US Secretary of Defense James Mattis (L) and Saudi Arabia's Crown Prince Mohammad Bin Salman walk into the Pentagon after an honor cordon March 22, 2018 in Washington, DC. / AFP PHOTO / Brendan Smialowski

Il principe dimezzato

Sono passati più di dodici mesi da quando Mohammed Bin Salman è stato nominato principe ereditario, il primo dunque nella linea di successione a Re Salman nell’intricata famiglia Saud. Dopo una fulminea scalata nei ranghi della casa reale saudita, Mohammed Bin Salman, figlio del sovrano, ha ricevuto quindi la consacrazione con la nomina di principe ereditario. In tal modo, considerando l’età dell’anziano re, il principe è diventato uomo più potente dell’Arabia Saudita. Mohammed Bin Salman ha scalzato dal ruolo di primo ereditario lo zio Bin Nayef, uomo forte dei servizi segreti e del ministero dell’Interno. Una lotta di potere che vede al momento Bin Salman scalzare Bin Nayef: ma questa lotta è davvero finita? 

Le lotte interne alla famiglia Saud 

Da quando sogna il trono, Mohammed Bin Salman ha imposto di fatto la sua politica. Tanto a livello interno quanto negli affari esteri, Riad si è mossa seguendo le indicazioni del principe ereditario. Riforme (timide, fin troppo forse) a livello sociale, inasprimento del braccio di ferro con l’Iran, embargo al Qatar e guerra allo Yemen sono soltanto alcuni dei fronti aperti dal giovane erede al trono. Ma non solo: lo scorso 4 novembre Bin Salman ha avviato una vasta campagna repressiva che ha condotto di fatto a vere e proprie purghe in seno alla famiglia Saud ed agli sceicchi più vicini. Ufficialmente si è trattato di una campagna anti corruzione, in realtà gli uomini più ricchi dell’Arabia Saudita non propriamente affini alla politica del principe sono stati sbattuti in camere d’albergo e rinchiusi finché non hanno ceduto gran parte dei propri patrimoni allo Stato. Un giro di vite effettuato anche, secondo non pochi testimoni, con l’ausilio di minacce e torture nei confronti degli arrestati. 

Un quadro che confermerebbe comunque le lotte intestine a casa Saud, con Bin Salman in grado di mettere fuori gioco molti suoi oppositori. Lo stesso Mohamed Bin Nayef appare di fatto esautorato da ogni ruolo: da uomo potente della sicurezza ed erede al trono, lo zio del principe adesso è passato ad un vero e proprio pensionamento dorato. Negli anni lui ed il ramo a sé vicino della famiglia, sono stati in grado di creare un vero e proprio clan autonomo che oggi però appare caduto in disgrazia. Eliminati gli oppositori, imposta la propria linea e con il padre anziano e dalla salute più debole, in tanti si chiedono come mai il passaggio di consegne tra Re Salman e Mohamed bin Salman non appaia alle porte. 

Il ruolo di garanzia accreditato a Re Salman

Occorre adesso ripescare la domanda posta sopra: la lotta di potere in seno casa Saud è davvero terminata con la vittoria del principe ereditario? In realtà la linea imposta da Mohamed Bin Salman ancora non appare in grado di reggere e di essere digerita da tutti. Le lotte interne alla classe dirigente saudita sono tali da non aver generato un nuovo equilibrio pendente dalla parte del principe ereditario. In poche parole, la linea imposta da Bin Salman potrebbe funzionare soltanto se non va ulteriormente a minare il campo di altri avversari, altri clan in seno ai Saud ed altri interessi che cozzano con le velleità del figlio del sovrano. E proprio il sovrano, in tal senso, rientra prepotentemente in gioco. 

Non è vero che Re Salman è oramai un ottuagenario alle prese con problemi di senilità ed incapace di guidare il paese. Né tanto meno il sovrano ha voglia di passare alla storia come un mero passacarte del figlio. A farlo notare è un’analisi dell’editorialista Bruce Riedel, esperto di Paesi del Golfo, pubblicata su Al Monitor . Re Salman è ancora in carica, è ancora vivo ed è, soprattutto, rispettato da tutti. La sua autorità è riconosciuta dalle varie fazioni della famiglia Saud, di fatto è proprio lui che garantisce ancora un certo equilibrio e funge da conciliatore tra le parti. L’abdicazione e la salita al trono di Mohamed Bin Salman appaiono dunque ancora ben lontani, di sicuro molto più di quanto fino a pochi mesi fa si poteva prevedere. Ed in questo quadro, lo stesso braccio di ferro interno ai Saud potrebbe avere esiti non scontati. 

Dimostrazione si è avuta pochi giorni fa, quando si è appresa la notizia che la fine del progetto di quotazione in borsa di Aramco, la società del petrolio saudita, è stata voluta da Re Salman. Un veto importante, specie se si considera che la quotazione di Aramco era fiore all’occhiello del progetto “Vision 2030“, il programma di riforme elaborato e voluto da Mohamed Bin Salman. Il figlio ha indubbiamente molto più potere di tanti altri suoi rivali, ma in Arabia Saudita una sola cosa al momento è certa: a regnare è Re Salman. 

