apertura_bordello

Il bordello di Tangail

TANGAIL – Novanta chilometri dalla capitale Dacca. Tre ore di macchina verso nord. Siamo a Kandapara, quartiere a luci rosse di Tangail. Una città nella città, fatta di baracche dove circa ottocento ragazze, tra droga e povertà, si vendono al miglior offerente. In Bangladesh la prostituzione è stata legalizzata nel 2000, ma ha origini molto più antiche. È un’eredità del dominio inglese e i bordelli sono aperti da tantissimi anni. Questo è il secondo più grande del Paese. Quelli regolari, ovvero riconosciuti dalle autorità, sono una ventina. Per la legge dovrebbero lavorarci solo ragazze dai 18 ai 55 anni. Ma nella realtà non è così. Ci si accorge immediatamente quando si varca uno dei cancelli in lamiera che ti porta all’interno. Tante sono giovanissime.

LEGGI ANCHE
"Non rinunceremo mai al Nagorno Karabakh"

Le ragazze guardano incuriosite, alcune sorridono. Le loro storie, però, raccontano una vita in bianco e nero. Molte sono nate nel bordello. Figlie di sex workers, non sono mai uscite da quel muro che le separa dal resto del mondo. “Sono nata qui e mi prostituisco da sette anni”. Si chiama Eti, classe 1994. Ha iniziato quando aveva appena 15 anni. Lo racconta come se fosse normale. Sua madre è accanto a lei e non si scompone neanche quando la figlia ammette di far uso di droga.

LEGGI ANCHE
Gli Iskander russi in Armenia

Gli stupefacenti qui dentro sono la normalità. Quello più usato lo chiamano Baba. È la Yaba, un derivato delle metanfetamine, conosciuta come “la droga che fa impazzire”, perché rende aggressivi fino alla follia, mentre brucia il cervello. Generalmente viene tagliata con ciò che avanza della produzione di eroina e si presenta sotto forma di pillole. Qui la tritano e la fumano a tutte le ore. Molte fanno uso anche di Oradexon, uno steroide che viene utilizzato dagli allevatori per far gonfiare i bovini. Le giovani lo prendono per sembrare più sane ed attraenti. Una follia. Eti ha la risposta pronta anche quando gli chiediamo perché sta buttando via così la sua adolescenza: “Sono una musulmana credente e se faccio questa vita è per il volere di Allah”, dice con un singolare rovesciamento della morale religiosa.

Bangladesh_20161117_121520 Bangladesh_20161117_140054 Bangladesh_20161117_140146 Bangladesh_20161117_140135 Bangladesh_20161117_121720 Bangladesh_20161117_131222 Bangladesh_20161117_140522 Bangladesh_20161117_141218 Bangladesh_20161117_140621 Bangladesh_20161117_141801 (1) Bangladesh_20161117_141616

Il bordello è costituito da una via principale da cui poi si diramano tantissimi piccoli vicoletti. Tra i negozietti che ti danno l’illusione di vivere nella normalità quotidiana, si trovano le stanze delle ragazze. Un letto matrimoniale e poco più. I bagni, le docce e gli altri servizi sono in comune. “Una stanza costa 300 taka al giorno (circa 4 euro, ndr). Lo stesso prezzo che i clienti pagano per una prestazione”, ci spiega Aklima Begum Akhi, ex sex workers, presidente del Nari Mukti Sangha (NMS), associazione che dice di aiutare le ragazze che vivono a Kandapara.

Quasi sempre i soldi guadagnati dalle prostitute vanno ai Babu, una figura che qui descrivono in tanti modi: fidanzato, protettore o amico. In realtà è un vero e proprio sfruttatore che controlla e guadagna sulla pelle delle ragazze. “Tutti i miei soldi vanno per pagare questa stanza e per un uomo che mi protegge”, racconta Anjana, 29 anni. È un po’ più grande delle media e si vende da 15 anni. “Quest’uomo mi ha comprato una casa fuori da qui, lo sto ripagando”. Una casa che la prostituta non ha mai visto e che, forse, non vedrà mai.

