An Iranian military truck carries missiles past a portrait of Iran's Supreme Leader Ayatollah Ali Khamenei during a parade on the occasion of the country's annual army day on April 18, 2018 in Tehran.
President Hassan Rouhani said during the parade that Iran "does not intend any aggression" against its neighbours but will continue to produce all the weapons it needs for its defence. / AFP PHOTO / ATTA KENARE

Tutto quello che c’è da sapere
sull’attacco dei Pasdaran in Siria

Ci sono alcuni particolari di non poco conto nel lancio di missili iraniani contro le postazioni jihadiste di Abu Kamal. Dettagli che rivelano come dietro al raid che ha colpito la postazione dei “takfiri” ci siano delle motivazioni politiche, come spiegato su questa testata, ma anche strategiche.

A tre miglia dai soldati Usa

Secondo le ultime informazioni ottenute dalla Cnn, i missili dei Pasdaran, i Guardiani della Rivoluzione islamica, sono caduti a meno di tre miglia dalle forze degli Stati Uniti presenti in Siria. C’è divergenza sul numero dei missili lanciati. Secondo le prime informazioni raccolte dalle agenzie iraniane e dalle fonti occidentali, i missili che hanno colpito la base terrorista in Siria sono stati sei: tre Ghiam e tre Zolfaghar. Ma le ultime informazioni, citate dall’agenzia iraniana Irna, parlano di sette missili.

In ogni caso, su questi razzi c’erano scritti alcuni messaggi molto chiari: “morte all’America”, “morte a Israele” e “morte a casa Saud”. E questo rende chiaro chi fossero i veri target politici del bombardamento, che non è stato, evidentemente, solo una vendetta dei Pasdaran nei confronti dei terroristi che hanno compiuto la strage di Ahvaz.


L’importanza di Abu Kamal

E proprio per questo motivo, il fatto che quei missili siano stati diretti a Abu Kamal, è un particolare da tenere in conto. Il distretto, che si trova a est del fiume Eufrate, è un’area strategica di fondamentale importanza. Posto al confine tra Iraq e Siria e sulla strada che collega il confine iracheno con Deir Ezzor, l’area è una delle ultime roccaforti dello Stato islamico in Siria. Le truppe della coalizione internazionale operano insieme ai curdi da anni per colpire l’Isis. Ma è evidente che quella posizione è importante non solo per contrastare le bandiere nere del Califfato, o di ciò che n rimasto, quanto per controllare il confine fra i due Stati.

Il colonnello Sean Ryan, portavoce della coalizione a guida Usa, ha confermato lo strike avvenuto nei pressi dei militari americani. Ma anche detto che nessuna forza della coalizione “è in pericolo”. Il problema è che l’approssimarsi di questi missili alle truppe Usa non può non essere considerato un campanello d’allarme. Soprattutto dopo le informazioni date da un funzionario curdo secondo cui gli Stati Uniti starebbero costruendo una nuova base militare in Iraq proprio sulla strada che collega ad Abu Kamal.

L’intelligence americana monitora i missili iraniani

Una notizia importante che va unita anche a un altro annuncio, questa volta da parte americana. Nei giorni precedenti il raid, l’intelligence statunitense aveva affermato che le forze iraniane e soprattutto quelle delle forze legate all’Iran avrebbero potuto colpire anche le truppe della coalizione a guida Usa presenti in Siria.

L’idea del Pentagono e e dei funzionari americani è che Teheran possa vendicarsi dell’assedio attuato nei confronti dell’Iran attraverso una rappresaglia missilistica in tutto il Medio Oriente, dove le milizie filo-iraniane sono effettivamente coinvolte ovunque in scontri contro gli alleati degli Stati Uniti, da Hezbollah agli Houthi passando a tutta la galassia di milizie di stampo sciita presente in Siria e Iraq.

Secondo gli Stati Uniti (e sono le stesse accuse rivolte da Israele e dall’Arabia Saudita) queste milizie hanno incrementato in maniera sensibile le loro possibilità di accedere all’arsenale balistico iraniano. E queste accuse sono arrivate mentre Benjamin Netanyahu mostrava le foto di un presunto sito iraniano a Beirut di cui però non si ha ancora alcuna traccia.

Abu Kamal, Israele e gli Stati Uniti

A proposito di Israele, non va dimenticato che proprio ad Abu Kamal il Pentagono aveva accusato lo Stato ebraico di aver compiuto un raid contro alcune milizie siriane legate al governo di Bashar al Assad. Un attacco particolare che non solo dimostrava l’ampiezza del raggio d’azione di Israele rispetto agli standard tipici dei suoi raid in territorio siriano, ma anche una forte presa di posizione da parte dei funzionari Usa che, per la prima volta, accusavano pubblicamente l’aviazione israeliana di aver compiuto un bombardamento.

In quell’occasione, Israele dimostrò interesse anche verso l’area al confine fra Iraq e Siria. Interesse confermato anche settimane dopo quando un altro misterioso raid ha coinvolto proprio l’area a cavallo fra i due Stati. E che evidentemente sta assumendo un ruolo strategico di primo piano per tutto il Medio Oriente, se non solo americani e alleati, ma anche Israele e Iran iniziano a colpirla.

  • Buba17

    video dedicato a chi “l’ iran non ha mai minacciato israele”…vero italo balbo??? quei barboni devono solo sperare che un missile non cada vicino alle truppe usa.

    • Gianni Isola

      A ridosso di truppe usa, il missile c’è già arrivato e ne hanno sentito anche il botto, testina!

      • Dario Asso

        Giù la testa!

      • Buba17

        si vero, per vicino dicevo proprio colpirli.

  • eusebio

    Ci sarebbe da spiegare che ci faceva una base ISIS a tre miglia da una base americana.
    Comunque la sacca di Abu Kamal non è mai stata veramente soppressa dai curdi, mentre da lì via Al Tanf sono partiti i terroristi ISIS che in questo momento vengono massacrati (come al solito) dai siriani ad Al Safa, e la sacca sull’Eufrate è regolarmente bombardata dagli irakeni aldilà della frontiera, grazie alle informazioni che arrivano dal comando unificato antiterrorismo russo-siriano-irakeno-iraniano di Baghdad.
    Per quanto riguarda Idlib invece dell’offensiva di terra i reparti speciali siriani, iraniani, russi e forse cinesi
    (per via dell’esercito del Turkestan uiguro) stanno eliminando sistematicamente i qaidisti di al Nusra con colpi mirati.