Infiltrata Isis

“Io, infiltrata nell’Isis”

Arriva davanti all’ingresso del campo profughi in auto, scortata da due soldati curdi che la portano all’interno. La sua identità non deve essere rivelata, e anche se è fuggita da Qayyara ormai diversi mesi fa, la sua sicurezza potrebbe essere ancora a rischio.

Perché per Marjam (nome di fantasia) come per tante altre persone, la guerra allo Stato Islamico è cominciata molto prima dell’offensiva su Mosul, quando nel Kurdistan iracheno erano schierati solo i peshmerga a presidiare i propri confini e a bloccare i daesh, e bisognava raccogliere più informazioni possibile per cercare di prevenirne gli attacchi.

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Questo era il lavoro della donna, uno dei più rischiosi: perché le informazioni si raccolgono sul campo, convivendo con la paura di essere scoperti in qualsiasi momento. Dalla scorsa estate la città di Qayyara, settanta chilometri a sud di Mosul, è libera, e presidiata dall’esercito iracheno.

E’ in questa zona che Marjam ha operato, collaborando con i soldati curdi stanziati a sud est, intorno a Makhmour, mettendosi in contatto con loro ogni volta che veniva a conoscenza di acquisti di armi, organizzazione di attacchi, nuovi arrivi tra le fila dell’Isis, compresi i foreign fighters.

Era riuscita ad infiltrarsi quattro mesi prima, grazie alle sue competenze mediche, perché, come spiega lei stessa, i membri dello Stato Islamico hanno sempre reclutato personale sanitario, ne hanno sempre avuto bisogno. E, complici la paura e la necessità di sopravvivere dei civili, hanno sempre trovato chi lavorasse per loro. Così ha fatto anche lei, ha accettato un impiego: ogni giorno curava i feriti e nel frattempo ascoltava conversazioni, osservava, e annotava ogni dettaglio. Poi lo comunicava. Guadagnava anche uno stipendio, almeno nei primi tempi, finché i daesh non hanno smesso di pagare.

Marjam ha perso le tracce dei suoi familiari: sapeva che sarebbe successo, per una questione di sicurezza sua e delle persone care. Ma era consapevole che la sua missione sarebbe servita a tutti, per riconquistare la libertà.

La situazione si è fatta sempre più pericolosa, giorno dopo giorno: i daesh con cui aveva contatti si sentivano accerchiati, e per questo erano diventati sempre più attenti e sospettosi. Così ha deciso di scappare: si è allontanata a piedi, di notte, nella speranza di raggiungere il fronte sicuro senza essere avvistata prima e sicuramente uccisa. Oggi ripensa al rischio che ha corso, come pure i suoi compagni di “cellula. “Altri informatori sono stati scoperti – ricorda – nella mia stessa zona. Sono stato tutti ammazzati, come pure i loro figli. Anche grazie a loro e alle informazioni che hanno comunicato a costo della vita, i peshmerga prima, e oggi anche l’esercito iracheno, sono stati in grado di indirizzare meglio gli attacchi, e controllare il pericolo”.

Nel suo racconto ripercorre alcuni aspetti della vita sotto lo stato islamico: l’addestramento degli adolescenti alle armi e alla vita militare, le ragazze obbligate a convivenze forzate. Parla anche dell’uso di droghe da parte dei miliziani, ordinate via internet dalla Siria, secondo quanto ha avuto modo di vedere. E infine dei miliziani stranieri, i primi ad essere impiegati in attacchi suicidi. E ribadisce: “questa gente nulla ha a che fare con il vero islam, non è questa la nostra religione”.

  • Ettore Cimadomo

    Questa si che può definirsi un eroina!! E di eroi ed eroine sono certo ve ne siano molti in ogni dove. Purtroppo essi non finiscono sulle prime pagine dei giornali e, quando non muoiono trascorrono dimentichi il resto del tempo. Ettore Cimadomo

    • https://www.youtube.com/watch?v=wDJjcL9Ya4c Anita Mueller

      Gli eroi rischiano la pelle anche per permettere gli abitanti dei castelli. Assai più rari sono gli eroi che si oppongono alla povertà.

