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Israele impone nuove tasse
e la Chiesa chiude il Santo Sepolcro

Monta la polemica in Israele sulla nuova tassazione imposta alle proprietà delle Chiese presenti a Gerusalemme, così come agli immobili di proprietà delle Nazioni Unite che hanno sede nella parte est della città; la protesta intentata dalle autorità ecclesiastiche è indubbiamente quella più clamorosa: a partire da questa domenica, la Chiesa del Santo Sepolcro resterà chiusa a fedeli e turisti a tempo indeterminato. Le porte, dunque, sono state già sbarrate in quello che rappresenta uno dei luoghi di culto più importanti della cristianità, dove secondo la tradizioni Gesù Cristo venne sepolto prima di resuscitare; l’azione annunciata in conferenza stampa dalle autorità cristiane di Gerusalemme appare clamorosa, in special modo perché essa arriva in pieno periodo di Quaresima ed a poco meno di un mese dall’inizio della Settimana Santa, che ha nel Santo Sepolcro uno dei luoghi cardini delle celebrazioni ed in cui arrivano migliaia di fedeli e pellegrini.

La nuova tassazione imposta dalla municipalità di Gerusalemme

Alla rottura totale tra le autorità civili della città israeliana e quelle ecclesiastiche, si è arrivato dopo un tira e molla iniziato nei primi giorni di febbraio: Nir Barkat, sindaco di Gerusalemme, ha approvato una nuova normativa che ha di fatto tolto l’esenzione dalla tassazione per i luoghi di culto e per gli immobili che ospitano le sedi delle Nazioni Unite in città; con questa nuova legge della municipalità, il comune di Gerusalemme dovrebbe incassare ogni anno 650 milioni di Shekel, equivalenti a circa 191 milioni di Dollari. Ad illustrare nel dettaglio il provvedimento, è stato nei giorni scorsi il quotidiano israeliano Israel Hayom: facendo riferimento a fonti della stessa municipalità, è stato spiegato in particolare che la nuova tassa non va a colpire gli immobili preposti al culto, per i quali l’esenzione rimane, bensì quelli che sono di proprietà delle varie Chiese presenti a Gerusalemme Est e che vengono utilizzati per altri scopi.

Per quanto riguarda le sedi delle Nazioni Unite, presenti in città in diversi uffici, la normativa sembra voler uniformare la tassazione a quella prevista per tutti gli altri edifici che ospitano sedi internazionali nel resto di Gerusalemme e nelle altre città più importanti del paese; in tal senso però, dall’ONU iniziano a levarsi proteste per la nuova normativa, anche se la polemica più vistosa appare quella con le autorità ecclesiastiche sia cattoliche, che armene e delle altre varie confessioni cristiane.

Una polemica anche di natura politica

Se le autorità cristiane protestano per via della fine di uno status vigente dal 1967, che vedeva esenti dalla tassazione i propri immobili nella parte di Gerusalemme occupata alla fine della guerra dei sei giorni, è sul piano politico che i detrattori della norma alzano il livello di scontro con la municipalità; non viene solo criticato il merito del provvedimento, che va a colpire immobili gestiti da autorità di altre confessioni, bensì anche la sua stessa legittimità sul piano giuridico internazionale: infatti, gli edifici in questione si trovano a Gerusalemme Est, territorio che ufficialmente risulta occupato e non organico al territorio israeliano ed alla parte moderna della città. Dunque, imporre una norma di tale portata in una zona internazionalmente non riconosciuta come territorio interno allo Stato ebraico, potrebbe risultare come una vera e propria prova di forza da parte della municipalità, che invece tende a considerare la parte occupata come quartiere gestito integralmente dalla propria autorità.

La scelta di tassare luoghi di culto e sedi internazionali a Gerusalemme Est, rischia senza dubbio di ledere i principi fondanti degli accordi di Oslo del 1993, che fanno questa parte della città come la futura capitale dello Stato di Palestina ricalcando quelli che erano i confini pre 1967; specialmente dopo la decisione di Trump di riconoscere Gerusalemme come capitale di Israele, quei principi che hanno portato alla nascita dell’Autorità Nazionale Palestinese ed al cammino verso la creazione di uno Stato arabo sembrano quasi essere stati ‘de facto’ superati. Prima ancora che delle tasse in sé e per sé, la paura a Gerusalemme Est è che oramai le autorità israeliane cancellino definitivamente ogni confine tra parte occidentale ed orientale della città; intanto però, al di là delle proteste e delle polemiche politiche, la notizia che in queste ore fa certamente più rumore è data dall’immagine delle porte sbarrate del luogo più importante della Cristianità.

