Un soldato delle forze speciali russe (Wikipedia)

Che cos’è il Gruppo Wagner
I contractors al servizio della Russia

Uomini pronti a tutto, addestrati alla guerra, quasi sempre ex militari dell’esercito russo che, dietro lauto compenso, offrono i propri servigi al Paese attraverso un’impresa privata. Sono questi i componenti del Gruppo Wagner, al centro delle cronache odierne per la morte di tre giornalisti russi che investigavano sull’impiego dei contractors in Africa da parte del Cremlino.

Cos’è il Gruppo Wagner

Il Gruppo Wagner nasce nel 2014 per mano di Dmitriy Valeryevich Utkin, ex colonnello delle forze speciali russe nato nel 1970 in Ucraina. Da tempo sotto la scure delle sanzioni del Dipartimento del Tesoro americano, Utkin è un uomo misterioso, di cui si sa pochissimo. L’unica certezza è che viene considerato da più parti come un uomo legato a doppio filo con Vladimir Putin. 

Non è un mistero, ad esempio, che Utkin abbia partecipato al ricevimento offerto dallo stesso presidente russo ai reduci della guerra in Siria. A dicembre, fra i 300 invitati in occasione della Giornata degli eroi, in cui erano ospitati “militari e civili che hanno dimostrato particolari coraggio ed eroismo”, c’era anche lui, Utkin.

Ma Putin non è il solo uomo a cui sarebbe legato l’ex colonnello degli Spetsnaz . Ce ne sarebbe un altro, in particolare, che è considerato il fulcro dell’enorme quantità di denaro e potere che ha assunto nel tempo il gruppo Wagner: Evgheny Prigozhin. L’uomo è uno dei più ricchi di Russia. A capo circa una trentina di società  di un impero che va dal catering ai ristoranti stellati, il suo nome è apparso anche nel filone di indagini del Russiagate. Secondo le accuse dei federali americani, l’impero di Prigozhin sarebbe la base delle interferenze russe nelle elezioni del 2016 con cui Donald Trump ha battuto Hillary Clinton.

Questo molteplice livello di accuse contro Utkin e Prigozhin fa comprendere quanto sia importante questo gruppo di contractors. Non è solo un’organizzazione paramilitare. Il ruolo del Wagner è strategico e politico ed è al centro della guerra di intelligence fra Russia e Stati Uniti. I servizi Usa considerano il gruppo la longa manus del Cremlino. Ed è per questo che questa uccisione dei giornalisti in Repubblica centrafricana assume dei connotati molto importanti. C’è una sfida ben più ampia che si gioca riguardo ai cosiddetti mercenari. 

Dov’è impiegato il Gruppo Wagner

La storia di Utkin aiuta a capire il ruolo di questo esercito di contractors che, negli anni, è diventato uno strumento fondamentale della politica di Putin in molte crisi in cui non poteva far intervenire le forze armate russe.

Dopo aver abbandonato le forze speciali, il leader di Wagner ha lavorato per la società di sicurezza Moran. Quest’impresa è un po’ il nucleo da cui è partita l’idea di Wagner. Fondata da veterani delle forze armate di Mosca per contrastare la pirateria, i suoi vertici sono stati poi coinvolti in un’altra operazione: la nascita dei “Corpi Slavi”. Quest’altra organizzazione, con sede a Hong Kong e San Pietroburgo, ha avuto un ruolo fondamentale: la protezione dei giacimenti e degli oleodotti in Siria durante l’ascesa dello Stato islamico.

Contemporaneamente, inizia a circolare il nome del Gruppo Wagner. Le prime notizie parlano di un impiego dei contractors in Donbass, a sostegno della causa separatista. Poi, nel 2015, iniziano ad arrivare le prima informazioni sull’impiego di questo gruppo nella guerra di Siria, nodo della politica russa in Medio Oriente. Dal dicembre del 2015, la società inizia a contare i suoi primi morti: i media riportano l’uccisione di una decina di civili russi a Latakia durante gli scontri con i gruppi armati ribelli.

I numeri del loro impiego in Siria sono difficili da reperire attraverso fonti ufficiali. I media parlano di circa 5mila uomini inviati nel tempo in tutto il territorio siriano. Molto spesso come gregari delle forze siriane, diventando in pratica il contatto fisico fra le forze armate russe e quelle di Damasco. Di loro si parla come i veri artefici della riconquista di Palmira contro i terroristi dell’Isis.

Altre volte, i loro impiego è stato quello di una vera e propria polizia militare che ha sostituito le truppe regolari. Ques’tanno si tornò a parlare di loro in Siria dopo il bombardamento Usa a Deir Ezzor in cui si ritiene siano morti molti di questi uomini. E i reporter della Reuters individuarono in particolare a Rostov sul Don uno dei principali punti di partenza e di arrivo del traffico di contractors.

I contractors in Africa

Ma  a quanto pare non ci sono solo Siria e Ucraina al centro delle loro operazioni. Adesso c’è anche l’Africa. Secondo alcune fonti, i contractors russi sarebbero centinaia in Repubblica centrafricana e in Sudan. Sergey Sukhankin, analista dell’International Centre for Policy Studies di Kiev e della Jamestown Foundation, afferma che questi uomini sono stati inviati per proteggere le miniere di diamanti e di metalli preziosi, così come in Siria per proteggere oleodotti e impianti petroliferi.

Il ministero della Difesa russo non ha mai negato la loro presenza, ne ha solo ridotto il numero. A marzo, il portavoce il portavoce del ministero degli esteri russo Artyom Kozhin, dichiarò che “su richiesta del presidente della Repubblica Centrafricana, la Russia ha deciso di fornire al paese aiuti militari gratuiti”, e tutto con il pieno consenso del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite, avvertito dell’operato di Mosca.

Il ministero della Difesa russo consegnò in quel caso armi e munizioni alle forze armate della Repubblica centrafricana e inviato cinque militari e 170 istruttori civili per addestrare i militari locali. Istruttori civili, ossia contractors, confermati anche ieri da Maria Zakharova mentre parlava della morte dei tre giornalisti. 

Del resto la Russia non è certo l’unico Stato a utilizzare i cosiddetti eserciti privati. Gli Stati Uniti hanno la Blackwater (o Academi) di Erick Prince come colonna portante di molte operazioni all’estero. E sono loro una delle braccia armate delle monarchie del Golfo, che possono contare sui soldi, e non sugli uomini, per combattere le loro guerre.

  • potier

    in poche parole sono quelli che fanno il lavoro sporco di Putin in giro per il mondo, pagati da quando se ne sa nemmeno poi così tanto, tuttavia per gli standard russi dovrebbe essere parecchio.
    in Siria a quanto pare ne hanno accoppati un bel po, persino appunto a Deir Ezzor dove pensavano che gli americani non sarebbero intervenuti ma come abbiamo poi visto così non è andata, e infatti secondo molte testimonianze duecento di loro sono tornati in Russia ben distesi.
    così come anche moltissimi di loro tornano indietro orizzontalmente dal fronte ucraino caricati sui famosi autocarri bianchik.
    eh si, gli ucraini a quanto pare se ben armati sanno sparare parecchio bene … comunque morire per 1200/1500 USD, mi pare questi siano proprio dei mentecatti all’ultimo stadio … spero solo i fucili Barrett 50 ucraini continuino a fare il loro ottimo lavoro come sempre …

  • Shiiva

    “Gruppo wagner” e’ un’invenzione della propaganda occidentale, non esiste in realta’.