      • Ettore Cimadomo

        Concordo pienamente. Sia come sia, però, la signora, probabilmente portatrice di valori molto diversi dai miei, ha rischiato la pelle lottando per eliminare dei pericolosi tagliagola, portatori di ideologie folli che hanno ucciso e stuprato migliaia di uomini e donne. Dietro di lei c’è il castello? Sia pure. Leviamo il calice a questo fulgido esempio ed attrezziamoci per eliminare quanto di marcio la circonda. Ettore Cimadomo

        • https://www.youtube.com/watch?v=wDJjcL9Ya4c Anita Mueller

          Isoliamo eventi dal contesto umano che, con quasi duecento nazioni, siamo sulla Terra. Solo in Italia la casa causa più decessi della strada, circa 8 mila all’anno. La gente si ammala e muore per lavoro, traffico, alcol e fumo, smog, e per tante altre cause ma senza noi più trattarle con lo scopo di ridurle, le dette cause, come insomma a livello globale danno alla persona che permette fatturati miliardari.

          • Ettore Cimadomo

            Perdonami ma non riesco a comprendere il senso del tuo scritto. Qui parliamo di eroismo. L’eroe è colui che in assenza di interesse personale sacrifica se stesso al fine di difendere persone o idee. L’ideale difeso,aggiungo, a mio avviso potrebbe risultare anche negativo. Mi spiego. Un kamikaze dell’ISIS sarà esecrabile dal nostro punto di vista ma eroico secondo quello del suo mondo di riferimento. Così la rivoluzione francese ha creato eroi. Questi, avesse vinto la parte avversa, sarebbero al contrario indicati come vili assassini. La storia la scrivono i vincitori. Utile sarebbe prescindere da interessi personali e condurre analisi asettiche. Venendo alla tua analisi, certo che nel mondo c’è del marcio e non passa giorno che io non mi spenda per indicarlo. Occorre però utilizzare mente libra, rifuggendo dall’inseguimento di falsi profeti. Ciao, Ettore Cimadomo

          • https://www.youtube.com/watch?v=wDJjcL9Ya4c Anita Mueller

            Il senso del mio scritto è quello di salvare, il più possibile, vite umane. Certo che si parla di eroismo per, come dici, difendere (e quindi salvare) vite umane. Si lasciano quindi, le vite umane, salvare con e senza eroi e probabilmente nel secondo caso assai di più. L’Isis quindi preoccupa, ma piuttosto come concorrenza rispetto al dominio (dei pochi) delle masse umane e meno per agevolarle innanzi eliminando la povertà.

          • Ettore Cimadomo

            Cara Anita, certo che la violenza, qual sia la sua provenienza, fa orrore. Il pacifismo ad oltranza, però, è demagogico e produce più danni di quanti ne voglia evitare. Dimmi, immagina di essere presente ad un’azione terroristica. Un kamikaze (eroe dal suo punto di vista), contornato da una folla innocente (bambini inclusi), lì pronto a farsi saltare in aria compiendo una strage. Tu trovi una pistola è puoi intervenire. Cosa fai, spari o te ne freghi? Tu mi dirai: parlerei con il terrorista, tenterei di convincerlo, … Credi veramente in ciò che dici? Ti dico io cosa saresti se non intervenissi: un’assassina ed avresti sulla coscienza morti e lutti. Kant asseriva: la libertà è data dalle condizioni per le quali l’arbitrio dell’uno può coesistere con quello degli altri secondo un principio di generale libertà.

          • https://www.youtube.com/watch?v=wDJjcL9Ya4c Anita Mueller

            Io vedo un insomma danno alla persona suddiviso in luogo e modo, e lo voglio ridotto laddove dipende da noi umani e non da circostanze, come lo è un terremoto, non controllate da noi. Citi Kant, ma poi non vedi le nazioni avere solo nell’ultimo secolo ucciso e ferito con guerre e dittature dozzine di milioni di esseri umani. Citi Kant, ma poi non vedi le nazioni incassare imposte con l’alcol e il fumo venduto che ogni anno uccide e ferisce milioni di esseri umani.

