Israele bombarda Gaza

Israele bombarda ancora Gaza
ma nella Striscia l’obiettivo è l’Iran

Israele continua a bombardare la Striscia di Gaza. L’ultimo raid è quello di oggi, alle prime luci dell’alba, con l’enclave palestinese illuminata dalle bombe dell’aviazione israeliana. Come sottolineato dalle  Israel defense forces (Idf), il bombardamento è avvenuto “in risposta al lancio di aquiloni e palloncini incendiari e con esplosivi” contro il territorio di Israele.

I caccia israeliani hanno “colpito nove obiettivi militari in due compound e un sito per la fabbricazione di munizioni appartenenti all’organizzazione terroristica di Hamas nel nord della Striscia”, si legge in uno dei tweet pubblicati dall’account ufficiale del portavoce delle forze armate israeliane. 

Le Idf hanno poi indicato dove sono avvenuti i bombardamenti, tutti tra Gaza e le località di al-Shati e Jabalia. Durante l’operazione delle forze aeree dello Stato ebraico, i palestinesi hanno lanciato tre razzi contro la regione di Ashkelon, come riporta Ynet, facendo suonare le sirene d’allarme al confine con la Striscia. 

Non sembrano esserci state vittime, anche se la conta dei morti deve comunque essere aggiornata, questa mattina, con l’uccisione di un palestinese da parte delle forze di sicurezza israeliane, mentre tentava di scavalcare il recinto che separa la Striscia dal territorio israeliano.

I raid e la Jihad islamica

I raid israeliani sulla Striscia di Gaza rivelano due obiettivi: Hamas e la Jihad islamica.

Ma in questa delicata fase del Medio Oriente, con Israele che ha come bersaglio l’Iran, anche i bombardamenti su Gaza non sono da considerare secondari nella logica dell sfida tra Teheran e Tel Aviv. I raid su Gaza, cresciuti in questi ultimi mesi, non sono solo il frutto delle proteste dei palestinesi al confine. L’intelligence israeliana ritiene che vi possa essere l’Iran dietro l’escalation.

Molto spesso gli israeliani hanno accusato Hamas di avere rapporti sempre più profondi con l’Iran e in particolare con il suo braccio operativo in Libano, Hezbollah. Ma adesso, anche la Jihad islamica ha assunto un ruolo di primo piano. E se per Hamas i legami con l’Iran sono più recenti, i rapporti fra l’altro gruppo e la Repubblica islamica dell’Iran sono più radicati.

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Come scritto da Difesa online, i contatti fra i due mondi sono iniziati dai tempi della Rivoluzione dell’Ayatollah Khomeini. Fathi Shaqaqi, uno dei due leader fondatori del movimento palestinese, vedeva con favore la nascita della Repubblica islamica, sebbene lui di fede sunnita mentre l’Iran stesse creando una realtà politica fondata sullo sciismo.

Anche il leader attuale dell’organizzazione, Ramadan Shalah, pur ribadendo la sua posizione sunnita, ha sempre considerato in maniera positiva l’ascesa dell’Iran nel contesto mediorientale come contrappeso a Stati Uniti e Israele. Le divergenze rimangono. L’Iran può in questo momento tentare di inserire nella leadership del movimento personaggi legati a Teheran. Ma restano comunque basi solide per continuare questa partnership.

In questo senso, i bombardamenti nella Striscia legati a una ripresa del lancio di razzi da parte della Jihad islamica è strettamente connesso con l’idea di Israele di avere sostanzialmente un fronte unico. Il fatto che parli di Hamas alleata di Hezbollah e che si ritenga la Jihad islamica una manovra iraniana – ne hanno parlato di recente i media israeliani – dimostra che esiste una sorta di blocco unico. Da una parte Israele, dall’altra l’Iran, anche per quanto riguarda la causa palestinese.

I raid su Hamas e il tentativo di dividere il fronte

Il fatto che i raid israeliani colpiscano più Hamas che la Jihad palestinese non ha soltanto un motivo legato alla maggiore presenza territoriale del primo gruppo. I razzi, ultimamente, partono più dai miliziani della Jihad che di Hamas. Anzi, il gruppo maggioritario di Gaza ha anche avuto colloqui segreti con gli israeliani, benedetti dall’Egitto, per fermare l’escalation.

Attualmente Hamas non ha interesse ad aumentare il livello dello scontro. L’esempio più ovvio è stato quando Hamas ha riconosciuto che quasi tutti i morti degli scontri durante le proteste per l’ambasciata Usa a Gerusalemme erano suoi membri. In quell’occasione, Hamas non solo fece un’ammissione che aiutò Israele a legittimare la reazione, ma ordinò anche la fine delle proteste al confine per evitare una potenziale guerra.

I razzi lanciati dai miliziani della Jihad islamica contro Israele sono un banco di prova pericolosissimo per Hamas. Se le sue forze non impediranno l’escalation, Israele alzerà il tiro colpendo Gaza. Ma se Hamas interverrà contro la Jihad islamica, la sua immagine di “resistenza” contro Israele sarà compromessa. E potrebbe perdere legittimità agli occhi della popolazione.

  • Gianni Iannelli

    israele ha sempre un motivo per bombardare. se non ce l’ha se lo inventa

  • colzani

    I caccia israeliani hanno “colpito nove obiettivi militari in due compound e un sito per la fabbricazione di aquiloni e palloncini. due convogli carichi di elio altamente esplosivo e un laboratorio di filati in cui si produceva il pericolosissimo spago a cui attaccare gli acquiloni. l’idf sta cercando di neutralizzare il pericolosissimo aquilone balenottera in grado di ca9are sulla testa di oltre cinquecento poveri israeliani in meno di un’ora. https://uploads.disquscdn.com/images/cca10fff00a54ecd741f7cd1740f594031de8e4a79dedce86f0ab313ecd3e4ee.jpg uno staff di biologi è stato convocato alle Nazioni Unite per valutare se classificare il grande mammifero tra le sottospecie antisemite.

    • piotr

      “elio altamente esplosivo” questa mi ha fatto molto ridere. Ma molto.