  • Bragadin a Famagosta

    mio dio domani una vibrante protesta di AlberNola, una protesta epocale…anche se non so contro chi!

  • grace

    Le decisioni dell’ ONU, le proteste degli Arabi e le lamentele delle comunità Cristiane avranno valore quando alzeranno la voce e le “armi” contro l’occupazione Turca di Cipro e l’occupazione Cinese del Tibet. Altrimenti sono solo piagnistei per ottenere “soldi e privilegi”. Israele, giustamente, non vuole di nuovo….” del Giordano le rive saluta, di Sionne le torri atterrate….”.

    • Italo Balbo

      Che commento idiota: non è che poiché rubano i cinesi gli ebrei sono autorizzati a rubare.

      • Massimiliano

        la chiesa cattolica è abituata a non pagare e ad intromettersi nelle vicende politiche
        dei paesi che la ospitano,sfortunatamente per lei non tutti sono come l’italia dove possono fare ciò che vogliono

        • Henri de la Rochejaquelein

          Dimentica il piccolo dettaglio che la Chiesa pre-esiste di parecchi secoli ed in diversi casi (come il nostro) di millenni alle autorità statuali. Quindi il discorso andrebbe invertito.

        • Italo Balbo

          Le sfugge che la Chiesa non è affatto sita in israele, gli israeliani occupano territorio non loro. Per quanto a non pagare le sinagoghe in Italia non versano un euro di tasse, e non fanno alcuna opera di carità che possa giustificare, almeno in minima parte, questa clamorosa elusione fiscale.

        • luigirossi

          Gia’:peccato che a conferma di quello che dici il vostro fantocio del Quirinale abbia nominato “senatrice a vita” l’ennesima ” sopravvissuta alla shoah”,con lo scopo di vanificare le elezioni.Come ai tempi di Prodi della Montalcini

        • Antonello

          Perche’ israele chi l ha creato ? Chi e’ la fam. che vi ha fatto da “messia” ? per chi lavora? Chiediti piuttosto il motivo per cui vi stanno rinchiudendo li’ .. e chi realmente vi sta’ concedendo questa momentanea impunita’…

      • grace

        Primo, non confondere lo Stato di Israele, stato multiculturale, multietnico e multireligioso, basato su una democrazia parlamentare, con gli Ebrei che vivono in altri paesi ed hanno altre cittadinanze.
        Secondo, per correttezza e senso di giustizia vanno condannate tutte le presunte “invasioni ” di terre da parte di stati confinanti, oppure si assecondano le invasioni quando le fanno i “nostri” per complicità politica, religiosa, culturale e quindi siamo come i “ladri di Pisa che di giorno denunciano i ladri di Livorno e di notte ci vanno a rubare insieme.”
        Terzo, vedo che tace sulle “appropriazioni indebite” del “rifondato impero ottomano”, forse perché anche Lei ammira il più potente, esercito islamico dentro la NATO.
        Quarto, purtroppo saprà che l’idiozia fa parte della natura umana, ringrazi i suoi genitori che le hanno trasmesso geni sani.

        • Italo Balbo

          Bastano le Risoluzioni ONU, come la 242 che impone ad israele il ritiro da tutti i territori occupati, e che l’Italia ha sottoscritto. Da italiano sto dalla parte della mia Patria e condanno l’occupazione illegale dei territori da parte di israele. Sto dalla parte dell’Italia anche su altre occupazioni, ove la Patria si è espressa, ma poiché stiamo commentando un articolo sul medio oriente tirare in ballo il Tibet è decisamente OT, se non spam. La invito a fare commenti pertinenti ed a non divagare.

          • grace

            Turchia, Cipro, Armenia, Siria, Kurdistan, Irak dovrebbero essere in Medio Oriente. Pare che ultimamente le navi dell’ ENI, italiane, non possano fare ricerche nel mare di Cipro, zona libera e riconosciuta dall’ONU organizzazione che Lei tanto apprezza, perché le trivelle italiane “disturberebbero il libero transito delle corazzate ottomane” ….ma cosa vuole nel 1911, circa, l’Italia sconfisse gli ottomani e conquistò “lo scatolone di sabbia” nonché il Rodi e il Dodecaneso, forse ancora gli brucia?