          • Ettore Cimadomo

            Peccato, evidentemente non sono riuscito a spiegarmi o non hai compreso il senso del mio scritto. Libera di continuare a pensarla come più ti aggrada. Cordiali saluti. Ettore Cimadomo

          • https://www.youtube.com/watch?v=wDJjcL9Ya4c Anita Mueller

            Il problema è un altro: tu dici che la somma dei cadaveri e feriti è un’opinione. Il tuo senso è quindi DIMINUIRE i cadaveri e feriti, cioè il tuo senso è DIMINUIRE la prevenzione che conduce ad un minore danno alla persona. https://uploads.disquscdn.com/images/7f0869d3c9199ceffed7210c1037db8665f9f752c48d1ae3a0a4badf9426a8f1.jpg

          • Ettore Cimadomo

            parte 2 vuole incidere sulla mia libertà o su quella di un debole vi è obbligo morale di difendersi. Per uno stato è lo stesso. L’uomo nasce libero e comproprietario del mondo. Per consentire il funzionamento della società cede parte di essa libertà allo stato che ne surroga la difesa. Si tratta ora di definire diritti e doveri. Certo nel mondo vi è del marcio. Occorre allora stabilire regole certe e condivise. Compito difficile e mutevole nel tempo, giacchè non vi è una politica buona per tutte le stagioni. Di certo il tifo e l’interesse personale non aiutano e neppure aiuta inseguire modelli e pareri spesso interessati. Un esempio per tutti: Amyrta Sen, Nobel per l’economia. Sai chi è? Un Indiano, guarda caso marito di una Rothschild che ciancia di povertà proponendo teorie che in concreto affamano e discriminano la popolazione. Movimenti pacifisti? Sarà un caso che dietro di essi si trovi Soros? La chiesa. Stendiamo un velo pietoso. Ettore Cimadomo

          • https://www.youtube.com/watch?v=wDJjcL9Ya4c Anita Mueller

            L’uomo nasce libero e comproprietario del mondo? Osserva questa immagine … https://uploads.disquscdn.com/images/52307fd7fbd6b76f9899ee1aa9b8450c2e7d14cf47f972fd910d42e1430eaacc.jpg

          • thalia

            Molto bella questa pittura, Anita, se non ci fossero queste a illuminarci sul passato non sapremmo di chi e come parlarne, nonostante le roi abbia un pò esagerato nello scosciarsi ma, in compenso aveva belle gambe nonostante tutti gli stracci del soffitto. Ciao.

          • https://www.youtube.com/watch?v=wDJjcL9Ya4c Anita Mueller

            Non siamo forse animali domestici con tanto di guardiani?

  • venzan

    Donna da medaglia d’oro.

  • dottor Strange

    onore a questa donna. altro che la Boldrini o la Boschi…..

    • thalia

      Ma quale onore era quella che ai vecchi tempi si chiamava “spia”.

  • giuseppe 97

    sì, ma perchè divulgare le informazioni? Questa dovrebbe essere segretissima. Quelli dell’isis non sono scemi.

  • Mario L.

    Spesso non sanno quello che fanno…..non solo loro purtroppo, il mondo è pieno zeppo di gente che non sa quel che fa.

  • Salvatore

    Tutto perfetto,eroico,coraggioso,esemplare. Tranne la conclusione : non sono del vero islam, della ” nostra” religione . Rispetto per la ” sua” religione islamica, che si fonda sui passi ” umani ” contenuti nel Corano. Ma dobbiamo riconoscere che i Libri ” Sacri “, anche la Bibbia, contengono una serie di brani avvenimenti e proclami del tutto DISUMANI, pericolosi per la pace,la convivenza e l’umanità !

  • thalia

    Ed ecco la conclusione del racconto che come pietra tombale si getta sulle speranze altrui, questi non sono islamici non hanno nulla a che fare con loro! Che cosa sono di grazia, anche se vanno in guerra e fumano erba tutti i militari fanno e dicono ciò che racconta questa donna in propaganda gratis, la paura e lo stress prevale su tutti gli individui seppure inbraccino un fucile, ce lo racconta la guerra del vietnam. Dico soltanto che i paesi non vanno divisi e regalati brandelli di essi ai vicini per il momento compiacenti, è ciò che sta succedendo nuovamente in Italia, come nei paesi arabi il cui problema risiede in ciò, come la siria che doveva essere balcanizzata dalla clinton. esempio più lontano la germania da cui scaturì il conflitto mondiale. a ciò servono i mercenari, sparare,uccidere terrorizzare perché pagati, anche se sono islamici.