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“Ho visto cecchini sparare su manifestanti e polizia”

Kiev – Le storie segrete dei 30 giorni che sconvolsero l’Ucraina e l’Europa sono zeppe di spie, intercettazioni e rivelazioni su clamorosi video mai resi pubblici. «Ho visto le immagini di un cecchino travestito da Berkut (gli ex corpi speciali della polizia di Kiev, nda) che spara prima sui manifestanti e poi sui poliziotti in piazza Maidan» rivela al Giornale Inna Bogoslovskaja, deputata indipendente della Rada ucraina.

E nelle stesse ore esce l’intercettazione di una telefonata shock di Yulia Tymoshenko, ex primo ministro, molta amata in Occidente. «Prenderei io stessa l’Avtomat (il fucile d’assalto Kalashnikov) e sparerei in fronte a questo stronzo… bisogna ammazzarli tutti, insieme alla loro guida» riferendosi ai russi e al presidente Vladimir Putin. Poi aggiunge che «bisogna tirare una bomba atomica» sugli 8 milioni di russofoni nel sud est dell’Ucraina. A Kiev il Giornale ha scoperto un tassello inquietante sul bagno di sangue dei cecchini in piazza Maidan, che in molti tentano di smentire o far dimenticare. Il 20 febbraio, poco prima delle 15, dopo un centinaio di morti, il Parlamento ucraino sta per riunirsi in seduta d’emergenza. «In quel momento c’è una grandissima tensione. I Berkut (corpi speciali della polizia, nda) sono ammassati all’ingresso del Parlamento» racconta la Bogoslovskaja, che è passata e poi uscita per protesta dal partito delle Regioni del deposto presidente Viktor Yanukovich. “Uno degli agenti fa vedere a me ed altri parlamentari sullo smart phone un filmato che gli è stato inviato. E dice: “Sappiamo che è una provocazia”. Si vede un cecchino che indossa un’uniforme dei Berkut. È mascherato con l’elmetto ed una fascia gialla sul braccio – ricorda la deputata -. Ha un kalashnikov e si trova sul tetto di uno degli edifici della piazza, probabilmente il palazzo dei sindacati. Prima si vede solo la testa, poi si alza e spara in direzione di Maidan (sui manifestanti, nda). Si abbassa per rialzarsi e spara di nuovo nell’altra direzione verso le forze governative”.

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Per la prima volta un video dimostrerebbe chiaramente, che una “terza forza” di cecchini colpiva gli uni e gli altri per provocare il caos. “Il Berkut che mostra il video giura: “Lo troveremo anche se si nascondesse sotto terra e ve lo porteremo morto. È travestito da Berkut. Non può essere uno di noi”” riporta Bogoslovskaja. Il 5 marzo in una telefonata alla responsabile europea Catherine Ashton il ministro degli Esteri estone puntava il dito contro i leader di Maidan, che avrebbero organizzato la mattanza per far cadere il regime, come è avvenuto. Sull’argomento la deputata che ha visto il video sui cecchini provocatori svicola. Poi, in linea con il nuovo corso, sostiene che “le provocazioni, gli omicidi e l’ebollizione della situazione sono il risultato dell’ingerenza del Cremlino. Dal febbraio 2013 il ministero dell’Interno e l’Sbu (i servizi segreti, nda) erano sotto controllo russo attraverso la presenza di funzionari dell’Fsb (l’intelligence di Mosca, nda)”.
Secondo Bogoslovskaja il piano di Mosca era di far cadere Yanukovich: “Putin non ha mai creduto in lui. Punta piuttosto su Yulia Tymoshenko”, l’ex primo ministro che è stata effettivamente liberata dopo i cecchini e la fuga del presidente.
La telefonata shock intercettata della pasionaria ucraina con un suo amico, Nestor Shufrych, del partito di Yanukovich è stata solo parzialmente smentita sulla frase terribile dell’atomica contro i russi dell’Ucraina. “È tutto un bluff – si dice convinta Bogoslovskaja -, Tymoshenko lo fa apposta per coprire il futuro accordo con Mosca” se verrà eletta presidente. Per la deputata i pericoli non sono finiti. “Putin si ritiene un Messia della nuova Unione Sovietica dall’Ucraina ai Paesi baltici. Potrebbe arrivare a Kiev in tre ore da Chernigov al confine con la Bielorussia – denuncia la deputata -. E nell’Est del Paese (roccaforte filorussa, nda) lo scenario più probabile è la guerra civil”».