F-15 fighter aircraft of the Japan Air Self-Defense Force take part in a military review at the Ground Self-Defence Force's Asaka training ground in Asaka, Saitama prefecture on October 14, 2018. - Some 4,000 personnel, 260 vehicles and 40 aircraft took part in the military parade. (Photo by Kazuhiro NOGI / AFP)

Il Giappone è pronto a schierare le sue nuove portaerei

Dopo settanta anni dalla loro completa sparizione, il Giappone pacifista è pronto a riportare in mare le sue portaerei. Vanto della Marina nipponica, le portaerei che trasportavano la famigerata Aviazione Navale – che sferrò l’attacco di Pearl Harbor e diede filo da torcere agli Stati Uniti in diversi battaglia decisive per il fronte del Pacifico come la Battaglia del Mar di Coralli e delle Midway – erano state proibite dalla costituzione pacifista, che è stata inizialmente “aggirata” impostando lo sviluppo di unità indicate come cacciatorpediniere.

Annunciate con un certo riserbo, seguendo la tradizionale politica a basso profilo adottata con le comunicazioni ufficiali inerenti gli armamenti, quelle che inizialmente erano state presentate come due “cacciatorpediniere” di enormi dimensioni nel 2009, si sono in un secondo momento rivelate delle portaelicotteri – precisamente DDH,Helicopter Destroyers – lunghe 248 metri, larghe 38 con un dislocamento a pieno carico di 27mila tonnellate e un ponte di volo – niente cannoni navali o altre strutture al di fuori dell’ “isola” tipa delle portaeromobili. La decisione di Tokyo di acquistare una flotta di F-35 “B”, a decollo corto ed atterraggio verticale (Stovl), concomitante allo sviluppo di queste portaelicotteri, ha poi rivelato le vere intenzioni della Forza di Autodifesa Marittima del Giappone che cercava un vettore aeronavale capace di proiettare la sua potenza al di là delle acque costiere.

La classe Izumo infatti può essere considerata una portaerei a tutti gli effetti, anche se Tokyo ha tentennato nell’ammetterlo, nonostante abbia dato al secondo vascello, laKaga, lo stesso nome della celebre portaerei della seconda guerra mondiale che partecipò proprio all’attacco di Pearl Harbor e poi venne affondata alla Midway nel 1942.

Le portaerei di “autodifesa” del Giappone potranno imbarcare fino a 7 elicotteri per la guerra anti-sommergibile Mitsubishi-Sikorsky Sh-60 e Leonardo Kawasaki Mch-101 e ci si attente che imbarchino almeno 24 o più ciaccia multiruolo F-35B che appartengono alla seconda tranche di jet di 5ª generazioni ordinati alla Lockheed Martin. Saranno difese da sistemi  Ciws “Phalanx”, basati sul cannone rotativo multicanne ad altissima velocità M61, e da due sistemi missilistici “Sea Ram”. Al loro fianco, come neicarrir strike grup delle altre potenze, navigheranno i cacciatorpediniere missilistici della classe Hatakaze .

Il Pacifico Settentrionale, con la loro autonomia di 10mila miglia nautiche, sarà il loro campo d’impiego, sopratutto come garanzia di difesa dalla Corea del Nord, che nonostante la fase di distensione che si respira nella regione del Pacifico rimane una minaccia “attiva”, almeno fino a quanto non adempirà alla denuclarizzazione e non troverà un accordo con gli Stati Uniti sul piano politico-commerciale. Il Giappone sarebbe anche preoccupato dall’espansionismo di Pechino , che potrebbe non limitarsi alle rivendicazioni nel Mar Cinese meridionale, ma potrebbe riguardare anche rotte commerciali più a nord, ossia quelle che interessano da vicino Tokyo. Per questo un rafforzamento strategico della Marina, nonostante assuma posizione ambigue nei confronti della costituzione pacifista (Articolo 9) che ha di fatto demilitarizzato per anni il Paese del Sol Levante sotto l’occupazione americana, e ha poi rilegato le sue forze armate ad una forza di autodifesa, sembra adeguato se non necessario ad una potenza mondiale di tale rilevanza.

A queste unità estremamente versatili verrà per tanto assegnato il compito di presenziare e sorvegliare i tratti di mare dove si sviluppano gli interessi di Tokyo, e di fungere ovviamente da deterrente. Riconsegnato all’Aviazione Navale giapponese una capacità che le è stata proibita dal lontano 1945.