamentale. Il problema è che la convivenza di un “assedio” da parte degli Stati Uniti all’Europa e di una conduzione sempre più chiara dell’Ue da patte dell’asse franco-tedesco stanno rendendo impossibile all’Italia mantenere una rotta di equidistanza. Perché l’Italia è una delle potenza che più risente di questo scontro fra Europa e America. E deve capire che non può proseguire in questo modo in un mondo che si sta sempre più polarizzando.

Puntare tutto su una nuova alleaza euro-atlantica

Attualmente, l’Italia ha tre scelte. La prima è promuovere una riappacificazione fra le due sponde dell’Atlantico. E questa è sicuramente l’ipotesi migliore, anche se più difficile. Con una rinnovata cooperazione euro-atlantica, l’Italia riuscirebbe a non sganciarsi dal “motore” dell’Europa, cioè l’asse franco-tedesco, pur continuando a dialogare in maniera diretta e anche approfondita con la presente e le future amministrazioni Usa.

E questo conviene a una potenza manifatturiera ed esportatrice come l’Italia, visto che un accordo anche commerciale fra Washington e Bruxelles di fatto darebbe la possibilità all’Italia di proseguire nei suoi rapporti commerciali senza ricevere contraccolpi. Motivo più che valido cui si unisce anche il mantenimento del legame strategico con il Pentagono ma le possibilità di investire nella Difesa europea.

Ma questa strada, oggi, appare molto in salita. E questo soprattutto perché esistono due ordini di problemi. Da un lato, Trump rappresenta il frutto più evidente di una ritirata strategica degli Stati Uniti dall’Europa, quindi Washington, in questo momento, non sembra assolutamente interessata a rafforzare il sistema euro-atlantico. Dall’altro lato, c’è la contemporanea rinascita dell’asse franco-tedesco che di fatto impedisce un rapporto molto proficuo fra Europa e Stati Uniti. Trump ha messo da tempo Berlino e Parigi nel mirino. E Angela Merkel ed Emmanuel Macron considerano l’America un competitor mondiale. Il tutto escludendo l’Italia dalla loro idea di Unione europea. 

Scelgiere gli Stati Uniti

A fronte di queste difficoltà, la seconda opzione è quella di puntare tutto su The Donald. Ed è a questo che mirano specialmente a Washington, dove hanno da tempo inserito l’Italia fra gli alleati strategici principali in Europa e nel Mediterraneo. A Trump non interessa un’Unione europea forte. E soprattutto non ha interesse a far s’ che Francia e Germania costruiscano un cartello che governa il Vecchio Continente e che può fare affari con la Russia a discapito degli Stati Uniti.

Per questo, l’idea di blindare l’alleanza con il Regno Unito (uscente fino a prova contraria dall’Ue) e con l’Italia giallo-verde indica anche la volontà di rafforzare i legami con le spine nel fianco di quest’Europa a trazione franco-tedesca. E stesso discorso vale per il legame fra Washington e il Gruppo di Visegrad.

L’idea piace a molti, sia in seno al governo che soprattutto in sede americana. Ma pone due ordini di questioni. Da una parte ci sarebbe l’evidente lato positivo di trovare un alleato molto importante in un momento così critico della diplomazia mondiale, in cui tutto appare in continuo movimento. E in una fase così delicata dei rapporti fra Italia e Unione europea, un’America al nostro fianco potrebbe farci molto comodo. Anche in chiave finanziaria.

Ma questo comporta delle rinunce, inevitabili, sul piano dei rapporti con l’Europa, Perché è chiaro che seguire l’agenda americana implica un distacco dall’alleanza con l’Unione europea e con Francia e Germania, con cui condividiamo molti settori e molti interessi. Non sarebbe quindi una scelta win-win. Si ottengono dei risultati per scardinare l’asse franco-tedesco, ma si ottengono delle perdite di carattere strategico non irrilevanti.

Di fatto, sarebbe utile solo se l’Italia comprendesse definitivamente che l’Ue non è che un de-moltiplicatore di forza. In tal caso, per l’Italia potrebbe esserci l’opzione di sposare di più l’agenda atlantica, quindi di Usa e Nato, per sganciarsi dai dettami dell’Unione europea.

Scegliere Francia e Germania

Terza opzione, anche questa complessa, è quella di rinsaldare l’asse con Francia e Germania. Ma le ultime mosse sia del governo italiano che di Berlino e Parigi, sembrano andare in tutt’altra direzione. Macron e Merkel hanno deciso di isolare completamente l’attuale esecutivo italiano e di fatto stanno creando le premesse per un’Europa del futuro decisa dai loro Paesi e non da un consesso in cui è presente anche Roma.

In ogni caso, l’opzione di ricostruire un’alleanza almeno con la Germania, con cui l’Italia condivide l’essenza di potenze esportatrice, non è da sottovalutare. I due sistemi sono molto legati fra loro, specialmente quello industriale. Mentre con la Francia, condividiamo interessi militari ed economici di non poco conto. 

L’Italia potrebbe sposare una linea totalmente filo-europea? Potrebbe, certo. Ma le condizioni attuali non aiutano questa convergenza di interessi. Parigi e Berlino proseguono nella loro politica egemonica in Europa. E stanno sistematicamente escludendo l’Italia e costringendo Roma a guarda sempre più a Ovest. Oppure, come suggerisce qualcuno, iniziando a volgere lo sguardo a Est: Cina e Russia in primis.