OLYCOM_20170630032505_23610901

L’alleanza energetica del Mediterraneo

Grecia, Cipro e Israele sono sempre più uniti nell’alleanza per il Mediterraneo Orientale. Questo è quanto risulta dall’incontro trilaterale di Salonicco tra i premier dei tre Stati, dove si è deciso di dare ancora più vigore agli accordi sulla realizzazione del gasdotto East-Med, un’infrastruttura energetica di fondamentale importanza per tutto il quadrante orientale del Mediterraneo e per l’Unione Europea. Un progetto che impegna da anni i governi dei tre Paesi riuniti a Salonicco e che dimostra, ancora una volta, come Israele abbia sempre più interesse a stringere accordi commerciali con i Paesi dell’Unione Europea.

Come affermato dal premier Netanyahu, Tel Aviv ha tutto l’interesse a sviluppare il progetto e a renderlo operativo. In questo modo, Israele diventerebbe un partner di fondamentale importanza nel settore energetico per l’Unione Europea e aggancerebbe la fornitura di gas all’Europa diversificandola rispetto al gas russo e al progetto di far passare il gas dell’Asia Centrale attraverso la Turchia e i Balcani. Per la Grecia, il progetto, a detta del premier Tsipras, rappresenta una scelta strategica cui è impossibile rinunciare. L’idea del governo greco è quella di trasformare la Grecia in un hub energetico per tutta l’Europa. Inoltre, la possibilità di sfruttare l’alleanza tecnologica con Israele e l’accordo territoriale con Cipro, permetterebbe al governo greco di ottenere una maggiore capacità di ricerca e di sfruttamento delle risorse energetiche presenti nella propria Zona economica esclusiva. In questo senso, la Grecia punta ad essere il terminale di tutti i gasdotti che servono l’Europa da Oriente: un progetto ambizioso che però aiuterebbe, e non poco, la fragilissima economia ellenica. Per Cipro, l’alleanza orientale equivale garantirsi la sicurezza di avere alleati pronti a tutelare le prerogative dell’isola in caso di tensione con la Turchia. Per Cipro il problema resta la parte settentrionale, anche più della crisi economica.

Le eventualità di un accordo tra Anastasiadis ed Erdogan sono ormai aggrappate soltanto all’impegno delle Nazioni Unite, ma il premier turco non sembra intenzionato a cedere. È chiaro, dunque, che avere dalla propria parte sia il governo israeliano sia il governo greco, aiuta molto nell’imporsi in un negoziato che, se ci sarà, si preannuncia durissimo. In questo senso, le esercitazioni congiunte delle forze israeliane con quelle turche possono essere lette come una manifestazione militare di un’alleanza prettamente economica. Per quanto riguarda l’energia, gli accordi sul gasdotto East-Med non sono gli unici ad aver tenuto banco a Salonicco. C’è, infatti, un altro progetto che è stato recentemente sviluppato sull’asse Tel Aviv – Nicosia – Atene, ovvero l’interconnettore EuroAsia che collegherà Israele e l’Attica passando per Cipro e l’isola di Creta. Un progetto ambizioso, fortemente voluto anche nell’Unione Europea, che ha un ruolo fondamentale nella volontà di diversificare le fonti energetiche dell’Europa e soprattutto che permette di connettere Cipro all’energia di un Paese dell’UE, essendo l’interconnettore bidirezionale.

Gli accordi sul gas tra Israele, Cipro e Grecia, mostrano come negli ultimi anni l’evoluzione delle scoperte dei giacimenti di idrocarburi nel Mediterraneo Orientale abbiano modificato notevolmente le dinamiche geopolitiche. La Grecia negli ultimi mesi ha deciso di virare su una politica di nuove concessioni di sfruttamento dei propri mari, e sta cercando in ogni modo di puntare sugli investitori stranieri per esplorare le acque della propria zona economia esclusiva. Negli ultimi mesi, ExxonMobil ha iniziato a compiere ricerche dopo aver ottenuto determinate concessioni da parte del governo di Tsipras; e in tutto ciò, Israele può sicuramente fornire gli aiuti di cui Atene ha bisogno. Israele che, ricordiamo, negli ultimi anni sta scoprendo una quantità infinita di gas nelle proprie acque territoriali, tanto da ritenere che possano esserci almeno tremila miliardi di metri cubi di gas nelle sue acque. Cipro, dal canto suo, oltre al giacimento Afrodite, sta puntando all’esplorazione di altre aree, e lo sta facendo anche grazie all’affidamento ad aziende straniere, tra cui l’Eni e Total. A proposito di Eni, l’Italia non è esclusa da questo processo di costruzione di nuovi gasdotti. Il progetto della pipeline East-Med collegherà, infatti, anche l’Italia, dopo essere passata per la Grecia. In questo senso, l’importanza del nostro Paese risulta fondamentale quale secondo terminale del continente europeo per il gas proveniente da Israele. Proprio per questo motivo, il ministro Calenda è volato di recente a Tel Aviv per partecipare all’incontro con gli omologhi di Israele, Cipro e Turchia e il commissario europeo per l’Azione sul clima, Miguel Arias Canete. Se, come da accordi, il gasdotto sarà realizzato entro il 2025, l’Italia potrebbe giocare un ruolo decisamente importante nella politica europea sul fronte del Mediterraneo orientale.

  • eusebio

    Il confronto tra Israele e la Grecia fa capire quale disastro voglia dire oggi fare parte della UE.
    Israele è un piccolo paese dinamico, ricco, potente, in piena espansione economica e demografica perchè è indipendente, la Grecia che prima di entrare nell’euro era un paese medio-piccolo ma con una economia florida grazie al turismo ed ai noli marittimi dopo essere entrato nell’euro è stato sadicamente portato dalla grande finanza al collasso economico e demografico.
    Probabilmente in questo momento non viene aggredito da vicini fuori di testa per la copertura militare ed economica di paesi come Russia, Cina e forse anche Israele.
    Il collasso a cui è arrivato il nostro paese testimonia la necessità di uscire subito da euro ed UE.