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Non è una guerra Italia-Francia
Ma di Macron all’Italia giallo-verde

Emmanuel Macron ha dichiarato guerra all’Italia giallo-verde. È questo il vero tema dello scontro diplomatico che in questi giorni coinvolge Italia e Francia. E sbaglia chi crede che questa sia una sfida fra due Paesi che in realtà hanno legami ben più profondi che travalicano la disfida fra Eliseo e Palazzo Chigi. La realtà è che è sì, mai come questa volta i due Stati hanno agende contrapposte. Ma è soprattutto chiaro che il presidente francese, simbolo di quell’élite europea contrastata dai movimenti sovranisti e populisti, vuole infliggere colpi durissimi al governo composto da Lega e Movimento Cinque Stelle, che rappresentano i nemici perfetti dell’inquilino dell’Eliseo.

Parigi ha manifestato da subito la sua totale avversione nei confronti del governo italiano. E se è assolutamente vero che l’esecutivo italiano ha da sempre considerato Macron l’obiettivo numero uno della propria politica estera, è anche vero che non c’è mai stato da parte del presidente francese alcun interesse a dialogare con l’Italia. Anzi, da quando le elezioni di marzo 2018 hanno consegnato una maggioranza del tutto opposta a quanto preferito da Parigi (e Berlino), l’ordine del presidente francese è stato quello di scatenare una vera e propria sfida a 360 gradi nei confronti dell’agenda politica italiana. E lo hanno dimostrato le dichiarazioni nei confronti della maggioranza di governo (da “vomitevoli” a “lebbra nazionalista”) ma anche le azioni messe in atto dall’Eliseo per colpire gli interessi italiani (Libia, Fincantieri, Alitalia, deficit, Europa, migranti, sconfinamenti).

Da questa sfida all’Italia, il governo italiano ha ovviamente reagito con veemenza. E non sorprendono le prese di posizione di Matteo Salvini e Luigi di Maio che, pur con scelte opinabili, hanno sostanzialmente risposto a una serie di attacchi da parte del governo francese. Ma quello che è scaturito successivamente a questo scontro è l’idea, perpetrata da molti, che questo scontro fra governi sia in realtà una sfida fra Italia e Francia. Cioè fra due Paesi e non fra le loro rispettive amministrazioni.

In realtà non è così. E lo dimostrano soprattutto le alleanza politiche costruite in questi anni specialmente fra la Lega di Salvini e il Rassemblement National di Marine Le Pen. E lo dimostrano per certi versi anche i legami instaurati (pur molto fragili) fra Movimento 5 Stelle e gilet gialli. E questa è la dimostrazione più eloquente di come la fantomatica guerra dell’Italia alla Francia, come sostenuto da molti osservatori, sia in realtà un’idea assolutamente superficiale. Questa è una partita ben differente: è una sfida fra due idee di Europa fra loro inconciliabili. Ed è per questo che si sta spostando su un piano internazionale una questione che è prima di tutto politica.

Il governo di Giuseppe Conte, ha scalfito le certezze di un certo sistema europeo basato sull’asse franco-tedesco. Probabilmente non con i risultati sperati e non senza alcune conseguenze anche gravi. Ma è del tutto evidente che se a quelle elezioni presidenziali del 2017 fosse uscita vincente Marine Le Pen, nessuno avrebbe parlato di una guerra fra Italia e Francia, ma probabilmente di due Paesi amici e alleati. Naturalmente nessuno può avere la certezza.

Ma vedendo la profonda sinergia della Lega con quello che era il Front National e soprattutto vedendo l’asse fra le opposizioni e Macron (basti ricordare il legame fra En Marche! e il Partito democratico di Matteo Renzi) non si può non riflettere sul fatto che il presidente francese stia facendo il possibile per isolare e colpire l’Italia più perché rappresenta un avversario politico che un avversario strategico. Anche perché passare dal negoziato sul Trattato del Quirinale con Paolo Gentiloni a contrastare in ogni modo la politica italiana, significherebbe aver cambiato atteggiamento in maniera fin troppo rapida su Roma e le sue strategie. È cambiato il governo e le idee che muovono Palazzo Chigi: ed è per questo che Macron ha fatto scattare le rappresaglie.