  • Flavio Stilicone

    È evidente che il re appoggia il figlio totalmente o questi non avrebbe avuto il potere di fare ciò che ha fatto agli oppositori interni.

    Il destino di Bin Salman non dipende dal padre, sempre e comunque amorevole, ma dal successo delle riforme e delle avventure militari finora disastrose.

    Il padre prima o poi non ci sarà più e il vento nel deserto cambia in fretta direzione … dovesse succedere, non è detto che gli chiedano “per favore”.

    • Bragadin a Famagosta

      in ogni caso non mancheranno le amorevoli cure e i saggi consigli del Dipartimento di Stato Montessori.

      • Flavio Stilicone

        Quelli sono come una scuderia. Al cavallo danno la biada migliore, procurano i migliori veterinari e pure da tr0mbare se è un vincente … altrimenti finisce in cucina sotto forma di svizzere … e sotto con un altro cavallo …

        • Bragadin a Famagosta

          ahh’..Cirifischio occhio che non girerà sempre così…

      • Maria

        Stato Montessori???la sua ignoranza in materia d islam e crassa impari l arabo e il.messaggio coranico
        Maria

        • AlbertNola

          No, Maria, questo Bragadin è un mentecatto nazi-fascista, ma sa pulire i cessi che una meraviglia. Assumilo subito!

    • alberto_his

      Il re-padre ha molto più sale in zucca del figlio, che ha imbarcato il regno in avventure finanziariamente e militarmente rovinose. Sacrificare parte, anche se piccola, di Aramco, il gioiello di famiglia che mantiene il regno, a beneficio dei biscazzieri anglo-khazari avrebbe posto tutte le premesse per la fine della dinastia. Tutto da vedere come andrà la successione al trono, considerate le figure meschine rimediate e i metodi mafiosi utilizzati dal virgulto filo occidentale/sionista e la pletora di principi della famiglia reale.

  • johnny rotten

    L’arabia saudita nasce come governatorato al servizio della corona uk, chi comanda oggi è ovviamente la cia che si è prima affiancata e poi ha sostituito il mi5, il compito delgi wahabiti è quello di regalare petrolio a washington, comprare i buoni del tesoro della fed ed addestrare i terroristi salafiti per le guerre imperialiste occidentali, per il resto i regnanti possono arricchirsi quanto vogliono e pure scannarsi tra di loro, l’importante per i padroni è che i servi svolgano le mansioni loro affidate.

    • agosvac

      Il problema è che i Sauditi non è che abbiano più le risorse finanziarie di qualche decennio fa, Ormai sono agli sgoccioli con le folli spese per guerre ed armamenti che hanno fatto. Dubito che riescano ancora a comprare titoli della fed!

    • Maria

      Complimenti per il suo veritiero commento storico
      Maria

  • Zeneize

    Ho letto da qualche parte che la quotazione di Aramco era troppo alta, quindi i “mercati” avrebbero fatto crollare il titolo. Chissà.

    • Alox2

      Stro.nzeneize hai letto? I mercati? Chissa’…lol ma torna aprenderlo dal nanetto Russo.

      • Ramsmeat

        Sotto sotto vuoi vedere che Putin lo ammiri? :)

    • AlbertNola

      Chissà, se Zeneize, diventerà col tempo meno ignorante.

      • Zeneize

        Adesso il figlio della succhiacamionisti dà patenti di ignoranza? LOL.

  • Bragadin a Famagosta

    Il principe dimezzato?

    credo siano in tanti che lo sperano

  • http://batman-news.com stefano

    Turtto dipende da cosa vuole Israele!!!!

  • eusebio

    MbS sperava di raccattare fondi annettendo il Qatar ed il suo ricco fondo sovrano di centinaia di miliardi di dollari, ma i turchi gli hanno piazzato una guarnigione che lo ha bloccato e di conseguenza Trump ha cercato di disarcionare Erdogan a mezzo sanzioni,e il reis è stato soccorso dalla Cina.

  • best67

    son tutti principi!un casino capire chi comanda..!

  • Chris LXXIX

    Allora, ve lo dico io chi comanda, in Arabia Saudita: se non comanda ‘sta palandrana barbuta chiamato Bin Salman, comanderà, evidentemente, un’altra palandrana barbuta.

    Semplice, no? :-)

    • Ramsmeat

      Muhammad Nduja El Salam Al Kālabri.

      • Chris LXXIX

        Ih ih :-)

      • Maria

        Purtroppo saranno i fratelli musulmani pericolosissimi maria

      • Chris LXXIX

        El Hadji Cirò Al Asprhomoonty :-)

    • Maria

      I fratelli musulmani favorevoli al pan islamismo e più infidi

      • Chris LXXIX

        Io e @Ramsmeat:disqus sappiamo benissimo chi comanda, leggi i nostri commenti e capirai :-)

  • Maria

    L Arabia saudita e sull orlo di pericoll

  • Maria

    L Arabia saudita e sull orlo di pericolose lotte interne tribali con gravi conseguenze per la stabilita aprendo la strada ai fratelli musulmani amici dell Iran
    Maria