Bangladesh_20161117_143430 Bangladesh_20161117_142401 Bangladesh_20161117_143918 (1) Bangladesh_20161117_165103 (1) Bangladesh_20161117_170404 Bangladesh_20161117_145012 (2) Bangladesh_20161117_170742 Bangladesh_20161117_172618 Bangladesh_20161117_175228 Bangladesh_20161117_182245
Sarika ha 23 anni appena compiuti. Dice di lavorare qui a Kandapara da poco tempo. Nelle sue braccia i segni indelebili dei clienti violenti. Bruciature e tagli. Non ne vuole parlare. Sembra molto triste. Poi all’improvviso le torna il sorriso. Una luce colora il suo viso. “Sono innamorata di un ragazzo. Ha promesso che tornerà a prendermi e inizieremo una vita insieme fuori da qui”, ci dice. Poco dopo, però, torna il buio e si chiude nel suo silenzio. Intanto, come ogni giorno, la sua vita è dentro quelle quattro mura. Una gabbia invisibile che, per le moderne schiave del sesso, sarà difficile da oltrepassare. L’unica porta, effimera, è quella offerta da una dose di Baba.
  • franco.a.trier

    che c’è di male?

    anche voi avete in Italia ragazzine 14enni che si prostituiscono per caricare il cellulare ed altre cose
    ..

    • Luigi Gigio

      non stanno dentro quattro mura e se vogliono non la danno.

    • Enrico Marra

      “che c’è di male?” Bastano queste cinque parole per evidenziare la sua pochezza di ragionamento. Sembrerebbe che secondo lei, siccome anche da noi esiste la prostituzione minorile e non solo, non varrebbe la pena pubblicare certi servizi giornalistici? Peraltro la più parte delle prostitute viene proprio da quei paesi “sfortunati” tipo il Bangladesh

      • https://www.youtube.com/watch?v=wDJjcL9Ya4c Anita Mueller

        A tal proposito Vita con … Turismo sessuale dei minori: un business criminale da 100 miliardi di dollari … I dati del Segretariato Generale delle Nazioni Unite sulla violenza contro i bambini stimano che oltre 220 milioni di minori abbiano subito forme di violenza e che 3 milioni sono stati inseriti nel circuito della prostituzione …

    • agosvac

      Egregio franco da Treviri, anche in krante cruccolandia ci sono prostitute di 14 anni, forse di più che in Italia!!! Vada ad Amburgo a controllare!!!

    • best67

      le crucche lo fanno anche meglio!

  • unamattinamisonsvegliato

    Culture che hanno tanto da insegnare, secondo il papa: il nostro futuro, secondo boldrini.

  • Stefano61

    I musulmani si che rispettano le donne, non come i cristiani. Sono la peggior razza di ipocriti del pianeta, falsi e peggio delle bestie.

    • https://www.youtube.com/watch?v=wDJjcL9Ya4c Anita Mueller

      A tal proposito il Corriere con … Turismo sessuale e minori, italiani in testa nella classifica dei clienti … I turisti che si rivolgono alla prostituzione minorile sono un terzo del totale …

  • bonoitalianoma

    E pensare che gli occidentali civilizzati vanno in quelle lande, e non solo, a scaricare i loro istinti bestiali pazienza fossero gli autoctoni ma pure ci danno dentro approfittando della stato di miseria, culturale sopratutto, di quelle persone. Ma d’altronde ognuno ha il suo “Essere superiore” e lo strattonano secondo la convenienza.

  • MarioD6

    Paese totalmente mussulmano ed integralista. Mignotte e droga e alcool sono la normalità per questi predicatori di odio e di un dio che vede solo la distruzione dell’infedele. E poi vogliono venire ad insegnare a noi come stare al mondo?? Quando sarà che li cacciamo a casa loro con il divieto di rientro???
    Cosa ha da dire (nel più assoluto silenzio) la Boldrini ?? e tutti i sostenitori dell’accoglienza a tutti i costi ?? Questi selvaggi prenderebbero anche le loro figlie per metterle in posti simili. L’uomo mussulmano ha tutti i diritti, mentire, ubriacarsi, drogarsi, menare mogli e figlie, basta che tenga la finestra chiusa che Allah non lo vede. Dove sono quelli che credono ancora nei mussulmani moderati???

  • quinti.dorado

    agosvag dimostramelo fammi leggere qualche giornale che lo scriva mentre io te lo dimostro con gli articoli del Giornale.