          • Italo Balbo

            Di Tibet ha scritto lei, non io. Quanto a Cipro mi rammarico che l’Italia non abbia dato risposte più forti, e mi rammarico del mancato sostegno dei partner UE. Allo stesso modo mi rammarico del fatto che l’Italia e la UE non diano risposte molto più forti ai continui soprusi ed alle occupazioni israeliane. Sanzioni, e magari anche un blocco navale, insegnerebbero qualcosa ai guerrafondai turchi ed israeliani.

  • johnny rotten

    Gli ebrei si che sanno come farsi voler bene da tutti, e dicono anche che sono intelligenti…

    • Bruno Massaroni

      esiste un confine sottile tra furbizia ed intelligenza……

      • Antonello

        Cosi’ come il credersi “eletti” ed esser invece delle marionette …..

  • Italo Balbo

    Le conseguenze della stupida decisione di Trump le subiscono i Cristiani e l’ONU, gli israeliani sono famosi per estorcere soldi senza riguardo per nessuno, ma che si limitassero alle estorsioni nel loro paese, senza pretendere tasse da Gerusalemme che occupano illegalmente.

  • Lamberto Z

    Finanziare le guerre, i terroristi e le occupazioni costano, Israele avida da sempre, succhia ovunque può denaro.

    • Drake

      In Svizzera esiste un’imposta ecclesiastica sul reddito delle persone registrate come membri di Chiese nazionali. Adesso cosa ci racconti, che lo fa perché finanzia guerre?

  • Antonio Fasano

    Rimane il fatto che in oltre un millennio di giurisdizione Musulmana sui luoghi sacri dei cristiani non C’è mai stato alcun problema simile. E ancora oggi le norme che regolano la gestione dei luoghi sacri dei cristiani tra le varie confessioni cristiane presenti, sono quelle del tempo dell’Impero Ottomano. Volontariamente accettate anche dalla Chiesa di Roma!

    • Drake

      … L’imposta gravava su cristiani, ebrei, zoroastriani, sabei, induisti, ovvero tutti coloro che professavano religioni monoteistiche rivelate praticate prima dell’avvento dell’islam … Wikipedia – Jizya …

      • Antonio Fasano

        Ovviamente ti sfugge che però non pagavano lo “zakat”. Tassa di purificazione della ricchezza che invece era (ed è) obbligatoria per i Muslimun! E ti sfugge anche che l’obbligo di portare le armi, come militari e poliziotti, era tutto sulle spalle dei Muslimun. Perciò coloro di altre religioni che indichi erano definiti “Dhimmi”. Cioè protetti!

        • Drake

          Comunque era un’imposta o no?

          • Antonio Fasano

            Non era un’imposta alle organizzazioni religiose. Ma un’imposta rapportata al reddito o alla ricchezza dei cittadini. Un poco come l’IRPEF. Stava poi al cittadino decidere quale delle due pagare; la Jizya (se si dichiarava NO Muslim) che non aveva riflessi etici o lo Zakat se si dichiarava Muslim ed aveva riflessi etici. In ogni caso non era discriminatoria come vorresti fare intendere. Mentre in Israele le organizzazioni Israelite tasse non ne pagano. E non ne pagano nemmeno i singoli cittadini Israeliti ortodossi che nemmeno riconoscono lo Stato di Israele.

          • Drake

            Non era un’imposta religiosa ma non la pagavi solo se diventavi musulmano?

  • Isidoro Giorgi

    prima del 1967 c’ erano forse fogne, acqua corrente, bagni pubblici numerosi e puliti nella città vecchia ? E questi servizi non si pagano ? Informarsi, andare a vedere Gerusalemme, please, prima di pontificare. Mille anni e più senza servizi era rimasta la città vecchia prima della “occupazione” israeliana !

  • Antonello

    E pensare che israele e’ stato creato dai banchieri del vaticano….

  • Oraculus

    Sono tempi da non guardare in faccia nessuno…il Vaticano ha guardato dall’altra parte su Gerusalemme capitale di Israele??…ed allora cosa si poteva aspettare??…come fonte di reddito (le offerte) e’ giustissimo che cristiani ed islamici paghino un corrispettivo erariale per l’impegno che lo Stato di Israele deve sopportare per garantire l’ordine…in quelle zone.

  • luigirossi

    Tassare immediatamwnte le sinagoghe.Noi non lo faremo,ma l’idea potrebbe piacere a Putin